Mediazione: il resoconto del convegno di oggi alla Camera con il Ministro Cancelleri

Postato il

Si è svolto oggi, presso la splendida sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, l’importante convegno dal nome ” La Mediazione in Europa e in Italia”. Sono intervenuti il Ministro Annamaria Cancellieri, Giuseppe De Palo, Presidente di Adr Center, Giorgio Santacroce, Primo Presidente della Corte di Cassazione, Cecilia Wikstrom, Componente della Commissione giuridica del Parlamento europeo (con un messaggio video), Michele Vietti, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

I lavori sono stati aperti dal Ministro Cancellieri con un interessante intervento (il cui testo integrale si può trovare qui: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_6_9.wp?previsiousPage=mg_6_2_1&contentId=NOL979954), in cui il Ministro ha ribadito l’importanza e l’utilità della mediazione e delle procedure alternative delle controversie in generale in Italia, in particolare in questo momento storico. Al riguardo, ha dichiarato che “se si opera una rivoluzione culturale e i cittadini accettano di sedersi al tavolo della mediazione, questa può diventare uno strumento fondamentale di abbattimento  del carico giudiziario“.

Il Ministro ha espresso forti apprezzamenti per la mediazione e per i suoi risultati, e ha aggiunto che il Ministero sta lavorando intensamente ad una modifica, attraverso l’emanazione di un nuovo Decreto, del D.M. 180, in particolare per quanto riguarda le garanzie, a tutela dei cittadini, di serietà e professionalità di organismi e mediatori. Al riguardo, il Ministro ha specificato che “la speranza è che standard qualitativi ancora più elevati possano ridurre considerevolmente il numero degli scettici sulle sue potenzialità“.

Terminando il suo applaudito intervento, dinanzi alla sala gremita, il Ministro ha dato la parola al prof. Giuseppe De Palo, Presidente di ADR Center, al quale l’estate scorsa il Parlamento europeo ha affidato la redazione di uno studio sull’attuazione della Direttiva in materia di mediazione nei 28 Stati membri dell’Unione, allo scopo di individuare le “best practice” e di suggerire modifiche, legislative e non, capaci di realizzare gli obiettivi fissati nell’articolo 1 della stessa Direttiva: facilitare il ricorso alla risoluzione alternativa delle controversie e raggiungere un’equilibrata relazione tra processo e mediazione.

Il Prof. De Palo, nell’illustrare alcune slide relative al progetto (reperibili all’indirizzo http://www.giustizia.it/giustizia/protected/980149/0/def/ref/NOL979449/), che verrà presentato tra quatto giorni al Parlamento Europeo, ha ricordato che la Direttiva UE del 2008 sulla mediazione ha dato risultati inferiori al previsto, e dunque è necessario trovare dei sistemi che ne garantiscano la corretta applicazione. Ha poi illustrato i vantaggi, in termini di risparmio di tempi e di costi, della mediazione rispetto al processo.

All’intervento del Prof. De Palo è succeduto quello di Giorgio Santacroce, Primo Presidente della Corte di Cassazione, il quale ancora una volta ha espresso il suo apprezzamento per la mediazione, ricordando che essa non è solamente uno strumento per lo sfoltimento delle cause, ma un istituto di grande potenzialità ed utilità. Ha ricordato che il mediatore non deve essere solo un tecnico, ma una figura trasversale, che compie un’attività metagiuridica, e che deve avere conoscenze di psicologia edi comunicazione. Ha poi fatto riferimento alla circolare di fine novembre del Ministero, ricordando che i mediatori e gli organismi devono impeganrsi sempre di più per garantire indipendenza e professionalità.

Infine, in chiusura di intervento, ha giustamente ricordato che gli avvocati non devono avere una preconcetta ostilità verso l’istituto.

E’ seguito poi l’intervento (in video) di Cecilia Wikstrom, Componente della Commissione giuridica del Parlamento europeo, il cui testo possiamo trovare a questo indirizzo: http://www.giustizia.it/giustizia/protected/980215/0/def/ref/NOL979449/. La Wikstrom ha detto, tra l’altro, che da un recente studio è emerso che il 45% delle piccole imprese europee ha dichiarato che non avviarebbe un’azione legale presso un altro Tribunale dell’Unione, qualora l’importo dovuto fosse inferiore ai 50.000 euro perché finirebbero per spendere di più in spese legali; mentre i risultati di rapporti redatti dalla UE hanno dimostrato che la mediazione è uno strumento valido per consumatori e imprese. Secondo la Wikstrom, l’Europa ha la responsabilità di agire prontamente al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi fondamentali previsti dalla Direttiva sulla mediazione.

Ha poi preso la parola un applauditissimo Michele Vietti, Vice Presidente del CSM, il quale ha subito dichiarato apertamente la sua iscrizione al “Partito della Mediazione”. Questa sua affermazione, ha precisato, non significa che egli non sia in grado di individuare eventuali difetti e di suggerire miglioramenti. Al riguardo, ha suggerito che la mediazione deve essere parte di un più ampio disegno di modernizzazione del Paese, in cui rientra anche il recente riordino della geografia giudiziaria. A questo riguardo, relativamente ad alcune critiche fatte a proposito del fatto che per i cittadini sarebbe più difficoltoso recarsi in Tribunale, con una battuta ha ricordato che non tutti i giorni il cittadino si reca in Tribunale; normalmente, anzi, lo fa pochissime volte nell’arco della sua esistenza. Inoltre, ha ricordato che il contesto del contenzioso attuale è profondamente cambiato, come accertato anche da uno studio di Unioncamere, e a maggior ragione pretende risposte rapide, che non possone essere quelle del Tribunale. La sfida della modernità, secondo Vietti, è la sfida della competività, e la risposta “tribunalecentrica” è inadeguata. Anche la lettura dell’art. 24 della Costituzione, ha proseguito, nell’ottica esclusiva del contenzioso, è errata. La legittimazione della mediazione, infatti, sussiste in quanto è alternativa e non limitativa della giurisdizione, che deve essere solo l’extrema ratio e che presuppone, appunto, delle alternative meno costose e più rapide, come la mediazione.

Ha poi concluso, quindi, dichiarando che per questo processo di modernizzazione è indispensabile che ci siano alternative meno costose e più rapide, come la mediazione, e aggiungendo che, per parlare di liti, dobbiamo tenere presente l’esempio del cortocircuito. Quando ne accade uno, infatti, ciò che maggiormente importa non è chi sia stato a causarlo, ma ripristinare il circuito: come accade in mediazione.

Ha chiuso poi i lavori il prof. Alpa, il quale apparentemente, pur dichiarando di non essere contrario alla mediazione, pare non averne ben compreso lo spirito, dato che ha detto che si tratta di giustizia privata e arrivando a dichiarare che le clausole contrattuali di mediazione potrebbero essere nulle in quanto vessatorie. Francamente, ci aspettavamo di meglio.

In realtà, dal convegno è emersa ben chiara una cosa: la mediazione, in Italia e in Europa, è il futuro.

.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...