E’ uscito il libro “La mediazione forense”, prima pubblicazione di UNAM

Il libro, edito da Giappichelli, è la prima pubblicazione curata da UNAM (Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione, il cui sito è http://www.unam.it), associazione in forte crescita, presieduta da Angelo Santi e costituita da un largo di avvocati caratterizzati da un’ampia e matura visione del loro ruolo e del mondo giudiziario, e quindi aperti alle soluzioni alternative delle controversie e in particolare alla mediazione.

E’ uscito da pochi giorni il libro “La mediazione forense”, a cura di Giampaolo Di Marco e Carlo Mastellone, con contributi di diversi autori e anche uno modestissimo del sottoscritto.

Come si può leggere sul sito della Giappichelli, “Il libro affronta il tema della “mediazione forense” con un approccio molto innovativo che parte dalle “tecniche della negoziazione” e dagli aspetti della comunicazione e relazionali, sottolineando l’esigenza per l’avvocato che svolge il nuovo ruolo di assistenza al cliente nell’ambito del sistema della risoluzione alternativa delle controversie, di dotarsi di competenze interdisciplinari che includono la capacità di fare domande e dell’ascolto, l’approfondimento degli interessi del cliente ed anche della controparte, la gestione delle emozioni, la conoscenza delle dinamiche relazionali. Caratterizzato da un taglio vivace e pratico, pur trattando anche gli aspetti teorici, il libro offre all’avvocato – cui il libro è destinato – una analisi approfondita delle problematiche da affrontare sia nella fase della preparazione del cliente all’incontro di mediazione, che nella successiva fase di assistenza intorno al tavolo della trattativa. Queste tematiche vengono affrontate unendo le stesse alla normativa specifica di riferimento, il d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, al fine di consentire al lettore un’analisi utile ad affrontare le questioni che possano presentarsi in sede di svolgimento del procedimento.Non mancano, poi, spunti di riflessione sul delicato tema della deontologia, dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e delle proposte di miglioramento dell’istituto sia in ragione del crescente interesse della giurisprudenza verso questi strumenti e verso un sistema “giurisprudenziale” o una “giurisprudenzializzazione” di tali istituti, sia per la necessità di fornire agli avvocati spunti di riflessione sistematici utili all’autonomia negoziale fuori dal processo.I temi vengono affrontati attraverso le varie fasi del procedimento di mediazione: comunicazione, negoziazione, fase di avvio, fase di svolgimento, fase di accordo, cercando di riferire a ciascuna di esse anche le ricostruzioni e le indicazioni pervenute dalla giurisprudenza in questi anni. Il Testo vuole, quindi, tentare un approccio teorico-pratico alla mediazione ricostruendo, altresì, i vari passaggi giurisprudenziali che ne hanno tracciato le linee.

Il libro è acquistabile qui: https://www.giappichelli.it/la-mediazione-forense

Pubblicate in G.U. le modifiche ai parametri forensi: finalmente previste voci specifiche per la mediazione.

Sono state pubblicate in Gazzetta Uffiiciale le modifiche al decreto 10 marzo 2014, n. 55, concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense.

Sono stati – finalmente – inseriti i compensi per avvocati che assistono i clienti in mediazione e negoziazione. E’ stato anche inserito l’aumento del 30% “quando gli atti depositati con modalità telematiche sono redatti con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione o la fruizione e, in particolare, quando esse consentono la ricerca testuale all’interno dell’atto e dei documenti allegati, nonche’ la navigazione all’interno dell’atto”.

Per quel che riguarda l’avvocato che assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può di regola essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30 per cento (anziché del 20), fino a un massimo di dieci soggetti, e del 10 per cento (anziché del 5) per ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di trenta (anziché di venti);

 

Di seguito il provvedimento integrale: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/26/18G00062/SG

Articolo su blogmediazione.com

A conclusione della VI Competizione Italiana di Mediazione, ho scritto poche righe che sono state pubblicate sul blog della Camera Arbitrale di Milano. Potete trovarle qui:

Ciao, dinosauri!

