mediazione decreto 15 giugno 2013

La nuova newsletter di UNAM (UNIONE NAZIONALE AVVOCATI PER LA MEDIAZIONE)

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NEWSLETTER – APRILE 2016

 

In questa newsletter avremmo voluto evidenziare molte cose oltre quelle di cui vi diamo conto – tra cui l’indirizzo sempre più evidente seguito dalla Corte di Appello di Milano nel demandare in mediazione cause giunte al secondo grado di giudizio – ma dobbiamo limitare l’esame della giurisprudenza per dare spazio anche ad eventi conclusi e ancora da svolgersi che riguardano le procedure ADR, come quello promosso dalla nostra sede di Trani.

UNAM TRANI: TAVOLA ROTONDA
A muovere da quest’ultimo riferiamo che il 21 aprile scorso, presso la Biblioteca Storica dell’Ordine Avvocati Trani, si è svolta, in collaborazione con l’O.M.T. (Organismo di mediazione Forense Trani), la tavola rotonda sul tema “Principio di sussidiarietà e risoluzione stragiudiziale delle controversie: L’Avvocato tra alternativa e giurisdizione”.
I lavori sono stati preceduti dalla presentazione dell’UNAM nazionale e locale da parte dell’Avv. Angela Napoletano, socio promotore Unam nonché referente Unam Trani.
Relatori furono l’Avv. Giampaolo Di Marco del Foro di Vasto, l’Avv. Pietro Beretta Anguissola del Foro di Firenze e il Dott. Vincenzo Paolo De Palma, Giudice Ordinario presso il Tribunale di Foggia.
Ha coordinato gli interventi il Dott. Gaetano Catalani, presidente f.f. del Tribunale di Matera.
Alleghiamo una breve sintesi degli interventi (leggi qui).

SEGNALAZIONE EVENTO
Tavola rotonda: La mediazione civile e commerciale verso le nuove frontiere della giurisprudenza.
E’ in calendario per il 18 maggio p.v. in Roma (qui il programma) una tavola rotonda, organizzata dal Comitato ADR & Mediazione, formato in massima parte da Avvocati e presieduto dall’Avv. Luca Tantalo, membro del Comitato Esecutivo di UNAM.
Questo convegno ha, in particolare, lo scopo di illustrare le novità giurisprudenziali relative alla procedura di mediazione e i suoi vantaggi a cittadini, imprese e avvocati. Saranno altresì illustrate le tecniche di preparazione della procedura di mediazione e dell’assistenza dell’avvocato durante la procedura stessa, nonché quelle di redazione dell’accordo e in generale, le novità apportate al D.Lgs. 28/10 dalla recente normativa e dalla giurisprudenza recente, comprese la necessità, prevista dalla legge, della presenza delle parti e dell’effettività del tentativo di mediazione.
Tra gli altri interverranno anche il dott. Massimo Moriconi, Magistrato in servizio presso la XIII sezione del Tribunale di Roma, nonché dell’avv. Marco Marinaro, autore di importanti articoli in materia.

ORDINANZA TRIBUNALE DI VASTO
Torna a far notizia il Tribunale di Vasto: dopo le pronunce dello scorso anno, questa recentissima – del 23 aprile c.a., a firma del dottor Pasquale (leggi qui) – chiarisce che la sanzione per la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione scatta anche se la parte ha presenziato al primo incontro, perché si deve tenere conto della partecipazione al procedimento nella sua interezza.
Viene qui ribadita anche la tesi – portata avanti dal Tribunale di Roma in alcune recenti pronunce del dottor Massimo Moriconi – che la certezza della bontà delle proprie ragioni e del torto altrui non costituiscono giustificato motivo per non partecipare alla mediazione, dato che senza questi presupposti raramente vi sarebbe ragione di promuovere una controversia giudiziaria.
Utile è poi richiamare l’attenzione sull’ultima considerazione del magistrato, laddove precisa che, esaminata la normativa in vigore, non ravvisa alcun elemento ostativo all’irrogazione della sanzione in qualunque momento del giudizio anteriore alla sentenza. Ricordiamo che nella NL di febbraio u.s. è possibile consultare un riepilogo della successione di norme e di quelle vigenti sul punto, da noi elaborato sotto la presentazione dell’ordinanza del 22/12/15 del Tribunale di Mantova, giudice dott. Mauro Bernardi.

