“CHI HA PAURA DELLA MEDIAZIONE 2.0?”, articolo dell’ Avv. Carlo Recchia

 

La reintroduzione della c.d. mediazione obbligatoria sta già scatenando sul web una sommossa di avvocati e giuristi, tornati a gridare alla privatizzazione della giustizia, e alla lesione del diritto di difesa.

 

Le critiche sono sempre legittime, ed anche in questo sito ne sono state pubblicate alcune, tutte ben illustrate e corrette, nei toni e nelle argomentazioni ( una cosa è la critica anche aspra ad un provvedimento del governo, ripeto sempre legittima ed aggiungerei doverosa per un giurista degno di questo nome, altro è scadere nell’insulto a prescindere).

 

Non è quindi ai redattori di personaedanno.it che si rivolgono queste brevi osservazioni, ma alla generalità dei miei colleghi avvocati, molti dei quali hanno accolto la novità opponendo un clima di rifiuto assoluto e fermo, e a mio personale avviso, poco ragionato.

 

Se è forse vero che la prima versione del decreto legislativo 28 del 2010 veniva pubblicizzata come una normativa “ammazza-avvocati” ( ricordiamo il famigerato spot della Carlucci, grazie al cielo andato in onda solo poche volte) e quindi potevamo ritenere fisiologica la reazione della categoria, che all’improvviso, ma a torto, sembrava diventata inutile, obiettivamente dobbiamo riconoscere che questa seconda versione, questa mediazione 2.0, conferisce finalmente all’avvocatura il posto che le compete.

 

Non mi riferisco alla circostanza che all’improvviso ci siamo risvegliati tutti mediatori ope legis, perché questa mi sembra una norma che cerchi inutilmente di accattivarsi le simpatie di chi, magari penalista puro, del titolo di mediatore non sa che farsene, e perché l’arte di dirigere un negoziato si impara sul campo con l’esperienza, e non certo con un corso di 50 ore o per decreto legislativo, ma al fatto che secondo le nuove disposizioni ( art. 12), il verbale di accordo assume la possibilità di divenire titolo esecutivo, solo se sottoscritto dalle parti tutte assistite dal loro difensore.

 

Di fatto, con questo principio si conferisce all’Avvocato il potere/dovere di assistere le parti nella procedura di mediazione, e di assicurare con la sua presenza attiva e sottoscrizione del verbale di accordo, che i verbali stessi siano redatti in modo tale da essere giuridicamente validi ed efficaci, nonché di evitare che siano lesivi dei reali interessi delle parti. L’Avvocato pertanto, termina di essere visto come una sorta di intruso o di mero accompagnatore nella procedura, e acquista un ruolo decisivo, a mio avviso in linea a quella che dovrebbe essere la figura di un avvocato moderno.

 

Per troppi anni infatti, e per troppi avvocati, il lavoro del civilista è stato visto e riconosciuto degno solo e soltanto se svolto all’interno delle aule di giustizia, si è cementata la figura dell’ avvocato processualista, a mio avviso in danno di tutte le altre competenze e funzioni dell’ Avvocato che non è corretto vedere solo e soltanto come mero “produttore di contenzioso”.

 

La permanente crisi del sistema giudiziario, il crollo dei profitti anche nel mondo delle professioni, deve spingere l’Avvocato a riacquisire il suo ruolo di “giureconsulto”, in grado di fornire consulenze a 360 gradi, e soprattutto di suggerire la migliore strada al proprio assistito, se del caso, anche quella di una mediazione.

 

Riflettiamo sulla circostanza che un procedimento alternativo di risoluzione, consente all’avvocato di negoziare una soluzione satisfattiva per il proprio cliente, in prima persona, e senza subordinazione alla decisione del giudicante ( dunque ci consente di riottenere un ruolo principale, nella gestione della controversia).             Riflettiamo anche sul fatto che un sistema liberale e democratico, così come garantisce l’autonomia negoziale delle parti, così deve garantire e mettere a disposizione idonei strumenti normativi, per consentire ai consociati la risoluzione autonoma di propri conflitti su diritti, per l’appunto, disponibili, senza essere costretti a ricorrere necessariamente all’autorità statale.

