La conferenza di domani 19 ottobre: “Il giusto rapporto tra giurisdizione e mediazione: modelli, esperienze e proposte”.

Domani si terrà l’importante conferenza “Il giusto rapporto tra giurisdizione e mediazione: modelli, esperienze e proposte“, presso l’Aula Magna della Corte di Cassazione.

Ricordiamo che, a causa dell’altissimo numero di richieste pervenute, le iscrizioni sono chiuse. Nei prossimi giorni sarà nostra cura pubblicare i resconti della giornata.

Di seguito, il programma:

Venerdì 19 ottobre 2012 alle ore 11.30 a Roma, presso l’Aula Magna della Corte di Cassazione, si terrà la conferenza internazionale dal titolo “Il giusto rapporto tra giurisdizione e mediazione: modelli, esperienze e proposte”. L’iniziativa costituisce l’ultima conferenza organizzata in Italia nell’ambito del progetto comunitario Judges in ADR, inaugurato lo scorso 3 febbraio nella medesima sede. Questa volta Roma accoglierà personalità provenienti da tutto il mondo, per una condivisione più ampia possibile dei modelli, delle esperienze e delle proposte in materia di giusto rapporto tra processo e mediazione.

Ad una prima sessione dedicata al “modello italiano” di mediazione, di cui proprio in autunno la Commissione affari giuridici dell’Europarlamento inizierà a discutere, ne seguirà una seconda dedicata alle recenti esperienze e alle prospettive future nei paesi europei in materia di legislazione. La giornata si concluderà con un approfondimento sul funzionamento dell’istituto della mediazione negli altri continenti.

Numerose e importanti le personalità italiane e internazionali che interverranno alla conferenza; tra esse i giudici americano Annette Rizzo e australiano Patricia Bergin, l’europarlamentare europea Arlene McCarthy e il vicepresidente del CSM Michele Vietti.

Agenda dei lavori

Il giusto rapporto tra giurisdizione e mediazione: modelli, esperienze e proposte

Roma, 19 Ottobre 2012 (11.00 – 18.30) – Aula Magna, Corte di Cassazione

CON L’ADESIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

INDIRIZZI DI SALUTO

Ernesto Lupo, Primo Presidente, Corte Suprema di Cassazione

Giorgio Santacroce, Presidente, Corte d’Appello di Roma

Michele Vietti, Vice Presidente, Consiglio Superiore della Magistratura

GARANZIE, INCENTIVI E SANZIONI: IL “MODELLO ITALIANO” DI MEDIAZIONE

Introduce Paolo Porreca, Vice Capo Ufficio Legislativo, Ministero della Giustizia

Giovanni Canzio, Presidente, Corte d’Appello di Milano

Piercamillo Davigo*, Consigliere, Corte Suprema di Cassazione

Fabio Florio, Consigliere, Consiglio Nazionale Forense

Ivanhoe Lo Bello, Vice Presidente, Confindustria

Paolo Martinello, Presidente, Altroconsumo

Pausa Lavori

LA MEDIAZIONE NELL’UNIONE EUROPEA: PRESENTE E FUTURO

Introduce Giuseppe De Palo, Presidente, ADR Center – member of JAMS International

Christian Duve, Rapporteur sulla Mediazione, CCBE, Germania

Jonathan Mance*, Giudice, Corte Suprema, Regno Unito

Arlene McCarthy*, Relatore della Direttiva sulla Mediazione, Parlamento europeo

Gérard Pluyette, Presidente, Prima Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione, Francia

Pausa Lavori

LA MEDIAZIONE NEGLI ALTRI CONTINENTI: ALCUNE ESPERIENZE SIGNIFICATIVE

Introduce Patricia Bergin, Chief Judge in Equity, Corte Suprema del New South Wales, Australia

Guang “Dawn” Chen*, Docente di mediazione, Università Normale di Pechino, Cina

Mark Collett*, Direttore, The Mediation Company, Sudafrica

Annette Rizzo, Giudice, Court of Common Pleas, Philadelphia, Stati Uniti d’America

DIBATTITO

interventi di:

Paola Accardo, Rappresentanza Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa

Cesare Mirabelli, Presidente Emerito, Corte Costituzionale

Riccardo Fuzio, Consigliere, Consiglio Superiore della Magistratura

Tiziana Pompei, Vice Segretario Generale, Unioncamere

Presiede: Giorgio Santacroce Modera: Giuseppe De Palo

‘è stato invitato a partecipare

 * videomessaggio

L’invio dell’istanza di mediazione a mezzo di raccomandata a.r. , senza deposito, non è sufficiente per iniziare la procedura e assolvere all’obbligo (Trib. Busto Arsizio, sez. dist. di Gallarate, 15 giugno 2012)

Il Tribunale di Busto Arsizio, sez. distaccata di Gallarate, con sentenza del 15 giugno 2012, ha ritenuto di dover dichiarare l’improcedibilità della domanda, in tema di locazioni, in quanto le parti non avevano assolto all’invito di presentare la domanda di mediazione ex D. Lgs. 28/10.

In realtà, una delle parti aveva inviato, mediante raccomandata a.r. poi prodotta in giudizio, la domanda di mediazione presso un organismo (il cui regolamento, peraltro, non prevedeva l’invio dell’istanza mediante il servizio postale), tra l’altro tornata al mittente per compiuta giacenza.

La parte, poi, non si era curata di chiedere al Giudice una proroga del termine.

Il Tribunale, di conseguenza, considerando appunto che la domanda di mediazione non era stata depositata presso l’organismo nel termine dei 15 giorni, ma solo inviata a mezzo posta con raccomandata (tornata al mittente), che l’intimante non aveva chiesto la proroga del termine prima della scadenza, ha statuito che le parti non avevano assolto all’obbligo di legge e all’invito del Tribunale, dichiarando improcedibile la domanda, anche in considerazione del fatto che il Legislatore (dice la sentenza) “precisa che nel termine di 15 giorni l’istanza va depositata”.

Tribunale Busto Arsizio,
sez. distaccata Gallarate,
sentenza 15 giugno 2012

Est. Dr. F. Di Lorenzo

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Il locatore Tizio ha intimato sfratto per morosità al conduttore Caio, con contestuale citazione per la convalida. All’udienza fissata per convalida è comparso l’intimato personalmente, che si è opposto alla convalida. Il Giudice ha quindi emesso ordinanza non impugnabile di rilascio con ordine all’intimato di rilasciare l’immobile, disponendo il mutamento del rito ex art. 667 c.p.c. e assegnando termine di 15 giorni per presentare domanda di mediazione ex D.Lgs. 2010 n. 28. Nel corso dell’udienza fissata a seguito di mutamento del rito, nella contumacia di parte intimata, l’intimante ha affermato che il procedimento di mediazione non è stato esperito, e ha prodotto plico postale contenente domanda di mediazione, inviato nel termine di 15 giorni assegnato con raccomandata r/r all’Organismo di Mediazione e tornata al mittente per compiuta giacenza. A fronte di ciò, il Giudice ha sollevato d’ufficio la questione di improcedibilità della domanda, assegnando termine per deposito di note sul punto, e quindi, all’esito* rinviando la causa per la discussione.

2. La domanda va dichiarata improcedibile.

2.1. Premesso che l’art. 5 del Dlgs 28/2010 individua espressis verbis il previo procedimento di c.d. media – conciliazione quale condizione di procedibilità di domande giudiziali aventi ad oggetto la materia locatizia (quale è quella che rileva nel caso qui in esame), va evidenziato che le parti, alle quali era stato assegnato il termine per proporre domanda di mediazione ex Dlgs 28/2010, non hanno esperito l’obbligatorio tentativo della media-conciliazione.

In linea generale, pur se il termine assegnato ai sensi dell’art. 5 Dlgs 28/2010 per proporre domanda di mediazione è da ritenersi ordinatorio in difetto di diversa ed espressa indicazione di perentorietà nel disposto legislativo, può essere chiesta al Giudice la proroga, purchè prima della sua scadenza, così che il decorso del termine comporta uguali conseguenze preclusive del decorso del termine perentorio, e comunque osta alla assegnazione di un nuovo termine (ex multis Cass. civ., sez. II, 19 gennaio 2005, n. 1064, in Giust. civ. Mass., 2005, 1; Cass., 2 gennaio 1999 n. 808).