SENTENZA TRIBUNALE DI MONZA 
La pronuncia del Tribunale di Monza del 10 febbraio 2016 (leggi qui), merita di essere citata pur non essendo recentissima perché, al contrario di quella summenzionata, fa discendere ex post dall’infondatezza della domanda il giustificato motivo del convenuto per non aver partecipato al procedimento di mediazione, nonostante fosse stato lo stesso convenuto a sollevare in giudizio la relativa eccezione. Di conseguenza non vengono applicate in questo caso le sanzioni previste dalla legge per il caso di mancata partecipazione senza giustificato motivo.

SENTENZA TRIBUNALE DI BARI
Sulla scia delle recenti ordinanze ascolane si colloca la sentenza n. 14526 in data 25 marzo 2016 del Tribunale di Bari – Dott.sa Fazio, che fa seguito ad almeno un’altra decisione analoga dello stesso magistrato. Il giudice che si trova a dover decidere una controversia vertente in materia bancaria, può anche demandare la stessa ex art. 5 comma 2° del D. Lgs n. 28/10, e corredare l’ordinanza dello schema entro il quale va contenuto l’oggetto della mediazione e degli elementi tecnici di cui si deve tenere conto nella (consulenza tecnica disposta in) mediazione. Ciò sul presupposto che demandare in mediazione una controversia faccia parte del “generale potere di direzione del procedimento spettante al Giudice ex art. 175 cpc”. 

SENTENZA TRIBUNALE DI TORINO (leggi qui)
Chiamato in causa per una ingente somma l’Istituto bancario convenuto ha eccepito l’improcedibilità perché la mediazione obbligatoria si era svolta in assenza dell’avvocato di parte istante, sovvertendo una volta tanto la poco virtuosa consuetudine che vede le banche, e non i loro clienti, presentarsi spesso in mediazione con la sola presenza del delegato dal legale rappresentante.
Alla prima udienza il giudice dottoressa Marino aveva rilevato che non era stato esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione, e aveva assegnato un termine per il deposito del verbale dell’incontro che invece parte attrice dichiarava essersi regolarmente svolto prima di promuovere la causa.
L’istituto bancario convenuto, all’avvenuto deposito, insisteva comunque nell’eccezione di improcedibilità, sull’assunto che la mediazione non si era regolarmente svolta perché la parte istante vi aveva partecipato senza l’assistenza dell’avvocato, accompagnata solo da un consulente tecnico.
Il giudice accoglie l’eccezione pregiudiziale mossa dalla Banca convenuta ritenendo che, a norma di legge, non può aversi assolvimento della condizione di procedibilità se la mediazione viene esperita senza l’obbligatoria presenza dell’avvocato insieme alla parte. La condanna è ingente pur se il magistrato non ravvisa gli estremi per l’applicazione delle ‘spese punitive’.

