I punti principali della riforma della giustizia approvata dal CdM.

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PUNTI FONDAMENTALI DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

1 – Separazione delle Carriere

L’art. 104 sancisce che “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” e disciplina il Csm unico.

Con la riforma, l’articolo 104 sarà totalmente riscritto; i magistrati saranno distinti in “giudici” e “pubblici ministeri”e sarà la legge ordinaria a garantire la “separazione delle carriere” di giudici e pm. Inoltre precisa che  l’ufficio del pm è disciplinato dalle norme dell’ordinamento giudiziario al fine di assicurare “autonomia” e “indipendenza”.

L’art. 101 stabilisce che “i giudici sono soggetti soltanto alla legge”; l’art. 102 chiarisce che “ la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dall’ ordinamento giudiziario”.

2- Consiglio Superiore della Magistratura

L’art. 104 stabilisce che i membri del Csm, ossia il Capo dello Stato, il Primo Presidente e il PG della Cassazione, sono eletti per 2/3 dai magistrati e per 1/3 dal Parlamento in seduta comune e durano in carica quattro anni.

Con la riforma, vengono introdotti gli artt. 104 bis e 104 ter

–          art. 104 bis prevede un Csm “giudicante”, composto per metà da membri nominati dai giudici e per metà dal Parlamento, presieduto dal Capo dello Stato;

–          art. 104 ter prevede un Csm “requirente” composto per metà da membri scelti dai pm e per metà dalle Camere, presieduto dal Capo dello Stato.

3 – Poteri Disciplinari

L’art. 105 stabilisce come il Csm deve esercitare l’azione disciplinare.

Con la riforma, i due Csm si occuperanno, uno per i giudici e uno per i pm, di assunzioni, assegnazioni, trasferimenti e promozioni. L’art. 105 bis attribuisce l’azione disciplinare ad una Corte di disciplina con una sezione per i giudici e una per i pm, la quale deve rispettare il principio del giusto processo. Contro le decisioni di tale Corte è ammesso il ricorso in Cassazione.

4 – L’azione penale del PM

Oggi, ai sensi dell’art. 112 della Costituzione,  è prevista l’ obbligatorietà dell’azione penale. Con l’art. 109, il pm, nella fase delle indagini, può disporre  “direttamente della polizia giudiziaria”.

Con la riforma, l’azione penale non sarà più obbligatoria, infatti il nuovo art. 112 così sancisce “l’azione penale andrà esercitata secondo i criteri stabiliti dalla legge” e quindi dal Parlamento.

Così anche per i poteri d’indagine (art. 109). L’art. 110 introduce il controllo ex post del guardasigilli che riferirà ogni anno alle Camere su esercizio dell’azione penale e uso dei mezzi d’indagine.

5 – Responsabilità civile dei Magistrati

Attualmente non è prevista alcuna responsabilità civile dei magistrati. Le uniche forme di tutela per gli errori giudiziari sono la Legge Pinto, che punisce con un indennizzo economico l’eccessiva durata dei processi  e la normativa che impone l’obbligo di riparazione per i casi di “ingiusta detenzione”.

Con introduzione dell’art. 113 bis i magistrati saranno “direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato”.

6 – Appellabilità delle sentenze

Con la riforma viene introdotto l’ottavo comma dell’art. 111 che pone dei limiti all’appellabilità delle sentenze di primo grado. Quelle di condanna sono sempre appellabili a meno che la legge non preveda delle eccezioni a seconda “del reato, delle pene e della decisione”; quelle di proscioglimento sono invece appellabili “solo nei casi previsti dalla legge”.

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