Il riferito Dlgs 28/2010 prevede che il Giudice in prima udienza (e, nei procedimenti di convalida di sfratto o di licenza, nel giudizio di merito successivo al mutamento del rito ex art. 667 c.p.c. -come nel caso qui in esame-) deve verificare se sia stato previamente esperito il tentativo di mediazione, e, in caso negativo, deve assegnare alle parti un termine per presentare la domanda all’Organismo di Conciliazione. In tale fase, quindi, non è ancora maturata l’improcedibilità, ma il giudizio «entra in una fase di quiescenza» (in questi termini Trib. Busto Arsizio, sez. dist. Gallarate, 22 marzo 2012, inedita), e solo in caso di mancata proposizione della domanda di mediazione nel termine assegnato o in caso di mandata richiesta di proroga prima di tale scadenza il Giudice dichiara improcedibile la domanda.

2.2. Orbene, nel caso in esame la domanda di mediazione non è stata tempestivamente proposta, né è stata chiesta proroga del termine prima della sua scadenza; la domanda di mediazione infatti non è stata depositata presso l’organismo di mediazione nel riferito termine di 15 giorni. Risulta solo che parte intimante ha cercato di intraprendere la procedura di mediazione tramite atto non già depositato, ma solo inviato all’Organismo di Conciliazione a mezzo posta con raccomandata (peraltro restituita al mittente per compiuta giacenza); tuttavia, va evidenziato che: la domanda non è mai stata depositata in quanto la raccomandata è tornata al mittente; l’intimante non ha chiesto la proroga del termine prima della sua scadenza; come evidenziato dallo stesso intimante nella memoria depositata in data 17.5.2012, il Regolamento dell’Organismo di mediazione adito non prevede che la domanda di mediazione possa essere proposta con atto spedito da una delle parti a mezzo raccomandata postale. D’altra parte, il Legislatore precisa che nel termine di 15 giorni l’istanza va depositata (arg. ex art. 4 c. I e 6 c. II D.lvo 2010 n. 28), e non indica espressamente anche la spedizione a mezzo raccomandata da parte di una delle parti quale mezzo di introduzione del procedimento; invece il Legislatore, nell’ambito della disciplina della media-conciliazione, quando ha ritenuto sufficienti forme più ampie, non ha mancato di indicarlo espressamente (ad esempio, se non viene depositata una domanda congiunta di mediazione ma una domanda ad opera di una sola parte, l’art. 8 del citato Decreto prevede che, dopo il deposito dell’istanza di mediazione, va data comunicazione all’altra parte della domanda di mediazione e della data del primo incontro «con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante» -art. 8glasses.

Dichiarata l’improcedibilità della domanda, va precisato che non viene meno l’efficacia dell’ordinanza non impugnabile di rilascio ex art. 665 c.p.c. emessa all’esito della fase sommaria del procedimento di convalida; è principio recepito in giurisprudenza quello secondo cui l’ordinanza di rilascio di cui all’art. 665 c.p.c., eventualmente emessa nei confronti del conduttore che si sia opposto alla convalida dell’intimazione di sfratto, rientra nella categoria dei provvedimenti di condanna con riserva delle eccezioni del convenuto, e quindi l’ estinzione del giudizio di merito o la sua improcedibilità non ne determina l’inefficacia, salva restando la facoltà del conduttore di far valere, nel termine di prescrizione, le sue eccezioni in un nuovo autonomo processo (Cass. civ., sez. III, 14 febbraio 1997, n. 1382, in Foro it., 1998, I, 163). 3. Nella contumacia nell’intimato (non essendosi costituito con difensore nel giudizio di merito successivo al mutamento del rito ex art. 667 c.p.c.), vi è non luogo a provvedere sulle spese di lite

PQM


il Tribunale, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta, ogni altra istanza, eccezione e domanda disattesa così provvede:

1-dichiara improcedibile la domanda di Tizio;

2.-non luogo a provvedere sulle spese di lite.

Gallarate, il 15 giugno 2012.

Preavviso di fermo: è competente il giudice del luogo di residenza del ricorrente (Corte di Cassazione, sez. VI Civile-2, ordinanza n. 17749/12)

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 25 settembre – 16 ottobre 2012, n. 17749

Presidente Goldoni – Relatore Bianchini

N. C., residente in B. (…) propose opposizione, innanzi al Tribunale di la Spezia, contro il preavviso di fermo amministrativo di una propria autovettura notificatole il 6 giugno 2008 a cura della spa Equitalia Sestri, agente per la riscossione per conto del Comune di Roma, in relazione al mancato pagamento di due cartelle esattoriali relative: una a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, l’altra a tributi ed imposte.

