L’intervento a “La vita in diretta” del 5 maggio

Il 5 maggio scorso sono stato ospite su Rai 1, a “La vita in diretta” (intervistato da una bravissima Lorella Cuccarini) con un intervento sulla mediazione.

Di seguito il video:

Il nostro Studio è aperto

Vi informiamo che lo studio, dopo opportuna sanificazione, e anche se non abbiamo mai smesso di lavorare a distanza, è regolarmente aperto.

Per fissare un appuntamento, anche per rispettare le oppurtune cautele, scrivere a info@studiotantalofornari.it oppure chiamare il n. 063209190.

La Mediazione a “La Vita in Diretta”

Domani, martedì 5 maggio, dalle 17 circa, sarò collegato via Skype con La Vita in Diretta (RAI 1) per parlare di mediazione, con la speranza e l’obiettivo di suscitare l’interesse di chi non la conosce.

Vi aspetto!

Le linee guida per lo svolgimento della mediazione in videconferenza

Segnalo le linee guida UNAM (Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione, associazione maggiormente rappresentativa accreditata al CNF) per lo svolgimento della mediazione in videoconferenza: https://www.unam.it/mediazione-in-videoconferenza-alla-luce-dellart-83-comma-20-bis-d-l-18-2020-come-convertito-in-legge/

Inizia il percorso formativo continuo online in “Tecniche Avanzate di Negoziazione e Mediazione” per avvocati, professionisti e mediatori

ADR Center offre un percorso formativo continuo in Tecniche Avanzate di Negoziazione e Mediazione diviso in moduli della durata di un’ora erogati online. Ogni modulo si incentra su una tematica specifica in cui il formatore interagisce con i partecipanti tramite la piattaforma di Zoom meeting. L’obiettivo principale di questo innovativo percorso formativo online è diffondere in Italia le più avanzate tecniche di negoziazione e di mediazione tra avvocati, professionisti e mediatori per facilitare la creazione di accordi “perfetti” e risolvere controversie in via stragiudiziale. I partecipanti possono seguire online tutti o solo i moduli formativi di loro interesse.

Di seguito l’articolo intero:

Inizia il percorso formativo continuo online in “Tecniche Avanzate di Negoziazione e Mediazione” per avvocati, professionisti e mediatori

Come funzionano le mediazioni telematiche

In questo video del bravissimo Andrea Buti, mediatore di Adr Center, vediamo come possono funzionare le mediazioni telematiche in questo periodo complicato:

La mediazione, che anche a causa della chiusura dei Tribunali, attualmente è l’unico modo per tutelare i propri diritti, non si ferma!

Corso di aggiornamento online per mediatori e avvocati

Sei a casa e sei un mediatore o un avvocato?

Impiega il tuo prezioso tempo in modo utile: MEDIA LAW, con la preventiva autorizzazione del Ministero della Giustizia, ha organizzato il corso di aggiornamento per mediatori civili e commerciali di 18 ore ONLINE.

Per le date del corso ed il modulo di iscrizione, clicca qui:

MODULO ISCRIZIONE CORSO AGGIORNAMENTO ON LINE 18 ore

Qui potete trovare il programma:

PROGRAMMA AGGIORNAMENTO CORSO ON LINE-1

Un Patto promosso dal mondo della Mediazione e rivolto al mondo professionale, imprenditoriale, finanziario, assicurativo e alle pubbliche amministrazioni, per la uscita dalla crisi dell’emergenza Covid-19. Firma anche tu!

ylbWHhLtoVWHBtj-800x450-noPad

Un Patto promosso dal mondo della Mediazione e rivolto al mondo professionale, imprenditoriale, finanziario, assicurativo e alle pubbliche amministrazioni, per la uscita dalla crisi dell’emergenza Covid-19, che si fonda sui seguenti principi ispiratori:

1)                La ripresa di tutti i rapporti civili, sociali e commerciali dovrà essere improntata ad uno spirito di coesione, cooperazione e solidarietà.

2)                La risoluzione di tutte le questioni derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, sarà ispirata ad un approccio di carattere negoziale, cooperativo e mediativo, da perseguire nell’interesse primario delle parti coinvolte e nel rispetto dei valori umani.

3)                Le procedure di rinegoziazione dei contratti e di risoluzione di qualunque controversia dovranno essere espletate in modo da agevolare l’accessibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso strumenti telematici.

