Esame avvocato: la traccia dell’atto di civile

ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI CIVILE

Nella notte del 12/05/2012 Caio decideva di partecipare ad una gara automobilistica clandestina e prima della partenza Caio chiedeva a Sempronio di accompagnarlo nella gara. Sempronio accettava l’invito e saliva sulla autovettura condotta da Caio e di proprietà del medesimo. Nel corso della competizione Caio perdeva il controllo della sua autovettura, che si ribaltava, ed a causa delle ferite riportate nell’incidente, Sempronio decedeva. Dal verbale della Polizia risultava che Sempronio aveva allacciato la cintura di sicurezza. Mevia e Tizio, rispettivamente madre e fratello di Sempronio, formulavano rituale richiesta di risarcimento danni ai sensi dell’art. 145 codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 209/2005), ricevuta dalla società Alfa, compagnia assicuratrice dell’auto di Caio il 30/09/2012. Non essendo intervenuto alcun risarcimento, con atto di citazione notificato il 13/06/2013, Mevia e Tizio convenivano in giudizio Caio e la società Alfa per sentirli condannare, in solido tra di loro, al risarcimento dei danni patiti a seguito della morte di Sempronio. A sostegno della propria domanda, Tizio e Mevia esponevano che Sempronio non aveva posto in essere alcuna condotta idonea a causare o anche solo a generare il sinistro, poiché si era limitato a salire a posto dell’autovettura di Caio per accompagnarlo, senza ingerirsi in alcun modo nella conduzione dell’auto di Sempronio. Evidenziavano inoltre che Sempronio aveva adottato tutte le cautele necessarie, allacciandosi la cintura di sicurezza. Gli attori chiedevano quindi che i convenuti venissero condannati in solido tra di loro al risarcimento dei danni derivanti dal sinistro, da attribuirsi alla esclusiva responsabilità di Caio.
Assunte le vesti del legale dei convenuti, rediga il candidato l’atto giudiziario ritenuto più idoneo alla tutela dei propri assistiti, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

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Esame avvocato: la traccia dell’atto di penale

ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO PENALE
Con sentenza pronunciata dal Tribunale nel 2009, divenuta irrevocabile nel novembre 2012, Tizio viene condannato alla pena, condizionalmente sospesa, di anni 1 di reclusione ed euro  600 di multa, per il reato di cui all’art. 646 del codice penale per essersi appropriato indebitamente nell’anno 2008 di beni mobili (cucina e arredi completi di un bar ristorante, nonché della somma di euro  25.000), appartenenti alla società Alfa, della quale era amministratore unico. Nell’aprile 2012 viene dichiarato il fallimento della società Alfa e, per le condotte di distrazione relative ai medesimi beni e alla stessa somma di denaro, Tizio viene denunciato e nuovamente sottoposto a processo, questa volta per il reato di bancarotta fraudolenta di cui all’art. 216, comma 1 n. 1 Regio Decreto 16 marzo 1942 legge fallimentare, processo nel quale rimane contumace. Con sentenza in data 09/05/2014, Tizio viene condannato alla pena di ani 3 di reclusione. Ricevuta la comunicazione dell’avvenuto deposito della sentenza il 03/06/2014, Tizio si reca il giorno dopo in Tribunale, dove acquisisce copia della sentenza.
Il giorno 09/06/2014 Tizio si reca da un avvocato, rappresentandogli la situazione e mostrandogli le due sentenze di cui sopra. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto ritenuto più idoneo alla difesa dello stesso