La Cassazione a Sezioni Unite conferma l’impugnabilità del preavviso di fermo (sentenza 17844/2012)

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, ordinanza 9 – 18 ottobre 2012, n. 17844
Presidente Preden – Relatore Macioce

Svolgimento del processo

Il Giudice di Pace di Milano – pronunziando su domanda di  Gi. Fu. volta alla disapplicazione del preavviso di fermo amministrativo notificatogli da Equitalia Esatri s.p.a. per l’inottemperanza al pagamento di sanzioni afferenti infrazione al Codice della Strada – con sentenza 30.0.2010 [n.d.r. così nel testo originale] ha declinato la propria giurisdizione indicando quella del Giudice Tributario. La Commissione Provinciale di Milano, innanzi alla quale il Fu. aveva riassunto il giudizio, con ordinanza del 28.2.2011 è andata di contrario avviso posto che, se pur era indiscutibile l’interesse ad opporsi avverso il preavviso di fermo, nondimeno l’opposizione andava proposta innanzi al giudice competente a conoscere del rapporto obbligatorio al quale accedeva la misura cautelare e cioè al giudice ordinario: pertanto la Commissione Tributaria ha sollevato conflitto ai sensi dell’art. 59 e 3 della legge 69 del 2009.
Assegnata la trattazione del ricorso alle Sezioni Unite, dopo la rimessione con ordinanza interlocutoria 12.1.2012 della Sesta Sezione Civile, il Presidente ha designato relatore ex art. 380 bis c.p.c. il quale ha depositato relazione in data 13.4.2012: in essa il relatore, sul rilievo della piena ammissibilità del sollevato conflitto, ha proposto la definizione con affermazione della giurisdizione del giudice ordinario, stante la natura di credito non tributario della pretesa cui la misura cautelare accedeva (trattandosi di sanzioni irrogande per violazione di norme del Codice della Strada), e con remissione al Tribunale, competente per la natura esecutiva del provvedimento in discussione.

Motivi della decisione

Ritiene il Collegio che la proposta contenuta nella relazione debba essere pienamente condivisa.
Queste Sezioni Unite hanno infatti precisato ripetutamente (tra le ultime S.U. 20931 del 2011 e 5575 – 10147 del 2012) principi che appresso si riportano in sintesi:
(a) Il preavviso di fermo amministrativo rappresenta un atto autonomamente impugnabile anche se riguardante obbligazioni di natura extratributaria, trattandosi, in ogni caso, di atto funzionale a portare a conoscenza dell’obbligato una determinata pretesa dell’Amministrazione, rispetto alla quale sorge, ex art. 100 cod. proc. civ., l’interesse alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa.
(b) In materia di fermo, la giurisdizione si ripartisce tra giudice ordinario e tributario a seconda della natura del credito azionato con la conseguenza per la quale, ove venga opposta una misura cautelare accedente ad una pretesa a sanzione per violazione del Codice della Strada, va dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario, attesa la natura extra tributaria del credito azionato.
(c) L’impugnazione della comunicazione di fermo amministrativo va proposta dinanzi al tribunale, competente ratione materiae, versandosi nell’ambito dell’esecuzione forzata.
Dalla applicazione alla specie di tali principi discende che, ammissibile il conflitto qui in disamina in relazione alla contestazione del mero preavviso di fermo accedente a contestata violazione del Codice della Strada, debbasi dichiarare la giurisdizione del giudice ordinario a conoscere della contestazione stessa con statuizione della competenza del Tribunale competente per territorio. Su tali basi, cassata la declinatoria del Giudice di Pace, si dichiara la giurisdizione del G.O. e si rimettono le parti innanzi al Tribunale competente. Non è luogo a provvedere su spese di lite.

P.Q.M.

Dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, cassa la pronunzia declinatoria del giudice di pace di Milano e rimette le parti innanzi al Tribunale competente per territorio.

Il preavviso di fermo è un atto autonomamente impugnabile, perché contiene una pretesa dell’Amministrazione e la giurisdizione spetta al giudice tributario nel caso il sia azionato per crediti tributari, al giudice ordinario negli altri casi.

Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17844/2012.
Il caso. La questione affrontata dalla Corte è purtroppo molto ricorrente: un soggetto, per impossibilità o negligenza, una serie di cartelle di pagamento per contravvenzioni stradali e dopo qualche tempo riceve un preavviso di fermo amministrativo, che gli fa capire la gravità della situazione.
Il fermo amministrativo. Il fermo amministrativo, infatti, è uno degli strumenti di cui è dotata Equitalia per garantire i crediti della cui riscossione è affidataria. Disciplinato in particolare dall’art. 86, D.P.R. n. 600/1973, consiste in un’iscrizione effettuata nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA) a carico di beni mobili ivi registrati (auto, motocicli, motoveicoli ecc.) di proprietà del debitore moroso e comporta l’impossibilità per tali beni di circolare e di essere radiati, demoliti o esportati. A tutela del rispetto dell’efficacia della sanzione sono previste pene piuttosto pesanti che comprendono la sanzione pecuniaria, la sospensione della patente di guida e la confisca del mezzo. Con il preavviso di fermo il destinatario viene informato della decisione di procedere all’iscrizione del fermo descritto per il caso di mancato pagamento del debito scaduto.
Giudice tributario o giudice ordinario? La problematica affrontata nello specifico dalla Corte è quella della giurisdizione. Infatti, il processo di opposizione al preavviso era stato inizialmente instaurato avanti il Giudice di Pace di Milano, il quale si era ritenuto privo di giurisdizione a favore della Commissione Tributaria, la quale a Sua volta aveva denegato la giurisdizione e proposto regolamento di giurisdizione, investendo la Corte di Cassazione della questione. La Corte, dal canto suo, ha risposto con relativa facilità al quesito sottopostogli, richiamando l’ormai nutrita giurisprudenza in materia (es. Cass. ord. 20931/2011, 5575/2012 e 10147/2012). In particolare è stata ribadita la piena impugnabilità del preavviso di fermo in quanto atto immediatamente lesivo e la necessità di individuare il giudice competente in base alla natura del debito sottostante: giudice tributario in caso di tributi, giudice ordinario in tutti gli altri.
Concludendo. L’ordinanza in commento svolge un ruolo importante nel panorama giurisprudenziale sia perché chiarisce nuovamente la questione processuale di cui è stata investita, sia perché ribadisce un concetto che in molti casi appare ancora non perfettamente recepito e, cioè, quello della piena impugnabilità del preavviso di fermo (e di iscrizione ipotecaria). Infatti, mentre dubbi non vi sono con riferimento al provvedimento di fermo vero e proprio, nei vari giudizi viene spesso contestata l’impugnabilità del mero preavviso sulla base del fatto che si tratterebbe di un atto non immediatamente lesivo: esso non limita l’utilizzo del mezzo. Al contrario, come del resto già esplicitamente affermato con l’ordinanza n. 20931/2011 sopra menzionata, si tratta indubbiamente di un atto lesivo sia perché reca con sé una pretesa economica sia perché si tratta di atto che precede senza mediazioni un atto lesivo.

Il preavviso di fermo amministrativo è impugnabile davanti al Giudice di pace nei sessanta giorni dalla notifica (Cass. 22088/2011)

Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza 30 settembre – 25 ottobre 2011, n. 22088

Presidente Petitti – Relatore D’Ascola

Fatto e diritto

F..S. con atto 23 settembre 2009 proponeva opposizione ex art. 22 L. 689/81 e 204 bis CdS avverso due verbali di accertamento di infrazioni stradali, recanti i numeri 5180 e 5256 del 2005, emessi dal Comune di Verzuolo.

Con lo stesso atto si opponeva al preavviso di fermo amministrativo notificatogli il 13 luglio 2009 presso l’abitazione materna.

Il giudice di pace di Saluzzo il 30 settembre 2009 dichiarava con ordinanza inaudita altera parte l’inammissibilità del ricorso del S..

Il giudice di pace rilevava la tardività dell’opposizione a sanzione amministrativa concernente i due verbali e la inammissibilità dell’opposizione al fermo amministrativo, perché da proporre con opposizione “agli atti esecutivi” entro cinque giorni e dunque perché anche essa era tardiva.

Il S. ha proposto ricorso per cassazione sulla base di unico motivo.

Il Comune di Verzuolo e la G.E.C. spa, concessionaria per la riscossione, sono rimasti intimati.

Il giudice relatore ha avviato la causa a decisione con il rito previsto per il procedimento in camera di consiglio.

Il ricorso appare ammissibile e manifestamente fondato.

Quanto all’ammissibilità, giova chiarire che il provvedimento impugnato non solo è sostanzialmente emesso ai sensi dell’art. 23 comma primo L. 689/81, che prevede un provvedimento immediatamente ricorribile per cassazione (Cass. 28147/08), ma contiene esplicito avvertimento alla parte che “la presente ordinanza è ricorribile per cassazione”. Per il principio dell’apparenza (SU 402/11) è quindi in ogni sua parte non impugnabile con l’appello, ma con ricorso per cassazione.

