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Mediazione: i numeri del Tribunale di Firenze

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Sono stati pubblicati i dati della sperimentazione adottata dal Tribunale di Firenze, relativamente alle mediazioni su ordine o invito del Giudice.

In particolare, abbiamo il 39% di mediazioni delegate chiuse con accordo, al quale si aggiunge un ulteriore 28% di negoziazioni concluse positivamente dopo l’esito negativo della mediazione.

Numeri estremamente positivi, che dimostrano che la mediazione funziona e può funzionare, e l’importanza dei Giudici nel diffonderne la cultura.

Dati mediazione Firenze

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Mediazione: un’altra interessante ordinanza del Tribunale di Firenze

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Il Tribunale di Firenze, con l’ordinanza del 18 marzo scorso a firma della dott.ssa Primavera, si esprime ancora una volta in favore della mediazione e del suo effettivo svolgimento.

Nell’ordinanza, infatti, non dispone solo che le parti svolgano il procedimento di mediazione, ribadendo che questo costituisce condizione di procedibilità della domanda, ma fa molto di più:

1) Invita gli avvocati a informare i loro assistiti di quanto disposto, in modo tale che essi possano compiere delle scelte consapevoli;

2) Invita le parti e i loro avvocati a partecipare ad un incontro informativo presso l’ufficio gestito dall’Università di Firenze (che è all’avanguardia in materia). In questo modo, il Tribunale compie una meritoria opera di diffusione della mediazione e di sensibilizzazione di cittadini e avvocati;

3) Invita le parti, tramite i loro legali, a depositare, almeno dieci giorni prima della prossima udienza, una nota in cuo dovranno comunicare l’esito della mediazione. In questo documento, andranno indicati:

A) informazioni in merito all’eventuale mancata fattiva partecipazione delle parti sostanziali senza giustificato motivo;

B) in relazione a quanto stabilito dall’art. 5, comma 2 del D.Lgs. 28/10 come riformato, informazioni sulle eventuali ragioni “di natura pregiudiziale o preliminare che hanno impedito l’avvio del procedimento di mediazione“. L’ordinanza sembra quindi inserirsi in quel filone intepretativo che ritiene che non esista la scelta delle parti di decidere se iniziare o meno la mediazione, e che la norma vada interpretata nel senso che la mediazione si debba comunque tentare, a meno che non esistano ragioni pregiudiziali o preliminari (ad esempio la mancanza di un litisconsorte necessario) che ne impediscano l’inizio. Resta il dubbio su quali siano gli strumenti in possesso del mediatore ove le parti, dopo che questi ha illustrato la procedura di mediazione ai sensi di legge, non vogliano proseguire.

C) i motivi per cui una parte, con specifica menzione di questa, ha rifiutato l’eventuale proposta del mediatore.

In ogni caso, un ulteriore passo avanti in favore della mediazione.

Ordinanza Firenze 18 marzo 2014
Ordinanza Firenze 18 marzo 2014