Avvocati in piazza un’arringa fuori tempo (articolo dell’avv. Alessandro De Nicola su Repubblica)

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Anche gli avvocati sono dunque scesi in piazza. Giovedì scorso in 10.000 (secondo gli organizzatori) hanno marciato per le vie di Roma come atto finale di uno sciopero durato dal 18 al 20 febbraio. Il cahier des doleances dell’avvocatura é ampio. Si va dall’aumento dei costi per l’accesso alla giustizia, all’introduzione dei filtri all’appello e della responsabilità solidale del difensore per il pagamento delle spese processuali in caso di lite temeraria. Si lamentano poi la soppressione dei tribunali minori e la cronica mancanza di personale nelle cancellerie dei Tribunali. Tra le richieste svetta anche una riforma del sistema previdenziale con l’esenzione dai contributi per i giovani professionisti e l’introduzione di alcuni strumenti di sostegno per gli iscritti. Inoltre, si chiede il numero programmato per le facoltà di giurisprudenza. Orbene, non hanno tutti i torti gli avvocati. Ma a parte la scelta sfortunata della tempistica (protesta contro un governo che non c’è), è stata messa troppa carne al fuoco senza un ordine di priorità e con alcune richieste marcatamente corporative oppure dannose per i conti pubblici o previdenziali. Insomma, per ottenere qualcosa forse la classe forense dovrebbe focalizzarsi su poche richieste di vero interesse generale: ne guadagnerebbe in efficacia e credibilità. Ci si vede in appello.

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2014/02/24/news/avvocati_in_piazza_unarringa_fuori_tempo-79477003/?ref=search

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3 pensieri riguardo “Avvocati in piazza un’arringa fuori tempo (articolo dell’avv. Alessandro De Nicola su Repubblica)

    armando grassitelli ha detto:
    24 febbraio 2014 alle 11:26

    lei cosa propone,collega?

    Avv. Luca Tantalo ha risposto:
    24 febbraio 2014 alle 11:37

    Penso che dovremmo chiederlo a chi ha scritto l’articolo. Io penso cose poco gradite, come il numero chiuso, l’esame molto più duro ma basato su anni di vera pratica e non teorico, l’Università con indirizzi specialistici e due anni di pratica vera; per quanto riguarda il resto, un nuovo codice di procedura civile, al massimo di 200 articoli, redatto da avvocati veri (non da professori che non hanno mai visto il Tribunale, per intenderci). Eliminazione della prima udienza e di quella per p.c. Infine, sanzioni per i Magistrati che non lavorano (attendo sentenze da tre anni) e incentivazione della mediazione.

      Andrea ha detto:
      30 marzo 2014 alle 14:58

      Concordo su quanto ha scritto.. ma anche gran parte della associazioni forensi dice la stessa cosa no??

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