SENTENZA TRIBUNALE DI ROMA
La sesta sezione del Tribunale di Roma, occupandosi di un rapporto locatizio per il quale il giudice Gualtiero Gualtieri aveva disposto il mutamento del rito inviando le parti in mediazione, con la sentenza del 23 febbraio 2016 (leggi qui) ha respinto le originarie domande attoree sull’assunto che l’accordo intervenuto in mediazione tra le stesse costituisca novazione dell’originario diritto fatto valere in giudizio.
La sentenza costituisce il primo esempio conosciuto di mediazione demandata, in cui le parti si ripresentano davanti al magistrato alla udienza fissata da questi per il caso di mediazione fallita, ma non perché l’incontro abbia dato esito negativo, bensì perché all’accordo raggiunto in mediazione è seguito inadempimento di una delle parti agli impegni assunti.
Argomenta il giudice che nell’accordo raggiunto in mediazione le parti hanno qualificato lo stesso come ‘transazione’, e che questa transazione ha natura novativa dato che nell’accordo non viene espressamente previsto che in caso di inadempimento si verifichi una “reviviscenza delle originarie posizioni”. Per il dottor Gualtieri, diversamente concludendo, le parti si troverebbero ad avere due titoli da azionare, al momento della pubblicazione della sentenza: la sentenza stessa, e l’atto di accordo.
Di conseguenza la parte attrice non può chiedere in giudizio la risoluzione per inadempimento della transazione contenuta nell’accordo raggiunto nel corso della mediazione demandata. Il sinallagma: ‘adempimento dell’obbligazione di pagamento – adempimento dell’obbligazione di abbandono del giudizio’, non può essere portato a sostegno della bontà dell’iniziativa di proseguire il giudizio a causa dell’inadempimento al versamento della somma di denaro concordata, perché con l’accordo raggiunto si è ‘estinto’ l’originario diritto ed è cessata la materia del contendere.
Non è così per le altre due parti convenute che, pur intervenendo alla mediazione, non hanno firmato l’accordo. Nei loro confronti è legittimo chiedere la prosecuzione del giudizio, anche se nel caso specifico la domanda di condanna originariamente formulata dall’attore non può essere accolta, per intervenuta carenza di legittimazione passiva del conduttore cedente. Questi infatti è obbligato non in via solidale, ma solo in termini di corresponsabilità sussidiaria rispetto a quella del (dei) cessionario. Il cedente quindi non può essere condannato in questo procedimento, non potendosi configurare più alcun inadempimento dell’obbligazione originaria – ormai estinta per estinzione dell’originario diritto – da parte del cessionario obbligato principale, inadempimento che costituirebbe l’unico presupposto per la responsabilità del cedente, obbligato solo in via sussidiaria. L’ obbligazione originaria è estinta per estinzione dell’originario diritto, ormai sostituito da quello sorto a seguito della stipula dell’accordo di mediazione.

I NUMERI della MEDIAZIONE FORENSE in PIEMONTE.
Vi abbiamo dato conto nella NL di Marzo della costituzione presso l’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia di una “Commissione di studio per l’elaborazione di una riforma organica degli strumenti stragiudiziali di risoluzione delle controversie”. 
Con particolare riferimento alla mediazione, vien da pensare che – anche nell’ottica del monitoraggio (previsto dall’art. 5, comma 1/bis del D.Lvo n. 28/2010, come introdotto dal D.L. n. 69/2013, conv., con modd., dalla L. n. 98/2013) degli esiti della (re)introduzione della c.d. ‘mediazione obbligatoria’ – la Commissione dovrà occuparsi altresì di valutare la congruità, rispetto allo scopo deflattivo della giurisdizione, delle materie per le quali l’esperimento del procedimento costituisce condizione di procedibilità del giudizio.
In proposito pubblichiamo i dati – raccolti ed elaborati dall’Avvocato Mauro Carlo Bonini, membro del Comitato Esecutivo di UNAM – relativi alla mediazione presso gli OO.d.M. dei CC.OO.AA. del Piemonte (leggi qui).
Non è questa la sede per un’approfondita analisi, ma può valer la pena comunque abbozzare alcune brevissime considerazioni.
In occasione dell’apertura dei lavori della summenzionata Commissione, il Ministro Orlando affermava che ”nei confronti degli strumenti stragiudiziali di risoluzione delle controversie esiste una certa diffidenza che va battuta con un progressivo sviluppo di una cultura della conciliazione in tutto il Paese”.
Detto che rispetto al momento della prima introduzione della mediazione nel nostro ordinamento, si son fatti certamente enormi passi in avanti, resta il fatto che l’assunto del Ministro parrebbe trovare conferma nei numeri.
L’elaborato che pubblichiamo ci dice che in Piemonte su 3087 procedimenti di mediazione avviati e conclusi (3450 – 363 pendenti), il 50% si è chiuso per mancata comparizione della parte invitata: percentuale che sale al 78,15% se si considerano anche i procedimenti non proseguiti oltre il ‘primo incontro’.
Tali dati non debbono però allarmare perché assai diverse sono le conclusioni cui si giunge analizzando le singole materie.
Per esempio, le mancate comparizioni si attestano intorno al 30% nelle questioni attinenti diritti reali, divisioni e successioni ereditarie, mentre salgono al 74% laddove si discuta di responsabilità medica ed addirittura oltre l’80% in tema di contratti assicurativi.
Tutt’altro che irrilevanti sono, poi, i numeri relativi agli esiti positivi dei procedimenti proseguiti oltre il ‘primo incontro’ che, complessivamente considerati, superano abbondantemente il 50%.
Si può quindi ritenere che, nell’ambito dell’attività di esame delle statistiche (nazionali) e connessa revisione della normativa sugli strumenti ADR, si tratterà di valutare l’introduzione di correttivi in tema di mediazione che, da un lato, incentivino le parti a confrontarsi concretamente avanti il mediatore (ulteriori benefici fiscali e/o più efficaci ‘sanzioni’ per la mancata partecipazione e/o previsione di condizioni ricorrendo le quali una consulenza tecnica possa essere utilizzata nell’eventuale successivo giudizio …) e, dall’altro, eventualmente, indirizzino alcune materie verso altri metodi di risoluzione stragiudiziale delle controversie.

