Informazioni su Avv. Luca Tantalo

Senior Partner dello Studio Legale e Tributario Tantalo Fornari, Mediatore Professionista presso Adr Center, Negoziatore con esperienza internazionale.

L’ambito della mediazione andrebbe ampliato, non ridotto

Pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore, l’articolo del dott. Leonardo D’Urso, già pubblicato su http://www.mondoadr.it/

La riforma del processo civile proposta dal Ministro Alfonso Bonafede contiene una drastica riduzione delle materie in cui è prevista la partecipazione ad un primo incontro di mediazione come condizione di procedibilità pari a 55.000 procedure in meno che rappresentano circa il 40% delle istanze di mediazione. Per circa 39.000 procedure, la motivazione adottata è la scarsa adesione di banche, assicurazioni e ospedali alle procedure di mediazioni. Al contempo, circa 16.000 procedure che registrano il più alto tasso adesione e successo sullo scioglimento delle comunioni, rientranti nell’ambito delle divisioni e successioni, sarebbero sorprendentemente eliminate e affidate a notai e avvocati iscritti al registro dei delegati alle vendite con una procedura che non ha nulla a che vedere con la mediazione. Di contro, il Ministro Bonafede propone un’estensione del primo incontro in materia di contratto di mandato e di rapporti di mediazione che nel 2018 hanno registrato rispettivamente nei tribunali 1.067 nuove procedure e 1.131.

Un’attenta lettura delle statistiche degli ultimi sei anni, insieme all’esperienza quotidiana dei 24.014 mediatori, dei 594 organismi di mediazione (Ordini forensi e Camere di Commercio in primis) con migliaia di sedi operative accreditate dal Ministero della Giustizia e con oltre 2.000 dipendenti che svolgono un importante funzione di segretaria, suggerirebbe esattamente il contrario.

Solo il primo incontro è obbligatorio. La prosecuzione è sempre volontaria

Occorre innanzitutto fare una premessa importante che ancora sfugge a molti anche del settore. Da sei anni l’Italia sperimenta come condizione di procedibilità, in un circoscritto ambito del contenzioso civile, la partecipazione obbligatoria ad un primo incontro di mediazione in cui le parti assistite dai loro avvocati possono scegliere volontariamente di iniziare un percorso di mediazione ovvero di ricorrere immediatamente in tribunale. Questo incontro iniziale deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell’istanza e nella maggioranza dei casi ad un costo fisso di 40 euro. Questa procedura, considerata una best practice a livello internazionale, non può certo essere definita superficialmente come “mediazione obbligatoria”. Gli organismi di mediazione svolgono questo primo incontro chiaramente al di sotto dei costi vivi e i mediatori, nella stragrande maggioranza avvocati, offrono gratuitamente la loro prestazione professionale. Inoltre, se le parti hanno diritto al gratuito patrocinio, il mediatore e gli organismi devono svolgere l’intera procedura di mediazione gratuitamente senza alcun rimborso da parte dello Stato. Forse, questa è l’unica legge italiana che obbliga professionisti e imprese a lavorare gratuitamente.

Dal 2013 il contenzioso in tribunale è diminuito del 40% nelle materie con il primo incontro obbligatorio (con esclusione delle bancarie)

Fatta questa doverosa premessa, su 516.365 procedure di contenzioso civile e commerciale vertenti su diritti disponibili (escludendo quindi la volontaria giurisdizione, esecuzioni, lavoro, famiglia, fallimenti, etc…) presso gli uffici dei giudici di pace e tribunali, solo in circa il 13% di queste procedure è previsto la partecipazione al primo incontro di mediazione. Ebbene, in queste materie indicate nel comma 1bis dell’art. 5 del Dlgs. 28/2010, le sopravvenienze nei tribunali sono diminuite del 40% (da 88.594 procedure nel 2013 a 52.750 nel 2018 con l’esclusione delle materie bancarie di cui diremo in seguito) contro una diminuzione media del contenzioso nello stesso periodo di circa il 25%. Non c’è dubbio che la partecipazione al primo incontro di mediazione ha avuto quindi un effetto deflattivo notevolmente superiore alla media.

Numero di accordi di mediazione crescenti, anche con istanze di mediazione in leggera diminuzione

Altro dato significativo poco considerato è l’andamento del numero degli accordi di mediazione crollati nel periodo 2012/2013 post-sentenza della Cassazione e repentinamente aumentati nel 2014, a seguito dell’introduzione del primo incontro, fino a sfiorare i 20.000 accordi l’anno scorso nonostante il numero di istanze di mediazione in leggera diminuzione. A questi occorre aggiungere circa un altro 15/20 per cento di accordi trovati al di fuori della procedura di mediazione in procedure apparentemente negative.