Il ricorrente ha rilevato fondatamente che le opposizioni, se proposte in funzione recuperatoria del mezzo di impugnazione dell’atto amministrativo che la parte non abbia potuto proporre per un allegato vizio della notifica, devono essere proposte in un termine decorrente dalla data di notifica del primo atto con cui la parte è venuta a conoscenza del provvedimento originario. Detto termine era pertanto, nella specie, di sessanta giorni (art. 204 bis CdS) dalla notifica del preavviso di fermo amministrativo (Cass. 17312/07).

Altrettanto fondatamente il ricorrente rileva che l’opposizione al preavviso di fermo amministrativo, in quanto finalizzata a eccepire i vizi degli atti di accertamento presupposti, non aveva natura di atto di opposizione all’esecuzione forzata, ma di strumento necessario per impugnare i vizi di quegli atti. La deduzione collima con l’insegnamento delle Sezioni Unite (SU 11087/10), secondo le quali l’opposizione al preavviso di fermo amministrativo è rivolta contro un atto autonomamente impugnabile, in ogni caso funzionale a portare a conoscenza dell’obbligato una determinata pretesa dell’Amministrazione, rispetto alla quale sorge, ex art. 100 cod. proc. civ., l’interesse alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità’ sostanziale della pretesa.

In quella circostanza le Sezioni Unite hanno anche chiarito che la giurisdizione su controversie relative al fermo amministrativo di cui all’art. 69, sesto comma, del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440 spetta al giudice al quale è attribuita la cognizione della controversia sul diritto che da detto fermo è cautelato, giacché sussiste uno stretto collegamento tra siffatta misura cautelare ed il diritto per la cui provvisoria tutela essa è concessa. Se ne inferisce, a maggior ragione, che anche il rito applicabile all’opposizione suddetta segue il rito previsto per la tutela sostanziale sottesa all’opposizione stessa.

Dunque nella fattispecie odierna si tratta del rito di cui alla legge 689/81, come integrato, in materia di violazioni al codice della strada, dall’art. 204 bis, che prevede il termine di sessanta giorni dal ricevimento dell’atto, pienamente rispettato dall’istante, tenendo conto, come è d’uopo, della sospensione feriale dei termini.

In tal modo il Collegio conferma quanto già esposto nella relazione preliminare. Discende da quanto sopra l’accoglimento del ricorso.

La ordinanza impugnata va cassata e la cognizione rimessa ad altro giudice di pace di Saluzzo per lo svolgimento del giudizio di opposizione e la liquidazione delle spese di questo giudizio.

 P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la ordinanza impugnata e rinvia ad altro giudice di pace di Saluzzo, che provvederà anche sulla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Equitalia Gerit ha iscritto un fermo amministrativo ad un mio cliente per due cartelle annullate, nonostante abbia notificato loro le sentenze a maggio del 2010: ora mi diverto un pò.

Voi dite che se li definissi un’associazione a delinquere si offenderebbero? In quale altro modo definire qualcuno che a maggio del 2010 riceve la notifica di due sentenze che annullano due cartelle esattoriali e ciò nonostante, a gennaio del 2011,  iscrive un fermo amministrativo con tutte le conseguenze che ben conosciamo?

Questa volta, per quel che mi riguarda, hanno passato il segno: lunedì mattina deposito la denuncia in Procura e poi inizio la causa per il risarcimento del danno; ovviamente, sarà mia cura informare tutti gli organi di informazione.

 

Preavviso di fermo illegittimo in mancanza dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’Amministrazione.

La Commissione Tributaria di Lecce, sez. I, con sentenza del 22 aprile 2010, depositata il 23 settembre 2010, ha stabilito che “……il ricorso avverso il preavviso di fermo amministrativo, suscettibile di trasformarsi automaticamente in vero e proprio fermo amministrativo con il decorso dei venti giomi concessi per il pagamento del carico tributario iscritto a ruolo, può essere accolto, atteso che esso non estrinseca adeguatamente i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’Amministrazione”.

In pratica, statuisce la Commissione, il preavviso di fermo così come è stato formulato sino ad oggi (una sorta di facsimile in cui cambiano solamente i dati del soggetto destinatario e l’eventuale indicazione delle cartelle sottese al preavviso), non è atto idoneo, in quanto mancante dell’adeguata estrinsecazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che hanno portato l’Amministrazione alla decisione di procedere con il fermo.

Con la stessa sentenza la Commissione ha però dichiarato definitive le cartelle esattoriali sottese al preavviso, in quanto notificate al contribuente pur se irreperibile, secondo la normativa vigente, non concedendo lo sgravio delle somme iscritte a ruolo.