Autore: Avv. Luca Tantalo

Perchè l’avv. Bonafede è del tutto inadatto al ruolo che immeritatamente ricopre

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Il problema del Ministro della Giustizia (soffro scrivendo queste parole, pensando al personaggio che riveste tale importantissima carica) non sono le sue esternazioni, dato che sappiamo bene come funziona il suo partito, in cui i vari esponenti non sono altro che portavoci di una Srl. Il problema è che un avvocato (o presunto tale) non può non rendersi conto che affermazioni violente e insensate, motivate esclusivamente dalla strategia di sobillare le folle, non possono essere concesse al Ministro della Giustizia che, bene o male, rappresenta tutti gli Italiani. Non può non rendersi conto del fatto che il suo assurdo programma sulla Giustizia, che vogliono far passare a colpi di una maggioranza che durante le elezioni non esisteva (sciagurata Lega, che ha venduto l’Italia a un Movimento pericoloso per la democrazia in cambio di false concessioni sui migranti), per essere accettato dai componenti della Giustizia, quelli che ogni giorno sudano e lottano nei Tribunali, ha bisogno di ben altro che di un “meme” con affermazioni offensive e insulti. Che gli Italiani si ricordino di questo personaggio e di chi lo manovra: e si ricordino che la nostra Costituzione prevede l’innocenza sino all’ultimo grado di giudizio, e il diritto dell’imputato di difendersi e di avere la migliore difesa. Quello che il signore in questione e i suoi burattinai vogliono toglierci. E si ricordino, i miei colleghi avvocati, anche quelli che inspiegabilmente li sostengono, delle garanzie che questi signori vogliono toglierci.

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E’ uscito il libro “La mediazione forense”, prima pubblicazione di UNAM

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Il libro, edito da Giappichelli, è la prima pubblicazione curata da UNAM (Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione, il cui sito è http://www.unam.it), associazione in forte crescita, presieduta da Angelo Santi e costituita da un largo di avvocati caratterizzati da un’ampia e matura visione del loro ruolo e del mondo giudiziario, e quindi aperti alle soluzioni alternative delle controversie e in particolare alla mediazione.

E’ uscito da pochi giorni il libro “La mediazione forense”, a cura di Giampaolo Di Marco e Carlo Mastellone, con contributi di diversi autori e anche uno modestissimo del sottoscritto.

Come si può leggere sul sito della Giappichelli, “Il libro affronta il tema della “mediazione forense” con un approccio molto innovativo che parte dalle “tecniche della negoziazione” e dagli aspetti della comunicazione e relazionali, sottolineando l’esigenza per l’avvocato che svolge il nuovo ruolo di assistenza al cliente nell’ambito del sistema della risoluzione alternativa delle controversie, di dotarsi di competenze interdisciplinari che includono la capacità di fare domande e dell’ascolto, l’approfondimento degli interessi del cliente ed anche della controparte, la gestione delle emozioni, la conoscenza delle dinamiche relazionali. Caratterizzato da un taglio vivace e pratico, pur trattando anche gli aspetti teorici, il libro offre all’avvocato – cui il libro è destinato – una analisi approfondita delle problematiche da affrontare sia nella fase della preparazione del cliente all’incontro di mediazione, che nella successiva fase di assistenza intorno al tavolo della trattativa. Queste tematiche vengono affrontate unendo le stesse alla normativa specifica di riferimento, il d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, al fine di consentire al lettore un’analisi utile ad affrontare le questioni che possano presentarsi in sede di svolgimento del procedimento.Non mancano, poi, spunti di riflessione sul delicato tema della deontologia, dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e delle proposte di miglioramento dell’istituto sia in ragione del crescente interesse della giurisprudenza verso questi strumenti e verso un sistema “giurisprudenziale” o una “giurisprudenzializzazione” di tali istituti, sia per la necessità di fornire agli avvocati spunti di riflessione sistematici utili all’autonomia negoziale fuori dal processo.I temi vengono affrontati attraverso le varie fasi del procedimento di mediazione: comunicazione, negoziazione, fase di avvio, fase di svolgimento, fase di accordo, cercando di riferire a ciascuna di esse anche le ricostruzioni e le indicazioni pervenute dalla giurisprudenza in questi anni. Il Testo vuole, quindi, tentare un approccio teorico-pratico alla mediazione ricostruendo, altresì, i vari passaggi giurisprudenziali che ne hanno tracciato le linee.

