Come funzionano le mediazioni telematiche

In questo video del bravissimo Andrea Buti, mediatore di Adr Center, vediamo come possono funzionare le mediazioni telematiche in questo periodo complicato:

La mediazione, che anche a causa della chiusura dei Tribunali, attualmente è l’unico modo per tutelare i propri diritti, non si ferma!

Mediazione: presentate al Senato due interrogazioni molto importanti, la prima sull’interpretazione dell’art. 5 e la seconda sui controlli di competenza del Ministero della Giustizia.

Il Sen. De Lillo, facendo seguito al disegno di legge sull’interpretazione autentica dell’articolo 5 del D.Lgs. del 4 marzo 2010, n. 28, al quale è stato assegnato il n. S. 3494 (DDL S3494), ha presentato due importanti interrogazioni al Ministro della Giustizia, sempre in materia di mediazione.

La prima riguarda, ancora una volta, la nota sentenza del Giudice D’Onofrio, la cui interpretazione viene definita, nell’interrogazione, come in contrasto con le norme comunitarie recepite nell’ordinamento italiano, e quindi non può essere condivisa.

Di conseguenza, il Senatore chiede al Ministro se intenda attivarsi per promuovere l’approvazione del DDL avente ad oggetto l’interpretazione autentica dell’art. 5. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

Atto n. 4-08363
Pubblicato il 9 ottobre 2012, nella seduta n. 810
DE LILLO – Al Ministro della giustizia. –

Premesso che, a giudizio dell’interrogante, l’interpretazione offerta dalla sentenza emessa dal giudice di pace di Napoli, avvocato Alberto d’Onofrio, in data 23 marzo 2012, con la quale lo stesso ha deciso che l’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che prevede l’obbligo del tentativo di mediazione, non deve essere applicato in sede di controversie civili e commerciali perché superato dagli artt. 320 e 322 del codice di procedura civile che fanno riferimento alla facoltà (non all’obbligo) del tentativo di conciliazione, contrasta con le norme comunitarie recepite nell’ordinamento italiano e non può essere condivisa;

considerato che l’interrogante si accinge a presentare un apposito disegno di legge avente ad oggetto l’interpretazione autentica dell’art. 5, del decreto legislativo n. 28 del 2010,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi con iniziative di competenza per promuovere l’approvazione di un provvedimento legislativo di interpretazione autentica dell’art. 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010.

La seconda riguarda i compiti di vigilanza, assegnati al Ministero, sugli organismi di mediazione, sui mediatori, sugli enti di formazione, sui formatori e sui responsabili scientifici.

Come noto, a tutt’oggi, cioè oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore della normativa, nessuno di questi controlli è stato ancora attuato, con il risultato della scarsa qualità del servizio offerto ai cittadini da alcuni Organismi e l’ulteriore conseguenza di offrire il fianco ai detrattori della mediazione. La mancanza dei controlli da parte del Ministero, infatti, non garantisce il rispetto della normativa da parte di alcuni Organismi, con le conseguenze appena descritte.

Con detta interrogazione il sen. De Lillo chiede quindi al Ministro se questi intenda dare attuazione a tutte le disposizioni previste in tema di vigilanza e controlli, con il chiaro intento di dare piena attuazione alle norme previste in materia dal Regolamento, in modo tale da garantire la piena qualità degli Organismi e di conseguenza del servizio offerto alla cittadinanza.

Di seguito il testo:

Atto n. 4-08364
Pubblicato il 9 ottobre 2012, nella seduta n. 810
DE LILLO – Al Ministro della giustizia. –

Premesso che:

il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, ha introdotto in Italia un importante strumento per i cittadini e gli operatori di giustizia, volto a rendere più efficiente la risoluzione delle controversie;

il regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia n. 180 del 2010 attribuisce ai Ministeri della giustizia e dello sviluppo economico, ciascuno per le proprie competenze, specifichi compiti di vigilanza sugli organismi di mediazione, sui mediatori, sugli enti di formazione per mediatori, sui formatori e sui responsabili scientifici;

a quasi due anni dall’entrata in vigore del regolamento, i Ministeri non hanno dato completa attuazione alle disposizioni ivi contenute, in particolare per quanto riguarda la pubblicità e l’aggiornamento degli elenchi e per quanto concerne i controlli presso le sedi degli organismi e degli enti di formazione;

a quanto risulta all’interrogante la pagina del sito del Ministero della giustizia dedicato agli organismi di mediazione non contiene le annotazioni previste dall’art. 3 del regolamento, e non è aggiornato in merito alle sedi degli organismi di mediazione; il sito dedicato agli enti di formazione per mediatori non contiene le annotazioni previste dall’art. 17;

