L’ambito della mediazione andrebbe ampliato, non ridotto

Pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore, l’articolo del dott. Leonardo D’Urso, già pubblicato su http://www.mondoadr.it/

La riforma del processo civile proposta dal Ministro Alfonso Bonafede contiene una drastica riduzione delle materie in cui è prevista la partecipazione ad un primo incontro di mediazione come condizione di procedibilità pari a 55.000 procedure in meno che rappresentano circa il 40% delle istanze di mediazione. Per circa 39.000 procedure, la motivazione adottata è la scarsa adesione di banche, assicurazioni e ospedali alle procedure di mediazioni. Al contempo, circa 16.000 procedure che registrano il più alto tasso adesione e successo sullo scioglimento delle comunioni, rientranti nell’ambito delle divisioni e successioni, sarebbero sorprendentemente eliminate e affidate a notai e avvocati iscritti al registro dei delegati alle vendite con una procedura che non ha nulla a che vedere con la mediazione. Di contro, il Ministro Bonafede propone un’estensione del primo incontro in materia di contratto di mandato e di rapporti di mediazione che nel 2018 hanno registrato rispettivamente nei tribunali 1.067 nuove procedure e 1.131.

Un’attenta lettura delle statistiche degli ultimi sei anni, insieme all’esperienza quotidiana dei 24.014 mediatori, dei 594 organismi di mediazione (Ordini forensi e Camere di Commercio in primis) con migliaia di sedi operative accreditate dal Ministero della Giustizia e con oltre 2.000 dipendenti che svolgono un importante funzione di segretaria, suggerirebbe esattamente il contrario.

Solo il primo incontro è obbligatorio. La prosecuzione è sempre volontaria

Occorre innanzitutto fare una premessa importante che ancora sfugge a molti anche del settore. Da sei anni l’Italia sperimenta come condizione di procedibilità, in un circoscritto ambito del contenzioso civile, la partecipazione obbligatoria ad un primo incontro di mediazione in cui le parti assistite dai loro avvocati possono scegliere volontariamente di iniziare un percorso di mediazione ovvero di ricorrere immediatamente in tribunale. Questo incontro iniziale deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell’istanza e nella maggioranza dei casi ad un costo fisso di 40 euro. Questa procedura, considerata una best practice a livello internazionale, non può certo essere definita superficialmente come “mediazione obbligatoria”. Gli organismi di mediazione svolgono questo primo incontro chiaramente al di sotto dei costi vivi e i mediatori, nella stragrande maggioranza avvocati, offrono gratuitamente la loro prestazione professionale. Inoltre, se le parti hanno diritto al gratuito patrocinio, il mediatore e gli organismi devono svolgere l’intera procedura di mediazione gratuitamente senza alcun rimborso da parte dello Stato. Forse, questa è l’unica legge italiana che obbliga professionisti e imprese a lavorare gratuitamente.

Dal 2013 il contenzioso in tribunale è diminuito del 40% nelle materie con il primo incontro obbligatorio (con esclusione delle bancarie)

Fatta questa doverosa premessa, su 516.365 procedure di contenzioso civile e commerciale vertenti su diritti disponibili (escludendo quindi la volontaria giurisdizione, esecuzioni, lavoro, famiglia, fallimenti, etc…) presso gli uffici dei giudici di pace e tribunali, solo in circa il 13% di queste procedure è previsto la partecipazione al primo incontro di mediazione. Ebbene, in queste materie indicate nel comma 1bis dell’art. 5 del Dlgs. 28/2010, le sopravvenienze nei tribunali sono diminuite del 40% (da 88.594 procedure nel 2013 a 52.750 nel 2018 con l’esclusione delle materie bancarie di cui diremo in seguito) contro una diminuzione media del contenzioso nello stesso periodo di circa il 25%. Non c’è dubbio che la partecipazione al primo incontro di mediazione ha avuto quindi un effetto deflattivo notevolmente superiore alla media.