TESTO COMPLETO

Il nostro Paese sta fronteggiando una emergenza sanitaria senza precedenti nella storia repubblicana, che vede impegnati medici, infermieri, forze dell’ordine, farmacisti, volontari e molte altre categorie di soggetti, in una “guerra” che ha già comportato un altissimo sacrificio di vite umane, oltre alla necessità di rigorose misure di contenimento sociale.

Proprio le disposizioni normative di emergenza, che sono destinate ragionevolmente a protrarsi ancora nel tempo, hanno già comportato danni economici ingentissimi, in conseguenza del sostanziale blocco della maggior parte delle attività turistiche, ricettive, commerciali, produttive e professionali.

Unitamente all’emergenza sanitaria, si sta manifestando un’emergenza economica che impone già oggi delle contromisure altrettanto urgenti, che possano contribuire ad una rapida ripresa del sistema economico e sociale nazionale, già fortemente provato dalla lunga crisi degli anni appena trascorsi.

A fronte di ciò, appare necessario un “Patto per la Rinascita”, improntato ad un imprescindibile spirito di coesione e cooperazione collettiva, che necessiterà un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le categorie professionali, finanziarie e imprenditoriali, dalla politica e dalla pubblica amministrazione.

Sul piano dei rapporti giuridici, commerciali e sociali, si manifesterà un’emergenza contenzioso, che non potrà gravare integralmente sulla giustizia ordinaria e che andrà fronteggiata con il ricorso a buone pratiche negoziali e mediative.

Dal “piccolo” mondo della mediazione, il cui valore sociale e culturale va ben oltre i confini economici, giunge pertanto una proposta di un “Patto per la Rinascita” fondato sui seguenti fondamentali principi ispiratori

1)                 La ripresa di tutti i rapporti civili, sociali e commerciali dovrà essere improntata ad uno spirito di coesione, cooperazione e solidarietà.

2)                 La risoluzione di tutte le questioni derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, sarà ispirata ad un approccio di carattere negoziale, cooperativo e mediativo, da perseguire nell’interesse primario delle parti coinvolte e nel rispetto dei valori umani.

3)                 Le procedure di rinegoziazione dei contratti e di risoluzione di qualunque controversia dovranno essere espletate in modo da agevolare l’accessibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso strumenti telematici.

** *** **

Al fine del perseguimento dei ridetti principi e della realizzazione del Patto, gli organismi di mediazioni, i mediatori, gli avvocati, i professionisti e le associazioni che aderiscono al presente Patto, si impegnano a quanto segue.

I.                    Gli avvocati, i professionisti e le associazioni si impegnano, in via privilegiata, a proporre la negoziazione e la mediazione per la risoluzione di tutte le questioni controverse derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, impegnandosi a cooperare in buona fede e lealtà per il raggiungimento di un accordo, nell’interesse primario delle parti coinvolte.

II.                 Gli organismi di mediazione, i mediatori, gli avvocati, i professionisti e le associazioni, provvederanno a garantire un servizio di informazione e di ascolto, in favore di cittadini e imprese, sulle possibilità di accesso agli strumenti negoziali, mediativi e conciliativi, per la risoluzione di tutte le questioni, direttamente o indirettamente derivanti dall’emergenza Covid-19.

III.               Gli organismi di mediazione, nell’ambito delle proprie competenze, proporranno, a condizioni agevolate, un servizio di facilitazione nella rinegoziazione di tutti i rapporti contrattuali che si renderà necessaria a seguito dell’emergenza Covid-19, anche nelle forme della mediazione civile e commerciale di cui al D.Lgs. 28/2010.

IV.              Gli organismi di mediazione, proporranno, per la durata di un anno, a condizioni agevolate, i propri servizi di mediazione per tutte le controversie non rientranti tra quelle obbligatorie ai sensi del D.Lgs. 28/2010.

V.                Gli avvocati, i professionisti, gli ordini, le imprese, le associazioni e le pubbliche amministrazioni che aderiscono al presente Patto si impegnano a promuovere i principi ispiratori del Patto presso tutti i contesti potenzialmente interessati, oltre che presso i contesti istituzionali e finanziari, con un ampio coinvolgimento del mondo professionale nell’attività di sensibilizzazione dell’utenza, anche attraverso protocolli di autoregolamentazione ed implementazione di buone prassi conciliative.

VI.              Gli organismi di mediazione si impegnano a concordare le agevolazioni minime di cui ai punti precedenti, al fine di renderle note all’utenza, garantendo la massima trasparenza nell’applicazione delle medesime agevolazioni, oltre a condizioni di qualità nell’erogazione del servizio.