 

La mediazione civile, cosi come disciplinata oggi, non è denegata giustizia, ma semplice espressione della libertà negoziale dei soggetti di diritto, e la presenza dell’avvocato, ripeto, qui investe di negoziatore e giureconsulto, garantisce che la libertà negoziale si attui nel rispetto delle norme ordinamentali.

 

Sinceramente, io continuo a vederla come un’occasione professionale e di crescita, mi dispiace molto non cogliere lo stesso spirito in molti miei colleghi. (P.S. la visione dell’avvocato quale moderno giureconsulto è ripresa da “autorevole dottrina” : Avv. Giuseppe Valenti).

Mediazione: una lettera degli avvocati “moderni” al Governo

L’Avvocatura italiana di ispirazione europea, composta  da decine di migliaia di Avvocati pronti ad accettare la sfida delle nuove opportunità di un mercato dei servizi legali moderno e in linea con il resto d’Europa, consapevole del dovere (anche morale) di offrire ai propri assistiti nuovi e più efficaci strumenti di tutela, e di riappropriarsi del ruolo di protagonista nel sistema giustizia:

 PLAUDE

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, e a Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, per il decreto legge appena approvato, in riferimento alle disposizioni relative allo sviluppo della Mediazione Civile e Commerciale, e a tutte le altre  disposizioni ivi contenute, che reputa idonee a migliorare l’accesso alla giustizia sostanziale, e non più solo formale.

 CHIEDE

Al Governo e al Parlamento di completare sollecitamente la riforma avviata convertendo in legge il decreto, sulla scorta delle indicazioni dei “Dieci Saggi” nominati dal Presidente Giorgio Napolitano e delle raccomandazioni della Commissione europea nell’ambito della chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo, senza cedere alla reazione dei soliti gruppi di pressione, e rifiutando compromessi al ribasso, non in linea  con le reali esigenze del paese.

 INVITA

Tutti i colleghi Avvocati che si riconoscono nella necessità di operare per una sana e moderna amministrazione della giustizia, nel cui ambito la mediazione non abbia più un ruolo residuale, a sottoscrivere e sostenere il presente appello, e a darne la più ampia diffusione.

 FIRMA L’APPELLO

Primi firmatari (le adesioni sono ancora aperte).

1.    A.GI.FOR.

2.    ACCADEMIA NAZIONALE DEL DIRITTO

3.    ASSOCIAZIONE PRIMAVERA FORENSE

4.    COMITATO ADR & MEDIAZIONE

5.    ASSOCIAZIONE DIRITTO MODERNO

6.    ASSOCIAZIONE ARGO

 