Numero di accordi di mediazione crescenti, anche con istanze di mediazione in leggera diminuzione

Altro dato significativo poco considerato è l’andamento del numero degli accordi di mediazione crollati nel periodo 2012/2013 post-sentenza della Cassazione e repentinamente aumentati nel 2014, a seguito dell’introduzione del primo incontro, fino a sfiorare i 20.000 accordi l’anno scorso nonostante il numero di istanze di mediazione in leggera diminuzione. A questi occorre aggiungere circa un altro 15/20 per cento di accordi trovati al di fuori della procedura di mediazione in procedure apparentemente negative.

Fonte: Elaborazione dati del Ministero della Giustizia (numero di definizioni moltiplicato per le percentuali di comparsi e per le percentuali di accordi)

Di fronte all’evidenza di questi dati, la scelta più razionale sarebbe quella di compiere un passo ulteriore. Estendere la partecipazione al primo incontro di mediazione ad altre materie che si prestano in particolar modo alla mediazione come il contenzioso contrattuale (pari a 91.857 casi nel 2018), alla responsabilità extra contrattuale (38.768 casi) e alle poche migliaia di competenza del tribunale delle imprese.

Come risolvere il problema delle mediazioni bancarie

Il Ministro Bonafede ha ragione nell’affermare che la mediazione nel contenzioso bancario, assicurativo e nella responsabilità medica non ha dato buoni risultati rispetto alle altre materie. Il motivo è nella generale indisponibilità di banche, assicurazioni e strutture sanitarie ad aderire al primo incontro e spesso nel proseguire nella procedura. La soluzione quindi non è di eliminare queste materie sottraendo la possibilità ai cittadini e imprese di incontrare entro 30 giorni rappresentanti di banche, degli ospedali e delle loro assicurazioni. Al contrario, occorrerebbe vincolare le grandi aziende (come appunto banche e assicurazioni) che offrono prodotti e servizi ai consumatori ad aderire alle procedure di mediazione e ADR previste dalle varie normative tramite la presenza di un funzionario a conoscenza del caso e con pieni poteri di transigere. L’esperienza di successo della mediazione obbligatoria dei Corecom nel contenzioso in materia di telefonia costituisce un modello da replicare in altri settori del consumo. Al contempo, sia nel contenzioso bancario che in quelle sanitario occorrerebbe introdurre la possibilità di utilizzare le perizie tecniche prodotte durante la procedura di mediazione anche nel successivo possibile giudizio.

Richiesta di un tavolo permanente con gli operatori delle ADR

Per tutte queste ragioni, ci si augura che il Ministro della giustizia possa indire urgentemente un tavolo tecnico permanente con gli operatori della mediazione per affrontare i problemi e monitorare i risultati e conseguentemente, ai sensi della normativa vigente e non attuata, riferire al più presto alle Camere sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dal primo incontro di mediazione.

 

 

 

 

 

La mediazione delle liti civili e commerciali: l’esperienza italiana nel contesto internazionale: convegno del 3 ottobre in Cassazione

Le Nazioni Unite investono per l’adozione del modello italiano di mediazione, come “passaggio naturale”, prima del contenzioso, per le controversie di lavoro. Ne parlera’ a Roma il 3 ottobre il Prof. Giuseppe De Palo, Ombdusman per i Fondi e Programmi delle Nazioni Unite, assieme ad altri relatori di grande prestigio, come Francesco Antonio Genovese, Presidente di Sezione della Corte di Cassazione e Marilena Rizzo, Presidente del Tribunale di Firenze, uno dei più evoluti in materia di mediazione.

Un appuntamento semplicemente imperdibile per il mondo dell’ADR in Italia.

In allegato la locandina e la brochure dell’evento, cui non e’ richiesta alcuna iscrizione …, ma meglio presentarsi con grande anticipo all’Aula Magna della Cassazione.

E’ previsto il rilascio di crediti formativi per gli avvocati.

locandina 3 ottobre 2019

brochure 3 ottobre 2019

Giovedì 18 maggio a Roma il convegno del Comitato ADR & Mediazione su le “Nuove prospettive delle ADR in Italia”

Si terrà a Roma dopodomani, giovedì 18 maggio, l’interessante convegno organizzato dal Comitato ADR & Mediazione (www.comitatoadrmediazione.it), in collaborazione con la rivista ADRITALIA (www.adritalia.net), l’Associazione Italiana Formatori e con Primiceri Editore.