VII.           Tutti i soggetti aderenti al presente Patto procederanno a sollecitare le autorità governative, al fine di promuovere incentivi di natura normativa, fiscale ed economica, oltre a specifiche forme di finanziamento, affinché le attività sopra evidenziate possano essere offerte a condizioni ulteriormente agevolate, garantendo che l’espletamento del servizio di mediazione ed il patrocinio legale siano entrambi coperti dallo Stato per i soggetti non abbienti. Al fine di cui al presente punto, si riconosce e si supporta il Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione, come redatto e diffuso dagli Esperti membri del Tavolo Ministeriale sulle Procedure stragiudiziali in ambito civile e commerciale.

Il presente Patto è aperto all’adesione di qualsiasi soggetto, pubblico o privato, che ne voglia condividere le finalità, anche attraverso specifiche declinazioni che potranno essere aggiunte per le attività svolte da altri soggetti interessati, quali imprese, banche, assicurazioni, pubbliche amministrazioni, associazioni di categoria, associazioni di consumatori, associazioni o ordini professionali, previa approvazione di tali declinazioni da parte dei promotori del presente Patto, che si riservano di valutare ogni modifica al medesimo, oltre alla concessione e revoca dell’utilizzo del logo “CovidExit”.

Promosso ed emanato in data 3 aprile 2020.

Il link per aderire: https://www.change.org/p/mondo-professionale-e-imprenditoriale-patto-per-la-rinascita-tra-avvocati-professionisti-imprese-e-pubbliche-amministrazioni?recruiter=986765283&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=psf_combo_share_initial&utm_term=petition_show&recruited_by_id=05f1eda0-ae18-11e9-9f92-2dbcc809431a&utm_content=fht-21361771-it-it%3Av1

Locazione (e non solo) e coronavirus: le opportunità della mediazione

Come ben noto, il D.lgs. 28/10, come modificato dalla legge 98/2013 e dalle ulteriori disposizioni di legge (art. 1-bis, comma 2, D.Lgs. 6 agosto 2015, n. 130, comma, da ultimo, modificato dall’articolo 11-ter del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 giugno 2017, n. 96 , e dall’ art. 2, comma 10, D.Lgs. 21 maggio 2018, n. 68), dispone all’art. 5, comma 1 bis, che “Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall’avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto…”.

Il comma 4 dello stesso articolo dispone che, tra gli altri, la cosiddetta “mediazione obbligatoria” non si applichi ai procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all’articolo 667 del codice di procedura civile, che dispone “Pronunciati i provvedimenti previsti dagli articoli 665 e 666 il giudizio prosegue nelle forme del rito speciale, previa ordinanza(2)di mutamento di rito ai sensi dell’articolo 426″.

In sostanza, dal momento dell’emissione dell’ordinanza della convalida di sfratto (o della sua mancata concessione) e quindi a seguito di mutamento del rito, diviene obbligatorio depositare istanza per il tentativo di conciliazione presso un organismo abilitato, pena l’improcedibilità della domanda.

Perché questa lunga premessa? E’ presto spiegato: chi scrive, grazie ad Adr Center, organismo iscritto al n. 1 dell’apposito registro presso il Ministero della Giustizia, che negli anni mi ha dato fiducia (pazzi!) ha svolto come mediatore oltre tremila procedure di mediazione in tutta Italia (in realtà qualcuna anche a Londra) di cui tante in materia di locazione. La mia esperienza mi permette di affermare, senza timore di smentita, che si tratta di una delle materie, insieme alle divisioni ereditarie e non, e al Condominio, con il più alto tasso di successi. E di solito, il risultato è molto buono per tutte le parti, e non si limita ad una mera questione economica sugli eventuali canoni di locazione non pagati; anzi spesso, come mi è capitato in una delle mie prime mediazioni (a Messina), con l’aiuto di un bravo mediatore si riesce a salvaguardare il rapporto personale tra le parti e di conseguenza, a salvare e rinnovare il rapporto contrattuale. Il che, con la crisi generale e quella ancora più grave per il Covid 19, è un risultato straordinario, anche perché vi sono diversi vantaggi, utilizzando la mediazione, di natura fiscale.

