MEDIAZIONE: L’OUA NON RAPPRESENTA GLI AVVOCATI.

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Letti gli oltremodo discutibili comunicati dell’OUA sul convegno di mercoledì scorso, in cui vengono stravolti a proprio uso e consumo i dati del Ministero, ed in cui vengono anche messe in bocca ad importanti personaggi delle considerazioni che essi non hanno mai fatto, la prima cosa che voglio ribadire con forza (e prego i colleghi che mi leggono e che sono d’accordo di manifestarsi) è che non mi pare di avere mai dato alcun tipo di mandato né all’avv. De Tilla né all’OUA, organismo dormiente quando si tratta di cose fondamentali come l’ingiustificato aumento dei contributi previdenziali ed ora invece impegnatissimo a combattere la Mediazione (e non “mediaconciliazione”, termine inesistente). Pertanto, dato che l’OUA non ha ricevuto alcun mandato a rappresentare l’intera categoria, e dato che non è affatto vero che tutti gli avvocati sono contrari alla mediazione (anzi, e fortunamente ho modo di riscontrare ogni giorno che i favorevoli crescono sempre di più), l’affermazione che “l’avvocatura è compatta contro la mediazione” è falsa. Ovviamente, nei citati comunicati non si fa parola degli interventi di autorevolissimi personaggi, tra cui un noto avvocato di un grande studio internazionale, rappresentanti della stampa specializzata e di Confindustria, ed ovviamente della dott.ssa Iannini, Magistrato e capo dell’ufficio legislativo del Ministero, i quali hanno spiegato e motivato adeguatamente la loro posizione favorevole alla riforma. Non proprio gli ultimi arrivati quindi.

Questo si chiama stravolgere la realtà.

La seconda considerazione, ma altre ce ne saranno nei prossimi giorni, è sul fatto che l’OUA si lamenti (addirittura) del fatto che il Ministro abbia partecipato ad un convegno con una platea definita “amica”. Ebbene, informiamo l’OUA che viviamo (ancora) in un Paese democratico, e che il dibattito era aperto a chiunque. Essendo stato ampiamente pubblicizzato, ed essendo come detto aperto a tutti, se chi ha deciso di restare nella sua posizione di ignoranza (cioè di non conoscere la realtà) ha deciso di non partecipare, non è certamente un problema del Ministro, il quale certo non sapeva come sarebbe stata composta la platea ed ha espresso la sua posizione con chiarezza e decisione, assumendosene la responsabilità anche politica, e chiarendo che gli organismi di mediazione saranno sottoposti a controllo continuo, dando così ampia garanzia di serietà al cittadino.

Inoltre, l’OUA, che augura la morte della riforma, sappia due cose: la prima è che la mediazione è un istituto applicato in tutto il mondo, e di normale applicazione in Paesi sicuramente più “civilizzati” del nostro, come gli Stati Uniti, in cui viene insegnato nelle Università e fa parte degli esami per diventare avvocati, e quindi non morirà; anzi, si radicherà sempre di più.

La seconda è che chi è contro una riforma ed un istituto che sono chiaramente a favore dei cittadini, come dimostra l’ampio consenso (per esempio) tra le associazioni dei consumatori, deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità di spiegare perché è contro i cittadini stessi, e ancor più dovrà farlo in caso (che non ci sarà) di suo fallimento.

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5 pensieri riguardo “MEDIAZIONE: L’OUA NON RAPPRESENTA GLI AVVOCATI.

    Emiddio Esposito ha detto:
    27 maggio 2011 alle 12:40

    Sono assolutamente d’accordo. La riforma che introduce l’istituto della Conciliazione, attraverso gli organismi di mediazione ed i mediatori civili professionisti, è una conquista di un paese che aspira ad esse civile, efficiente e giusto. L’avvocatura e l’OUA in particolare sta dimostrando sempre di più, giorno dopo giorno, di essere non un organismo di rappresentanza professionale ma un apparato classista e che prende le difese di una casta consolidata. Il cittadino è colui che ne paga da sempre le conseguenze ed oggi ha la possibilità, con la mediazione civile, di essere protagonista della propria sete di giustizia avendo la grande opportunità di ricorrere a professionisti che trovano delle soluzioni senza emettere sentenze e giudizi. Spero che finirà presto questa storia di contrapposizione con la pronuncia della Consulta Costituzionale che confermerà la validità dell’istituto nella sua interezza (certo alcuni correttivi andranno apportati ma non quelli che chiede l’OUA). Grazie

    Giorgio Marzocchi ha detto:
    27 maggio 2011 alle 13:36

    O.U.A e C.N.F. dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza per capire chi ancora rappresentano oggi. Vedremo al prossimo sciopero, che sarà molto probabilmente indetto. Oltre a non aver meditato bene la posizione presa sulla mediazione e prima ancora sull’aumento dei contributi previdenziali, dovrebbero fare lo stesso esame sulle posizioni da prendere – e se del caso rivederle – sulla formazione permanente (business per i formatori) e sulla prossima figura di avvocato specialista (altro business per formatori a danno degli specializzandi). Non so come la professione uscirà da questa situazione conservando ugualmente il suo ruolo insostituibile di difesa dei cittadini dagli abusi. Ma dagli abusi che attuano i nostri colleghi con ruoli di potere nei nostri confronti chi ci difende? Non vedo altra via se non cambiare radicalmente le nostre rappresentanze!

