Giorno: 16 dicembre 2011

Mediazione: il Ministro conferma l’obbligatorietà.

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Diretta: il Ministro Severino: la Mediazione rimane condizione di procedibilità.

Verrà sanzionato il comportamento della parte che si sottrae al procedimento di mediazione.

Altri particolari (dal sito del Ministero della Giustizia):

Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi una serie di provvedimenti in materia di giustizia civile e penale: un decreto legge sull’emergenza carceri; un disegno di legge con interventi per il recupero dell’efficienza del processo penale; un DPR di modifica del regolamento penitenziario che introduce la Carta dei Diritti e dei Doveri dei detenuti; un decreto legge sul sovraindebitamento del piccolo imprenditore e del consumatore e sull’efficienza del processo civile; il primo decreto legislativo di attuazione della delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie relativo ai giudici di pace.

DL EFFICIENZA PROCESSO CIVILE E SOVRAINDEBITAMENTO

Viene data una risposta urgente per fronteggiare le situazioni di crisi di piccole imprese e famiglie, a cui non sono applicabili le disposizioni vigenti in materia di procedure concorsuali. A questi soggetti viene offerta la possibilità di concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti che determini la finale esdebitazione del soggetto in crisi. Le norme introducono, per la prima volta in Italia, un meccanismo di estinzione (controllata in sede giudiziale) di tutte le obbligazioni del soggetto sovraindebitato, anche nella prospettiva di una deflazione del contenzioso in sede civile derivante dall’attività di recupero forzoso dei crediti. E’ previsto un intervento limitato dell’autorità giudiziaria (che si limita ad omologare l’accordo raggiunto tra debitore e creditore), mentre decisivo è il ruolo svolto dai neocostuiti organismi di composizione della crisi, che, composti da professionisti in possesso di adeguata preparazione, favoriscono la definizione dell’accordo e ne seguono l’attuazione.

Sono previste alcune correzioni alla disciplina della mediazione, per potenziarne l’utilizzo; una modifica alle norme sull’istanza di prelievo per eliminare alcune distorsioni verificatesi nella prassi; la fissazione di un limite alle spese liquidabili per le controversie davanti ai giudici di pace per le quali non e’ richiesta l’assistenza di un difensore. Questa norma e’ volta ad eliminare il contenzioso seriale che spesso grava su tali uffici con gravi conseguenze in termini di costi e carichi di lavoro.

E’ prevista una proroga di un anno per i magistrati onorari in servizio, tenuto conto, da un lato della necessita’ di procedere alla riforma organica della magistratura onoraria, dall’altro di completare l’attuazione della delega in materia di revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

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Esame avvocati: è una cosa seria?

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Prime riflessioni sulla “tre giorni” dell’esame di avvocato. Premetto che anche alcuni dei miei validissimi collaboratori hanno svolto l’esame, quindi so di cosa sto parlando.

Ebbene, tra ciò che mi è stato riferito e ciò che ho letto sui giornali, non posso che dire di essere sempre più scettico. Faccio alcuni esempi: due commissari che (per carità, in assoluta buona fede) danno consigli in totale contrasto tra loro, confondendo le idee ai candidati, già abbastanza confusi per conto loro; gente con lo smartphone in bagno che riceve per e mail l’intero compito magari dal dominus; tracce che vengono dettate in orari totalmente diversi tra le varie sedi, con le ovvie conseguenze. Per non parlare della tragica differenza della percentuale di promossi a seconda delle sedi di correzione. Ma soprattutto, alla luce del fatto che molti candidati non avendo mai svolto veramente la pratica forense, non avevano la più pallida idea di cosa stessero facendo, un’ulteriore sfornata di poveri ragazzi che non hanno idea di cosa sia veramente la Professione e che credono di poter trovare lavoro e mantenersi dignitosamente in un mondo in cui, ahimè, la concorrenza è sempre più dura e l’Avvocato è visto spesso come un nemico.

Non sarebbe meglio trovare forme alternative per garantire l’effettiva preparazione alla Professione, come il controllo dell’effettivo svolgimento della pratica, con la vera partecipazione alle udienze, la reale redazione degli atti e così via per poi sostenere un esame dal taglio più pratico ma meno confusionario?

Comprendo perfettamente la posizione di chi dice, tra i Praticanti, che non è giusto che in futuro l’esame sia più duro rispetto a quanto lo è stato per chi è già Avvocato: ma bisogna pur rendersi conto che così non si può andare avanti.

Ditemi cosa ne pensate.