Di conseguenza, siccome “prevenire è meglio che curare“, nella situazione in cui ci troviamo, in cui siamo tutti in emergenza per il Coronavirus, a mio parere è altamente consigliabile, onde ottenere un buon risultato, per chi è titolare di un contratto di locazione commerciale (ma non solo), cercare un accordo con il proprietario (che a sua volta potrebbe avere interesse a iniziare il procedimento), che possa evitare liti e che consenta a tutti di uscire senza danni, nell’ottica di ricominciare a produrre appena l’emergenza finirà. L’alternativa, peraltro, è una lite giudiziaria senza vincitori, ma con una probabile condanna alle spese, e spesso senza che la sentenza possa essere eseguita in modo utile.

Peraltro, ora come ora i Tribunali sono chiusi fino all’11 maggio, ma è molto probabile che lo saranno fino alla fine di giugno, il che significa andare in prima udienza a ottobre. Impossibile, quindi, avere una decisione in tempi rapidi, mentre in mediazione si ha un titolo esecutivo nel termine massimo di tre mesi. Inoltre, come sta accadendo in una notissima località balneare, in cui gli albergatori si trovano in grandissima difficoltà vista la sicura riduzione ma anche la possibile cancellazione della stagione, la mediazione ha sicure possibilità di risolvere nel miglior modo possibile anche i contratti relativi agli affitti d’azienda.

Per informazioni su come avviare una procedura di mediazione: http://www.adrcenter.com

Il decalogo del cliente dell’avvocato versione 2.0

Ho inaugurato questo blog nel lontano 2010. Ho cercato, compatibilmente con il poco tempo a disposizione, di aggiornarlo con un certa frequenza, anche se non è sempre stato possibile. Sono comunque orgoglioso dei miei 735.697 contatti ad oggi, nonché dei miei 2.012 follower (poverini, costretti a leggere ogni mia sciocchezza da quasi dieci anni).

Il 28 settembre 2011, ormai quasi nove anni fa, dopo una lunga chiaccherata con un amico e collega sull’argomento, ho pubblicato di getto un semiserio “Decalogo del cliente dell’avvocato” (https://ltantalo.com/2011/09/28/avvocati-il-decalogo-del-cliente/) che in questi anni ha avuto decine di migliaia di visualizzazioni e tantissime appropriazioni da parte di Colleghi che, spesso, non citano nemmeno la fonte.

In questi giorni di clausura, ho pensato che fosse arrivato il momento di aggiornarlo e quindi (purtroppo per voi), eccolo qui:

IL DECALOGO DEL CLIENTE DELL’AVVOCATO

1. Al tuo Avvocato, che è l’unico che ti crede sempre oltre a tua mamma (Oddio, questa non sempre), devi dire sempre la verità e non la versione dei fatti di tuo gradimento, in cui però mancano degli elementi essenziali. Omettere qualcosa di importante, che prima o poi comunque viene rivelato dalla controparte e dai documenti, mette in difficoltà il tuo legale ma soprattutto mette in difficoltà la parte, perché non consente al suo legale di essere sufficientemente pronto a replicare: un suicidio, in pratica;

2. Come dice un mio illustrissimo Collega di Vignola, lo stimatissimo Tiziano Solignani, del quale consiglio caldamente la lettura del suo interessantissimo blog (https://blog.solignani.it/)  “Se vuoi un servizio come dici tu, paghi come dico io; se paghi come dici tu, avrai un servizio come dico io”.

3. La moda di cercare articoli e  sentenze su Internet è una tragedia e dovrebbe essere vietata e sanzionata per legge. E’ altamente sconsigliabile, e peraltro dannoso, cercare su Internet delle sentenze o dei pareri che si ritengono perfetti per il proprio caso e poi dare la propria soluzione all’avvocato. E’ come se si andasse dal medico a fare la diagnosi dopo aver cercato sulla rete: offensivo, inutile e spesso dannoso. Ancora peggio, forse, dire all’avvocato: “me l’ha detto il cugino del mio amico”…che però di professione è macellaio o idraulico o altra professione del tutto rispettabile, ma sicuramente senza le adeguate competenze sul tema. Anche perchè le sentenze che si trovano sul web, spesso sono “taroccate” a piacimento e ad uso e consumo di chi le pubblica. Come non ci si deve fidare di siti web, oggi molto di moda, che pubblicano titoli ad effetto con l’apparente intento di far diventare tutti avvocati, mentre a guardar bene cercano clienti. ”Sono andato su google e ho letto che ho ragione“, ho sentito anche questo, purtroppo. Ultimamente ho letto questo: “Non confondere la tua ricerca su Google con la mia laurea in…” e aggiungerei “e con i successivi continui studi”. Già, perché non solo l’avvocato è laureato in giurisprudenza e ha svolto la pratica, ma deve giustamente formarsi e continuare a studiare per obbligo formativo ma soprattutto per dovere morale, ogni singolo giorno, per garantire la migliore assistenza possibile.