7.    Luca Tantalo

8.    Paolo Fortunato Cuzzola

9.    Pietro Lorenzo Elia

10.Carlo Recchia

11.Iacopo Maria Savi

12.Dante Leonardi

13.Giovanna Elisabetta Zaccheo

14.Pier Giorgio Maggi

15.Cira De Feo

16.Andrea Ceccobelli

17.Stefano Patti

18.Giuseppe Strangio

19.Carlo Testa

20.Maria Cristina Biolchini

21.Giuseppe Briganti

22.Fabio Buono

23.Fiore Gaudio

24.Giuseppe Elefante

25.Antonio Ruggeri

26.Roberta Calabrò

27.Vittorio Conte

28.Giovanni Carnino

29.Michele Tantalo

30.Veronica Palermo

31.Federica Prinz

32.Geremia Ceretta

33.Cristiana Lenoci

34.Francesca Militano

35.Antonio Sorabella

36.Vieri Tolomei

37.Francesca Tolomei

38.Barbara Cocola

39.Stella Rizzardi

40.Francesco Paolo Franza

41.Carlo Carrese

42.Giulia Aglione

43.Eva De Faveri

44.Giuseppina Raimondo

45.Oscar Musacchio

46.Fabio Scarnati

47.Enrico De Marco

48.Simone Panepinto

49.Giada Pigato

50.Federico Bianca

51.Brunella Miglietta

52.Alessandra de Matteis

53.Irene Capoccia

54.Rosaria Gencarelli

55.Eugenio Zappalà

56.Maria Agnino

57.Michele Bottazzi

58.Daniele Mazzoli

59.Andrea Anticoli

60.Michele Coccia

61.Maria Chiara Baldinucci

62.Elena Napolitano

63.Nicola La Vacca

64.Roberto Cioni

65.Marcella Giardino

66.Matteo Gallo

67.Katia Minniti

68.Cristiano Nati

69.Maria Emanuela Corali

70.Carlotta Calabresi

71.Domenico La Manna Di Salvo

72.Luigi Maria Perotti

73.Marco Fabio Leppo

74.Giuseppe Caravita di Toritto

75.Paolo Di Traio

76.Maria Rosaria Basilone

77.Anna Maria Perticone

78.Angela Natale

79.Paola Bruno

80.Elisa D’Agostini;

81.Maristella Di Lorenzo;

82.Fabrizio Bianchi;

83.Stefano Gitto;

84.Mimmo Maldarelli

85.Danielle Rose del Peschio;

86.Alessandra Gambardella

87.Fabrizio Badò

88.Massimo Ciocca

89.Immediar & Arbitrato;

90.Gaetano Anaclerio;

91.Corrado Addis;

92.Katia Criffò;

93.Letizia Halima Balsamo;

94.Francesca Romana;

95.Carmen Song;

96.Susanna Masoni;

97.Silvia Iannazzo;

98.Michela Coccia;

99.Cristiana Marucci;

100.             Barbara Lupi;

101.             Maria Rosaria Ficacci;

102.             Laura Falco;

103.             Rachele Gabellini;

104.             Silvia Borello Lenta;

105.             Salvatore Primiceri;

106.             Paola Zambon;

107.             Giovanni Giangreco Marotta;

108.             ADR Sirignano;

109.             Alessandra Passerini

110.             Massimo Maria Aprile

111.             Salvatore Zambrino

112.             Alessandra Chiarioni

113.             Massimo Morelli

114.             Antonio Tateo

115.             Pierangelo Pugliese

116.             Michele Abbaticchio

117.             Daniela Connestari

118.             Giacomo Sgobba

119.             Ciro Ascione

120.             Marzia Milano

121.             Anna Chiara Borrello

122.             Daniela Lumaca

123.             Giuseppe Munno

124.             Elisa Priori

125.             Rosa Agostino

126.             Alessandro Pattaro

127.             Elisabetta Viscovo

128.             Simona Baldelli

129.             Anna Caudullo

130.             Ambra Marotta

131.             Carlo Perotti

132.             Silvia Picchi

133.             Donatella Capizzi

134.             Franco Barca

135.             Vincenzo Vecchi

136.             Raffaella Carbone

137.             Silvia Mombelli

138.             Raffaella Carbone

139.             Domenico Lenoci

140.             Emanuele Rainoldi

141.             Aniello Vecchione

Introdotto dal Governo Letta un nuovo modello di mediazione

Da http://www.mondoadr.it

A prima vista potrebbe sembrare una semplice reintroduzione della mediazione obbligatoria. In realtà, il Governo Letta ha apportato delle modifiche che cambiano sostanzialmente il modello di mediazione introdotto dal D.Lgs. 28/10. Francamente non si può più parlare di mediazione obbligatoria in quanto l’intera procedura si svolge solo con il consenso delle parti.

Nel dettaglio le principali novità:

 

1) la procedura di mediazione si svolge solo a seguito del consenso delle parti raccolto in un incontro preliminare informativo e di programmazione (art. 8, comma 1);

 

2) solo lo svolgimento dell’incontro preliminare informativo è  condizione di procedibilità (per le materie indicate) e deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell’istanza a costi massimi molto contenuti (art. 17, comma 5 bis);

 

3) dalle materie per cui è previsto l’incontro di programmazione è stata esclusa la Rc auto;

 

4) il giudice può ordinare, e non solo invitare, in mediazione le parti;

 

5) ai fini dell’omologa, il verbale di accordo deve essere firmato da tutti gli avvocati che assistono le parti;

 

6) la durata massima dell’intera procedura è stata ridotta a 3 mesi;

 

7) gli avvocati sono mediatori di diritto.