Il Convegno, dal titolo “Nuove prospettive delle ADR in Italia. Arbitrato, obbligatorietà definitiva, nuova responsabilità medica, CTM e proposta del mediatore” si terrà, dalla 14.00 alle 19.00, presso l’Aula Magna della Chiesa Valdese – Via P. Cossa, 40 e vedrà l’intervento di importanti relatori, esperti in materia, quali l’Avv. Pietro Elia, il Dott. Stefano Cera, il Dott. Massimo Moriconi, l’Avv. Andrea Ceccobelli, e il Prof. Avv. Andrea Sirotti Gaudenzi.

E’ previsto anche un dibattito finale con domande libere.

Il convegno ha ottenuto l’attribuzione di 4 crediti formativi dall’Ordine degli Avvocati di Roma in relazione al Regolamento per la Formazione Professionale Continua del Consiglio Nazionale Forense e 5 crediti formativi dall’ODCEC di Roma.

L’ingresso è libero; per la prenotazione inviare una mail a info@comitatoadrmediazione.it

0001(2)

E’ uscito il libro “Negoziazione, mediazione, conciliazione, arbitrato forense e ADR dei consumatori”

Negoziazione, mediazione, conciliazione, arbitrato forense e ADR dei consumatori

Negoziazione, mediazione, conciliazione, arbitrato forense e ADR dei consumatori (Questione ricorrenti, strategie processuali, precedenti giurisprudenziali): C. Isoni , C. Caria , P. Elia, L. Tantalo
Questione ricorrenti, strategie processuali, precedenti giurisprudenziali
di: C. Isoni , C. Caria , P. Elia, L. Tantalo
ISBN: 9788858205532
Pagine: 382 | Formato: 17×24 cm | Anno: 2016
Disponibile
Prezzo: 32.00 €

Con il d.l. 132/2014 convertito con modificazioni dalla l. 162/2014, il legislatore ha avviato un imponente processo di degiurisdizionalizzazione, finalizzato a una riduzione del contenzioso, mediante l’introduzione di ulteriori sistemi alternativi ed extragiurisdizionali di risoluzione delle controversie.
Il presente volume analizza ciascuno di questi strumenti a partire dalla mediazione nelle controversie civili e commerciali, introdotta con il d.lgs 28/2010, seguendo con la negoziazione assistita e l’arbitrato. In chiusura  si propone un commento al D.lgs 130/2015, emanato in attuazione della direttiva 2013/11/UE, entrato in vigore il 9 Febbraio 2016, che, modificando il codice del consumo (D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206), ha introdotto novità sostanziali in materia di soluzione alternativa delle controversie dei consumatori.
Il volume, destinato a professionisti, avvocati e mediatori, offre un’analisi non solo delle fonti normative e della giurisprudenza, ma altresì uno sguardo sulle tecniche impiegate e sulle particolarità di ciascun sistema rispetto all’altro.

Il libro è acquistabile nelle migliori librerie e qui:

http://www.dikegiuridica.it/prodotti_leggi.php?id=689

IL 18 MAGGIO A ROMA LA TAVOLA ROTONDA “LA MEDIAZIONE COMMERCIALE. LE NUOVE FRONTIERE DELLA GIURISPRUDENZA”

Il convegno La mediazione civile e commerciale. Le nuove frontiere della giurisprudenza
che si terrà Mercoledì 18 maggio 2016 dalle 15 alle 19 in Roma – Aula Magna della Chiesa Valdese – Via P. Cossa, 40, organizzato dal Comitato ADR & Mediazione, ha ottenuto, dopo quelli dell’Ordine degli Avvocati, l’attribuzione di 4 crediti formativi anche dall’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Vi aspettiamo!

