Mediazione: la risposta del Ministro Cancellieri a un’interrogazione parlamentare

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Il Ministro Cancellieri ha risposto, in modo chiaro ed esaustivo, ad un’interrogazione presentata da un deputato del Centro Democratico. La risposta del Ministro non lascia dubbi su quali siano le intenzioni del Governo, e su quale ampia riflessione abbia accompagnato la stesura del testo.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA DELL’ON. FORMISANO
R I S P O S TA
Il Consiglio dei Ministri ha approvato sabato scorso un decreto legge recante misure urgenti in materia di crescita. Al suo interno sono stati previsti anche gli interventi urgenti in materia di giustizia civile fra i quali vi è il ripristino della mediazione obbligatoria, finalizzata ad evitare che ogni conflitto sfoci in modo ineluttabile in una controversia, senza preliminarmente tentare una composizione amichevole degli interessi contrapposti.
Segnalo, in proposito, che su tale tema il Governo si è mosso in linea con le determinazioni assunte dal Consiglio dell’Unione Europea. Tale organo, infatti, con raccomandazione n. 362/2013 ha espressamente richiesto, al fine di migliorare il contesto in cui operano le imprese in Italia, di intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie.
La raccomandazione del Consiglio UE tende a favorire la mediazione civile obbligatoria. La mera facoltatività del ricorso alla mediazione, quale rimasta all’esito della sentenza della Corte Costituzionale, non è apparsa quindi sufficiente nell’ottica di rendere più efficiente la giustizia civile.
Quanto alla portata della pronuncia della Corte costituzionale citata nell’interrogazione, va rilevato che la declaratoria d’illegittimità è avvenuta per eccesso rispetto alla delega contenuta nell’articolo 60 della Legge n. 69/ 2009, con conseguente assorbimento delle altre questioni sollevate.
Da ciò deriva che configurare la mediazione in termini di condizione di procedibilità non trova alcun ostacolo nella sentenza della Corte quando, come oggi, venga ripristinata a mezzo di provvedimento legislativo non delegato.
Voglio, peraltro, chiarire che l’intervento normativo si fa carico degli altri possibili dubbi di coerenza costituzionale emersi nel vigore della pregressa disciplina, risolvendoli con l’introduzione di correttivi, tra i quali cito il significativo restringimento delle materie per le quali è stata prevista l’obbligatorietà ex lege, la valorizzazione della mediazione richiesta dal giudice e l’abbattimento dei costi della mediazione c.d. necessaria. Ricordo, infine, che sono state rafforzate le garanzie offerte dall’assistenza legale, considerato che l’accordo concluso davanti al mediatore, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, deve non solo essere omologato dal giudice ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti; avvocati ai quali, peraltro, è stata riconosciuta dal decreto legge la qualifica di mediatore ex lege.
Questi sono stati gli àmbiti entro i quali si è mosso il Governo per la riforma in tema di mediazione, sollecitata, come detto, anche in sede europea.
Concludo segnalando che nel corso dei lavori parlamentari, in sede di conversione del decreto legge, sarà mia cura valutare,con estrema attenzione, tutti i rilievi critici ed i suggerimenti che perverranno sia dalle forze politiche, sia dal C.S.M. e sia dal Consiglio Nazionale Forense.

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20 pensieri riguardo “Mediazione: la risposta del Ministro Cancellieri a un’interrogazione parlamentare

    Tiziana ha detto:
    19 giugno 2013 alle 17:06

    complimentandomi per l’informazione data praticamente in tempo reale, ritengo che il decreto avrebbe potuto fare qualcosa di più. Non condivido l’estensione per legge della qualifica di mediatore agli avvocati, ma solo a coloro che si formano adeguatamente in tal senso.
    In realtà la questione della qualità del mediatore è soltanto uno stendardo a difesa del corporativismo sfrenato. Mentre da un lato si approva la novella legge professionale che, giustamente, parla di specializzazione, dall’altro favoriamo la tanto amata cultura della “tuttologia”. Ad maiora, almeno speriamo!

    Santina ha detto:
    20 giugno 2013 alle 11:06

    Sì, senza dubbio il Ministro è stata molto chiara ed esaustiva nell’illustrare gli oculati quanto gattopardeschi interventi correttivi al D.lgs 28/2010-
    1) l’obbligatorietà non è stata reintrodotta in quanto questa si esaurisce nell’incontro preliminare e di programmazione . Nella sostanza la mediazione è solo volontaria.
    2)Attribuire agli avvocati la qualifica di mediatori senza alcuna formazione non solo mortifica la professionalità ma crea una situazione di monopolio.
    Ciliegina sulla torta?
    3) con la sottoscrizione del verbale da parte degli avvocati che assistono le parti si imbocca la strada per appaltare d’ufficio agli organismi forensi in danno di quelli privati.
    E il cittadino?
    Al cittadino “vanno rafforzate le garanzie offerte dall’assistenza legale” per cui si individua l’esigenza di prenderlo in “ostaggio” obbligandolo a concludere un contratto solo con assistenza legale.