Ringrazio la Camera e l’amico Nicola Giudice per lo spazio concessomi.

E’ uscito il nuovo numero di ADRITALIA

E’uscito il nuovo numero di ADRITALIA, la rivista del Comitato ADR & Mediazione, leader del settore.

Grazie al nostro brillante editore, Salvatore Primiceri e agli autori di questo numero: Andrea Ceccobelli, Roberta Calabrò, Mauro Carlo Bonini, Giuseppe Ruotolo, Vincenzo Scianatico, Alfonso Calabrese, Giovanni Matteucci e Stefano Viviani). La rivista è scaricabile gratuitamente qui: http://www.adritalia.net/scarica-la-rivista/adr-italia-numero-22017-versione-pdf/

Chi volesse acquistarne copie cartacee, può farlo contattando l’editore sul sito http://www.primicerieditore.it/

Perchè faccio il Mediatore?

Ultimamente i miei articoli iniziano sempre con “perché”. In questo caso, è una domanda che mi sono posto recentemente e che mi ha fatto anche qualche collega Avvocato (lo so, lo so, in teoria si dovrebbe scrivere in minuscolo, ma per me Avvocato si scrive con la A maiuscola).

Molti mi hanno chiesto, infatti, perché amo tanto fare il Mediatore, cercare di mettere d’accordo le parti, risolvere questioni annose e spinose, evitando il ricorso alla via giudiziaria con tutto ciò che essa comporta in termini di tempo e di spesa.

La domanda, effettivamente, è lecita. Basti dare un’occhiata alle tabelle previste per le indennità di mediazione, fissate dal Ministero, e alle quali si attengono gli Organismi.

Eccole qui:

TABELLA FORMULATA CON LA RIDUZIONE PREVISTA
PER LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA e applicata A TUTTE LE TIPOLOGIE DI MEDIAZIONE
Valore della lite
determinata in base al c.p.c.
Prosecuzione
della mediazione

(per parte)
Aumento
per il successo
(per parte)
Oltre  € 5.000.001 € 4.600 € 2.300
Da € 2.500.001 a € 5.000.000 € 2.600 € 1.300
Da € 500.001 a € 2.500.000 € 1.900 € 950
Da € 250.001 a € 500.000 € 1.000 € 500
Da € 50.001 a € 250.000 € 660 € 250
Da € 25.001 a € 50.000 € 395 € 150
Da € 10.001 a € 25.000 € 235 € 90
Da € 5.001 a € 10.000 € 155 € 60
Da € 1.001 a € 5.000 € 85 € 32
Fino a € 1.000 € 40 € 15
Indeterminabile sup. € 50.000 € 660 € 250
Indeterminabile inf. € 50.000 € 395 € 150

Si deve anche tenere presente che, di queste indennità, il mediatore riceve solo una percentuale, che varia da Organismo a Organismo (e sempre che le Parti paghino regolarmente). Ora, proviamo a fare un esempio su una mediazione di valore tra 5 e 10 mila euro: ammettendo e non concedendo che si sia arrivati al successo, le parti pagheranno (sempre che paghino, perché spesso capita anche il contrario), 215 € ciascuna, per un totale di 430 euro; di questi, il Mediatore prende una percentuale come detto variabile, ma che difficilmente supera il 50%. Si deve però considerare che una mediazione può durare ore, ma anche più incontri di varie ore; quindi, alla fine, il Mediatore può lavorare ore o giorni, per incassare – se tutto va bene – 215 €, dopo avere faticato, spiegato alle Parti come funziona la procedura, i vantaggi dell’accordo e gli svantaggi del mancato accordo, dopo aver combattuto con gli Avvocati e dopo avere anche scritto l’accordo stesso.

Possiamo quindi escludere che il sottoscritto e tanti altri lo facciano per i lauti guadagni, che non ci sono.