Programma convegno immagine

La nuova newsletter di UNAM (UNIONE NAZIONALE AVVOCATI PER LA MEDIAZIONE)

bc0abd10-8273-4cb5-b154-b92ca7b5e4b5

NEWSLETTER – APRILE 2016

 

In questa newsletter avremmo voluto evidenziare molte cose oltre quelle di cui vi diamo conto – tra cui l’indirizzo sempre più evidente seguito dalla Corte di Appello di Milano nel demandare in mediazione cause giunte al secondo grado di giudizio – ma dobbiamo limitare l’esame della giurisprudenza per dare spazio anche ad eventi conclusi e ancora da svolgersi che riguardano le procedure ADR, come quello promosso dalla nostra sede di Trani.

UNAM TRANI: TAVOLA ROTONDA
A muovere da quest’ultimo riferiamo che il 21 aprile scorso, presso la Biblioteca Storica dell’Ordine Avvocati Trani, si è svolta, in collaborazione con l’O.M.T. (Organismo di mediazione Forense Trani), la tavola rotonda sul tema “Principio di sussidiarietà e risoluzione stragiudiziale delle controversie: L’Avvocato tra alternativa e giurisdizione”.
I lavori sono stati preceduti dalla presentazione dell’UNAM nazionale e locale da parte dell’Avv. Angela Napoletano, socio promotore Unam nonché referente Unam Trani.
Relatori furono l’Avv. Giampaolo Di Marco del Foro di Vasto, l’Avv. Pietro Beretta Anguissola del Foro di Firenze e il Dott. Vincenzo Paolo De Palma, Giudice Ordinario presso il Tribunale di Foggia.
Ha coordinato gli interventi il Dott. Gaetano Catalani, presidente f.f. del Tribunale di Matera.
Alleghiamo una breve sintesi degli interventi (leggi qui).

SEGNALAZIONE EVENTO
Tavola rotonda: La mediazione civile e commerciale verso le nuove frontiere della giurisprudenza.
E’ in calendario per il 18 maggio p.v. in Roma (qui il programma) una tavola rotonda, organizzata dal Comitato ADR & Mediazione, formato in massima parte da Avvocati e presieduto dall’Avv. Luca Tantalo, membro del Comitato Esecutivo di UNAM.
Questo convegno ha, in particolare, lo scopo di illustrare le novità giurisprudenziali relative alla procedura di mediazione e i suoi vantaggi a cittadini, imprese e avvocati. Saranno altresì illustrate le tecniche di preparazione della procedura di mediazione e dell’assistenza dell’avvocato durante la procedura stessa, nonché quelle di redazione dell’accordo e in generale, le novità apportate al D.Lgs. 28/10 dalla recente normativa e dalla giurisprudenza recente, comprese la necessità, prevista dalla legge, della presenza delle parti e dell’effettività del tentativo di mediazione.
Tra gli altri interverranno anche il dott. Massimo Moriconi, Magistrato in servizio presso la XIII sezione del Tribunale di Roma, nonché dell’avv. Marco Marinaro, autore di importanti articoli in materia.

ORDINANZA TRIBUNALE DI VASTO
Torna a far notizia il Tribunale di Vasto: dopo le pronunce dello scorso anno, questa recentissima – del 23 aprile c.a., a firma del dottor Pasquale (leggi qui) – chiarisce che la sanzione per la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione scatta anche se la parte ha presenziato al primo incontro, perché si deve tenere conto della partecipazione al procedimento nella sua interezza.
Viene qui ribadita anche la tesi – portata avanti dal Tribunale di Roma in alcune recenti pronunce del dottor Massimo Moriconi – che la certezza della bontà delle proprie ragioni e del torto altrui non costituiscono giustificato motivo per non partecipare alla mediazione, dato che senza questi presupposti raramente vi sarebbe ragione di promuovere una controversia giudiziaria.
Utile è poi richiamare l’attenzione sull’ultima considerazione del magistrato, laddove precisa che, esaminata la normativa in vigore, non ravvisa alcun elemento ostativo all’irrogazione della sanzione in qualunque momento del giudizio anteriore alla sentenza. Ricordiamo che nella NL di febbraio u.s. è possibile consultare un riepilogo della successione di norme e di quelle vigenti sul punto, da noi elaborato sotto la presentazione dell’ordinanza del 22/12/15 del Tribunale di Mantova, giudice dott. Mauro Bernardi.