4. Quando si va dall’avvocato si deve avere rispetto della sua figura, come lui avrà rispetto per la tua e per il tuo problema, ed essere consapevoli che questo si paga (e subito) come qualunque altro servizio e senza contrattazioni umilianti. Il “grazie” è sempre gradito, ma non basta affatto. Non si comprende perché idraulici e co. vengano sempre pagati senza battere ciglio e gli avvocati no, pur avendoci messo tutto l’impegno e il lavoro possibile. Consiglio la lettura del capolavoro del mio amico e collega, Giuseppe Caravita, “Avvocà, per ora grazie”, Primiceri Editore (http://www.primicerieditore.it/prodotto/avvoca-per-ora-grazie-piccole-storie-di-un-gran-bel-mestiere-g-caravita-di-toritto/) Dall’altra parte, è diritto dell’assistito chiedere un preventivo scritto, che a meno di eventi straordinari, andrà rispettato dall’avvocato. Naturalmente, una volta accettato il preventivo, non vi sarà motivo valido per rifiutare l’adempimento.

5. Va anche ribadito che l’avvocato non è il tuo psicologo o il tuo parroco; inoltre, se non è a studio non è detto che si sia fatto negare o che voglia nasconderti qualcosa; peraltro, se qualcuno ha avuto un’esperienza negativa, non deve fare l’errore di generalizzare: anche a me è capitato un medico incompetente, un idraulico che mi stava allagando casa e un falegname che mi stava montando un mobile al contrario, ma non per questo colpevolizzo l’intera categoria, anzi. Va anche diffidato fortemente di quegli avvocati che parlano male di chi li ha preceduti e dicono che loro avrebbero fatto molto meglio, inducendo magari l’assistito a presentare infondate cause per responsabilità professionale, dall’esito scontato (rigetto), utili solo a far guadagnare loro.

6. Se la prossima udienza è tra sei mesi, non ha molto senso chiamare ogni giorno per sapere se ci sono novità. Se ci sono novità, queste vengono sempre comunicate, nessuno vuol nascondervi nulla, non vi è motivo;

7. Ricordati che, anche se la tua pratica è importante – come tutte le altre – non sei l’unico cliente dello studio;

8. Essere in possesso del numero di cellulare del tuo avvocato non significa affatto essere autorizzato a chiamarlo la domenica mattina alle 8…per sapere se ci sono novità, e offendersi se non si riceve risposta e nemmeno a scrivergli su Whatsapp a qualsiasi ora pretendendo risposta immediata (vedi punto precedente);

9. Se il tuo avvocato ti suggerisce di fare una conciliazione, non devi pensare che si sia messo d’accordo con il collega di controparte contro i tuoi interessi. Spesso una transazione (ancora meglio, una Mediazione presso un buon Organismo) è una soluzione molto ma molto migliore per gli interessi del cliente rispetto ad una causa lunga e costosa e dagli esiti sempre incerti, soprattutto nella situazione in cui purtroppo si trova la Giustizia italiana. Peraltro, un buon accordo in mediazione, che consiglio sempre di tentare, consente spesso di “allargare la torta” e di conservare il rapporto professionale, contrattuale e personale tra le parti. In giudizio, vi è sempre un parte che vince e una che perde, ma spesso anche quella che vince non riesce ad avere un risultato pratico.

10. Fondamentale: in un Tribunale italiano (e quindi in una sentenza) può accadere tutto e il contrario di tutto. Ho perso cause che ritenevo di aver vinto e viceversa; ho visto giudici nella stessa stanza o in due stanze vicine, avere un’opinione diametralmente opposta sulla stessa questione. Ho sentito Giudici di Pace dire “qui la Cassazione sono io”. Tenetelo sempre bene in mente.

N.B. IL PRESENTE DECALOGO E’ DI ESCLUSIVA PROPRIETA’ DELL’AUTORE, AVV. LUCA TANTALO. CIO’ NONOSTANTE, PUO’ ESSERE UTILIZZATO LIBERAMENTE A CONDIZIONE TASSATIVA CHE SIA INDICATO CHIARAMENTE L’AUTORE E CHE NON SIA MODIFICATO, NEMMENO PARZIALMENTE.