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Mediazione: direttiva del Ministro tesa ad assicurare l’effettiva imparzialità e terzietà degli organismi.

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E’ stata pubblicata nel sito dell’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia una importante Direttiva del Ministro in tema di mediazione civile. Di seguito il documento originale e il testo della Direttiva.

Direttiva_Ministro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA 

 OGGETTO: Mediazione civile – Direttiva del Ministro.

L’art.  84 della legge 9 agosto  2013, n. 98, di conversione del decreto  legge 21 giugno 2013, n.  69,  recante  disposizioni urgenti  per  il rilancio  dell’economia, ha  modificato il decreto legislativo 4 marzo   2010,   n.  28  reintroducendo  l’obbligatorietà  del   procedimento di mediazione   nell’ambito di  una  rilevante  serie  di  controversie civili, ciò  in  attuazione   del dettato della sentenza  24 ottobre 2012, n. 272 della Corte Costituzionale.

 La   rinnovata    rilevanza    attribuita    dal   legislatore   al   procedimento   di   mediazione   e conciliazione eleva l’istituto  a fondamentale strumento di deflazione  del contenzioso civile, volto  a incrementare l’efficienza  del  sistema  giudiziario  che  costituisce,   come  noto,  uno degli elementi  sui quali si misura la funzionalità  del sistema economico nonché  l’affidabilità internazionale del nostro Paese.

In consonanza con le linee direttrici dell’azione  del Governo, l’istituto  della mediazione  non deve,   pertanto,  costituire   un  vuoto   ed oneroso  adempimento  burocratico,  una   mera condizione di procedibilità prima di potersi  rivolgere al giudice. Al contrario, l’istituto, attesa la sua strettissima  correlazione con  l’attività  giurisdizionale,  deve rappresentare un effettivo momento di composizione delle possibili future controversie giudiziarie.

È evidente  come,  al fine di conseguire  il raggiungimento degli obiettivi  prefissati  in questo campo   dal   legislatore,   sia  necessario   garantire,   innanzitutto,  che   il procedimento   di mediazione   si svolga  in  maniera  tale da  assicurare  ai cittadini  che  debbano o  intendano avvalersene  un elevato livello di preparazione professionale dei mediatori.

Dovrà    essere,   inoltre,   assicurata   l’effettiva   imparzialità   e   terzietà degli   organismi di mediazione  e dei loro mediatori  rispetto  alle parti coinvolte  nel procedimento.

Conseguentemente, il Ministero della Giustizia dovrà operare affinché una funzione,  tanto delicata da potersi defnire paragiurisdizionale, si conformi al fondamentale  principio di trasparenza che informa  tutta l’attività amministrativa, vigilando allo scopo  di impedire, in particolare,  la costituzione  di rapporti  di interesse,  di qualunque  specie  o  natura,  tra gli organismi  di  mediazione  ed  i  mediatori  da  una  parte,  e  le  parti  che  partecipano   al procedimento  dall’altra.

A tale fine, dovrà  essere cura delle competenti  strutture  ministeriali di eseguire ogni  più rigoroso controllo,  nell’esercizio del potere di vigilanza attribuito dalla legge, anche a mezzo dell’Ufficio dell’Ispettorato Generale.

Si dovrà, infine, garantire che l’accesso al procedimento  di mediazione si caratterizzi per il contenimento dei costi per i cittadini, profilo che appare oltremodo  necessario nell’attuale difficile momento   economico  in  cui  versa  il Paese.  Non  deve,  infatti,  accadere  che  la congiuntura economica  comprometta l’accesso alla tutela giuridica dei diritti che costituisce, come noto, uno dei compiti primari dello Stato.

Gli obiettivi sopra indicati rappresentano  priorità operative cui dovrà  uniformarsi, in forza della presente direttiva, l’azione dell’intera struttura amministrativa ministeriale in materia di mediazione e conciliazione.

5 Novembre 2013

Il Ministro

Annamaria Cancellieri

Mediazione: per il Ministro sono state potenziate le attività amministrative per la gestione del settore.

