Nuovo slancio alla mediazione (da Italia Oggi)

Sì alla reintroduzione dell’obbligatorietà. Con incentivi
 di Tiziana Pompei vicesegretario generale Unioncamere  

Il Sistema camerale accoglie con estremo favore la proposta di reintrodurre l’obbligatorietà della mediazione civile e commerciale avanzata dai Saggi nominati dal presidente della repubblica nella loro relazione finale. E per questo è pronto a mettere la propria esperienza a disposizione del paese affinché il ritorno all’obbligatorietà possa essere solido ed efficace, superando quelle resistenze che in passato l’avevano ostacolata.

Perché indubbi sono i vantaggi che l’introduzione della condizione di procedibilità ha prodotto nel nostro ordinamento giuridico prima dello stop della Corte costituzionale. Dati alla mano, secondo quanto riferito dal primo presidente della Corte di cassazione, Ernesto Lupo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, la mediazione obbligatoria ha infatti contribuito a produrre un calo dei procedimenti civili iscritti a fronte di un arretrato che supera i 5 milioni di processi. Stando ai numeri ministeriali, infatti, il decremento registrato del 4,5% della pendenza complessiva dei procedimenti civili di merito (5.388.544 al 30 giugno 2012), deriva non solo dalla significativa diminuzione delle sopravvenienze (-3,7%) ma anche dalla sostanziale tenuta del numero delle definizioni. Dal momento in cui a marzo 2011 è stata introdotta l’obbligatorietà della mediazione, nel giro di due anni sono stati quasi 35 mila i procedimenti gestiti dalle camere di commercio e ben 220 mila quelli complessivi gestiti a livello nazionale dai vari Organismi di mediazione. Cifre incoraggianti che dimostrano la validità di questo strumento di risoluzione alternativa delle controversie i cui benefici, in assenza di contromisure, rischiano tuttavia di vanificarsi nel prossimo futuro. Dopo la sentenza della Consulta dello scorso dicembre, che ha di fatto eliminato l’obbligatorietà della mediazione, l’attività ha infatti registrato una caduta verticale. Per questo l’ipotesi di un ripristino della condizione di procedibilità trova una sponda favorevole nel Sistema camerale. Ma va pensato tenendo conto dell’esperienza realizzata e dei possibili incentivi sia economici che procedurali. Deve essere effettuato per esempio un ragionamento sulle materie oggetto di obbligatorietà. I dati delle camere di commercio hanno riscontrato un maggiore accesso al servizio da parte di utenti con controversie che rientravano nelle tipologie dei diritti reali, della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, della locazione, dei contratti bancari, dei contratti assicurativi, del condominio e del risarcimento danni da responsabilità medica. Ciononostante può essere realizzata una rivalutazione complessiva delle materie, pensando anche a introdurre, in alcuni casi, un collegamento con un tetto economico. Un elemento, quest’ultimo, che potrebbe contribuire al deflazionamento dei tribunali soprattutto nei riguardi di quelle che in Europa vengono definite le small claims. Quanto agli incentivi da introdurre in un progetto di legge di revisione delle norme sulla mediazione civile e commerciale, due sono secondo il Sistema camerale le principali direttrici da seguire: incentivi procedurali e economici. Dal lato procedurale, per facilitare l’adesione delle parti, si potrebbe prevedere l’introduzione di una Sessione preliminare informativa gratuita, ovvero di una sorta di udienza filtro, che consentirebbe ai contendenti di avvicinarsi allo strumento e valutarne la concreta utilità nel caso specifico. Dal lato economico, invece, si dovrebbe agire sugli incentivi fiscali per confermare il credito d’imposta e renderlo effettivamente utilizzabile. Fino a oggi, la complessità delle previsioni contenute nel decreto legislativo n. 28 del 2010 e la mancanza di una disponibilità adeguata di risorse non hanno consentito agli utenti di potersene avvalere. Ma non basta. Un ulteriore prezioso incentivo potrebbe essere la riduzione dell’importo del Contributo Unificato per gli utenti che abbiano utilizzato la mediazione ma che non siano arrivati a un accordo positivo. Secondo il Sistema delle camere di commercio inoltre è urgente intervenire sul fronte dei controlli. Affinché quelli operati sui 983 Organismi accreditati al registro ministeriale possano essere effettivi, e non solo documentali, tali da consentire il rispetto dei requisiti di efficienza, serietà, trasparenza e correttezza nell’organizzazione e nell’operato degli stessi Organismi. Infatti le attuali previsioni normative, che appaiono più funzionali ad una mediazione obbligatoria e meno vicine ad una mediazione volontaria, non consentono sia di garantire un servizio di qualità sia di assicurare agli Organismi quel minimo di flessibilità necessaria per mettere in luce i vantaggi della mediazione volontaria e incoraggiarne l’utilizzo. L’impianto rigido delle tariffe e dell’approvazione dei regolamenti e dei criteri per la loro determinazione non danno la possibilità agli Organismi di poter realizzare le più adeguate iniziative promozionali per rilanciare il servizio, nell’attesa che le riforme dello strumento e gli interventi per il ripristino dell’obbligatorietà possano concretizzarsi e magari avviare il loro iter parlamentare. Tutti temi sui quali il Sistema camerale, forte dell’esperienza ultradecennale maturata nel campo della giustizia alternativa, è pronto a dare il suo contributo nella convinzione che la mediazione possa essere la strada giusta per fornire una risposta tempestiva ed efficace alle esigenze di tutela nei rapporti tra privati senza passare dalle affollate aule dei Tribunali.

