“DALLA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA ALLA MEDIAZIONE DEL FARE”, convegno del 16 ottobre a Roma

Convegno del 16 ottobre a Roma: “Dalla mediazione obbligatoria alla mediazione del fare”

Come affrontare al meglio la mediazione civile 2.0. Focus su alcune delle principali novità introdotte dal decreto del fare.

16 ottobre 2013 dalle 11 alle 14.
Corte di Appello di Roma – Sala Unità di Italia

Richiesti crediti formativi e deontologici
Iscrizioni aperte dal 1° ottobre – posti limitati

Locandina dell’evento: http://www.ilmediatorecivile.net/images/stories/file/locandina_convegno_16_ottobre.pdf

Mediazione: la risposta del Ministro Cancellieri a un’interrogazione parlamentare

Il Ministro Cancellieri ha risposto, in modo chiaro ed esaustivo, ad un’interrogazione presentata da un deputato del Centro Democratico. La risposta del Ministro non lascia dubbi su quali siano le intenzioni del Governo, e su quale ampia riflessione abbia accompagnato la stesura del testo.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA DELL’ON. FORMISANO
R I S P O S TA
Il Consiglio dei Ministri ha approvato sabato scorso un decreto legge recante misure urgenti in materia di crescita. Al suo interno sono stati previsti anche gli interventi urgenti in materia di giustizia civile fra i quali vi è il ripristino della mediazione obbligatoria, finalizzata ad evitare che ogni conflitto sfoci in modo ineluttabile in una controversia, senza preliminarmente tentare una composizione amichevole degli interessi contrapposti.
Segnalo, in proposito, che su tale tema il Governo si è mosso in linea con le determinazioni assunte dal Consiglio dell’Unione Europea. Tale organo, infatti, con raccomandazione n. 362/2013 ha espressamente richiesto, al fine di migliorare il contesto in cui operano le imprese in Italia, di intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie.
La raccomandazione del Consiglio UE tende a favorire la mediazione civile obbligatoria. La mera facoltatività del ricorso alla mediazione, quale rimasta all’esito della sentenza della Corte Costituzionale, non è apparsa quindi sufficiente nell’ottica di rendere più efficiente la giustizia civile.
Quanto alla portata della pronuncia della Corte costituzionale citata nell’interrogazione, va rilevato che la declaratoria d’illegittimità è avvenuta per eccesso rispetto alla delega contenuta nell’articolo 60 della Legge n. 69/ 2009, con conseguente assorbimento delle altre questioni sollevate.
Da ciò deriva che configurare la mediazione in termini di condizione di procedibilità non trova alcun ostacolo nella sentenza della Corte quando, come oggi, venga ripristinata a mezzo di provvedimento legislativo non delegato.
Voglio, peraltro, chiarire che l’intervento normativo si fa carico degli altri possibili dubbi di coerenza costituzionale emersi nel vigore della pregressa disciplina, risolvendoli con l’introduzione di correttivi, tra i quali cito il significativo restringimento delle materie per le quali è stata prevista l’obbligatorietà ex lege, la valorizzazione della mediazione richiesta dal giudice e l’abbattimento dei costi della mediazione c.d. necessaria. Ricordo, infine, che sono state rafforzate le garanzie offerte dall’assistenza legale, considerato che l’accordo concluso davanti al mediatore, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, deve non solo essere omologato dal giudice ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti; avvocati ai quali, peraltro, è stata riconosciuta dal decreto legge la qualifica di mediatore ex lege.
Questi sono stati gli àmbiti entro i quali si è mosso il Governo per la riforma in tema di mediazione, sollecitata, come detto, anche in sede europea.
Concludo segnalando che nel corso dei lavori parlamentari, in sede di conversione del decreto legge, sarà mia cura valutare,con estrema attenzione, tutti i rilievi critici ed i suggerimenti che perverranno sia dalle forze politiche, sia dal C.S.M. e sia dal Consiglio Nazionale Forense.