 

UNAM – UNIONE NAZIONALE AVVOCATI per la MEDIAZIONE è l’Unione dei professionisti del mondo forense e dei giuristi d’impresa che sostengono e promuovono la negoziazione, la mediazione e le metodologie consensuali in genere, quali modalità privilegiate e appropriate di risoluzione delle controversie.
Lo scopo principale che si pone UNAM è quello di promuovere e diffondere, in ambito forense e professionale, una cultura della risoluzione consensuale del contenzioso, attraverso principalmente il ricorso alla mediazione ed alla negoziazione diretta tra le parti, assistite da un avvocato.
UNAM si pone altresì i seguenti ulteriori obiettivi:
– costituire una rete di professionisti del mondo forense particolarmente sensibili, avvezzi e preparati alla risoluzione consensuale e negoziale delle controversie, identificabili per la loro stessa appartenenza ad UNAM;
– approfondire, studiare ed elaborare modelli avanzati di procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie, nonché percorsi formativi per professionisti che vogliano proporsi come esperti di questo approccio;
– promuovere ed implementare, nel pieno rispetto del quadro normativo e deontologico forense, una forma di specializzazione per tutti gli avvocati che siano interessati a pubblicizzare la loro peculiare propensione ed esperienza per la risoluzione consensuale e negoziale delle controversie.

 

 

ASSOCIAZIONE U.N.A.M.
Via Nazario Sauro 16
00195 Roma

Cod. Fisc. 97806930588

Tel. / Fax 0639738662
e-mail info@unam.it
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Per snellire la giustizia è necessario riattivare l’istituto della mediazione

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di Bruno Ferraro (Presidente Aggiunto Onorario Corte di Cassazione)

Libero, 10 febbraio 2016

Ogni anno, con l’apertura dell’anno giudiziario presso le Corti di Appello e di Cassazione, si ripete il ritornello di una giustizia troppo lenta, i cui tempi sono ben al di sotto degli standard europei e non invogliano gli investitori stranieri a operare sul nostro territorio. Discorso analogo si fa sulla burocrazia, che fa perdere fino a cento giorni di lavoro all’anno, giorni sottratti all’attività di impresa.