Una migliore giustizia civile per la crescita, subito: cambiano sede e orario

Sono stato modificati l’orario e la sede del convegno “Una migliore giustizia civile per la crescita, subito“, che si terrà, anzichè presso l’Ordine degli Avvocati di Roma,  in Corte d’Appello, Via A. Varisco 3, sala Unità d’Italia, dalle 16.30 alle 19.

Anche di recente, la Commissione europea ha ribadito il legame inscindibile tra efficienza del sistema giustizia e sviluppo economico. Secondo l’esecutivo di Bruxelles, nell’ambito del piano “Justice for Growth” un ruolo importante per favorire la ripresa economica occupano le forme di risoluzione alternativa delle controversie. L’Italia, in questo campo, era stata indicata dal Parlamento di Strasburgo come una possibile “best practice” europea.

 

La sentenza della Corte costituzionale sul tentativo obbligatorio di conciliazione, pur censurando aspetti solo formali della normativa vigente, ha però portato a un crollo verticale dell’attività di mediazione; tuttavia, sino a quel momento, il numero di procedure avviate, e di controversie risolte positivamente, era in continua crescita. Un nuovo impulso all’istituto della mediazione, su basi rinnovate, risulta quindi necessario e urgente. Non a caso, nella loro Relazione sulle riforme istituzionali i “saggi” hanno indicato il ritorno all’obbligatorietà del tentativo di conciliazione come la prima misura per migliorare la giustizia civile.

 

Sul campo vi sono già importanti iniziative volte a migliorare sia l’efficacia sia la qualità della mediazione, tanto a livello di modifiche normative quando di autoregolamentazione da parte degli operatori. Di queste iniziative e delle opportunità immediate che presentano al Paese, specie in una fase di grave crisi, ne discutono:

 

Giorgio Santacroce – Presidente, Corte d’Appello di Roma

Cesare Mirabelli – Presidente emerito, Corte Costituzionale

Paolo Iorio – Presidente onorario, ASF – Italia

Chiara Giovannucci Orlandi – Professore di diritto processuale civile, Università di Bologna

Antonio Matonti – Dirigente, Area Affari Legislativi, Confindustria
Angelo Santi
– Responsabile, Coordinamento della Conciliazione Forense

Giuseppe De Palo – Presidente, ADR Center (moderatore)

 

Corte d’Appello di Roma – Sala Unità d’Italia (16:30-19:00)

Via Antonio Varisco 3 – Roma