 

Di seguito il testo coordinato degli articoli del D.Lgs. 28/10 interessati. In grassetto color nero le parti reintrodotte dopo la sentenza della Consulta. In grassetto color rosso le novità apportate.

 

 Art. 4

 

Accesso alla mediazione

 

 1.  La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui all’articolo 2 è presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo. In caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all’organismo presso il quale è stata presentata la prima domanda. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data della ricezione della comunicazione.

 

2.  L’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa.

 

3.  All’atto del conferimento dell’incarico, l’avvocato è tenuto a informare l’assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l’avvocato e l’assistito è annullabile. Il documento che contiene l’informazione è sottoscritto dall’assistito e deve essere allegato all’atto introduttivo dell’eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 1, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.

 

Art. 5

 

Condizione di procedibilità e rapporti con il processo

 

1. Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni

 

2. Fermo quanto previsto dal comma 1 e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può disporre l’esperimento del procedimento di alla mediazione, il tal caso l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale Il provvedimento di cui al periodo precedente indica l’organismo di mediazione ed è adottato prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa. Il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6 e, quando la mediazione non è già stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

 

3.  Lo svolgimento della mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale.

 

4.  I commi 1 e  2 non si applicano:

 

a)  nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;

 

b)  nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all’articolo 667 del codice di procedura civile;

 

b-bis)  nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all’articolo 696-bis del codice di procedura civile;

 

c)  nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all’articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile;

 

d)  nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;

 

e)  nei procedimenti in camera di consiglio;

 

f)  nell’azione civile esercitata nel processo penale.

 

5.  Fermo quanto previsto dal comma 1 e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, se il contratto, lo statuto ovvero l’atto costitutivo dell’ente prevedono una clausola di mediazione o conciliazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o l’arbitro, su eccezione di parte, proposta nella prima difesa, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo il giudice o l’arbitro fissa la successiva udienza quando la mediazione o il tentativo di conciliazione sono iniziati, ma non conclusi. La domanda è presentata davanti all’organismo indicato dalla clausola, se iscritto nel registro, ovvero, in mancanza, davanti ad un altro organismo iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui all’articolo 4, comma 1. In ogni caso, le parti possono concordare, successivamente al contratto o allo statuto o all’atto costitutivo, l’individuazione di un diverso organismo iscritto.

 

6.  Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce altresì la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all’articolo 11 presso la segreteria dell’organismo.

 

Art. 6

 

Durata

 

1.  Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a tre mesi.

 

2.  Il termine di cui al comma 1 decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della stessa e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o del quinto periodo del comma 1 dell’articolo 5 ovvero ai sensi del comma 2 dell’articolo 5 non è soggetto a sospensione feriale.

 

Art. 7 

 

Effetti sulla ragionevole durata del processo

 

1. Il periodo di cui all’articolo 6 e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell’articolo 5, commi 1 e 2, non si computano ai fini di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89.

 

Art. 8 

 

Procedimento

 

1.  All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa un primo incontro di programmazione, in cui il mediatore verifica con le parti le possibilità di proseguire il tentativo di mediazione, non oltre trenta giorni dal deposito della domanda. La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all’altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l’organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari.

 

2.  Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell’organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell’organismo.

 

3.  Il mediatore si adopera affinché le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia.

 

4.  Quando non può procedere ai sensi del comma 1, ultimo periodo, il mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali. Il regolamento di procedura dell’organismo deve prevedere le modalità di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti.

 

5. Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio

 

 

 Art. 11 

 

Conciliazione

 

1.  Se è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo. Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. In ogni caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta in qualunque momento del procedimento. Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all’articolo 13

 

2.  La proposta di conciliazione è comunicata alle parti per iscritto. Le parti fanno pervenire al mediatore, per iscritto ed entro sette giorni, l’accettazione o il rifiuto della proposta. In mancanza di risposta nel termine, la proposta si ha per rifiutata. Salvo diverso accordo delle parti, la proposta non può contenere alcun riferimento alle dichiarazioni rese o alle informazioni acquisite nel corso del procedimento.

