Mediazione: inviata la mia prima istanza!

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Sabato 11 dicembre ho terminato il corso di 52 ore, previsto dal regolamento del 18 ottobre (D.M. n. 180), tenuto dall’ADR Center e devo ammettere che sono rimasto molto contento del corso ma soprattutto del cambio di mentalità che questa esperienza ti fa avere.

Con una certa emozione, pochi minuti fa ho appena inviato all’ADR Center la prima istanza di mediazione, ovviamente volontaria. Devo dire che convincere i clienti di questa opportunità (perché tale la ritengo) è stato abbastanza semplice; mi sono anche premurato di parlare con le controparti per spiegare loro, prima che venissero convocate, di che cosa si tratti. Questo è stato meno facile, ma alla fine ho ottenuto (almeno così mi hanno garantito) la loro presenza.

Devo confessare che, come tutti, tempo fa ero abbastanza scettico non sulla mediazione in se, ma sul fatto che in Italia, paese in cui i grandi cambiamenti sono duri da accettare, potesse realmente avere successo. Per questo ritengo che l’obbligatorietà, almeno per qualche anno, sia assolutamente indispensabile: anzi, ritengo che le materie per cui è prevista avrebbero dovuto essere di più.

Ora però, credo che la mediazione sia una grande opportunità per tutti. Per noi avvocati, perchè la creazione di valore che può scaturire da una mediazione non può che rendere soddisfatto un cliente che si ricorderà che è anche grazie a noi che ha ottenuto questo risultato; per il cliente che forse dovrà rinunciare a qualcosa di quello che riteneva suo pieno diritto avere ma che avrebbe avuto (forse, perchè nei Tribunali italiani nulla è scontato) tra tanti anni, con tanta fatica e tante spese, ma in cambio potrà avere magari qualcosa che non avrebbe neppure immaginato all’inizio della lite – penso, per esempio, ad un nuovo contratto, una nuova collaborazione e così via –  con vantaggi economici evidenti. Ed infine, per il Paese (e quindi per tutti noi), perché la rapida risoluzione di controversie che normalmente resterebbero paralizzate per anni, con blocco di risorse e di capitale, e che invece si sistemeranno rapidamente, consentirà così il reinserimento (e l’investimento) di dette risorse.

Per questo, auspico che la reale portata di questa innovazione venga compresa da tutti e dai miei Colleghi per primi.

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