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5 novembre 2013 – Dall’intervento del guardasigilli Annamaria Cancellieri nel corso dell’incontro con il presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo Dean Spielmann Strasburgo, Palais des Droits de l’Homme. Dal discorso della Cancellieri “L’adozione dell’istituto della mediazione, ormai pienamente introdotto nel nostro sistema e reso obbligatorio con la legge del 9 agosto 2013 – dopo una fase di stasi che si era avuta a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale – ha avuto un nuovo slancio i cui risultati iniziano a essere evidenti. Confido che a breve potrà svolgere una funzione seriamente deflattiva del contenzioso giudiziario e proprio per questo ho provveduto a potenziare le attività amministrative finalizzate alla gestione del settore.”

Speriamo che queste dichiarazioni vengano seguite da fatti concreti al più presto.

Mediazione: il delirante comunicato di un’associazione (OUA) che non ci rappresenta

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Come ci aspettavamo, l’OUA ha emesso un comunicato di violenza inaudita contro una norma emanata dal Governo dopo lunga riflessione, e che pure se perfettibile (come tutto ciò che umano) rappresenta un grande passo in avanti verso la modernizzazione del Paese.

Nonostante le raccomandazioni dei “Dieci Saggi”, che invitavano il Parlamento a reintrodurre la condizione di procedibilità, e il fermo invito dell’UE affinché l’Italia provveda in tempi rapidi alla predisposizione di un efficace sistema di ADR, anche qui con la previsione dell’obbligatorietà, nonostante le spiegazioni del Ministro di ieri, nonostante (infine) il fatto che, viste le spese irrisorie dell’incontro preliminare, non si possa certamente parlare di onerosità, i dinosauri dell’avvocatura, anche se nessuno ha dato loro mandato in questo senso, continuano a cercare di far rimanere gli avvocati nel medioevo.

E’ arrivato il momento di dire BASTA. E’ arrivato il momento di far capire a questi signori, che cercano di avere  5 € da ogni iscritto all’Albo (che invito a non pagare), con il versamento della tassa di iscrizione all’Ordine, che il loro mondo non c’è più, che non esiste più, e che il loro comportamento ha come unico risultato quello di far odiare dalla cittadinanza la nostra categoria, che invece non lo merita!

E’ arrivato il momento di far capire a questi signori che non è possibile, ogni volta che un Governo cerca di fare qualcosa per la Giustizia, sbraitare e chiedere che non si tocchi nulla.

E’ arrivato il momento di capire che la Mediazione, e le ADR in generale, non sono un pericolo per gli Avvocati (al di là del fatto che ai cittadini portano solo vantaggi), ma un’occasione che, infatti, i più lungimiranti stanno già sfruttando, anche per gli interessi dei loro clienti.

Fortunatamente, ci sono anche tantissimi  Colleghi (molti più di quelli che credevo, come sto scoprendo in questi giorni) che sono favorevolissimi e che hanno compreso lo spirito dell’istituto. Basti pensare ad associazioni come UNAM e APM, e ad altre che stanno nascendo in questi giorni. E alla nostra petizione (http://firmiamo.it/appello-al-governo-letta-per-la-mediazione#petition), che i soli due giorni, tra sottoscrizioni on line e via e mail, ha raccolto centinaia di firme.

Fortunatamente, credo che il Ministro Cancellieri (che ringrazio ancora per le sue parole e per la sua lungimiranza), non sia tipo da farsi intimidire. Mi auguro, che ritenga di non riceverli nemmeno. Sono certo che è stanca quanto noi di sentire sempre le stesse proteste senza costrutto.