    Andy ha detto:
    20 giugno 2013 alle 11:32

    A me sembra un testo molto equilibrato. Io che sono avvocato sono sempre stato molto critico nei confornti della mediazione versione Alafano, qulla della Cancellieri mi piace molto, ma molto di più… un giusto compromesso direi….

    GIOVANNI ha detto:
    20 giugno 2013 alle 12:43

    A me sembra che estendere la qualifica di mediatori agli avvocati sia semplicemente doveroso trattandosi di professionisti abituati da sempre a mediare e trattare con colleghi, controparti e giudici, trovo pertanto patetiche le lamentele di chi magari con una minilaurea in scienze motorie e una qualifica di mediatore fatta con un corso di poche ore parla di mortificazione di professionalità

      Tiziana ha detto:
      21 giugno 2013 alle 15:16

      i mediatori dovrebbero essere tutti avvocati, ma adeguatamente formati!
      Ripeto: si parla di specializzazione e poi si veicola il concetto del Tuttologo. L’avvocato che vuole essere mediatore dovrebbe fare un percorso specialistico. E comunque facciamola finita con questa storia della privatizzazione della giustizia: abbiamo cause che pendono in Tribunale in grado d’appello per la valigia smarrita all’aeroporto!!!! Rendiamoci conto! E poi magari il cittadino che vanta diritti ben più seri, deve subire il calvario di un processo che non finisce mai e magari si conclude pure con una sentenza palesemente iniqua.
      Ma vi siete mai trovati ad essere parte in un giudizio per motivi seri?? E’ una vera tragedia!

        Andy ha detto:
        22 giugno 2013 alle 23:00

        Vittorio, mediatore come Lei ( e come me) la pensa esattamente all’opposto….. ragazzi ci stiamo leticando le briciole e forse nemmeno quelle..AVETE VISTO IL SISTEMA TARIFFARIO.la discussione è paradossale….

    Vittorio ha detto:
    20 giugno 2013 alle 15:08

    Finalmente per tanti giovani – e mi riferisco in modo particolare ai laureati in legge – si riapre la possibilità di svolgere in modo continuativo la professione di mediatore professionale. Non tutti i giuristi oggigiorno intendono fare l’avvocato (i motivi sono facilmente immaginabili) e questa professione rappresenta una valida opportunità per il futuro.
    Pertanto la mediazione può essere veramente in grado di mettere d’accordo tutti, cittadini, imprese e gli stessi mediatori; i detrattori ? una categoria destinata a svanire.

      Andy ha detto:
      20 giugno 2013 alle 22:53

      Su questo ho qualche dubbio, penso che la mancanza dei snistri stradali, le tariffe davvero ridotte all’osso e in pratica previste solo se si chiude una controversia.., un’obbligatorietà per modo di dire 20.000 avvocati che di colpo diventano mediatori… tutto questo riduce notevomente il giro di soldi intornoa questa storia… già di per sè scarso in precedenza.. ma non penso che lo scopo della Cancellieri sia quello dicreare un business .. ( forse era quello di Alfano).. ma casomai quello di deflazionare i Tribunali… secondo la Cancellieri lo dovranno fare soprattutto gli Avvocati che nomina mediatori, nonostante la loro sostanziale contarrietà all’isituto e sostanzialmente GRATIS..
      molto ma molto meglio comunque questa mediazione di quella di Alfano, non fa gli interessi nè degli avvocati , nè degli enti privati di mediazione ( non so questi ultimi cosa hanno per esser contenti), ma cosa più importante non arreca danni ai cittadini…

        Andy ha detto:
        20 giugno 2013 alle 23:04

        pardon: 250.000 avvocati ( quasi tutti riottosi nei confornti di questo nuovo istituto) di colpo mediatori… le controversie in tutta Italia nelle materie previste come obbligatorie sono all’incirca quel numero lì… no dico..non so sevi rendete conto …l’Italia è il paese dei paradossi.la Cancellieri in pratica cerca di tirare glia vvocati dalla parte della mediazione facendogli cambiare mestiere e facendoli lavorare ripeto GRATIS …il bello è che anche io seppure riottoso alla mediazione ( nella versione Alfaniana, questa tutto sommato mi sta bene) ho pure speso 1.000 Euro per diventare mediatore.oltre tutti i viaggi all’UNivesrità dove si tenva il ” corso”.. poveri laureati in legge ( mediatori o no avvocati o no) …..siamo proprio alla canna del GASSSSSS