Fonte: Elaborazione dati del Ministero della Giustizia (numero di definizioni moltiplicato per le percentuali di comparsi e per le percentuali di accordi)

Di fronte all’evidenza di questi dati, la scelta più razionale sarebbe quella di compiere un passo ulteriore. Estendere la partecipazione al primo incontro di mediazione ad altre materie che si prestano in particolar modo alla mediazione come il contenzioso contrattuale (pari a 91.857 casi nel 2018), alla responsabilità extra contrattuale (38.768 casi) e alle poche migliaia di competenza del tribunale delle imprese.

Come risolvere il problema delle mediazioni bancarie

Il Ministro Bonafede ha ragione nell’affermare che la mediazione nel contenzioso bancario, assicurativo e nella responsabilità medica non ha dato buoni risultati rispetto alle altre materie. Il motivo è nella generale indisponibilità di banche, assicurazioni e strutture sanitarie ad aderire al primo incontro e spesso nel proseguire nella procedura. La soluzione quindi non è di eliminare queste materie sottraendo la possibilità ai cittadini e imprese di incontrare entro 30 giorni rappresentanti di banche, degli ospedali e delle loro assicurazioni. Al contrario, occorrerebbe vincolare le grandi aziende (come appunto banche e assicurazioni) che offrono prodotti e servizi ai consumatori ad aderire alle procedure di mediazione e ADR previste dalle varie normative tramite la presenza di un funzionario a conoscenza del caso e con pieni poteri di transigere. L’esperienza di successo della mediazione obbligatoria dei Corecom nel contenzioso in materia di telefonia costituisce un modello da replicare in altri settori del consumo. Al contempo, sia nel contenzioso bancario che in quelle sanitario occorrerebbe introdurre la possibilità di utilizzare le perizie tecniche prodotte durante la procedura di mediazione anche nel successivo possibile giudizio.

Richiesta di un tavolo permanente con gli operatori delle ADR

Per tutte queste ragioni, ci si augura che il Ministro della giustizia possa indire urgentemente un tavolo tecnico permanente con gli operatori della mediazione per affrontare i problemi e monitorare i risultati e conseguentemente, ai sensi della normativa vigente e non attuata, riferire al più presto alle Camere sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dal primo incontro di mediazione.

 

 

 

 

 

La mediazione delle liti civili e commerciali: l’esperienza italiana nel contesto internazionale: convegno del 3 ottobre in Cassazione

Le Nazioni Unite investono per l’adozione del modello italiano di mediazione, come “passaggio naturale”, prima del contenzioso, per le controversie di lavoro. Ne parlera’ a Roma il 3 ottobre il Prof. Giuseppe De Palo, Ombdusman per i Fondi e Programmi delle Nazioni Unite, assieme ad altri relatori di grande prestigio, come Francesco Antonio Genovese, Presidente di Sezione della Corte di Cassazione e Marilena Rizzo, Presidente del Tribunale di Firenze, uno dei più evoluti in materia di mediazione.

Un appuntamento semplicemente imperdibile per il mondo dell’ADR in Italia.

In allegato la locandina e la brochure dell’evento, cui non e’ richiesta alcuna iscrizione …, ma meglio presentarsi con grande anticipo all’Aula Magna della Cassazione.

E’ previsto il rilascio di crediti formativi per gli avvocati.

locandina 3 ottobre 2019

brochure 3 ottobre 2019

Per la Corte Costituzionale la notifica via PEC effettuata dopo le 21 si considera perfezionata il giorno stesso

Con sentenza n. 75/2019 depositata il 9 aprile 2019, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 16-septies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, inserito dall’art. 45-bis, comma 2, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con Modificazioni, nella legge 11 agosto 2014, n. 114, nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta.

Corte-Costituzionale-75-2019

Perchè l’avv. Bonafede è del tutto inadatto al ruolo che immeritatamente ricopre

Il problema del Ministro della Giustizia (soffro scrivendo queste parole, pensando al personaggio che riveste tale importantissima carica) non sono le sue esternazioni, dato che sappiamo bene come funziona il suo partito, in cui i vari esponenti non sono altro che portavoci di una Srl. Il problema è che un avvocato (o presunto tale) non può non rendersi conto che affermazioni violente e insensate, motivate esclusivamente dalla strategia di sobillare le folle, non possono essere concesse al Ministro della Giustizia che, bene o male, rappresenta tutti gli Italiani. Non può non rendersi conto del fatto che il suo assurdo programma sulla Giustizia, che vogliono far passare a colpi di una maggioranza che durante le elezioni non esisteva (sciagurata Lega, che ha venduto l’Italia a un Movimento pericoloso per la democrazia in cambio di false concessioni sui migranti), per essere accettato dai componenti della Giustizia, quelli che ogni giorno sudano e lottano nei Tribunali, ha bisogno di ben altro che di un “meme” con affermazioni offensive e insulti. Che gli Italiani si ricordino di questo personaggio e di chi lo manovra: e si ricordino che la nostra Costituzione prevede l’innocenza sino all’ultimo grado di giudizio, e il diritto dell’imputato di difendersi e di avere la migliore difesa. Quello che il signore in questione e i suoi burattinai vogliono toglierci. E si ricordino, i miei colleghi avvocati, anche quelli che inspiegabilmente li sostengono, delle garanzie che questi signori vogliono toglierci.