Mediazione: la risposta del Ministro Cancellieri a un’interrogazione parlamentare

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Il Ministro Cancellieri ha risposto, in modo chiaro ed esaustivo, ad un’interrogazione presentata da un deputato del Centro Democratico. La risposta del Ministro non lascia dubbi su quali siano le intenzioni del Governo, e su quale ampia riflessione abbia accompagnato la stesura del testo.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA DELL’ON. FORMISANO
R I S P O S TA
Il Consiglio dei Ministri ha approvato sabato scorso un decreto legge recante misure urgenti in materia di crescita. Al suo interno sono stati previsti anche gli interventi urgenti in materia di giustizia civile fra i quali vi è il ripristino della mediazione obbligatoria, finalizzata ad evitare che ogni conflitto sfoci in modo ineluttabile in una controversia, senza preliminarmente tentare una composizione amichevole degli interessi contrapposti.
Segnalo, in proposito, che su tale tema il Governo si è mosso in linea con le determinazioni assunte dal Consiglio dell’Unione Europea. Tale organo, infatti, con raccomandazione n. 362/2013 ha espressamente richiesto, al fine di migliorare il contesto in cui operano le imprese in Italia, di intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie.
La raccomandazione del Consiglio UE tende a favorire la mediazione civile obbligatoria. La mera facoltatività del ricorso alla mediazione, quale rimasta all’esito della sentenza della Corte Costituzionale, non è apparsa quindi sufficiente nell’ottica di rendere più efficiente la giustizia civile.
Quanto alla portata della pronuncia della Corte costituzionale citata nell’interrogazione, va rilevato che la declaratoria d’illegittimità è avvenuta per eccesso rispetto alla delega contenuta nell’articolo 60 della Legge n. 69/ 2009, con conseguente assorbimento delle altre questioni sollevate.
Da ciò deriva che configurare la mediazione in termini di condizione di procedibilità non trova alcun ostacolo nella sentenza della Corte quando, come oggi, venga ripristinata a mezzo di provvedimento legislativo non delegato.
Voglio, peraltro, chiarire che l’intervento normativo si fa carico degli altri possibili dubbi di coerenza costituzionale emersi nel vigore della pregressa disciplina, risolvendoli con l’introduzione di correttivi, tra i quali cito il significativo restringimento delle materie per le quali è stata prevista l’obbligatorietà ex lege, la valorizzazione della mediazione richiesta dal giudice e l’abbattimento dei costi della mediazione c.d. necessaria. Ricordo, infine, che sono state rafforzate le garanzie offerte dall’assistenza legale, considerato che l’accordo concluso davanti al mediatore, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, deve non solo essere omologato dal giudice ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti; avvocati ai quali, peraltro, è stata riconosciuta dal decreto legge la qualifica di mediatore ex lege.
Questi sono stati gli àmbiti entro i quali si è mosso il Governo per la riforma in tema di mediazione, sollecitata, come detto, anche in sede europea.
Concludo segnalando che nel corso dei lavori parlamentari, in sede di conversione del decreto legge, sarà mia cura valutare,con estrema attenzione, tutti i rilievi critici ed i suggerimenti che perverranno sia dalle forze politiche, sia dal C.S.M. e sia dal Consiglio Nazionale Forense.

GIUSTIZIA:CIVILE; CANCELLIERI,PRESTO MISURE ECCEZIONALI A CDM

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GIUSTIZIA:CIVILE; CANCELLIERI,PRESTO MISURE ECCEZIONALI A CDM
ARRETRATO CONTENZIOSO E’ EMERGENZA, VA AFFRONTATO
(ANSA) – ROMA, 5 GIU – L’arretrato civile e’ “un’emergenza di tale gravita’ da dover essere affrontata con strumenti straordinari e urgenti. Ecco perche’ in uno dei prossimi Consiglio dei ministri, nell’ambito di una piu’ ampia strategia del Governo finalizzata alla crescita e alla competitivita’ del sistema Paese, presentero’ un pacchetto di misure eccezionali, di varia tipoligia”. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Annamaria Cancelieri in audizione in commissione alla Camera.

Non mi pare una grandissima scoperta…speriamo che le “misure eccezionali” non siano tipo l’istituzione del milionesimo rito “rapido”, che nessuno userà mai, o l’ennesimo ritocchino al codice di procedura civile. Speriamo, invece, che venga riconosciuto il ruolo fondamentale della mediazione e che sia resa nuovamente obbligatoria, istituendo nel frattempo forti incentivi per il suo uso.