Il ruolo del giudice nella mediazione: esperienze e proposte. L’incontro del 13 giugno a Roma

UNA MIGLIORE GIUSTIZIA CIVILE PER LA CRESCITA ECONOMICA

IL RUOLO DEL GIUDICE NELLA MEDIAZIONE: ESPERIENZE E PROPOSTE

Sala Europa, Corte d’Appello di Roma

Via Romei, 2 – Roma

13 giugno 2013 (13:30 – 16:00)

 Avocats Sans Frontières organizza un ciclo di incontri sul tema della mediazione delle liti, tornato alla ribalta politica a seguito della pubblicazione della relazione dei “Saggi”, che indicano nella “instaurazione effettiva di sistemi alternativi (non giudiziari) di risoluzione delle controversie … anche attraverso la previsione di forme obbligatorie di mediazione” la prima misura per contribuire a migliorare la giustizia civile.

Questo incontro affronta il tema del ruolo del giudice nella mediazione, con particolare riferimento sia all’istituto della mediazione delegata dal magistrato sia alla proposta di conferire al giudice il potere di ordinare l’esperimento del tentativo di conciliazione, in situazioni particolari.  Lo scarso utilizzo della mediazione delegata, ridottosi ulteriormente – ma senza apparente motivo – dopo la nota sentenza della Consulta, e le proposte di rilancio dell’istituto saranno oggetto di discussione tra:

Alfonso Amatucci Presidente di Sezione, Corte di Cassazione

Giuseppe Buffone Giudice, Tribunale di Milano

Giuseppe De Palo Presidente, ADR Center

Riccardo Fuzio Componente Consiglio Superiore della Magistratura

Francesco Antonio Genovese Presidente, Tribunale di Prato

Massimo Moriconi Giudice, Tribunale di Roma

Al termine dell’incontro è previsto un ampio dibattito. L’incontro successivo si terrà presso la Sala Europa, alla stessa ora, il giorno 27 giugno e sarà intitolato “La qualità della mediazione”.

È stata fatta domanda al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma per l’ottenimento dei crediti formativi.

L’incontro è gratuito. La registrazione obbligatoria.  

Registrazione

Per informazioni mediazione.asf@gmail.com

Il Futuro della Mediazione Civile in Italia dopo la Sentenza della Corte Costituzionale. Orientamenti e Prospettive, gli atti del convegno

Il testo raccoglie gli atti del convegno organizzato a Roma da Confomef: Confederazione Organismi di Mediazione – Enti di Formazione e Associazioni Culturali.

Per acquistare il libro a soli 4 €, cliccare qui:

Il futuro della medizione civile in Italia – Atti del convegno

Mediazione: la lettera di un Avvocato e Mediatore al Ministro

L’ottimo Collega, Carlo Alberto Calcagno, ha inviato al Ministro della Giustizia la lettera che pubblico di seguito e che ovviamente, condividiamo in toto.

Mi permetto, peraltro, di far notare sia la differenza di toni che la precisione delle informazioni contenute nella lettera, rispetto alle urlanti e farneticanti missive di Organismi che, ripeto ancora una volta, non rappresentano gli Avvocati.

“Gentilissimo Ministro della Giustizia,
ho appreso pochi minuti fa che CNF, OUA e Cassa Forense Le hanno chiesto di attivarSi per rinviare l’entrata in vigore della mediazione obbligatoria in materia di condominio e di risarcimento da responsabilità da sinistro.
E ciò sulla base di motivazioni assolutamente prive di riscontro (v. amplius in nota allegata).
La mediazione, la conciliazione e l’arbitrato sono stati, infatti, volontari nella storia europea solo per brevi periodi.
Hanno strumenti obbligatori peraltro ben 16 stati europei su 27: Francia, Germania, Italia, Austria, Repubblica d’Irlanda, Inghilterra, Galles, Belgio, Danimarca, Svezia, Estonia, Norvegia, Romania, Slovenia, Repubblica Ceca e Cipro.
Nel resto del mondo peraltro la mediazione è obbligatoria quasi dovunque: vedasi ad esempio la mediazione in California, in Giappone, in Australia, in Argentina e l’elenco potrebbe continuare.
Il Governo non ha effettuato alcuna imposizione culturale dunque dal momento che fino all’Unità d’Italia la conciliazione è stata assolutamente obbligatoria anche da noi – salva l’eccezione del Regno delle Due Sicilie – e peraltro sino agli ’60 pure l’arbitrato era obbligatorio e dai tempi di Omero. Semmai dovremmo chiederci perché successivamente i Savoia hanno scelto di utilizzare e diffondere uno strumento volontario: la scelta fu eminentemente politica e fu effettuata, lo ricordo, dalla Monarchia sabauda (anche nei domini austriaci la conciliazione è stata obbligatoria sino al 1848).
Non vedo poi su quali basi giuridiche, economiche (e di buon senso) la Corte Costituzionale dovrebbe dichiarare incostituzionale il decreto 28/10 e ancora più ridicoli mi paiono i ricorsi alla Corte di Giustizia che peraltro sul punto si è già pronunciata e favorevolmente per ben cinque volte!
Trovo poi molto grave il fatto che gli Avvocati si offrano solo oggi, quasi in termine di scambio, di provvedere alla “diffusione” dell’istituto, quasi che i giovani colleghi non avessero già prima il diritto comunque di poter approfondire una cultura di pace.
Da collega avvocato e da mediatore civile e commerciale che opera ogni giorno in ambito pubblico, da formatore di mediatori, da responsabile scientifico ex d.m. 180/10 mi sento di dire che sarebbe un grave errore assecondare le richieste corporative dei vertici dell’Avvocatura.
Cordiali saluti e buon lavoro
Avv. Carlo Alberto Calcagno”