Allora perché lo facciamo? Ve lo spiego subito: perché la soddisfazione che si prova quando siamo riusciti ad aiutare le parti a trovare un accordo, magari ad “allargare la torta”, o addirittura a riconciliarsi, non ha prezzo. E perchè la Mediazione funziona, eccome se funziona. Perché iniziative come quella dell’Università e del Tribunale di Firenze, o della Competizione Italiana di Mediazione (https://www.camera-arbitrale.it/it/Mediazione/CIM.php?id=499) e tante altre, ci danno speranza e ci fanno capire che siamo sulla strada giusta, dopo tante difficoltà, parecchio scetticismo dovuto all’ignoranza e qualche insulto.

La mediazione diventa obbligatoria senza limiti temporali!

Un emendamento del relatore al DL 50/2017 (Manovra correttiva), su input del Ministero della Giustizia, rende permanente l’obbligo preventivo di mediazione nelle materie di cui all’art. 5, comma 1 bis del D.Lgs. 28/10.

L’emendamento cancella la fase transitoria della mediazione, rendendola stabile e definitiva, e introduce l’obbligo per il ministero della Giustizia, a partire dal prossimo anno, di riferire annualmente al Parlamento sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall’istituto deflattivo del contenzioso.

Un’ottima notizia, visti i risultati più che buoni conseguiti in questi anni di sperimentazione; superata questa fase transitoria, sicuramente la disciplina andrà a regime in modo ancora più proficuo, tanto che si auspica l’allargamento delle materie cosiddette “obbligatorie”, per esempio a tutta la contrattualistica, in cui potrebbe sicuramente avere dei risultati eccellenti.

Il 16 e il 17 febbraio a Milano la V Competizione Italiana di Mediazione

Il 16 e il 17 febbraio si terrà a Milano la quinta edizione della Competizione Italiana di Mediazione, organizzata dalla Camera Arbitrale di Milano in collaborazione con l’Università Statale di Milano.

La Competizione Italiana di Mediazione è una gara tra studenti di università italiane sul tema della mediazione, e quest’anno ha ottenuto numeri da record: saranno infatti ben 24 le squadre che si sfideranno davanti a veri mediatori, in cinque sfide dirette con altri Atenei, per ottenere il titolo. Si tratta ormai di una tradizione fissa (siamo alla quinta edizione) e l’entusiasmo dei ragazzi presenti (ma anche di coach, giudici e mediatori) è veramente entusiasmante e coinvolgente. Da parte nostra, i più sinceri complimenti e ringraziamenti alla Camera Arbitrale di Milano che ha avuto questa idea straordinaria e ogni anno si occupa di organizzarla

Tra le squadre, l’Università degli Studi di Bergamo; Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano; Università degli Studi di Firenze; Università degli Studi di Genova; Università degli Studi di Milano; Università degli Studi di Milano – Bicocca e per la prima volta l’Università del Salento, di cui è coach l’avv. Pietro Elia (per maggiori dettagli si può visitare http://www.camera-arbitrale.it/it/Mediazione/CIM.php?id=499 oppure la pagina Facebook https://www.facebook.com/CompetizioneItalianaMediazione/

Soprattutto, però – per chi scrive –  tra le squadre vi sarà quella della LUISS, composta da sei studenti del IV anno di giurisprudenza, pronti per la gara grazie al loro entusiasmo e alla preparazione, durata oltre due mesi, con lo studio dei casi degli anni precedenti e con lo svolgimento di tante simulazioni di procedure di mediazione.

Ancora una volta, l’esperienza ha dimostrato che nel prossimo futuro, le ADR saranno sempre più diffuse, e che è indispensabile cominciare la formazione dalle Università, anche perché il risultato in termini di entusiasmo e interesse, da parte degli studenti, è veramente eccezionale.

I componenti della squadra della LUISS sono (in ordine alfabetico):

Alessandro Annunziata, Francesca Giammarino, Elena Paggi, Maria Ruocco, Matteo Scrimieri, e Maria Serena Stravato.

I ragazzi verranno accompagnati dagli avvocati Angelo Monoriti, Rachele Gabellini e Luca Tantalo, esperti di negoziazione e mediazione, che hanno anche curato con gioia la loro preparazione.

Il 16 e il 17 febbraio, quindi…forza LUISS!