    Fernando ha detto:
    29 maggio 2011 alle 19:41

    Lei ha perfettamente ragione. Ho trovato questo commento del 16 maggio 2011:

    http://www.risarcimentodeidanni.it/osservazioni-del-prof-avv-gaetano-edoardo-napoli-sulle-recenti-vicende-che-riguardano-la-disciplina-della-mediazione-civile-e-commerciale.html

    si dice il giusto! la mediazione è a vantaggio degli avvocati! certo è che mi riferisco a quegli avvocati che non preferiscono le lungaggini del processo ordinario alla mediazione!

    Andrea ha detto:
    8 giugno 2011 alle 08:43

    Mi spiegate perchè deve essere obbligatoriuo pagare e salato ad privato prima di far valere un DIRITTO La mediazione é la MORTE dell’Avvocatura e del DIRITTO di tutti i cittadini Lo stato deve garantire l’accesso alla giustizia la cui amminitrazione deve essere efficiente Ma se a Voi va bene così…. poi non cilamentiamo

    Gaetano Edoardo Napoli ha detto:
    3 febbraio 2012 alle 19:59

    Ho trovato un articolo sulla mediazione in materia di condominio sotto questo link:
    http://www.blogcondominio.com/2011/05/il-parcheggio-nel-cortile-condominiale.html#comment-form
    Mi sembra giusto rispondere così (l’ho fatto, ma su quel sito ancora la mia risposta non è stata pubblicata):
    1. L’avvocato, se non ha procura speciale autenticata, non può partecipare alla mediazione in sostituzione del suo cliente e la procura non può certo autenticarla da sé, visto che la norma del cod. proc. civ. sul tema è di stretta interpretazione, inestensibile analogicamente per la sua eccezionalità. Del resto i caratteri della mediazione (sfociabile in accordi di qualsiasi tenore, purché leciti) sarebbero frustrati se ci si dovesse attenere a una procura notarile, necessariamente delimitata (altrimenti il notaio non la rilascia!). Per altro, la mediazione vuole porre in evidenza gli interessi privati della parte, magari non conosciuti dall’avvocato. Insomma: la mediazione è procedimento per la parte, che deve presentarsi personalmente (nei casi di enti giuridici, dove l’organo – rappresentante – è esso stesso parte)
    2. Visto che l’amministratore non ha poteri dispositivi che senso ha stipulare un accordo di quel tipo? Non si sarebbe potuto discuterne a quell’assemblea? Se l’assemblea ha deciso in un modo, quella delibera è efficace e non impugnabile dopo 30 giorni! Il condomino, con un accordo di quel genere, potrebbe essere indotto a pensare di aver risolto la questione: invece ben potrebbe, già il giorno dopo, l’amministratore (i condòmini glielo imporranno) eseguire alla lettera la delibera in questione. Al massimo porterà al cospetto dell’assemblea una proposta, quella avanzata dal condomino: ma l’assemblea potrebbe non accettarla, a buon diritto.
    3. Chi sono le parti in questa mediazione? Da un lato c’è il condomino, dall’altro un soggetto non legittimato! Non ha la rappresentanza dei condòmini in mediazione, è ovvio! A meno che tutti gli abbiano conferito procura speciale (notarile, per quanto detto sopra! specifica e delimitata! frustrando quindi gli intenti della mediazione!): ma a quel punto tutti sarebbero parti, e ognuno dovrebbe pagare le spese di mediazione, ogni condomino!!!
    Due consigli:
    a) uno per i condòmini: non credete che in mediazione si possa risolvere un problema condominiale, cioè relativo alle modalità di uso e gestione dei beni e servizi comuni, rischiate solo di perdere i termini per l’impugnazione della delibera!
    b) uno per gli amministratori: non pensiate mai di poter stipulare un accordo in rappresentanza dei condòmini! In mediazione non avete alcuna rappresentanza e non si spiega neanche perché vi ci rechiate, quindi le spese di mediazione potrebbero essere richieste indietro dal condominio che vi dovesse chiamare in responsabilità per aver effettuato una spesa del tutto inutile, nonché volta ad una soluzione del tutto fuorviante (!)
    c) uno per gli Organismi di mediazione: rischiate serie azioni di responsabilità se non rifiutate di assumere controversie condominiali: il riferimento al condominio, previsto dall’art. 5 d.lgs. 28/10 deve intendersi attinente solo alle “liti tra condòmini”, relative ai rapporti di vicinato (per altro, sarebbe già compreso nel richiamo, operato dalla legge (stesso art. 5) alle controversie in materia di proprietà e di diritti reali (o di locazione).
    Cordiali saluti.
    Avv. Gaetano Edoardo Napoli

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