Il blog dell’Avv. Carlo Alberto Calcagno

Mediazione: nessuna proroga all’entrata in vigore per condominio e r.c. auto

(AGENPARL) – Roma, 05 mar – Sempre più attivo sul fronte della Giustizia in Italia e negli stati Europei, il contributo che sta dando ‘per una giustizia giusta’ il ministro Severino. Nell’incontro del 1° marzo con l’omonimo collega della Germania – ha illustrato l’imminente (21 marzo c.m) ampliamento delle competenze nel settore della mediazione civile alla revisione della geografia giudiziaria, dall’istituzione del tribunale delle imprese al disegno di legge sulla depenalizzazione dei reati minori e sulle misure alternative alla detenzione. “Ritengo significativo l’interesse del governo tedesco verso le iniziative da noi realizzate in tre mesi e su quelle già messe in cantiere – ha evidenziato il Guardasigilli. “Questo è un buon sentire per i ‘vecchi’ mediatori, peccato per i giovani e quei pochi distratti che badando più al risparmio che alla qualità della formazione avranno meno ‘chances’. E’ necessario, rendere obbligatorio il ‘contributo di solidarietà’ a nuovi mediatori. Il tirocinio deve essere almeno in parte retribuito, in particolare in caso di fattiva collaborazione con gli organismi – dice Pecoraro dell’ANPAR.

Lo si legge in una nota dell’Anpar (Comunicato ANPAR)

Mediazione: il TAR respinge il ricorso contro i DM 180 e 145

Il TAR ha respinto il ricorso: <<…

Considerato che non sussistono i presupposti per la concessione della richiesta misura cautelare;

Ritenuto, in particolare, l’insussistenza di un danno grave e irreparabile;

Considerato che sussistono giusti motivi per compensare tra le parti costituite le spese di lite della presente fase;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima)

Respinge la suindicata domanda incidentale.

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 19 dicembre 2011 con l’intervento dei magistrati:

Giorgio Giovannini, Presidente

Roberto Politi, Consigliere

Anna Bottiglieri, Consigliere, Estensore

Ordinanza del 20 dicembre 2011

Mediazione: precisazione del Ministero sul TAR

Mediazione civile: pronuncia Tar Lazio non sospende regolamento attuativo
13 aprile 2011

Con riferimento alla pronuncia emessa ieri dal Tar del Lazio, il Ministero della Giustizia precisa che il giudice amministrativo ha rimesso la questione dell’obbligatorietà della mediazione alla Corte costituzionale perché si pronunci come nelle sue prerogative, ma, significativamente, non ha sospeso, come pure avrebbe potuto, il regolamento attuativo impugnato che, al pari della corrispondente disciplina legislativa, resta vigente e operante, come in ogni altro dei molti casi in cui pende una questione di legittimità su norme processuali.

Mediazione: prime riflessioni sull’ordinanza del TAR e sui suoi effetti immediati.

Come noto, con ordinanza del 12 aprile, il TAR Lazio ha sospeso il procedimento relativo al noto ricorso, inviando gli atti alla Corte Costituzionale.