La mediazione non funziona, non serve a niente, è una perdita di tempo, un ingiusto balzello!!! (Attenzione: titolo fortemente provocatorio)

La mediazione non funziona, non serve a niente, è una perdita di tempo, un ingiusto balzello!!!

Infatti, tra ieri e oggi quattro prosecuzioni con accordo pressoché certo,  e due accordi di cui uno con dieci parti. Tra queste ultime, due condomini e i proprietari di una strada adiacente che hanno creato un supercondominio per sistemare i danni e il pericolo provenienti da una collina semifranata a seguito di “bomba d’acqua”….non voglio nemmeno pensare a quanto sarebbe durata e a cosa avrebbero ottenuto in causa.

In settimana, solo prosecuzioni con accordo molto probabile, ma anche tanti altri accordi. E devo dire, sempre con la collaborazione dei miei colleghi Avvocati (con la A maiuscola). Soluzioni creative, allargamento della torta, lavoro di squadra con tutti in un ambiente sereno. In una mediazione per il mancato pagamento di canoni di locazione, una parte chiedeva di riavere indietro il deposito cauzionale e dei danni, l’altra voleva il pagamento di due canoni non pagati: ebbene, sapete come abbiamo chiuso? Contratto risolto, nessuno paga l’altra parte, ma ognuna di loro ha versato dei soldi (ho la prova!) ad associazioni benefiche….in causa avrebbero probabilmente perso tutte e due, viste le rispettive situazioni personali e finanziarie.

Lo Stato dovrebbe dare ai mediatori un ottimo stipendio fisso per quello che gli facciamo risparmiare, altro che quelle tabelle che sfiorano l’elemosina.

E dovrebbe allargare le materie. Subito.

Mediazione: una nuova interessante ordinanza del Tribunale di Pavia

Il Mediatore deve verbalizzare “quale mediazione” ha svolto nel primo incontro onde valutare se è stata effettivamente svolta; inoltre, per quanto riguarda l’onere di presentare l’istanza di mediazione in caso di opposizione a d.i., dovrebbe essere il Giudice a valutare caso per caso e a indicare quale sia la parte che deve adempiere.

 

Ancora un interessante provvedimento del Tribunale di Pavia, in persona del dott. Giorgio Marzocchi, non nuovo ad interventi importanti in materia di mediazione, in cui vengono ribaditi con adeguata motivazione alcuni principi ormai acclarati, e ne vengono proposti altri, quale l’interpretazione relativa all’onere di presentazione dell’istanza di mediazione in caso di opposizione a d.i., questione come sappiamo ancora piuttosto dibattuta.

Il caso Si tratta, appunto, di un’opposizione a d.i., in cui il Giudice, ai sensi dell’art. 5, co, 2, del D.lgs. 28/10 (2. Fermo quanto previsto dal comma 1-bis e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può disporre l’esperimento del procedimento di mediazione; in tal caso, l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale anche in sede di appello. Il provvedimento di cui al periodo precedente è adottato prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista prima della discussione della causa. Il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6 e, quando la mediazione non è già stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione) ha esercitato il potere conferitogli dalla legge e, dopo attenta valutazione della mediabilità della questione in ballo, ha inviato le parti in mediazione. Ricordiamo, al riguardo, che il Giudice può effettuare tale scelta anche al di fuori delle materie cosiddette “obbligatorie”, ma che quando invia le parti in mediazione, diviene per esse un obbligo presentare la relativa istanza e come stabilito ormai da moltissimi provvedimenti, partecipare personalmente ed attivamente alla procedura.

Nel caso in esame, prima di aggravare le parti delle di una prova testimoniale delegata, da essi richiesta, il Giudice ha considerato lo stato dell’istruzione, la natura della causa e il comportamento delle parti, rilevando che esse avevano già tentato di definire amichevolmente la lite, e ha statuito che fosse opportuno svolgere un tentativo di definizione amichevole con una procedura di mediazione, anche alla luce degli elementi emersi dall’istruttoria svolta. Di conseguenza, non si è trattato di una decisione presa solo per un estremo tentativo, ma di una scelta ben ponderata, effettuata dopo aver valutato tutti gli elementi previsti dal citato co. 2 e la possibilità che effettivamente la mediazione possa avere buon esito.