E’ uscito il libro “La mediazione forense”, prima pubblicazione di UNAM

Il libro, edito da Giappichelli, è la prima pubblicazione curata da UNAM (Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione, il cui sito è http://www.unam.it), associazione in forte crescita, presieduta da Angelo Santi e costituita da un largo di avvocati caratterizzati da un’ampia e matura visione del loro ruolo e del mondo giudiziario, e quindi aperti alle soluzioni alternative delle controversie e in particolare alla mediazione.

E’ uscito da pochi giorni il libro “La mediazione forense”, a cura di Giampaolo Di Marco e Carlo Mastellone, con contributi di diversi autori e anche uno modestissimo del sottoscritto.

Come si può leggere sul sito della Giappichelli, “Il libro affronta il tema della “mediazione forense” con un approccio molto innovativo che parte dalle “tecniche della negoziazione” e dagli aspetti della comunicazione e relazionali, sottolineando l’esigenza per l’avvocato che svolge il nuovo ruolo di assistenza al cliente nell’ambito del sistema della risoluzione alternativa delle controversie, di dotarsi di competenze interdisciplinari che includono la capacità di fare domande e dell’ascolto, l’approfondimento degli interessi del cliente ed anche della controparte, la gestione delle emozioni, la conoscenza delle dinamiche relazionali. Caratterizzato da un taglio vivace e pratico, pur trattando anche gli aspetti teorici, il libro offre all’avvocato – cui il libro è destinato – una analisi approfondita delle problematiche da affrontare sia nella fase della preparazione del cliente all’incontro di mediazione, che nella successiva fase di assistenza intorno al tavolo della trattativa. Queste tematiche vengono affrontate unendo le stesse alla normativa specifica di riferimento, il d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, al fine di consentire al lettore un’analisi utile ad affrontare le questioni che possano presentarsi in sede di svolgimento del procedimento.Non mancano, poi, spunti di riflessione sul delicato tema della deontologia, dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e delle proposte di miglioramento dell’istituto sia in ragione del crescente interesse della giurisprudenza verso questi strumenti e verso un sistema “giurisprudenziale” o una “giurisprudenzializzazione” di tali istituti, sia per la necessità di fornire agli avvocati spunti di riflessione sistematici utili all’autonomia negoziale fuori dal processo.I temi vengono affrontati attraverso le varie fasi del procedimento di mediazione: comunicazione, negoziazione, fase di avvio, fase di svolgimento, fase di accordo, cercando di riferire a ciascuna di esse anche le ricostruzioni e le indicazioni pervenute dalla giurisprudenza in questi anni. Il Testo vuole, quindi, tentare un approccio teorico-pratico alla mediazione ricostruendo, altresì, i vari passaggi giurisprudenziali che ne hanno tracciato le linee.

Il libro è acquistabile qui: https://www.giappichelli.it/la-mediazione-forense

Pubblicate in G.U. le modifiche ai parametri forensi: finalmente previste voci specifiche per la mediazione.

Sono state pubblicate in Gazzetta Uffiiciale le modifiche al decreto 10 marzo 2014, n. 55, concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense.

Sono stati – finalmente – inseriti i compensi per avvocati che assistono i clienti in mediazione e negoziazione. E’ stato anche inserito l’aumento del 30% “quando gli atti depositati con modalità telematiche sono redatti con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione o la fruizione e, in particolare, quando esse consentono la ricerca testuale all’interno dell’atto e dei documenti allegati, nonche’ la navigazione all’interno dell’atto”.

Per quel che riguarda l’avvocato che assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può di regola essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30 per cento (anziché del 20), fino a un massimo di dieci soggetti, e del 10 per cento (anziché del 5) per ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di trenta (anziché di venti);

 

Di seguito il provvedimento integrale: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/26/18G00062/SG

I crediti erariali si prescrivono dopo cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23397/2016 a Sezioni Unite, ha confermato definitivamente il principio per il quale qualunque credito erariale (ivi compresi quelli delle Casse dei professionisti e dell’Agenzia delle Entrate per IVA, IRPEF e così via) si prescrive in cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale, e non in dieci, termine che si applica esclusivamente alle sentenze passate in giudicato.

La conseguenza è, quindi, la nullità delle pretese dell’Erario e delle altre Pubbliche Amministrazioni relative a cartelle esattoriali, per prescrizione dei relativi crediti dopo cinque anni.

Per chiarimenti e consulenza su eventuali ricorsi, scrivere a consulenza@studiotantalofornari.it oppure chiamare il n. 0632609190.