Riflessioni sulla Mediazione

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In vista dell’incontro del 23 maggio tra il Ministro Cancellieri e parte dell’avvocatura italiana (io non ho dato mandato né all’OUA, né al CNF, né all’ANF di rappresentarmi), ma anche dopo il convegno del 17 maggio, di cui parliamo in altro articolo su questo blog, e dopo le dichiarazioni del Ministro in Commissione Giustizia, vengono spontanee alcune riflessioni.

Al convegno del 17 maggio, l’On. Ferranti, nell’aprire (parzialmente) alla mediazione, ha ricordato che il suo partito (il PD) è sempre stato contrario, e che in Commissione lei l’aveva detto tante volte, durante la precedente legislatura.

Ha poi aggiunto, tra le altre cose, che la normativa andrà rivista, ma che si dovranno “tutelare gli avvocati”.

Questa affermazione, da avvocato e mediatore professionista, con oltre cento mediazioni portate avanti, mi ha fatto riflettere, da giorni. E’ dal 17 maggio, che ci ripenso.

Il problema è tutto qui: parla di mediazione chi, senza offesa, non se intende.

Cosa vuol dire “tutelare gli avvocati”? Fare in modo che la mia categoria non perda lavoro? Allora, ha ragione chi ha sempre sostenuto che le proteste di parte dell’avvocatura (sempre meno, basti vedere la nascita dell’UNAM) sono dovute esclusivamente alla preoccupazione di perdere un certo numero di cause.

Ma lo Stato, rappresentato in questo caso dalla Presidente della Commissione Giustizia, non dovrebbe preoccuparsi dell’interesse del cittadino e dello Stato stesso, anziché di quello di una categoria?

Fermiamoci un attimo a riflettere.

Cos’è la mediazione? Non è certamente quella prevista dal D.Lgs. 28/10, che peraltro sarebbe ancora in vigore se non fosse stato per un ingenuo eccesso di delega.

La mediazione è innanzitutto una scienza, ma è anche un’arte. E’ quel procedimento in cui un soggetto (adeguatamente formato, e in questo non possiamo non essere d’accordo con chi vuole migliorare i requisiti di formazione), aiuta due o più parti a cercare di trovare un accordo risolutivo di una controversia, facendo emergere i loro reali interessi.

Il mediatore serio, appassionato, è persona che ha abbondantemente studiato la materia, che conosce perfettamente anche il suo lato psicologico, e che ama svolgere il suo compito nel modo migliore per far sì che la mediazione si svolga nel modo migliore e raggiunga il suo scopo.

Ho in mente tanti nomi, in Italia, di veri e propri Maestri nel campo, di veri cultori della materia. Non faccio nomi, ma sono sicuro che chi mi conosce sa a chi sto pensando. A persone che ringrazierò per sempre.

E sono felice, orgoglioso, di essere mediatore convinto, perché da quando mi sono appassionato alla materia ho conosciuto persone straordinarie. E grazie alla scienza della mediazione e alle sue tecniche, sono diventato un avvocato molto migliore.

E’ importante chiarire che la mediazione non ha niente, ma proprio niente a che fare con la giustizia: il mediatore non decide, non condanna, non sanziona. Aiuta le parti a confrontarsi.

Chi parla di quarto grado di giustizia, sbaglia. Chi dice che, con la condizione di procedibilità, viene negato l’accesso alla giustizia, sbaglia. Questo sia perché, come ho detto, la mediazione non ha nulla a che fare con la giustizia, come detto, sia perché cercare di far raggiungere un accordo prima di rivolgersi alla Giustizia (se quella Italiana può definirsi tale), certamente non ne impedisce l’accesso, dato che le parti sono libere di rivolgersi al Tribunale (se proprio lo desiderano….) in caso di mancato accordo (al riguardo: vogliamo eliminare le sanzioni? Parliamone tranquillamente).

