Ministro mediazione

Mediazione: per il Ministro Orlando si deve proseguire su questa strada

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Da Italia Oggi di lunedì 17 marzo:

La mediazione si fa sempre più strada come strumento per sfoltire il contenzioso. E il neoministro della giustizia Andrea Orlando, al termine dell’incontro con il mondo dell’avvocatura, ha fatto capire di voler proseguire sulla strada avviata della mediazione obbligatoria, avvalendosi dei legali e degli organismi di mediazione esistenti, sui quali peraltro il ministero sta esercitando una decisa attività ispettiva. «A fine 2013, 28 organismi sono stati cancellati dall’elenco, e delle 30 ispezioni avviate 15 sono risultate positive», ha detto Adele Verde, magistrato addetto del ministero della giustizia, intervenendo alla Maratona della mediazione civile e commerciale, organizzata da AR Net Mediation e da Adc Associazione dottori commercialisti, che si è svolta presso la Luiss di Roma. L’attenzione di viale Arenula è alta perchè l’esecutivo punta sempre più a una mediazione di qualità. Anzi, come ha spiegato la Verde, il ministero auspicherebbe la «nascita» della figura dell’avvocato specializzato in mediazione, e non di semplice «mediatore di diritto», come previsto oggi dal decreto 69/2013. Alla Maratona si è discusso anche del tema dell’obbligatorietà della mediazione. «L’art. 24 della Costituzione non esclude che possano esistere forme pre-processuali, anche di carattere obbligatorio, intese a favorire un uso ragionevole del diritto di accesso alle corti di giustizia», ha detto Roberto Nania, ordinario di diritto pubblico alla Sapienza. D’altra parte, ha aggiunto Eugenio Picozza, ordinario di diritto amministrativo all’università Tor Vergata di Roma, «le scoperte delle neuroscienze non possono che avere un forte impatto anche sul diritto e ci spingono verso una cultura dell’inclusione e della gestione preventiva del conflitto, propria della mediazione». «La mediazione rappresenta», per Vilma Iaria, presidente dell’Adc, «uno strumento tanto più importante in un momento di crisi, proprio perché permette di salvaguardare i rapporti con clienti e fornitori e di ridurre i costi necessari ad affrontare le controversie». A proposito delle difficoltà vissute dagli organismi di mediazione in seguito alla sentenza della Corte costituzionale che ha fatto decadere l’obbligatorietà della mediazione, Francesco Scandale, presidente di AR Net, si chiede se, prima di iniziare un’attività imprenditoriale, si debba essere costretti «a sentire il parere di qualche illustre costituzionalista per poter capire se la legge sulla base della quale si vorrebbe operare sia o meno costituzionale». Un paradosso che non può essere accettato, dice Scandale, tanto che alcuni organismi hanno avviato un’azione giudiziaria per accertare quali debbano essere le responsabilità di uno Stato che sbaglia a legiferare.

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Mediazione: per il Ministro va valorizzata ulteriormente

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Ancora apprezzamenti da parte del Ministro della Giustizia nei confronti della Mediazione. Nelle “Comunicazioni del guardasigilli sull’amministrazione della Giustizia” (http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_6_9.wp?previsiousPage=mg_6_9&contentId=NOL980953), si legge infatti che”Per diminuire il numero dei procedimenti giudiziari in entrata, dopo la sentenza della Consulta di fine 2012, è stata ripristinata in via sperimentale per un quadriennio la mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause: l’opera del mediatore, cioè di un professionista qualificato, è funzionale al raggiungimento di un accordo tra le parti impedendo che la lite arrivi in tribunale ovvero, per i procedimenti già pendenti, facilitandone la conclusione senza la decisione del giudice.