 

3.  Se è raggiunto l’accordo amichevole di cui al comma 1 ovvero se tutte le parti aderiscono alla proposta del mediatore, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere. Se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’articolo 2643 del codice civile, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. L’accordo raggiunto, anche a seguito della proposta, può prevedere il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza degli obblighi stabiliti ovvero per il ritardo nel loro adempimento.

 

4.  Se la conciliazione non riesce, il mediatore forma processo verbale con l’indicazione della proposta; il verbale è sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere. Nello stesso verbale, il mediatore dà atto della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione.

 

5.  Il processo verbale è depositato presso la segreteria dell’organismo e di esso è rilasciata copia alle parti che lo richiedono.

 

Art. 12

 

Efficacia esecutiva ed esecuzione

 

1.  Il verbale di accordo sottoscritto dagli avvocati che assistono tutte le parti e, il cui contenuto non è contrario all’ordine pubblico o a norme imperative, è omologato, su istanza di parte e previo accertamento anche della regolarità formale, con decreto del Presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo. Nelle controversie transfrontaliere di cui all’articolo 2 della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, il verbale è omologato dal Presidente del tribunale nel cui circondario l’accordo deve avere esecuzione.

 

2.  Il verbale di cui al comma 1 costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

 

 

Art. 13

 

 Spese processuali

 

1. Quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di un’ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto. Resta ferma l’applicabilità degli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano altresì alle spese per l’indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all’esperto di cui all’articolo 8, comma 4.

 

2. Quando il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può nondimeno escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l’indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all’esperto di cui all’articolo 8, comma 4. Il giudice deve indicare esplicitamente, nella motivazione, le ragioni del provvedimento sulle spese di cui al periodo precedente.

 

3. Salvo diverso accordo le disposizioni precedenti non si applicano ai procedimenti davanti agli arbitri

 

 

Art. 16 

 

Organismi di mediazione e registro. Elenco dei formatori

 

1.  Gli enti pubblici o privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza, sono abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte interessata, a gestire il procedimento di mediazione nelle materie di cui all’articolo 2 del presente decreto. Gli organismi devono essere iscritti nel registro.

 

2.  La formazione del registro e la sua revisione, l’iscrizione, la sospensione e la cancellazione degli iscritti, l’istituzione di separate sezioni del registro per la trattazione degli affari che richiedono specifiche competenze anche in materia di consumo e internazionali, nonché la determinazione delle indennità spettanti agli organismi sono disciplinati con appositi decreti del Ministro della giustizia, di concerto, relativamente alla materia del consumo, con il Ministro dello sviluppo economico. Fino all’adozione di tali decreti si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei decreti del Ministro della giustizia 23 luglio 2004, n. 222 e 23 luglio 2004, n. 223. A tali disposizioni si conformano, sino alla medesima data, gli organismi di composizione extragiudiziale previsti dall’articolo 141 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.

 

3.  L’organismo, unitamente alla domanda di iscrizione nel registro, deposita presso il Ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura e il codice etico, comunicando ogni successiva variazione. Nel regolamento devono essere previste, fermo quanto stabilito dal presente decreto, le procedure telematiche eventualmente utilizzate dall’organismo, in modo da garantire la sicurezza delle comunicazioni e il rispetto della riservatezza dei dati. Al regolamento devono essere allegate le tabelle delle indennità spettanti agli organismi costituiti da enti privati, proposte per l’approvazione a norma dell’articolo 17. Ai fini dell’iscrizione nel registro il Ministero della giustizia valuta l’idoneità del regolamento.

 

4.  La vigilanza sul registro è esercitata dal Ministero della giustizia e, con riferimento alla sezione per la trattazione degli affari in materia di consumo di cui al comma 2, anche dal Ministero dello sviluppo economico.

 

4.bis Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori.

 

5.  Presso il Ministero della giustizia è istituito, con decreto ministeriale, l’elenco dei formatori per la mediazione. Il decreto stabilisce i criteri per l’iscrizione, la sospensione e la cancellazione degli iscritti, nonché per lo svolgimento dell’attività di formazione, in modo da garantire elevati livelli di formazione dei mediatori. Con lo stesso decreto, è stabilita la data a decorrere dalla quale la partecipazione all’attività di formazione di cui al presente comma costituisce per il mediatore requisito di qualificazione professionale.

