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La mediazione è più viva che mai! (Dal Corriere Economia)

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CORRIERE ECONOMIA

Riforme. Il dibattito dopo il definitivo via libera del Tar del Lazio

Diritti. Mediatori promossi. E ora pensano in grande

Proposta l’estensione della procedura nei Tribunali delle imprese e per tutti i contratti commerciali. Ma…

Fine della guerra di carte bollate. Per ora. Dopo cinque anni, la mediazione delle controversie civili ha ottenuto pieno via libera dal Tar Lazio, che ha ritenuto legittimo non solo il nuovo impianto normativo, ma persino la sua re-introduzione in via di urgenza con il Decreto del Fare.

Numeri a confronto. A esultare stavolta sono i sostenitori della mediazione che proprio qualche giorno fa avevano incassato la critica del presidente  della Cassazione. Nella relazione d`inaugurazione dell`anno giudiziario, infatti, si sanciva l`inefficacia dello strumento visto che solo il 10% delle mediazioni avviate termina con un accordo, perché molti ancora non accettano l`invito a recarsi di fronte al mediatore, o se lo fanno decidono di abbandonare subito il percorso conciliativo.

Sui numeri si gioca gran parte del dibattito sull`efficacia della mediazione: i detrattori lo considerano uno strumento inefficace nello sveltire la macchina giudiziaria e portano a sostegno i numeri esigui di mediazioni andate a buon fine. Una valutazione che però conterrebbe un errore statistico macroscopico, secondo Giuseppe De Palo, presidente di A& Center: «Il tango si fa in due, e la mediazione (almeno) in tre: assurdo quindi considerare fallite delle procedure mai effettivamente avviate, o dove addirittura sono presenti il mediatore e una sola delle parti. Per accrescere la partecipazione alla procedura, si pensi a incentivi e sanzioni più adeguati».

In effetti, quando le parti sono rimaste al tavolo con il mediatore, la soluzione bonaria della lite si è trovata quasi una volta su due, anche se i numeri assoluti non sono di grande rilevanza. «È la dimostrazione che lo strumento, se usato correttamente, funziona continua De Palo – perché il risparmio
collettivo derivante dalle mediazioni di successo è assai superiore ai costi aggiuntivi di quelle non riuscite. Inoltre, senza tentativo di conciliazione preliminare quegli accordi non ci sarebbero mai stati, perché se i litiganti sono finiti davanti al mediatore, evidentemente l`accordo tra loro e i rispettivi avvocati non era stato trovato».

Il rilancio. Incassata la sentenza del Tar, i mediatori adesso rilanciano e propongono di estendere il campo della mediazione, come passaggio  preliminare rispetto al processo.

La commissione Giustizia della Camera, in sede di conversione in legge del Decreto del fare, aveva tentato di includere nella mediazione le materie di competenza dei tribunali delle imprese e tutti contratti commerciali.
Adesso i tempi sono maturi? Forse, considerato che si registrano aperture anche tra gli avvocati: per Andrea Zanello, membro del direttivo dell`Anf, il potenziamento della mediazione è ora scontato, visti i limiti dei nuovi strumenti deflattivi del contenzioso civile messi in campo dal Decreto legge
132/2014. «A diversi mesi dalla sua conversione in legge – afferma Zanello – non mi risulta che sia stato ancora avviato un solo arbitrato presso i consigli forensi. È vero, mancano ancora delle norme complementari, ma soprattutto non si vede l`interesse della categoria e dei litiganti».

Prospettiva europea. La mediazione viene proposta dunque come soluzione alternativa agli strumenti di arbitrato e negoziazione assistita (appena varati dal governo) sollevando dubbi sull`efficacia di questi strumenti per risolvere le liti fuori dai tribunali. Per esempio, per quanto riguarda la negoziazione assistita, si sollevano dubbi di costituzionalità
nella sua versione obbligatoria (cosa che per altro era accaduta anche per la stessa mediazione).

Invece sull`arbitrato dei consigli forensi e sulla negoziazione assistita, che nelle dichiarazioni del ministro Orlando dovrebbero smaltire centinaia di migliaia di cause civili all`anno, è invece nota la netta stroncatura del’Anm.

