Il riformismo riluttante sulla giustizia (dal Sole 24 ore di oggi)

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Di Guido Gentili

La “conciliazione obbligatoria” (per una lite di condominio, ad esempio) non evoca trame sovversive per l’ordine giudiziario costituito. Sembra una cosa ragionevole, di buon senso. E avrebbe dovuto essere uno strumento temporaneo per ridurre il contenzioso nei tribunali e dare un po’ di fiato ad una giustizia dai tempi incivili.

No, ha stabilito la Corte Costituzionale. Questa mediazione non va: per eccesso di delega del Governo (nel 2010, esecutivo Berlusconi) e perché non può essere obbligatoria. Plauso degli avvocati, che avevano contrastato duramente, anche a protezione (legittima) del loro interesse, la nuova norma. Pioggia di dichiarazioni tartufesche sulla permanente importanza della cultura della mediazione. Presa d’atto del ministro della Giustizia, Paola Severino: rimane la conciliazione non obbligatoria, proviamo ora a spingere con gli incentivi.
Provare. Insistere. Ma che fatica nel Paese del riformismo riluttante. Quando il premier Mario Monti osserva che l’Italia ha bisogno per cambiare di politiche «radicali» e non «moderate» coglie nel segno due volte. La prima perché un Paese che ha rischiato un anno fa il default sistemico e che da quindici anni non cresce avrebbe bisogno di accelerare la sua corsa (e qui lo stesso Governo, lo dimostra il confronto sulla legge di stabilità, ha ottimi motivi anche per rivedere, a saldi invariati, la sua strategia in modo da evitare la spirale risanamento-depressione).

La seconda perché richiamando in alternativa alla radicalità il concetto della moderazione squaderna una realtà, frutto di decenni di pratiche consolidate, che conosciamo bene. Quella di pochi passi in avanti cui seguono lunghe fasi di ristagno e precipitosi dietrofront.
Appunto, il riformismo all’italiana. Come nel caso della giustizia: impossibile essere competitivi ed attrarre investimenti esteri, ad esempio, quando la Banca Mondiale annota che in Italia per risolvere una controversia commerciale occorrono 1210 giorni contro una media Ocse di 510 ed una Ue di 549, fermi restando i paurosi squilibri interni Nord-Sud. E come dimenticare che la Banca d’Italia calcola in un punto di Prodotto interno lordo il costo dell’inefficienza della giustizia civile?
Ma la Corte Costituzionale, che di recente aveva anche detto «no», sulla base dei ricorsi di quasi tutti i Tar (Tribunali Amministrativi Regionali), ai tagli degli stipendi dei magistrati e dei dirigenti dello Stato, ha bocciato ora anche la “conciliazione obbligatoria”, che già faceva fatica a farsi strada. Ancora non ne conosciamo le motivazioni integrali e delle sentenze della Corte Costituzionale, comunque, si prende atto.

«I giuristi non possono permettersi il lusso della fantasia», scrisse nel 1942 un maestro del diritto e padre costituente, Piero Calamandrei. Erano altri tempi, tremendi. Quelli che Paolo Grossi, oggi giudice costituzionale, ha ricordato anni fa «con sgomento»: «Al giurista era vietato di avere occhiali adeguati per leggere il mondo sociale, gli dovevan bastare il monocolo esegetico», mentre «l’attività del giudice non può non essere, malgrado tutto, un approccio vivo e complesso con l’incandescenza dei fatti».
Tanto sono incandescenti, nel 2012, i numeri e i fatti della giustizia-lumaca snervata da un contenzioso altissimo, che tutti possiamo riconoscerli, dal comune cittadino ai giudici delle leggi. Così da evitare, se possibile, che continuino a rovinarci addosso.
twitter@guidogentili1

Condivido interamente.

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Un pensiero riguardo “Il riformismo riluttante sulla giustizia (dal Sole 24 ore di oggi)

    Carlo Alberto Calcagno ha detto:
    26 ottobre 2012 alle 11:54

    TEN COMMON BENEFITS OF ADR

    Complaints are processed more quickly and resolved earlier.
    Litigation and other costs are lower.
    Future complaints are avoided as parties learn to communicate better with each other.
    Parties are more satisfied with the problem solving process and with the results.
    Relations with contractors and other outside parties are improved.
    The process leads to more creative solutions.
    Internal morale is improved.
    Turnover is lower.
    Parties comply better with their settlement agreements.
    Productivity is improved.

    http://www.adr.gov/presi-report.htm

    Si tratta di uno stralcio del rapporto che nel 1999 stato indirizzato al Presidente degli Stati Uniti dalla INTERAGENCY ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTION WORKING GROUP e che rendeva noto il proficuo utilizzo della mediazione ed egli altri metodi di ADR sia a livello interno sia con i terzi nelle più importanti Agency americane: US POSTAL SERVICE, DEPARTMENT OF THE AIR FORCE, DEPARTMENT OF HEALTH AND HUMAN SERVICES, DEPARTMENT OF ENERGY, FEDERAL EMERGENCY MANAGEMENT AGENCY, FEDERAL LABOR RELATIONS AUTORITÀ, ENVIRONMENTAL PROTECTION AGENCY.

    Si vede che da noi anche le cose pubbliche funzionano così bene che non ne abbiamo alcun bisogno: più che ironia la mia è doloroso sarcasmo!

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