E allora, se questo è vero (come è vero), perché si parla di “tutelare gli avvocati”? Cosa c’entrano, gli avvocati? Perché dobbiamo subordinare agli interessi degli avvocati (che poi sono anche i miei, quindi so di cosa sto parlando) quelli del cittadino, che prima di andare in Tribunale ha il diritto di andare da un terzo neutrale per cercare di risolvere la questione? E poi, diciamoci la verità: nel 99% dei casi, in Italia, il cittadino va in mediazione solo con l’avvocato, e questo lo dico anche per esperienza personale. Nelle mediazioni che ho gestito, non mi è mai successo che le parti venissero da sole, anche se questo sarebbe l’ideale.

Mi è successa però un’altra cosa. Tutte le volte che un Collega è arrivato in mediazione scettico, è uscito entusiasta. Come mai? Io non mi ritengo particolarmente bravo…lo sono i miei Maestri, non io. Il fatto è che la mediazione, se svolta da un appassionato e con competenza, è affascinante e funziona!! Funziona, lo dicono i dati del Ministero, nonostante qualcuno cerchi di interpretarli a modo suo. Ma me lo dice soprattutto tutta quella gente che è uscita dagli incontri non solo con l’accordo in mano, ma soprattutto con la gioia di avere ripristinato rapporti personali che, nel caso di approdo in Tribunale, si sarebbero ulteriormente rovinati.

Mi si dice che la condizione di procedibilità non può essere imposta, perché gravosa e perché in contrasto con lo spirito stesso della mediazione.

Sulla gravosità abbiamo ampiamente detto: basti pensare al credito d’imposta, e a quanto sarebbe più gravosa una causa tra le stesse parti e per la stessa controversia (al riguardo, un piccolissimo suggerimento per il legislatore: sia consentito, in caso di mancato accordo e quindi di ricorso al Tribunale, di non pagare il contributo unificato o di pagarlo in misura minore).

Sul resto, nessuno di noi ama la condizione di procedibilità: ma essa è assolutamente necessaria, visto quanto abbiamo detto sino ad ora, perché la mentalità e lo spirito della mediazione e delle ADR prendano piede in Italia, un Paese in cui si va in Cassazione per 30  euro (l’ho visto personalmente) e in cui “è una questione di principio” è la frase più ricorrente. Ma questo, non ce lo possiamo più permettere.

Chi avrebbe messo mai la cintura di sicurezza senza che fosse previsto come un obbligo, per esempio? Si limiti nel tempo la condizione di procedibilità…ma si reintroduca, senza sanzioni, ma con degli incentivi, in modo che chi è chiamato venga in mediazione e l’apprezzi in pieno.

In pochi anni, tutti si accorgeranno dei suoi vantaggi.

Mediazione: l’intervento sulla Giustizia del Ministro Cancellieri in Commissione al Senato

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Signor Presidente,
….

Un’ulteriore linea di azione, che mi sembra importante percorrere nell’ottica di una deflazione dei carichi giudiziari, attiene alla revisione della normativa sulla mediazione obbligatoria, tenendo conto dell’orientamento espresso dalla Corte Costituzionale, ed in esito ad un’ ampia e condivisa valutazione con tutti i principali operatori del settore. Lo strumento della mediazione – come dimostrano esperienze europee in sistemi giudiziari simili al nostro e come ha dimostrato anche la sia pur breve sperimentazione attuata nel nostro Paese nelle forme della obbligatorietà – si è rivelato di grande efficacia sotto il profilo dell’abbattimento del contenzioso civile, con un positivo effetto anche sul piano della composizione dei conflitti tra le parti, per circa la metà dei quali è stato raggiunto l’ accordo. È uno strumento che evidentemente necessita di una metabolizzazione sul piano culturale; quindi, quanto più si riuscirà a sensibilizzare l’opinione pubblica sui positivi risultati indotti dall’adesione a tale meccanismo, tanto più ne trarrà giovamento la macchina dell’Amministrazione della giustizia civile. Ovviamente, la diffusione di tale strumento dovrà essere accompagnata da regole deontologiche e di incompatibilità serie e rigorose, dal rispetto di un principio di competenza, da una adeguata professionalità dei mediatori“.

Seguirà a queste parole une vero intervento a favore della mediazione?

http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_6_9.wp?previsiousPage=mg_6_9&contentId=NOL918909