Sponsor del potenziamento della mediazione in Italia potrebbe essere il Parlamento europeo, che affronterà il tema al prossimo Forum sulla giustizia civile, a cui partecipano i rappresentanti dei 28 stati membri. In quell`occasione verrà presentato il nuovo rapporto dell`emiciclo di Strasburgo sull`impatto della Direttiva europea in materia di mediazione.

Il rapporto dello scorso anno, valse una lettera di congratulazioni da Bruxelles all`allora ministro della giustizia Cancellieri. Quest`anno i mediatori sperano in qualcosa di più. ISIDORO TROVATO (Corriere Economia)

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Mediazione: Il TAR Lazio respinge la richiesta di sospensiva del DM 180. La normativa resta immutata.

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N. 04872/2013 REG.PROV.CAU.
N. 10937/2010 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 10937 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:

Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana – Oua, Maurizio De Tilla, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Francesco Caia, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, Gennaro Tornese, Unione Regionale dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati della Campania, Franco Tortorano, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Larino, Marco d’Errico, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Campobasso, Demetrio Rivellino, Mario Pietrunti, Aiaf – Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i minori, Filippo Pucino, Paola Pucino, Angelo Pucino, Carmelo Maurizio Sergi, Federica Eminente, Sabrina Sifo, Pompeo Salvatore Walter, Eugenio Bisceglia, Vitangelo Mongelli, Vincenzo Papaleo, Salvatore Di Cristofalo, Giovanni Zambelli, Giuseppe Di Girolamo, Agostino Maione, Claudio Acampora, Luigi Ernesto Zanoni, rappresentati e difesi dagli avv.ti Giorgio Orsoni, Mariagrazia Romeo e Mario Sanino, con domicilio eletto presso lo studio dell’ultimo in Roma, v.le Parioli, n. 180;

contro
Ministero della giustizia e Ministero dello sviluppo economico, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso la cui sede domiciliano in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;
e con l’intervento di
ad adiuvandum:
– Associazione degli Avvocati Romani e Associazione Agire e informare, rappresentate e difese dagli avv.ti Giampiero Amorelli e Dorodea Ciano, presso lo studio dei quali elettivamente domiciliano in Roma, via Guglielmo Pepe, n. 37;
– Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, rappresentato e difeso dagli avv.ti Nino Scripelliti e Gaetano Viciconte, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alessandro Turco in Roma, l.go dei Lombardi, n. 4;
– Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, rappresentato e difeso dall’avv. Gaetano Paolino, con il quale elettivamente domicilia presso l’avv. Leopoldo Fiorentino, studio Carlini, in Roma, p.za Cola di Rienzo, n. 92;
ad opponendum:
– Associazione Avvocati per la mediazione, Lorenza Morello e Alberto Mascia, rappresentati e difesi dagli avv.ti Daniela Bauduin e Giorgio Prete, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alberto Mascia in Roma, via Michele di Lando, n. 41;
Adr Center s.p.a., rappresentato e difeso dagli avv.ti Giuseppe De Palo, Rodolfo Cicchetti e Donatella Mangani, con domicilio eletto presso lo studio legale associato Oikos in Roma, via Luigi Rizzo, n. 62;
– Associazione Italiana dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti, rappresentati e difesi dall’avv. Ernesto Sticchi Damiani, con domicilio eletto presso lo studio Bdl in Roma, via Bocca di Leone, n. 78;
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,
del decreto del Ministro della giustizia adottato di concerto con il Ministro per lo sviluppo economico n. 180 del 18 ottobre 2010, pubblicato nella G.U. n. 258 del 4 novembre 2010, avente ad oggetto “Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonchè l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell’art. 16 del decreto legislativo n. 28 del 2010”.

