Mediazione: parliamo un po’ del servizio di Report del 7 ottobre

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Chiariamoci subito: non ce l’ho con Report, non mi aspettavo nulla di diverso. Il loro è un giornalismo d’inchiesta, per cui dal loro punto di vista hanno fatto bene a fare così, cioè ad evidenziare solamente le criticità, anche se forse qualche protesta da domenica, giorno di pubblicazione del trailer, deve essere arrivata, visto che tutto sommato la Gabanelli non ha parlato male dell’Istituto, anzi. Quello che avrebbero potuto fare, magari, sarebbe stato di ascoltare chi di mediazione se ne intende veramente, e non la fa per fare business sulle spalle dei corsisti. Ci piacerebbe molto avere uno spazio per replicare, anche in un’altra trasmissione.

Non voglio entrare, quindi, nel merito di alcune affermazioni superficiali o dell’accostamento Mediazione / Alfano / Berlusconi, o sul fatto di non avere minimamente approfondito  la differenzatra enti di formazione ed organismi di mediazione.

Quello che è emerso nel servizio, e che purtroppo temo farà pensare al comune cittadino, otre che a chi è prevenuto, che la mediazione è una farsa e che noi siamo una banda di delinquenti, è colpa di chi non ha fatto i controlli, non della parte buona della Mediazione, che fortunatamente è molto estesa.

Quello che si è visto su corsi fatti in sedi “inopportune”, per voler usare un eufemismo, su sedi negli studi degli avvocati, su manifestazioni di millantatori che dicono di rappresentare 35.000 mediatori e 900 organismi, non è colpa degli studiosi della Mediazione e degli operatori seri: è colpa del Ministero. Quante volte abbiamo sollecitato il Ministero privatamente e pubblicamente (“Perchè il Ministero ha la sua parte di colpa” e prima, http://www.mondoadr.it/cms/articoli/organismi-di-mediazione-e-qualita-perche-e-indispensabile-che-il-ministero-inizi-dei-controlli-rigorosi.html)    a svolgere i dovuti controlli? Quanti ne sono stati fatti? Nessuno. E’ chiaro che nella Mediazione, come in qualunque altro campo, vi siano e vi saranno persone ed enti più o meno seri e professionali, ma questo non significa che vi siano solo imbroglioni, o che la Mediazione sia un istituto fallimentare e voluto per vessare i cittadini. E’ vero il contrario, infatti.

Ciò che interessa è che dobbiamo far capire a tutti che l’associazione tra quello che si è visto ieri sera e la Mediazione è sbagliata, che la Mediazione è un istituto a favore dei cittadini e non contro. Non dobbiamo sprecare quanto di buono è stato fatto fino ad ora: continuiamo a lavorare seriamente e non potremo che vincere anche questa battaglia….in attesa che il Ministero emani l’attesissima circolare e il D.M.

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4 pensieri riguardo “Mediazione: parliamo un po’ del servizio di Report del 7 ottobre

    Tiziana ha detto:
    8 ottobre 2013 alle 20:11

    …sono d’accordo. Magari ascoltando e facendo parlare anche chi la mediazione la pratica in modo serio e soprattutto credendoci, avrebbero fornito un’immagine più coerente con la funzione ontologica dell’istituto.
    E poi non parliamo dei rappresentanti del COA di Roma!!! Perché non è stato chiarito il vero motivo di tanto ostracismo??? Neanche un vago cenno sul punto centrale della questione se non una semplice battuta, che solo noi cultori possiamo aver colto (!!!), del tipo: “è solo questo il motivo?” riferendosi all’affermazione del Presidente secondo cui la mediazione sarebbe un costo aggiuntivo per i cittadini, non mi pare che abbia reso al cittadino, che di mediazione non sa nulla…o forse sa quello ciò che gli racconta l’avvocato, un’informazione compiuta e completa.
    Sulla speculazione degli Organismi (non di tutti ovviamente) sono d’accordo, ma la responsabilità in tal caso è soprattutto del legislatore e del Ministero:
    Non so ancora bene perché continuo ancora a crederci…la mediazione per me è stata uccisa.

    Matteo Gallo ha detto:
    8 ottobre 2013 alle 22:30

    Report è una trasmissione che, da sempre, mostra solo il lato B delle inchieste svolte. Ciò non significa che non dica il vero così come ieri è stato fatto, ma che non riporta fedelmente l’analisi di un dato fenomeno analizzando anche l’altra faccia della medaglia. Quella di persone che si dedicano all’istituto con utili quasi inesistenti(della gratuita del primo incontro nulla è stato detto), semplicemente per passione e perché credono nel progetto fornendo allo stato un servizio importante e determinante per la crescita del paese. Questa non è cronaca, ma demagogia.
    L’interesse è quello di schifare l’osservatore, non di fare informazione.

    Massimo Morelli ha detto:
    9 ottobre 2013 alle 08:14

    Luca se non ti spiace la pubblico sul ns sito http://www.resaequaeadr.it . Ci vediamo Venerdì a Bari?

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