Nel 2010, con l’introduzione della mediazione obbligatoria, si tentò un deciso passo in avanti, allineandosi ai Paesi europei e americani che la praticano dagli anni Settanta con esiti positivi. Personalmente, sposando la cultura della mediazione, ne sottolineai l’utilità, la modernità, un’intrinseca superiorità rispetto alla stessa giurisdizione. Quest’ultima infatti risolve un contenzioso con pesanti costi ed enormi ritardi, mentre la mediazione restituisce alle parti un ruolo di protagonisti, aiutandole a trovare, con la collaborazione di un mediatore terzo, una soluzione equilibrata, che soddisfa entrambi i litiganti ed evita penosi strascichi giudiziari. L’obbligatorietà delle procedure di mediazione era necessaria per innescare un processo virtuoso che avrebbe trasformato una realtà di irriducibile contrapposizione facendo nascere nel nostro Paese quella cultura della mediazione che, altrove, si è ormai affermata.

Sappiamo come è andata. L’ostilità della categoria forense è stata immediata, fondandosi su argomentazioni in gran parte strumentali: impreparazione dei mediatori, costi, durata delle procedure. A nulla è valso rimarcare l’esistenza di corsi di formazione e aggiornamento, la presenza di tariffe ministeriali, la vigilanza sugli organismi, la previsione di una durata molto contenuta rispetto ai tempi del tribunale.

È intervenuta ad un certo punto la Corte Costituzionale che non dichiarò illegittima la mediazione ma che il governo, introducendo l’obbligatorietà, aveva violato la delega conferitagli dal Parlamento incorrendo in un eccesso. Molti organismi hanno chiuso per impossibilità di sostenere i costi (una sede, almeno due segretari, una fideiussione bancaria di notevole importo). Gli interventi successivi del legislatore sono stati meri palliativi. L’obbligatorietà è stata limitata a poche materie: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con un altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, contratti bancari e contratti finanziari.

La mancata partecipazione alla procedura non è stata adeguatamente sanzionata. L’obbligo per il legale di informare il cliente sulla possibilità della mediazione si risolve in una firma apposta in calce a un prestampato. Si è data la possibilità di far comparire innanzi al mediatore non le parti ma i loro legali: gli avvocati sono diventati mediatori di diritto, quindi esentati dall’obbligo di frequentare un corso di preparazione. E stata introdotta la cosiddetta negoziazione assistita, strumento con cui gli avvocati possono evitare la mediazione anticipandola attraverso libere trattative stragiudiziali. Il bilancio è sotto i nostri occhi. Crescono i giudizi, si allungano i tempi, aumentano i costi, la giustizia civile attraversa una crisi profonda. Quale speranza per uscire dalla “morta gora”? La speranza riposa nei giudici e nell’Europa. I primi possono ampliare gli spazi della mediazione delegata, assegnando alle parti un termine per effettuarla. L’Europa potrebbe e dovrebbe intervenire per sanzionare la sostanziale disapplicazione, da parte dell’Italia, dell’istituto. Ci pensi soprattutto il governo Renzi, se lo vuole, ad adottare le contromisure. Per essere, almeno in questo, veramente europei.

Il 23 ottobre si terrà il convegno dell’UNAM “La nuova mediazione al tagliando dei due anni: primi bilanci e ipotesi di riforma”

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Ottobre Unam!

Come l’anno scorso, anche quest’anno si terra’ a Roma l’evento nazionale di UNAM (UNIONE NAZIONALE AVVOCATI PER LA MEDIAZIONE), associazione che vanta ormai numerosissimi associati tra i legali che hanno ben compreso l’utilità della mediazione.

Il 23 ottobre, presso la sala convegni della Chiesa Valdese a Roma, in via Pietro Cossa 4 (piazza Cavour) si terrà l’importante convegno dal titolo “La nuova mediazione al tagliando dei due anni: primi bilanci e ipotesi di riforma”.

