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Perché?

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Lo so che sono cose dette mille volte, ma io non me ne faccio una ragione. Non è così che sono stato educato, non è così che si vive.

Perchè tu, assistito (mai usare la parola “cliente”, qualche Collega più educato di me dice che è maleducazione), ritieni che il mio tempo non valga nulla? Perché pensi che le giornate passate a studiare il tuo caso, la giurisprudenza, la dottrina, a redigere gli atti, a impazzire con il processo telematico, con il PAT, a girare per cancellerie stando ben attento a non inimicarti i cancellieri, facendo cose che non sono scritte da nessuna parte ma che devi comunque sapere, a notificare via PEC cercando di stare dietro ad un legislatore “ballerino”, a fare udienze aspettando ore in piedi, ti siano dovute mentre tu puoi versare il compenso (concordato, ormai) quando ti pare e piace? E perché ti permetti di giudicare il mio lavoro, del quale non capisci nulla? E perchè – consentitemelo – ci sono Colleghi che pur di arraffare qualche euro si permettono di esaminare atti di causa diffamandoti dicendo che hai sbagliato?

E perché, alla fine di tutto questo, devi lasciare il 75% dei tuoi guadagni ad uno Stato capace solo di vessarti e di non offirti alcun servizio decente?

Perchè? Come ci siamo ridotti così, noi Professionisti?

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