    Vittorio ha detto:
    21 giugno 2013 alle 14:24

    Andy, è chiaro che la norma che estende il titolo di mediatore a tutti gli avvocati ha carattere generale e anch’io la vedrei più come norma politicamente mirata a far contenti tutti (o quasi..) : non è che ora tutti gli avvocati ora sdoppieranno il loro ruolo per fare i mediatori a tempo pieno e gli avvocati a tempo pieno; se la mediazione obbligatoria – come mi auguro – avrà successo chi è avvocato sarà chiamato a scegliere se svolgere prevalentemente l’attività di mediatore oppure di avvocato. Ciò anche per consentire a chi voglia (avendone le dovute competenze, pur magari non essendo avvocato) svolgere principalmente la professione di mediatore, di farlo, e nel rispetto dei ruoli, perchè ritengo sia evidente che quella di avvocato e quella di mediatore siano ruoli nettamente diversi, il primo orientato alla difesa di parte e quindi non “imparziale” e collaborativo-conciliativo, mentre il secondo per sua natura è un ruolo imparziale ed equidistante dalle parti. Si tratta insomma di non confondere i ruoli, nel rispetto delle prerogative e caratteristiche di ognuno.

      andrea ha detto:
      21 giugno 2013 alle 19:27

      Caro Vittorio, non vedo perchè gli avvocati non dovrebbero sdoppiare il loro ruolo, l’ho fatto io prima durante la mediazione Alfaniana, lo farò dopo con la mediazione Cancellieriana ( se sarà…. ma sarà di certo) non vedo perchè se ad un Avvocato, vneisse proposto da un ente di svolgere un ruolo di mediatore, arbitro ecc non dovrebbe accettare ( tra l’altro gli enti hanno quasi sempre ricercato in primis Avvocati o Notai.. di solito con una certa età ed esperienza come mediatori, raramente qualche commercialista…). Molti avvocati fanno GIA’ anche gli arbitri ( non quelli sportivi) i membri di collegi sindacali, membri di ODV ex D.lgs 231/2001 ( è il mio caso)… fare l’Avvocato è un mestiere come un altro, non è una vocazione, non abbiamo preso i voti tanto per capirsi eh eh eh.. il problema ( e questo te lo dico per esperienza) è che il mediatore con la mediazione non ci guadagna Un TUBO … casomai qualcosina in linea di massiam ci guadaganva ( prima con la mediazione Alfaniana) l’ente di mediazione, ora, con il nuovo sistema tariffario, nemmeno l’ente ( essendo in gran parte finito credo anche il business della formazione) … se cerchi un’attività meglio guardare altrove e non farsi illusioni…a mano che fare il mediatore non sia appunto una seconda o meglio terza attività…
      Quanto alla persona utente…di cui parla il Sig. Claudio Alberghini.. la nuova mediazione mi sembra che non arrechi ad essa alcun danno, dal momento che le tariffe sono basse davvero, l’obbligatorietà è limitata all’incontro preliminare ecce ecc insomma sotto questo profilo tutto OK..
      qualche dubbio ( ma questo riguarda parti in casua e a Voi certo non interessa) ce l’ho solo sulla mediazione svolta del giudice in corso di causa… o meglio sulla porprosta di questo che potrebbe ridursi ad un accertamento sommario e come tale spesso sbagliato..

    claudio alberghini ha detto:
    21 giugno 2013 alle 16:07

    in merito ai commenti osservo:….si parla troppo spesso di business e poco dell’interesse del utente a cui poco importa cosa conviene o non conviene agli avvocati o alle altre categorie.
    Come al solito si dimentica di mettere al centro l’interesse della persona/utente.
    Il mediatore è un facilitatore di accordi ha come obiettivo la conciliazione, è evidente che nella mediazione gli accordi essendo condivisi sono accettati dalle parti e quindi più duraturi nel tempo, in una causa giudiziale l’avvocato ha per obiettivo la tutela dell’interesse della parte che rappresenta. almeno una parte rimane insoddisfatta e spesso ricorre in appello o in cassazione.
    Il mediatore usa spesso l’empatia e la parola diviene spesso elemento fondamentale per raggiungere l’obiettivo “LA CONCILIAZIONE” L’avvocato si avvale della sua conoscenza del diritto e nelle aule affollate cerca di utilizzarlo in funzione dell’interesse del suo cliente, “VINCERE” spesso deve districarsi tra l’applicazione interpretativa dei giudici e la sua personale competenza giuridica, variabili alle quali il cliente/utente deve sottostare, in mediazione l’utente può dire la sua essere ascoltato, diventando così protagonista attivo.