Il libro è acquistabile qui: https://www.giappichelli.it/la-mediazione-forense

Pubblicate in G.U. le modifiche ai parametri forensi: finalmente previste voci specifiche per la mediazione.

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Sono state pubblicate in Gazzetta Uffiiciale le modifiche al decreto 10 marzo 2014, n. 55, concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense.

Sono stati – finalmente – inseriti i compensi per avvocati che assistono i clienti in mediazione e negoziazione. E’ stato anche inserito l’aumento del 30% “quando gli atti depositati con modalità telematiche sono redatti con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione o la fruizione e, in particolare, quando esse consentono la ricerca testuale all’interno dell’atto e dei documenti allegati, nonche’ la navigazione all’interno dell’atto”.

Per quel che riguarda l’avvocato che assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può di regola essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30 per cento (anziché del 20), fino a un massimo di dieci soggetti, e del 10 per cento (anziché del 5) per ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di trenta (anziché di venti);

 

Di seguito il provvedimento integrale: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/26/18G00062/SG

I crediti erariali si prescrivono dopo cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale.

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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23397/2016 a Sezioni Unite, ha confermato definitivamente il principio per il quale qualunque credito erariale (ivi compresi quelli delle Casse dei professionisti e dell’Agenzia delle Entrate per IVA, IRPEF e così via) si prescrive in cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale, e non in dieci, termine che si applica esclusivamente alle sentenze passate in giudicato.

La conseguenza è, quindi, la nullità delle pretese dell’Erario e delle altre Pubbliche Amministrazioni relative a cartelle esattoriali, per prescrizione dei relativi crediti dopo cinque anni.

Per chiarimenti e consulenza su eventuali ricorsi, scrivere a consulenza@studiotantalofornari.it oppure chiamare il n. 0632609190.

Articolo su blogmediazione.com

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A conclusione della VI Competizione Italiana di Mediazione, ho scritto poche righe che sono state pubblicate sul blog della Camera Arbitrale di Milano. Potete trovarle qui:

https://blogmediazione.com/2018/02/26/ciao-dinosauri/

Ringrazio la Camera e l’amico Nicola Giudice per lo spazio concessomi.

Esame avvocato: le tracce degli atti

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Atto di diritto civile:

Beta è una associazione non riconosciuta che ha per scopo la diffusione della cultura letteraria.

Nel settembre del 2015, l’associato, Tizio, agendo in nome dell’associazione, conclude con la società Epsilon un contratto per la consegna, presso l’abitazione del Comune di Alfa, di brochure pubblicizzanti una rappresentazione teatrale prevista per il successivo mese di dicembre. Il contratto prevede che l’attività di consegna venga svolta entro la fine del mese di ottobre.

Eseguita regolarmente la prestazione a suo carico nei termini pattuiti, la società Epsilon invia all’associazione Beta, a settembre 2016, la fattura per l’importo concordato di euro 8.000,00.

Non avendo, però ottenuto il pagamento del dovuto, nel luglio del 2017 la predetta società, preferendo non rivolgere istanze giudiziarie, contro l’associazione, notifica a Tizio un atto di citazione per l’udienza del 25.01.2018, chiedendo la condanna del convenuto alla corresponsione della somma indicata nella predetta fattura. Ricevuta la notificazione dell’atto di citazione, Tizio, che fino a quel momento non ha ricevuto alcuna richiesta stragiudiziale di pagamento della predetta somma, si reca dal suo legale di fiducia intenzionato a difendersi dalle avverse pretese.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto giudiziario ritenuto più utile alla difesa del proprio assistito, facendo valere le opportune ragioni in punto di rito e di merito.

Atto di diritto penale:

All’uscita di una discoteca Tizio già condannato con sentenza irrevocabile per delitti di rapina aggravata commessi nel 2009 e di furto commesso nel 2015, urta involontariamente Caio che, per tutta risposta reagisce colpendolo al viso.

Ne nasce tra i due una violenta colluttazione nel corso della quale Tizio, afferrato all’improvviso un tubo di ferro rinvenuto casualmente a terra, colpisce Caio più volte alla testa.

Caio si accascia a terra privo di sensi cominciando a perdere molto sangue, mentre Tizio si allontana per andarsi a sedere poco più in là. Trasportati entrambi al più vicino nosocomio, mentre a Tizio vengono diagnosticate plurime ecchimosi a Caio viene diagnosticata, oltre ad alcune ecchimosi, anche una ferita lacerocontusa alla regione temporale sinistra nonché la frattura dell’avambraccio destro e del setto nasale, con prognosi riservata.