La prima cosa da ricordare è che quello dell’organismo giurisdizionale (in questo caso, il TAR del Lazio) che rinvia alla Corte Costituzionale non è una sorta di pre-giudizio di incostituzionalità. In base alla legge, infatti, è sufficiente che la questione di costituzionalità sia “non manifestamente infondata” (secondo una valutazione comunque discrezionale) perché scatti l’obbligo, per l’organismo giurisdizionale investito della questione, di rinviare gli atti alla Corte Costituzionale. In altre parole, lo standard per il coinvolgimento della Consulta è volutamente basso in Italia (non così in America, ad esempio, ove invece è la stessa Corte Suprema a scegliersi i casi su cui decidere).

Una primissima lettura dell’ordinanza di rinvio mostra che i problemi, detto in via di estrema sintesi, sarebbero quelli relativi all’eccesso di delega (l’obbligatorietà introdotta con decreto delegato, invece che tramite la legge delega), e i requisiti di “competenza e professionalità” degli organismi, che nel DM 180 lasciano invece il posto ai criteri di “serietà ed efficienza”. Sono i due messaggi che appaiono fondamentali:

–          ammesso che vi sia eccesso di delega (cosa che deciderà solo la Corte Costituzionale, prevedibilmente non prima di un anno), nelle more del giudizio (e sino alla pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale) la legge resta in vigore così com’è, senza alcuna modifica e senza alcuna sospensione;

–          sempre nelle more di questo giudizio costituzionale, il legislatore può sanare la situazione facendo approvare una legge, o un correttivo, lungo non più di un paio di righe (questo correttivo riguarderebbe tutte le materie obbligatorie tranne RC auto e condominio, per le quali vi è invece già un atto parlamentare, l’ultimo “milleproroghe”, che le menziona come oggetto di tentativo obbligatorio).

Detto diversamente, poco o nulla dovrebbe cambiare per la mediazione, poiché il tentativo resta obbligatorio. Quello che è verosimile possa accadere è che qualcuno sollevi la questione di costituzionalità. In questi casi, non è però detto che il giudice adito condivida la posizione del TAR, e quindi rinvii gli atti, a sua volta, alla Consulta; è infatti possibile che giudichi la questione come “manifestamente infondata”. Analogamente, non è da escludersi che taluni giudici rinviino alla Consulta di propria iniziativa, come è loro facoltà fare. Io credo che non vi sarà una pioggia di nuovi rinvii alla Consulta, né su richiesta degli avvocati (interessati a bypassare la mediazione), né su iniziativa dei giudici; diversamente, infatti, la sospensione dei processi porterebbe al blocco della macchina della giustizia, a detrimento di tutti, avvocati e giudici in prima fila.

In ogni caso, ripetiamo, la rimessione alla Corte Costituzionale non è un pre-giudizio, e quindi il tentativo, ora come ora, si deve obbligatoriamente fare, sino all’esito del giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale.

Mediazione: il dispositivo dell’ordinanza del TAR che rimette gli atti alla Corte Costituzionale

Riportiamo di seguito il dispositivo dell’ordinanza del TAR Lazio del 12 aprile che rimette gli atti alla Corte Costituzionale:

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) interlocutoriamente pronunciando sui ricorsi di cui in epigrafe, così dispone:
1) riunisce i ricorsi n. 10937 del 2010 e n. 11235 del 2010, connessi oggettivamente e parzialmente connessi soggettivamente;
2) dichiara rilevante e non manifestamente infondata, in relazione agli artt. 24 e 77 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5 del d. lgs. n. 28 del 2010, comma 1, primo periodo (che introduce a carico di chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa alle controversie nelle materie espressamente elencate l’obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione), secondo periodo (che prevede che l’esperimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale), terzo periodo (che dispone che l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto o rilevata d’ufficio dal giudice);
3) dichiara rilevante e non manifestamente infondata, in relazione agli artt. 24 e 77 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 16 del d. lgs. n. 28 del 2010, comma 1, laddove dispone che abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte interessata, a gestire il procedimento di mediazione sono gli enti pubblici e privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza.
4) dispone la sospensione del presente giudizio e ordina l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale;
5) ordina che, a cura della Segreteria della Sezione, la presente ordinanza sia notificata alle parti costituite e al Presidente del Consiglio dei ministri, nonché
comunicata ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 9 marzo 2011 con l’intervento dei magistrati:
Giorgio Giovannini, Presidente
Roberto Politi, Consigliere
Anna Bottiglieri, Consigliere, Estensore
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 12/04/2011
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)