Proprio perché ha effettuato detta valutazione, il Giudice non si è limitato ad inviare le parti in mediazione; dapprima, ha ricordato che il tentativo non può considerarsi come una semplice formalità (come ancora accade, anche se in misura sempre minore), da assolversi con la sola partecipazione dei difensori all’incontro preliminare informativo, proprio perché essi, sia in quanto legali sia in quanto mediatori di diritto, sono già ben informati del funzionamento della procedura di mediazione. Di conseguenza, ha poi ribadito che sarà necessaria la partecipazione delle parti personalmente, e la mediazione dovrà essere effettiva: in pratica, le parti devono essere presenti (concetto peraltro abbastanza scontato per chi sa cosa sia la mediazione e come funziona, dato che quello che interessa sono i veri interessi delle parti), assistite – non rappresentate – dai rispettivi difensori sia al primo incontro che a quelli successivi. Secondo l’ordinanza, quindi, da questo si deduce sia che il legale in sede di mediazione obbligatoria (come lo è questa del caso in commento), non può sostituire la parte rappresentandola, ma deve limitarsi ad assisterla, sia che la parte assente personalmente deve giustificare la sua assenza al mediatore al fine di consentirgli, eventualmente, di rinviare l’incontro.

L’ordinanza passa poi a distinguere le ipotesi in cui il primo incontro sia meramente informativo, da quella in cui invece durante detto incontro – come spesso accade nella pratica comune – si abbia invece una discussione del tutto simile ad una mediazione vera e propria, con esposizione delle rispettive posizioni negoziali, incontri separati ed un’effettiva ricerca di una composizione amichevole del conflitto. È chiaro, secondo l’autorevole provvedimento in commento, che in caso di verbale negativo redatto nel primo caso, cioè con la semplice indicazione dell’avvenuto incontro e della volontà di iniziare la procedura, la condizione di procedibilità non potrà dirsi assolta; al contrario, sarà necessario che il mediatore verbalizzi, oltre alla presenza delle parti e ai loro eventuali poteri, anche quale parte dichiari di non volere o non potere proseguire la mediazione e quali siano gli eventuali ostacoli oggettivi che impediscano la prosecuzione della mediazione.

La condizione di procedibilità, quindi, potrà dirsi avverata solo se il primo incontro si sia sostanziato in un tentativo di mediazione vero e proprio, e per far questo il mediatore dovrà verbalizzare, oltre a quanto detto, quale tipo di attività vi sia stata nel corso del primo incontro, ossia se ci si è fermati all’informazione o se si è entrati nel merito. Solo in questo modo il magistrato sarà in grado di valutare se sia stata superata la condizione di procedibilità o meno.

Infine, il provvedimento del Tribunale di Pavia affronta l’ormai annosa questione relativa all’onere di presentazione dell’istanza di mediazione in caso di opposizione a d.i. Come noto, la Suprema Corte, con la sentenza n. 24629 del 3 dicembre 2015, aveva gravato di tale onere l’opponente, stabilendo che in caso di mancato esperimento del tentativo di mediazione, l’opposizione sarebbe stata dichiarata improcedibile e il decreto ingiuntivo sarebbe divenuto definitivo. Il contrasto, però, non si è affatto definito con questa pronuncia, perché molta giurisprudenza di merito, opportunamente citata nel provvedimento in commento, ha invece posto a carico dell’opposto, in quanto attore sostanziale, l’onere dell’avvio della mediazione, pena la dichiarazione di inefficacia del decreto ingiuntivo opposto.