Ritengo, infatti, che la mediazione obbligatoria rappresenti uno strumento di grande efficacia per restituire alla decisione autoritativa il suo predicato di extrema ratio e favorire un mutamento culturale nella direzione della riduzione della tendenza alla litigiosità, perdurante del nostro Paese.
Sono sinceramente convinta che, dopo un iniziale ed inevitabile periodo di “assestamento”, l’istituto sortirà effetti positivi sul carico processuale.
A tal fine è stato costituito un sistema di controllo della operatività degli organismi di mediazione da effettuarsi mediante  la programmazione di ispezioni periodiche

Il Ministro ha anche aggiunto, cosa assai importante, che “Si intende inoltre incidere sia sulla domanda di giustizia, anche mediante la valorizzazione dell’istituto della media-conciliazione, valutata pubblicamente in termini estremamente positivi anche a livello europeo,  sia sull’offerta di giustizia, aggredendo l’arretrato e razionalizzando il sistema processuale”

Speriamo che a queste parole segua un intervento normativo forte, magari teso ad eliminare gli effetti devastanti previsti dal c.d.”primo incontro”.  Attenzione, però: questo non vuol dire che questo incontro vada eliminato, dato che anche l’UE ha molto apprezzato la scelta del nostro legislatore la c.d. “opt out” e visto che questa scelta mette anche al riparo da tante critiche di chi è ciecamente contrario. Personalmente, vorrei che fossero studiati dei meccanismi di incentivo per chi decide di proseguire la mediazione, e nello stesso tempo venga attuata qualche misura per impedire che il primo incontro si limiti ad una formalità in cui tanta volte parte chiamata dichiari solamente di non voler proseguire, senza alcuna motivazione.

Mediazione: il 16 gennaio un convegno alla Camera con il Ministro

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Il 16 gennaio si terrà, presso la Camera dei Deputati, sala del Cenacolo, un importante convegno dal nome “La Mediazione in Europa e in Italia”.

Interverranno il Ministro Annamaria Cancellieri, Giuseppe De Palo, Presidente di Adr Center, Giorgio Santacroce, Primo Presidente della Corte di Cassazione, Cecilia Wikstrom, Componente della Commissione giuridica del Parlamento europeo, Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense e Michele Vietti, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Di seguito, il programma completo:

Introduzione
Annamaria CANCELLIERI – Ministro della Giustizia

La mediazione negli Stati Membri: dove funziona, e perché
Giuseppe DE PALO – Presidente di ADR Center e coordinatore dello studio del Parlamento europeo sull’attuazione della Direttiva in materia di mediazione

Per una “equilibrata relazione” tra mediazione e processo dell’Unione Europea
Cecilia WIKSTRÖM – Componente della Commissione giuridica del Parlamento europeo

Il ruolo della mediazione nel sistema giudiziario italiano
Giorgio SANTACROCE – Primo Presidente della Corte di Cassazione

La mediazione e le altre forme di risoluzione non giudiziaria delle controversie
Guido ALPA – Presidente del Consiglio Nazionale Forense

Conclusioni
Michele VIETTI – Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura

Per richiedere di partecipare: http://www.giustizia.it/resources/cms/documents/convegno16gen2014_invito.pdf

Mediazione: l’intervento sulla Giustizia del Ministro Cancellieri in Commissione al Senato

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Signor Presidente,
….

Un’ulteriore linea di azione, che mi sembra importante percorrere nell’ottica di una deflazione dei carichi giudiziari, attiene alla revisione della normativa sulla mediazione obbligatoria, tenendo conto dell’orientamento espresso dalla Corte Costituzionale, ed in esito ad un’ ampia e condivisa valutazione con tutti i principali operatori del settore. Lo strumento della mediazione – come dimostrano esperienze europee in sistemi giudiziari simili al nostro e come ha dimostrato anche la sia pur breve sperimentazione attuata nel nostro Paese nelle forme della obbligatorietà – si è rivelato di grande efficacia sotto il profilo dell’abbattimento del contenzioso civile, con un positivo effetto anche sul piano della composizione dei conflitti tra le parti, per circa la metà dei quali è stato raggiunto l’ accordo. È uno strumento che evidentemente necessita di una metabolizzazione sul piano culturale; quindi, quanto più si riuscirà a sensibilizzare l’opinione pubblica sui positivi risultati indotti dall’adesione a tale meccanismo, tanto più ne trarrà giovamento la macchina dell’Amministrazione della giustizia civile. Ovviamente, la diffusione di tale strumento dovrà essere accompagnata da regole deontologiche e di incompatibilità serie e rigorose, dal rispetto di un principio di competenza, da una adeguata professionalità dei mediatori“.

Seguirà a queste parole une vero intervento a favore della mediazione?

http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_6_9.wp?previsiousPage=mg_6_9&contentId=NOL918909