Il convegno sarà preceduto, nella mattinata, dalla riunione dei responsabili delle sedi locali, mentre alle 14,30 iniziera’ la tavola rotonda tra esperti del settore mediazione con la partecipazione, tra gli altri, del Professor Franceso Paolo Luiso, dell’avv. Marco Marinaro, del dott. Nicola Giudice, responsabile del servizio di conciliazione della Camera Arbitrale di Milano e del dott. Michele Ruvolo, Magistrato presso il Tribunale di Palermo ed estensore di alcuni importanti provvedimenti in materia.

Scrivendo all’indirizzo e mail: “info@unam.it” è possibile prenotarsi sin d’ora. I posti sono limitati.

Di seguito il programma dettagliato: Convegno UNAM 23 ottobre 2015

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Mediazione: l’audizione di Adr Center in Commissione Giustizia al Senato

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Ieri, 25 settembre, Adr Center, Organismo iscritto al n. 1 del Registro presso il Ministero della Giustizia, è stata ascoltato in Commissione Giustizia del Senato, nel corso dei lavori di conversione del DL 132/2014.

Adr Center ha cercato di rappresentare al meglio le idee del mondo mediazione, che ben conosce dato che esercità la sua attività da tantissimi anni, ben prima del D.Lgs. 28/10.

L’OUA nel corso del proprio intervento del giorno precedente ha insistito sull’alternatività tra negoziazione assistita e mediazione, sostenendo erroneamente che secondo la nuova normativa le parti sono costrette a duplicare i costi dovendo procedere dapprima con la NA e poi con la mediazione. Uno strano atteggiamento da parte di chi parlava di apertura.

Nel corso dell’intervento, che pubblichiamo integralmente, è stato spiegato perché questa affermazione sia inesatta e tendenziosa.

Audizione ADR Center al Senato 25 9 14

Lunedì 14 Video Forum sulle prospettive della mediazione

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Video Forum – 14 luglio, 14:30-15:45
Prospettive della mediazione nell’ambito dell’imminente riforma della giustizia civile

Il ciclo dei video-forum di ADR Center prosegue con un dibattito a tre sulle misure recentemente annunciate dal Ministro Orlando sia per “aggredire” l’arretrato sia per potenziare la risoluzione alternativa delle controversie.
A discutere delle prospettive della risoluzione alternativa delle controversie, in video streaming all’indirizzo www.mondoadr.it e sul canale youtube ADR Center TV www.youtube.com/user/ADRcenterTV , saranno:

• Con. Francesco Antonio Genovese, Corte di Cassazione
• Prof. Giuseppe De Palo, ADR Center e Hamline University
• Prof. Chiara Giovannucci Orlandi, Università di Bologna

È possibile partecipare al dibattito e interagire con i relatori on-line. Per coloro che non fossero in grado di collegarsi, il video forum sarà registrato e disponibile successivamente sul canale YouTube ADR Center TV.

Mediazione: realizzato uno spot per farla conoscere ai cittadini

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E’ stato finalmente realizzato, da parte di alcuni organismi che hanno a cuore la mediazione, uno spot per farla conoscere ai cittadini.

E’ stato prodotto anche lo spot radiofonico, sulla stessa lunghezza d’onda. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’intelligenza strategica di alcuni organismi che operano in tutta Italia. Ad ognuno di questi è stato “cucito” lo spot che verrà così utilizzato sul territorio, a vantaggio loro e, di riflesso, della mediazione civile.  Lo spot “istituzionale” sarà inviato nella giornata di oggi ad autorità politiche, compreso il ministro Orlando, e mass media. Prossima tappa, LA GIORNATA NAZIONALE DELLA MEDIAZIONE PER IL CITTADINO. Oggi più che mai occorre essere concreti!!

E’ uscito il secondo numero di ADR Italia, la rivista dedicata al mondo della mediazione e delle ADR.

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E’ on-line il secondo numero di ADRITALIA, la rivista leader in Italia sul mondo della mediazione e sui sistemi ADR. La rivista ufficiale del Comitato ADR & Mediazione, diretta da Antonella Fornari, offre in questo numero ben 70 pagine di articoli sul mondo della mediazione redatti da autorevoli esperti. La rivista é scaricabile gratuitamente.

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