La C., con la sospensione del provvedimento di fermo, chiese l’annullamento delle cartelle esattoriali di cui riteneva non fosse stata dimostrata la tempestiva notifica. L’adito Giudice affermò la competenza territoriale del Giudice di Pace di La Spezia in ordine alle sanzioni amministrative mentre dichiarò la carenza di giurisdizione in favore delle Commissioni Tributarie per la restante parte.

Il Giudice di Pace di La Spezia, a sua volta, nel procedimento ritualmente innanzi a sé riassunto dalla C., si dichiarò territorialmente incompetente, indicando la competenza del Giudice di Pace di Roma, luogo ove era stata accertata la violazione del codice della strada e notificato il relativo verbale; riassunto il giudizio innanzi al quest’ultimo giudicante, lo stesso si è dichiarato non competente, indicando a sua volta il Giudice di Pace di La Spezia – competente in relazione al luogo di residenza della C. ed a quello di notifica alla medesima del provvedimento di fermo amministrativo – in ragione della inderogabilità della competenza territoriale del Giudice dell’esecuzione, a mente del combinato disposto degli artt. 615 c 27 c.p.c., tenuto conto della mancanza di una dichiarazione di residenza o di una elezione d i domicilio della parte istante nel Comune ove ha sede il giudice dell’esecuzione medesimo, a mente dell’art. 480, 111 comma, c.p.c..

Disposta la rinnovazione della comunicazione del provvedimento di elevazione del conflitto alle parti il P.M. ha depositato requisitoria scritta con la quale ha chiesto affermarsi la competenza del Giudice di Pace di La Spezia, per le ragioni poste a sostegno del provvedimento del Giudice remittente.

L’istanza di regolamento è fondata.

Va innanzi tutto sottolineata la ammissibilità del regolamento di competenza d’ufficio richiesto dal Giudice di Pace: a – in quanto l’art. 46 c.p.c. rende inapplicabili al giudizio davanti a tale giudice solo le norme concernenti il regolamento ad istanza di parte, ossia gli artt. 42 e 43 c.p.c., senza far riferimento al regolamento d ‘ufficio di cui al successivo art. 45 (Cass.5843/2006); b – in quanto la pur stringata esposizione del fatto contenuta nell’ordinanza, integrata dalla lettura del provvedimento declinatorio contro il quale è insorto il Giudice di Pace remittente (che costituisce pur sempre fonte di conoscenza acquisibile di ufficio, data la natura del vizio denunziato) era sufficiente a far valutare che il Giudice originariamente adito aveva ritenuto che la competenza territoriale inderogabile del giudice di pace romano si radicasse in relazione al luogo di elevazione della contravvenzione ex art. 22 L. 689/1981.

Ciò posto va sottolineato che l’opposizione al preavviso di fermo era finalizzata a far valere i vizi formali della cartella esattoriale, rispetto alla quale il fermo costituiva misura latu sensu cautelare, così che il ricorso cella C. si configurava come opposizione all’esecuzione forzata – sia pure nella sua fase prodromica di opposizione a precetto ex art. 615 c.p.c. – costituendo lo strumento necessario ad impugnare gli atti ad essa prodromici (vedi Cass. Sez. Un. n. 11087/2010 in merito all’autonoma impugnabilità del preavviso di fermo, cui adde, in merito all’equiparazione dell’opposizione a cartella esattoriale all’opposizione a precetto , anche ai fini della competenza territoriale: Cass. Sez. VI-2, ord. 8704/ 2011).

Ne risulta così confermata la competenza territoriale del Giudice di pace del luogo di residenza della C. in ragione della natura dell’opposizione dalla medesima posta in essere c del combinato disposto degli artt. 615, I comma, c.p.c.; 27 c.p.c. e 480, III comma c.p.c..

La causa andrà riassunta nel termine indicato in dispositivo innanzi al giudice dichiarato competente che provvederà anche sulle spese del presente procedimento.

Nulla per le spese trattandosi di regolamento d ‘ufficio e non avendo svolto difese le parti intimate.

P.Q.M.

La Corte di Cassazione dichiara l a competenza del Giudice di Pace di La Spezia e ordina la riassunzione della causa innanzi a detto giudice entro 60 giorni dalla comunicazione, a cura della Cancelleria, della presente ordinanza.