a quanto ancora risulta all’interrogante a causa della mancata attuazione di parte delle disposizioni del regolamento, l’istituto della mediazione e tutti gli organismi che operano nel più stretto rispetto della normativa subiscono gravi danni facilmente documentabili,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione alle disposizioni contenute: nell’art. 3 del regolamento di cui al decreto ministeriale 18 ottobre 2010, n. 180, e, di conseguenza, rendere pubbliche tramite il sito Internet del Ministero le annotazioni del registro degli organismi abilitati a svolgere la mediazione; nell’art. 17, di conseguenza, rendere pubbliche tramite il sito le annotazioni dell’elenco degli enti di formazione abilitati a svolgere l’attività di formazione dei mediatori, intenda avvalersi dell’Ispettorato generale del Ministero, ai sensi degli artt. 3 e 17, ai fini della vigilanza sugli organismi di mediazione pubblici e privati, in particolare nel disporre ispezioni sul territorio, nonché della vigilanza sugli enti di formazione dei mediatori;

se intenda comminare le sanzioni previste all’art. 10 del regolamento in caso di riscontro di irregolarità, dichiarazioni false ed eventualmente annullare i titoli rilasciati tramite corsi di formazione non conformi;

se intenda segnalare eventuali comportamenti con rilievo penale alle autorità competenti;

se intenda assumere iniziative di competenza al fine di favorire un’interpretazione che chiarisca se sia corretto non applicare le disposizioni di cui all’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che prevedono l’obbligo del tentativo di mediazione, in sede di controversia civile e commerciale, ed applicare gli articoli 320 e 322 del codice di procedura civile, che fanno riferimento alla facoltà (non all’obbligo) del tentativo di conciliazione.

Attendiamo la risposta del Ministro.

Di seguito i link alle interrogazioni:

Atto n. 4-08363

Atto n. 4-08364

 

 

Organismi di Mediazione: perché è indispensabile che il Ministero inizi dei controlli rigorosi

Sono sempre più numerose, da qualche tempo a questa parte, le “offerte speciali” che molti Organismi inviano, soprattutto nelle caselle di posta elettronica degli Avvocati, proponendo gli sconti più disparati, con scadenze più o meno lunghe, come fanno normalmente i supermercati. Questo è però solo uno degli aspetti che, purtroppo, ogni giorno dobbiamo affrontare e che non fanno che portare acqua al mulino dei nemici della mediazione, i quali, invece di studiare seriamente la normativa e la sua applicazione concreta, approfittano di queste deprecabili iniziative e delle mancanze di alcuni, per parlare di mercificazione della Giustizia.

Mi riferisco, infatti, alla evidente mancanza di qualità di alcuni (molti) Organismi i quali approfittano delle pieghe di una legge effettivamente in alcuni punti un po’ generica, per offrire un servizio veramente insufficiente e teso solamente al pagamento delle indennità, con il solo risultato di scoraggiare le parti e i legali che hanno avuto la sventura di incontrare tali Organismi.

Mi viene infatti riferito da più colleghi avvocati – alcuni dei quali già scettici per conto loro – di convocazioni fatte con mesi di ritardo, con moduli poco chiari, di mancate risposte non solo a domande di chiarimenti ma addirittura al telefono, di sedi fatiscenti (peraltro spesso situate presso lo studio di un avvocato, come espressamente vietato dal codice deontologico), di mancanza totale di assistenza, e quel che è più grave, di totale impreparazione dei mediatori; per non parlare degli organismi “finti”, messi in piedi solo per fare verbali di mancata partecipazione senza oneri e così “dribblare” l’obbligatorietà. Non mi soffermo, poi, sulle discutibilissime iniziative poste in atto dal più importante (come numero di iscritti) Ordine degli Avvocati d’Europa. Non era imprevedibile che, visti i requisiti previsti dalla legge, potesse accadere qualcosa del genere.

Quello che mi preme dire è che la poca serietà di alcuni va a discapito dell’intera categoria, e che alcuni Organismi dovrebbero rendersi conto che l’esercizio dell’attività di mediazione (con tutto il rispetto per i supermercati) non è la stessa cosa che gestire un supermercato. Pertanto, tempestare gli avvocati con “offerte speciali”, a mio parere, è assolutamente dequalificante, come lo è (ovviamente) offrire un servizio di scarsa qualità. Ciò detto, a oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge, non mi risulta che siano partiti i più volte annunciati controlli del Ministero della Giustizia, pure più volte sollecitato in tal senso, e che pure per primo dovrebbe comprendere che i controlli e una auspicata scrematura degli Organismi non sono più rinviabili. E’ auspicabile quindi che detti controlli partano al più presto; nello stesso tempo chi ha notizie di Organismi poco seri non tema di segnalarli al Ministero, senza timore di essere indicato come delatore.