Nitto Palma è il nuovo Ministro della Giustizia.

Nitto Francesco Palma, Senatore PDL, è il nuovo Ministro della Giustizia. Il Presidente Napolitano ha firmato la nomina.

Questa la sua scheda al Senato:

Scheda Sen. Nitto Palma

Procedure di mediazione: i primi dati del Ministero, molto diversi da quelli inventati dall’OUA

Sono 1.336, su quasi 6mila fra iniziali e sopravvenuti, i procedimenti civili definiti con mediazione in poco più di un mese. Di questi, 304 hanno avuto buon esito, 1.032 non hanno raggiunto l’accordo. Il ministero della Giustizia fornisce i primi dati ufficiali sul flusso della mediazione civile nel periodo che va dal 21 marzo, giorno in cui è diventato obbligatorio esperire il tentativo di conciliazione, al 30 aprile scorso.

I numeri, raccolti dalla Direzione generale Statistica ed illustrati dal suo responsabile Fabio Bartolomeo nel corso del convegno Mediazione: fra efficienza e competitività, fotografano la situazione di 170 organismi su 259 e rendono il senso delle potenzialità del nuovo istituto per la risoluzione alternativa delle controversie: la stima nei primi 12 mesi, infatti, effettuata tenendo conto dei flussi storici per materia, dell’andamento stagionale degli stessi nei diversi mesi dell’anno e dell’effetto innovativo della nuova normativa, prevede un numero complessivo di 280mila procedimenti di mediazione civile e commerciale.

Come si può ben vedere, numeri assai diversi da quelli fantasiosi del’OUA e per di più inferiori a quelli reali, visto che riguardano solo 170 organismi su 259.

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La pagina del Ministero sul convegno del 25 maggio

Mediazione: l’intervento integrale del Ministro al convegno del 25 maggio (video)

Intervento integrale del Ministro Alfano

Il Ministro Alfano conferma l’obbligatorietà della mediazione (video)

MEDIAZIONE: L’OUA NON RAPPRESENTA GLI AVVOCATI.

Letti gli oltremodo discutibili comunicati dell’OUA sul convegno di mercoledì scorso, in cui vengono stravolti a proprio uso e consumo i dati del Ministero, ed in cui vengono anche messe in bocca ad importanti personaggi delle considerazioni che essi non hanno mai fatto, la prima cosa che voglio ribadire con forza (e prego i colleghi che mi leggono e che sono d’accordo di manifestarsi) è che non mi pare di avere mai dato alcun tipo di mandato né all’avv. De Tilla né all’OUA, organismo dormiente quando si tratta di cose fondamentali come l’ingiustificato aumento dei contributi previdenziali ed ora invece impegnatissimo a combattere la Mediazione (e non “mediaconciliazione”, termine inesistente). Pertanto, dato che l’OUA non ha ricevuto alcun mandato a rappresentare l’intera categoria, e dato che non è affatto vero che tutti gli avvocati sono contrari alla mediazione (anzi, e fortunamente ho modo di riscontrare ogni giorno che i favorevoli crescono sempre di più), l’affermazione che “l’avvocatura è compatta contro la mediazione” è falsa. Ovviamente, nei citati comunicati non si fa parola degli interventi di autorevolissimi personaggi, tra cui un noto avvocato di un grande studio internazionale, rappresentanti della stampa specializzata e di Confindustria, ed ovviamente della dott.ssa Iannini, Magistrato e capo dell’ufficio legislativo del Ministero, i quali hanno spiegato e motivato adeguatamente la loro posizione favorevole alla riforma. Non proprio gli ultimi arrivati quindi.

Questo si chiama stravolgere la realtà.

La seconda considerazione, ma altre ce ne saranno nei prossimi giorni, è sul fatto che l’OUA si lamenti (addirittura) del fatto che il Ministro abbia partecipato ad un convegno con una platea definita “amica”. Ebbene, informiamo l’OUA che viviamo (ancora) in un Paese democratico, e che il dibattito era aperto a chiunque. Essendo stato ampiamente pubblicizzato, ed essendo come detto aperto a tutti, se chi ha deciso di restare nella sua posizione di ignoranza (cioè di non conoscere la realtà) ha deciso di non partecipare, non è certamente un problema del Ministro, il quale certo non sapeva come sarebbe stata composta la platea ed ha espresso la sua posizione con chiarezza e decisione, assumendosene la responsabilità anche politica, e chiarendo che gli organismi di mediazione saranno sottoposti a controllo continuo, dando così ampia garanzia di serietà al cittadino.

Inoltre, l’OUA, che augura la morte della riforma, sappia due cose: la prima è che la mediazione è un istituto applicato in tutto il mondo, e di normale applicazione in Paesi sicuramente più “civilizzati” del nostro, come gli Stati Uniti, in cui viene insegnato nelle Università e fa parte degli esami per diventare avvocati, e quindi non morirà; anzi, si radicherà sempre di più.

La seconda è che chi è contro una riforma ed un istituto che sono chiaramente a favore dei cittadini, come dimostra l’ampio consenso (per esempio) tra le associazioni dei consumatori, deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità di spiegare perché è contro i cittadini stessi, e ancor più dovrà farlo in caso (che non ci sarà) di suo fallimento.