SENTENZA TRIBUNALE DI MONZA 
La pronuncia del Tribunale di Monza del 10 febbraio 2016 (leggi qui), merita di essere citata pur non essendo recentissima perché, al contrario di quella summenzionata, fa discendere ex post dall’infondatezza della domanda il giustificato motivo del convenuto per non aver partecipato al procedimento di mediazione, nonostante fosse stato lo stesso convenuto a sollevare in giudizio la relativa eccezione. Di conseguenza non vengono applicate in questo caso le sanzioni previste dalla legge per il caso di mancata partecipazione senza giustificato motivo.

SENTENZA TRIBUNALE DI BARI
Sulla scia delle recenti ordinanze ascolane si colloca la sentenza n. 14526 in data 25 marzo 2016 del Tribunale di Bari – Dott.sa Fazio, che fa seguito ad almeno un’altra decisione analoga dello stesso magistrato. Il giudice che si trova a dover decidere una controversia vertente in materia bancaria, può anche demandare la stessa ex art. 5 comma 2° del D. Lgs n. 28/10, e corredare l’ordinanza dello schema entro il quale va contenuto l’oggetto della mediazione e degli elementi tecnici di cui si deve tenere conto nella (consulenza tecnica disposta in) mediazione. Ciò sul presupposto che demandare in mediazione una controversia faccia parte del “generale potere di direzione del procedimento spettante al Giudice ex art. 175 cpc”. 

SENTENZA TRIBUNALE DI TORINO (leggi qui)
Chiamato in causa per una ingente somma l’Istituto bancario convenuto ha eccepito l’improcedibilità perché la mediazione obbligatoria si era svolta in assenza dell’avvocato di parte istante, sovvertendo una volta tanto la poco virtuosa consuetudine che vede le banche, e non i loro clienti, presentarsi spesso in mediazione con la sola presenza del delegato dal legale rappresentante.
Alla prima udienza il giudice dottoressa Marino aveva rilevato che non era stato esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione, e aveva assegnato un termine per il deposito del verbale dell’incontro che invece parte attrice dichiarava essersi regolarmente svolto prima di promuovere la causa.
L’istituto bancario convenuto, all’avvenuto deposito, insisteva comunque nell’eccezione di improcedibilità, sull’assunto che la mediazione non si era regolarmente svolta perché la parte istante vi aveva partecipato senza l’assistenza dell’avvocato, accompagnata solo da un consulente tecnico.
Il giudice accoglie l’eccezione pregiudiziale mossa dalla Banca convenuta ritenendo che, a norma di legge, non può aversi assolvimento della condizione di procedibilità se la mediazione viene esperita senza l’obbligatoria presenza dell’avvocato insieme alla parte. La condanna è ingente pur se il magistrato non ravvisa gli estremi per l’applicazione delle ‘spese punitive’.