Sottoposto a procedimento penale, Tizio viene condannato per il delitto di tentato omicidio con recidiva specifica infraquinquennale alla pena di anni 15 così determinata: pena base anni 9 aumentata di anni 6 per la recidiva.

Il candidato assunte le vesti del legale di tizio, rediga l’atto di appello avverso la sentenza di condanna.

Atto di diritto amministrativo:

In data 9.6.15 il comune di Alfa rilascia a Tizio, sulla base delle dichiarazioni
dello stesso rese nella domanda e nella documentazione allegata, il permesso di costruire per la realizzazione di una piscina a sfioro da interrare nel proprio giardino.

Tizio acquista tutti i materiali per la realizzazione della piscina, sostenendo una spesa pari a 27mila euro.

In data 25.6.16, su ricorso di Caio, proprietario di un immobile confinante, il Tar di Beta annulla il predetto permesso di costruire, rilevando all’esito di una più apprezzabile istruttoria e sulla scorta di un ctu, l’illegittimità del titolo abitativo emesso in favore di Tizio.

La sentenza passa in giudicato. A questo punto Tizio, con ricorso presentato dinnanzi al medesimo Tar, chiede la condanna del comune di Alfa al risarcimento del danno patito in conseguenza dell’annullamento del citato provvedimento abitativo a se favorevole.

Ricevuta la notifica del ricorso, la giunta del comune di Alfa, delibera di resistere in giudizio conferendo l’incarico ad un avvocato del libero foro.

Il candidato, assunte le vesti del legale del comune di Alfa, rediga memoria di costituzione n giudizio facendo valere le ragioni del proprio assistito in punto sia di giurisdizione sia di merito.

Esame avvocato: le tracce del parere di penale

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1. In data 9 febbraio 2016 il Giudice Tutelare di Alfa nomina Caia amministratrice di sostegno di Tizio, affetto da demenza senile tipo Alzheimer, con il compito di gestire il trattamento pensionistico di Tizio e di impugnare, a nome di quest’ultimo un contratto da questi stipulato nel 2015 sotto la spinta di artifici e raggiri perpetuati da terzi.
In data 7 maggio 2017, a seguito delle segnalazioni provenienti da alcuni vicini, i vigili del fuoco accedono d’urgenza nell’appartamento di Tizio rinvenendolo in pessime condizioni igieniche, senza cibo e bevande e con rifiuti all’interno dell’abitazione.
Tizio viene dunque ricoverato in ospedale e, a seguito della comunicazione pervenuta, il giudice tutelare revoca la nomina di Caia quale amministratrice di sostegno e trasmette gli atti alla locale Procura della Repubblica ipotizzando la ricorrenza del reato di cui all’art. 591 c.p.
Caia, preoccupata, si rivolge ad un legale per un consulto.
Il candidato assunte le vesti del legale di Caia, premessi i brevi cenni sul reato di abbandono di persone incapaci, rediga motivato parere esaminando la questione sottesa al caso in esame.

2. Tizio, dopo aver lungamente osservato le abitudini del pensionato Mevio, di anni 75, un giorno lo avvicina mentre questi sta rientrando a casa. Spacciandosi per un amico di vecchia data del di lui figlio Caio e carpitone in tale modo la fiducia lo convince a consentirgli di entrare nell’appartamento.
Qui, rappresenta di vantare un credito di euro  500,00 nei confronti di Caio, di trovarsi in momentanee ristrettezze economiche e di essere pertanto intenzionato ad agire in giudizio nei confronti del predetto per ottenere la soddisfazione del proprio credito, Tizio convince Mevio a consegnargli tale somma; inoltre, approfittando di una momentanea distrazione di Mevio, fruga in un cassetto del soggiorno e si impossessa della ulteriore somma di euro  300,00 ivi  rinvenuta, dandosi poi alla fuga. Nell’uscire Tizio si accorge però della presenza di telecamere di sicurezza nel palazzo e temendo essere in tal modo identificato, essendo pluripregiudicato per reati specifici: decide dunque di recarsi dal proprio legale per un consulto. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio rediga motivato parere individuando i reati configurabili nel caso di specie e la relativa disciplina in ordine alla procedibilità dell’azione penale e alla possibilità di applicazione di misure cautelari.