L’OUA chiede ai Senatori di rinviare di un anno l’entrata in vigore della mediazione.

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L’OUA (Organismo Unitario Avvocatura) ha chiesto, con una lettera inviata ai Senatori Avvocati, il rinvio dell’entrata in vigore di quella che si ostina a definire, con termine che a mio parere non esiste e non ha senso, “Mediaconciliazione”, mentre la definizione corretta è quella di Mediazione. Alcune delle richieste, come quella sulla obbligatorietà della difesa tecnica, o sulla previsione della necessità di stabilire un criterio di competenza territoriale, possono avere un senso: al riguardo di quest’ultima, infatti, è chiaramente più probabile che possa avere successo un’istanza di mediazione che non crei problemi di spostamento alle parti, piuttosto che una che si svolga per esempio in Sicilia ma riguardi un immobile sito magari in Piemonte e che costringa una delle parti a recarsi lontano dalla sua sede abituale.

A maggior ragione continuo quindi a chiedermi dove fosse l’OUA, come il CNF, durante il percorso di discussione e di approvazione della normativa, che come tutte le cose umane è perfettibile, ma che secondo me deve comunque entrare in vigore.

Di seguito, il comunicato stampa:

Comunicato OUA su richiesta slittamento mediazione

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3 pensieri riguardo “L’OUA chiede ai Senatori di rinviare di un anno l’entrata in vigore della mediazione.

    Domenico Lentini ha detto:
    21 gennaio 2011 alle 09:47

    Invidio quelli che pensano che la Mediazione possa risolvere qualche problema!!!
    C’è bisogno di una riforma seria del sistema giustizia.
    Vanno ridotti i tempi e semplificate le procedure per evitare che possibili errori possano pregiudicare l’esito del giudizio.
    Il resto… roba per poveri!!!

      Luca Tantalo ha risposto:
      21 gennaio 2011 alle 09:54

      Ho già avuto diverse esperienze di mediazione e non penso, ma sono sicuro che possa risolvere molti problemi. Una riforma seria del sistema giustizia, in Italia, non ci sarà mai perchè molti Colleghi e molti magistrati non la vogliono; inoltre mancano completamente le risorse economiche ed umane. Non è solo una questione di errori (andrebbe introdotta una seria responsabilità dei Giudici) ma soprattutto di tempi: non è tollerabile che molte cause vengano rinviate per precisazione conclusioni a due/tre ma anche cinque anni. E poi…dopo che hai una sentenza, quante volte riesci veramente ad eseguirla? Credimi, la mediazione può essere uno stumento veramente positivo: ho visto con i miei occhi situazioni apparentemente irrisolvibili, che in giudizio sarebbero durate anni, con spese enormi e relativa perdita di tempo, risolversi in accordi che hanno portato solo vantaggi per tutte le parti (compresi gli avvocati).

    Anna R. ha detto:
    27 gennaio 2011 alle 22:25

    Mi trovo ad essere sempre più d’accordo con quanto leggo su questo sito e con le opinioni dell’Avv. Tantalo:
    1. Il nome dell’istituto è mediazione civile (lo si legge sulla prima pagina del sito del Ministero, Giustizia.it). Di cosa hanno paura coloro che si ostinano a chiamare questo strumento con altri nomi (ridicoli), di fargli ulteriore pubblicità?!
    2. I perfezionamenti sono possibili e doverosi. Per esempio, si potrebbero limitare i requisiti per poter diventare mediatori a vantaggio di una maggiore professionalità. Magari andando a privilegiare i professionisti che hanno una solida formazione giuridico-economica alle spalle.
    Coloro che oggi le sono contrari sono talmente accecati dalla rabbia da non rendersi conto che la mediazione civile e commerciale potrebbe contemporaneamente soddisfare sia gli interessi pubblici che quelli privati.

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