      andrea ha detto:
      21 giugno 2013 alle 19:33

      Guardi che l’Avvocato ( almeno quello capace.. gli incapaci e i disonesti sono presenti in TUTTE le professioni) prima di trascinare in causa un cliente cerca sempre di strappare un accordo favorevole al proprio assistito e quindi anche a sè stesso… non siamo malati di mente o Kamikaze…

        Vittorio ha detto:
        21 giugno 2013 alle 20:30

        Mi sembra che Lei stia andando un po’ troppo in là con le previsioni.. in realtà solo il tempo e l’applicazione della normativa diranno quanto riuscirà a diffondersi la cultura del mediare e quanto farà presa tra i cittadini; conseguentemente è prematuro sostenere che l’avvocato possa liberamente sdoppiarsi e fare anche il mediatore in modo continuativo (vorrei sapere dove troverebbe il tempo materiale per svolgere entrambe le professioni diligentemente e continuativamente, a meno che non abbia un preponderante interesse venale a sdoppiarsi eheh.. ). Allo stesso modo ritengo prematuro dire che questa attività lavorativa va ritenuta come secondaria rispetto ad un’altra principale..è presto per parlare, intanto almeno un passo avanti – con la reintroduzione dell’obbligatorietà – è stato fatto..

    Andy ha detto:
    21 giugno 2013 alle 23:18

    Per Vittorio: non faccio previsioni, mi baso sull’esperienza pregressa… vede io in quanto professionista ho due interessi: lavorare bene e GUDAGNARE bene, le due cose sono intimemente legate tra l’altro, valgono per tutte le professioni e mestieri.. non vedo perchè non dovrebbero valere anche per quella forense. Tanto ciò è vero che io benchè fortemente critico nei confronti della mediazione nella precedente versione, mi sono adattato alle circostanze ( l’intellligenza amio avviso si misura con l’attitudine ad adattarsi ai cambiamenti) e 1) ho freqentato corso di mediatore e mi sono poi iscritto ad un ente associandomi tra l’altro ad esso ( guarda caso composto in maggioranza da colleghi) 2) sono uno dei pochi mediatori che a mio avviso le mediazioni le ha fatte SUL serio, peccato che non ci si guadagnava nulla, la maggior parte andavano deserte e quanto alle altre l’ente si prende il 50% in realtà di poca cosa…
    2) ha ragione quando dice che è utile che si diffonda la cultura della mediazione ed il testo attuale, a differenza di quello di Alfano non prevede oneri per il cittadino e per questo mi sta bene..ripeto non ho davvero nulla da obbiettare su questo punto ed è giusto che lo Stato tenti di comporre la lite ( senza beninteso obbligare nessuno a comporla ma obbligandolo gratuitamente a tentare… come in sostanza prevede la legge attuale che mi trova d’accordo), ho detto solo che con questo sistema e queste tariffe, la mediazione NON può essere se non in rari e particolarissimi casi attività remunerativa ( se non fai pagare la gente o in pratica la fai pagare solo a risultato acquisito ci si guadagna poco ma poco davvero…se fai mediazione obbligatoria e a pago rischi l’incostituzionalità ergo…)
    3) Lei pensa che 250.000 avvocati che stanno facendo in gran parte LA FAME ( specialmente quelli giovani che non sanno cosa fare) che divantano ispo iure mediatori senza dover pagare salato come era prima non provino a sfruttare questa opportunità ???? forse non consoce la situazione attuale dell’Avvocatura italiana…altro che sdoppaiarsi… buona parte di quei 250.000 non sanno già cosa fare dalla mattina alla sera.. altro che storie..
    Infine quanto all’obbligatorietà non lo dico io ma gli esperti in materia commentatori di questo sito nei loro articoli che l’obbligatorietà è per modo di dire di presentarsi al primo incontro poi si è liberi di alzarsi ed andare via senza conseguenza e sostanzialmente senza pagare..
    Comunque, guardi non vorrei pensasse che io dico queste cose perchè voglio “gufare” ,avendo da difendere interessi di bottega, dal momento che così com’è la cosa a me sta bene punto e basta..

    Vittorio ha detto:
    22 giugno 2013 alle 17:28

    io dico invece che – al di là della cd. estensione “di diritto” del titolo di mediatore a tutti gli avvocati iscritti all’Albo – la normativa, così modificata, favorirà in qualche modo un sistema “meritocratico”: solo i mediatori veramente capaci riusciranno a fare della mediazione una vera e propria professione, e questo che siano avvocati o meno. Ciò a maggior ragione con l’introduzione della cd. incontro preliminare “di filtro”.

      Andy ha detto:
      22 giugno 2013 alle 22:52

      bene così anche per me.. se il testo rimane questo tutto ok.. come diciamo noi addetti ai lavori .. è cessata la materia del contendere ( almeno per quanto mi riguarda)

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