SENTENZA TRIBUNALE DI ROMA
La sesta sezione del Tribunale di Roma, occupandosi di un rapporto locatizio per il quale il giudice Gualtiero Gualtieri aveva disposto il mutamento del rito inviando le parti in mediazione, con la sentenza del 23 febbraio 2016 (leggi qui) ha respinto le originarie domande attoree sull’assunto che l’accordo intervenuto in mediazione tra le stesse costituisca novazione dell’originario diritto fatto valere in giudizio.
La sentenza costituisce il primo esempio conosciuto di mediazione demandata, in cui le parti si ripresentano davanti al magistrato alla udienza fissata da questi per il caso di mediazione fallita, ma non perché l’incontro abbia dato esito negativo, bensì perché all’accordo raggiunto in mediazione è seguito inadempimento di una delle parti agli impegni assunti.
Argomenta il giudice che nell’accordo raggiunto in mediazione le parti hanno qualificato lo stesso come ‘transazione’, e che questa transazione ha natura novativa dato che nell’accordo non viene espressamente previsto che in caso di inadempimento si verifichi una “reviviscenza delle originarie posizioni”. Per il dottor Gualtieri, diversamente concludendo, le parti si troverebbero ad avere due titoli da azionare, al momento della pubblicazione della sentenza: la sentenza stessa, e l’atto di accordo.
Di conseguenza la parte attrice non può chiedere in giudizio la risoluzione per inadempimento della transazione contenuta nell’accordo raggiunto nel corso della mediazione demandata. Il sinallagma: ‘adempimento dell’obbligazione di pagamento – adempimento dell’obbligazione di abbandono del giudizio’, non può essere portato a sostegno della bontà dell’iniziativa di proseguire il giudizio a causa dell’inadempimento al versamento della somma di denaro concordata, perché con l’accordo raggiunto si è ‘estinto’ l’originario diritto ed è cessata la materia del contendere.
Non è così per le altre due parti convenute che, pur intervenendo alla mediazione, non hanno firmato l’accordo. Nei loro confronti è legittimo chiedere la prosecuzione del giudizio, anche se nel caso specifico la domanda di condanna originariamente formulata dall’attore non può essere accolta, per intervenuta carenza di legittimazione passiva del conduttore cedente. Questi infatti è obbligato non in via solidale, ma solo in termini di corresponsabilità sussidiaria rispetto a quella del (dei) cessionario. Il cedente quindi non può essere condannato in questo procedimento, non potendosi configurare più alcun inadempimento dell’obbligazione originaria – ormai estinta per estinzione dell’originario diritto – da parte del cessionario obbligato principale, inadempimento che costituirebbe l’unico presupposto per la responsabilità del cedente, obbligato solo in via sussidiaria. L’ obbligazione originaria è estinta per estinzione dell’originario diritto, ormai sostituito da quello sorto a seguito della stipula dell’accordo di mediazione.

I NUMERI della MEDIAZIONE FORENSE in PIEMONTE.
Vi abbiamo dato conto nella NL di Marzo della costituzione presso l’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia di una “Commissione di studio per l’elaborazione di una riforma organica degli strumenti stragiudiziali di risoluzione delle controversie”. 
Con particolare riferimento alla mediazione, vien da pensare che – anche nell’ottica del monitoraggio (previsto dall’art. 5, comma 1/bis del D.Lvo n. 28/2010, come introdotto dal D.L. n. 69/2013, conv., con modd., dalla L. n. 98/2013) degli esiti della (re)introduzione della c.d. ‘mediazione obbligatoria’ – la Commissione dovrà occuparsi altresì di valutare la congruità, rispetto allo scopo deflattivo della giurisdizione, delle materie per le quali l’esperimento del procedimento costituisce condizione di procedibilità del giudizio.
In proposito pubblichiamo i dati – raccolti ed elaborati dall’Avvocato Mauro Carlo Bonini, membro del Comitato Esecutivo di UNAM – relativi alla mediazione presso gli OO.d.M. dei CC.OO.AA. del Piemonte (leggi qui).
Non è questa la sede per un’approfondita analisi, ma può valer la pena comunque abbozzare alcune brevissime considerazioni.
In occasione dell’apertura dei lavori della summenzionata Commissione, il Ministro Orlando affermava che ”nei confronti degli strumenti stragiudiziali di risoluzione delle controversie esiste una certa diffidenza che va battuta con un progressivo sviluppo di una cultura della conciliazione in tutto il Paese”.
Detto che rispetto al momento della prima introduzione della mediazione nel nostro ordinamento, si son fatti certamente enormi passi in avanti, resta il fatto che l’assunto del Ministro parrebbe trovare conferma nei numeri.
L’elaborato che pubblichiamo ci dice che in Piemonte su 3087 procedimenti di mediazione avviati e conclusi (3450 – 363 pendenti), il 50% si è chiuso per mancata comparizione della parte invitata: percentuale che sale al 78,15% se si considerano anche i procedimenti non proseguiti oltre il ‘primo incontro’.
Tali dati non debbono però allarmare perché assai diverse sono le conclusioni cui si giunge analizzando le singole materie.
Per esempio, le mancate comparizioni si attestano intorno al 30% nelle questioni attinenti diritti reali, divisioni e successioni ereditarie, mentre salgono al 74% laddove si discuta di responsabilità medica ed addirittura oltre l’80% in tema di contratti assicurativi.
Tutt’altro che irrilevanti sono, poi, i numeri relativi agli esiti positivi dei procedimenti proseguiti oltre il ‘primo incontro’ che, complessivamente considerati, superano abbondantemente il 50%.
Si può quindi ritenere che, nell’ambito dell’attività di esame delle statistiche (nazionali) e connessa revisione della normativa sugli strumenti ADR, si tratterà di valutare l’introduzione di correttivi in tema di mediazione che, da un lato, incentivino le parti a confrontarsi concretamente avanti il mediatore (ulteriori benefici fiscali e/o più efficaci ‘sanzioni’ per la mancata partecipazione e/o previsione di condizioni ricorrendo le quali una consulenza tecnica possa essere utilizzata nell’eventuale successivo giudizio …) e, dall’altro, eventualmente, indirizzino alcune materie verso altri metodi di risoluzione stragiudiziale delle controversie.