Per il Tribunale di Pavia, invece, si apre una nuova interessante posizione interpretativa. Infatti, il Giudice premette che in linea generale si conforma all’orientamento della posizione della Suprema Corte, che condivide anche lo scrivente, dato che appare più credibile una soluzione che oneri chi ha veramente interesse a che il giudizio di opposizione non divenga improcedibile. Poi aggiunge, ed è questa l’interessante novità, di ritenere possibile che, per le caratteristiche del giudizio, sia il magistrato a poter scegliere discrezionalmente, caso per caso, quale parte debba essere onerata dell’avvio della mediazione. Questa interpretazione consentirebbe di attribuire certezza ad entrambe le parti sulle conseguenze, sul decreto ingiuntivo opposto (ferma restando l’improcedibilità del giudizio di opposizione) dell’inottemperanza all’ordine del Giudice, superando l’attuale incertezza interpretativa.

Applicando tale interessante principio, del quale avremo modo di verificare in futuro l’applicazione da parte di altri Tribunali, nel caso in esame, valutata approfonditamente la questione, il Giudice ha posto l’onere a carico della parte opposta, precisando che la mediazione possa essere avviata anche dalla parte opponente, e naturalmente ricordando la necessità dell’effettiva presenza delle parti e del reale svolgimento del tentativo; ha poi statuito che, in caso di mancato avvio della mediazione attiva, la domanda giudiziale sarà dichiarata improcedibile, e il decreto ingiuntivo revocato, mentre in caso di mancata partecipazione saranno applicate le sanzioni previste dall’dall’art. 8, co. 4-bis, D.Lgs. 28/2010 e dell’art. 116 co. 2, c.p.c.; ha poi invitato la parte più diligente ad allegare l’ordinanza agli atti della mediazione, in modo che il mediatore ne abbia conoscenza, e possa regolarsi di conseguenza nella verbalizzazione, invitandolo, visti gli artt. 8, co. 4-bis, D. Lgs. 28/2010, 116, co. 2, 91 e 96 cpc, a verbalizzare, in caso di primo incontro meramente informativo, quale parte dichiari di non poter iniziare la mediazione e quali ostacoli oggettivi ne impediscono l’avvio e in caso di primo incontro non meramente informativo invitandolo a dare atto che il primo incontro ha avuto natura di mediazione vera e propria. Infine, ha rinviato la causa per la verifica dell’esito della procedura di mediazione tramite dell’esame del verbale completo degli incontri di mediazione, invitando le parti a produrlo.

trib-pavia-26-09-2016

E’ uscito il libro “Negoziazione, mediazione, conciliazione, arbitrato forense e ADR dei consumatori”

Negoziazione, mediazione, conciliazione, arbitrato forense e ADR dei consumatori

Negoziazione, mediazione, conciliazione, arbitrato forense e ADR dei consumatori (Questione ricorrenti, strategie processuali, precedenti giurisprudenziali): C. Isoni , C. Caria , P. Elia, L. Tantalo
Questione ricorrenti, strategie processuali, precedenti giurisprudenziali
di: C. Isoni , C. Caria , P. Elia, L. Tantalo
ISBN: 9788858205532
Pagine: 382 | Formato: 17×24 cm | Anno: 2016
Disponibile
Prezzo: 32.00 €

Con il d.l. 132/2014 convertito con modificazioni dalla l. 162/2014, il legislatore ha avviato un imponente processo di degiurisdizionalizzazione, finalizzato a una riduzione del contenzioso, mediante l’introduzione di ulteriori sistemi alternativi ed extragiurisdizionali di risoluzione delle controversie.
Il presente volume analizza ciascuno di questi strumenti a partire dalla mediazione nelle controversie civili e commerciali, introdotta con il d.lgs 28/2010, seguendo con la negoziazione assistita e l’arbitrato. In chiusura  si propone un commento al D.lgs 130/2015, emanato in attuazione della direttiva 2013/11/UE, entrato in vigore il 9 Febbraio 2016, che, modificando il codice del consumo (D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206), ha introdotto novità sostanziali in materia di soluzione alternativa delle controversie dei consumatori.
Il volume, destinato a professionisti, avvocati e mediatori, offre un’analisi non solo delle fonti normative e della giurisprudenza, ma altresì uno sguardo sulle tecniche impiegate e sulle particolarità di ciascun sistema rispetto all’altro.

Il libro è acquistabile nelle migliori librerie e qui:

http://www.dikegiuridica.it/prodotti_leggi.php?id=689