Mediazione obbligatoria: danni economici e disinformazione per colpa di un comunicato stampa.

di Matteo Gallo – E’ trascorso più di un mese da quell’inusuale comunicato stampa con il quale la corte costituzionale dichiarava l’illegittimità costituzionale della mediazione obbligatoria per eccesso di delega legislativa

Il potere dirompente del comunicato stampa si è propagato in breve tempo tra tutti gli operatori che ruotavano attorno all’Istituto provocando seri danni sia all’immagine dello stesso sia alle casse economiche degli Organismi che per opera di un comunicato, non di un dispositivo, hanno visto l’immediato crollo di istanze depositate presso le sedi nonché il ritiro di quelle già presentate.

Un vero e proprio caos economico e normativo che ha generato enormi danni al mondo ADR.

Molti credevano che una simile scelta della Consulta fosse stata intrapresa proprio per “salvare” l’Istituto avvertendo, in senso lato, il legislatore di mobilitarsi per un intervento tempestivo senza attendere il provvedimento finale della Consulta.

Di fatto il parlamento, ed alcuni mirabili esponenti dell’ADR, si sono mobilitati immediatamente per sanare l’eccesso di delega legislativa riscontrato dalla Corte con interventi tempestivi.

Tali interventi, esplicitati con emendamenti alla legge di Sviluppo, sono però stati resi inammissibili dalla X Commissione ma, in realtà, lo stesso ministro della Giustizia Paola Severino aveva già fatto intendere di volere attendere le motivazioni della Consulta prima di intraprendere le contromosse necessarie;

La chance degli emendamenti, probabilmente, è stata persa proprio per la lentezza nell’emettere un dispositivo così importante per un intero settore lavorativo quale è quello della mediazione Civile.

Nel frattempo a riportare in auge l’Istituto ci ha pensato in data 20 novembre 2012 la commissione Giustizia del Senato approvando in via definitiva, il disegno di legge che prevede la modifica della disciplina degli immobili in condominio così come disciplinata dal codice civile del 1942.

Tale riforma prevede all’Art. 71-quater l’esperimento obbligatorio del tentativo di mediazione per quanto concerne la materia condominiale.

Ciò testimonia che la mediazione non è dimenticata, affatto, dal nostro Ordinamento ed anzi ha trovato concreta rappresentazione in una riforma epocale, attesa da ben 70 anni.

Anche il ministro Severino partecipando a diversi convegni si è mostrata pronta alle contromosse del caso, intavolando un tavolo di studio con magistrati ed avvocati, per favorire la ripresa e la reintroduzione della mediazione obbligatoria, lasciando intendere al contempo di essere condizionata, in quanto alla tempestività di azione, alle motivazioni della Consulta.

Che senso ha allora il comunicato Stampa? A questo punto è difficile trovare una risposta esauriente ad una modalità che era già parsa assolutamente inusuale fin dall’inizio della nota vicenda.

Gli oltre 30 giorni trascorsi potrebbero essere ad ogni modo un “dato positivo”in termini di accuratezza e completezza della sentenza nel senso che la corte potrebbe suggerire, oltre alla rilevazione dell’ incostituzionalità parziale, le ipotetiche strade da intraprendere per salvare l’Obbligatorietà dell’Istituto.

Di certo l’attenzione dell’Europa e gli impegni presi, il forte bisogno di deflazionare il contenzioso nonché un enorme mole di investimenti e di forza lavoro impegnata nel settore non potranno essere accantonati con semplicità.

Si sta diffondendo nelle ultime ore un filone di pensiero proteso ad un rafforzamento della mediazione demandata dal giudice che, se certamente, prefigura un’importante risorsa, a parere della maggioranza dei mediatori potrà essere una importante caratteristica della mediazione di “domani”.

Di certo sarebbe costruttivo apportare le dovute misure affinchè, in una prima fase, le due tipologie possano camminare di pari passo ma è evidente che la mediazione demandata dal giudice potrà consolidarsi solo attraverso un insediamento consistente della cultura della mediazione tra giudici ed avvocati, prospettiva raggiungibile, a detta di tutti con gli effetti che solo l’obbligatorietà del tentativo può dare.

Non ci resta che credere, per il profondo rispetto che il popolo ADR nutre nei confronti della Consulta, che questa interminabile attesa possa derivare dall’enorme saggezza che i giudici della corte stanno rimettendo tra le righe del dispositivo affinchè l’Istituto della mediazione possa goderne speditamente in un prossimo futuro.

Dott. Matteo Gallo

Consulenza Tributaria commerciale e del Lavoro

Mediatore professionista Specializzato

Responsabile ImMediata- ADR sede di Cosenza