 

6.  L’istituzione e la tenuta del registro e dell’elenco dei formatori avvengono nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già esistenti, e disponibili a legislazione vigente, presso il Ministero della giustizia e il Ministero dello sviluppo economico, per la parte di rispettiva competenza, e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

 

 

Art. 17 

 

Risorse, regime tributario e indennità

 

1.  In attuazione dell’articolo 60, comma 3, lettera o), della legge 18 giugno 2009, n. 69, le agevolazioni fiscali previste dal presente articolo, commi 2 e 3, e dall’articolo 20, rientrano tra le finalità del Ministero della giustizia finanziabili con la parte delle risorse affluite al «Fondo unico giustizia» attribuite al predetto Ministero, ai sensi del comma 7 dell’articolo 2, lettera b), del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, e dei commi 3 e 4 dell’articolo 7 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 30 luglio 2009, n. 127.

 

2.  Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.

 

3.  Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.

 

4.  Fermo quanto previsto dai commi 5 e 5-bis del presente articolo con il decreto di cui all’articolo 16, comma 2, sono determinati:

 

a)  l’ammontare minimo e massimo delle indennità spettanti agli organismi pubblici, il criterio di calcolo e le modalità di ripartizione tra le parti;

 

b)  i criteri per l’approvazione delle tabelle delle indennità proposte dagli organismi costituiti da enti privati;

 

c)  le maggiorazioni massime delle indennità dovute, non superiori al venticinque per cento, nell’ipotesi di successo della mediazione;

 

d) le riduzioni minime delle indennità dovute nelle ipotesi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ai sensi dell’articolo 5, comma 1, ovvero è prescritta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2

 

5. Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’articolo 5, comma 1, ovvero è prescritta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2, all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, n. 115. A tale fine la parte è tenuta a depositare presso l’organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, se l’organismo lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato

 

5-bis. Quando, all’esito del primo incontro di programmazione con il mediatore, il procedimento si conclude con un mancato accordo, l’importo massimo complessivo delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio del procedimento, è di 80 euro, per le liti di valore sino a 1.000 euro; di 120 euro, per le liti di valore sino a 10.000 euro; di 200 euro, per le liti di valore sino a 50.000 euro; di 250 euro, per le liti di valore superiore.

 

6.  Il Ministero della giustizia provvede, nell’ambito delle proprie attività istituzionali, al monitoraggio delle mediazioni concernenti i soggetti esonerati dal pagamento dell’indennità di mediazione. Dei risultati di tale monitoraggio si tiene conto per la determinazione, con il decreto di cui all’articolo 16, comma 2, delle indennità spettanti agli organismi pubblici, in modo da coprire anche il costo dell’attività prestata a favore dei soggetti aventi diritto all’esonero.

 

7.  L’ammontare dell’indennità può essere rideterminato ogni tre anni in relazione alla variazione, accertata dall’Istituto Nazionale di Statistica, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel triennio precedente.

 

8.  Alla copertura degli oneri derivanti dalle disposizioni dei commi 2 e 3, valutati in 5,9 milioni di euro per l’anno 2010 e 7,018 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione della quota delle risorse del «Fondo unico giustizia» di cui all’articolo 2, comma 7, lettera b) del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, che, a tale fine, resta acquisita all’entrata del bilancio dello Stato.

 

9.  Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui ai commi 2 e 3 ed in caso si verifichino scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 8, resta acquisito all’entrata l’ulteriore importo necessario a garantire la copertura finanziaria del maggiore onere a valere sulla stessa quota del Fondo unico giustizia di cui al comma 8.

Mediazione di nuovo “obbligatoria”: il testo del D.Lgs. 28/10 con le modifiche

Pubblichiamo il testo del D.Lgs. 28/10 coordinato con le modifiche effettuate ieri dal Consiglio dei Ministri. Ringrazio l’avv. Carlo Recchia, Avvocato e Mediatore, per il lavoro svolto. Vi prego di segnalare eventuali errori.

testo.cooordinato.DLGS.28.2010. decreto Letta