 

UNAM – UNIONE NAZIONALE AVVOCATI per la MEDIAZIONE è l’Unione dei professionisti del mondo forense e dei giuristi d’impresa che sostengono e promuovono la negoziazione, la mediazione e le metodologie consensuali in genere, quali modalità privilegiate e appropriate di risoluzione delle controversie.
Lo scopo principale che si pone UNAM è quello di promuovere e diffondere, in ambito forense e professionale, una cultura della risoluzione consensuale del contenzioso, attraverso principalmente il ricorso alla mediazione ed alla negoziazione diretta tra le parti, assistite da un avvocato.
UNAM si pone altresì i seguenti ulteriori obiettivi:
– costituire una rete di professionisti del mondo forense particolarmente sensibili, avvezzi e preparati alla risoluzione consensuale e negoziale delle controversie, identificabili per la loro stessa appartenenza ad UNAM;
– approfondire, studiare ed elaborare modelli avanzati di procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie, nonché percorsi formativi per professionisti che vogliano proporsi come esperti di questo approccio;
– promuovere ed implementare, nel pieno rispetto del quadro normativo e deontologico forense, una forma di specializzazione per tutti gli avvocati che siano interessati a pubblicizzare la loro peculiare propensione ed esperienza per la risoluzione consensuale e negoziale delle controversie.

 

 

ASSOCIAZIONE U.N.A.M.
Via Nazario Sauro 16
00195 Roma

Cod. Fisc. 97806930588

Tel. / Fax 0639738662
e-mail info@unam.it
web site www.unam.it

 

 

 

Convegno La mediazione civile e commerciale. Le nuove frontiere della giurisprudenza – 18 MAGGIO 2016 – SAVE THE DATE

Il Comitato ADR & Mediazione è orgoglioso di presentare la tavola rotonda, organizzata grazie alla preziosa collaborazione di Maria Cristina Biolchini, Maria Rosaria Di Chio, Lorenza M. Villa, Pietro Elia e Andrea Ceccobelli, dal titolo “La mediazione civile e commerciale. Le nuove frontiere della giurisprudenza”.

L’evento, di particolare importanza alla luce degli interessanti interventi della giurisprudenza in materia, si terrà a Roma il 18 maggio, presso l’Aula Magna della Chiesa Valdese – Via P. Cossa, 40, e vedrà la partecipazione di illustri ospiti quali Marco Marinaro, Massimo Moriconi, Maria Agnino, Alberto Mascia e Fabio Valerini. La partecipazione è gratuita. Sono stati richiesti i crediti formativi all’Ordine degli Avvocati di Roma. La prenotazione è obbligatoria e si effettua esclusivamente via e mail all’indirizzo: info@comitatoadrmediazione.it. Vi aspettiamo numerosi!

Programma convegno immagine