Visto l’atto introduttivo del giudizio;
Visto l’atto di motivi aggiunti interposto dall’ Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana – Oua e dall’avv. Nicola Marino, in qualità di Presidente p.t. dell’Organismo;
Visto l’atto di costituzione in giudizio delle intimate amministrazioni;
Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l’art. 55 c.p.a.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del 4 dicembre 2013 il cons. Anna Bottiglieri e uditi per le parti i difensori come da relativo verbale;

Dato preliminarmente atto che il presente ricorso è stato riunito, mediante ordinanza collegiale della Sezione 12 aprile 2011, n. 3202, con il ricorso numero di registro generale 11235 del 2010, proposto da Unione Nazionale delle Camere Civili (Uncc);
Ritenuto che non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare richiesta con i mezzi aggiunti;
Ritenuta, in particolare, per un verso, l’insuscettibilità dell’atto regolatorio impugnato di arrecare all’attualità in capo ai ricorrenti un danno caratterizzato dai requisiti dell’irreparabilità e della gravità, ben potendo i medesimi conseguire l’integrale riparazione delle posizioni azionate in gravame che dovessero essere ritenute illegittimamente lese in sede di accoglimento nel merito del ricorso, per altro verso, la necessità di esaminare le nuove questioni di costituzionalità dedotte in ragione delle modifiche normative sopravvenute in corso di giudizio nella sede propria del merito;
Ritenuto di compensare le spese di lite della presente fase cautelare;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima)
Respinge la suindicata domanda incidentale.
Compensa le spese della presente fase cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 4 dicembre 2013 con l’intervento dei magistrati:
Calogero Piscitello, Presidente
Alessandro Tomassetti, Consigliere
Anna Bottiglieri, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE        IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 10/12/2013
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

28 novembre 2013 Sospensiva urgente del DM 180 e richiesta di rinvio alla Consulta del “Decreto del fare” per sospetta incostituzionalità – La memoria difensiva di Adr Center

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Rigettata lo scorso 20 novembre la richiesta irrituale dell’OUA di sospendere il DM 180/2010 – richiesta non notificata ad ADR Center, unica parte resistente in aula quel giorno (avendone avuto notizia tramite il sito della Corte) – la Prima Sezione del TAR Lazio ha rinviato a mercoledì della settimana prossima la camera di consiglio sulla sospensiva, quando era già in programma la discussione sul merito della causa avviata nel 2010. Le parti ricorrenti rimaste apparentemente attive (OUA, Unione Nazionale Camere Civili e Associazione Agire e Informare) chiedono ora anche il rinvio alla Consulta delle norme entrate in vigore a settembre di quest’anno

Qui si puo’ trovare la memoria difensiva di ADR Center, depositata ieri:http://www.mondoadr.it/cms/adr-news/sospensiva-urgente-del-dm-180-richiesta-di-rinvio-alla-consulta-del-decreto-del-fare-sospetta-incostituzionalit.html

Eventuali commenti e suggerimenti in vista dell’udienza della prossima settima possono essere inviati a info@adrcenter.com, oppure postati di seguito.

Mediazione: il TAR respinge il ricorso contro i DM 180 e 145

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Il TAR ha respinto il ricorso: <<…

Considerato che non sussistono i presupposti per la concessione della richiesta misura cautelare;

Ritenuto, in particolare, l’insussistenza di un danno grave e irreparabile;

Considerato che sussistono giusti motivi per compensare tra le parti costituite le spese di lite della presente fase;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima)

Respinge la suindicata domanda incidentale.

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 19 dicembre 2011 con l’intervento dei magistrati:

Giorgio Giovannini, Presidente

Roberto Politi, Consigliere

Anna Bottiglieri, Consigliere, Estensore

Ordinanza del 20 dicembre 2011

Mediazione: prime riflessioni sull’ordinanza del TAR e sui suoi effetti immediati.

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Come noto, con ordinanza del 12 aprile, il TAR Lazio ha sospeso il procedimento relativo al noto ricorso, inviando gli atti alla Corte Costituzionale.

La prima cosa da ricordare è che quello dell’organismo giurisdizionale (in questo caso, il TAR del Lazio) che rinvia alla Corte Costituzionale non è una sorta di pre-giudizio di incostituzionalità. In base alla legge, infatti, è sufficiente che la questione di costituzionalità sia “non manifestamente infondata” (secondo una valutazione comunque discrezionale) perché scatti l’obbligo, per l’organismo giurisdizionale investito della questione, di rinviare gli atti alla Corte Costituzionale. In altre parole, lo standard per il coinvolgimento della Consulta è volutamente basso in Italia (non così in America, ad esempio, ove invece è la stessa Corte Suprema a scegliersi i casi su cui decidere).

Una primissima lettura dell’ordinanza di rinvio mostra che i problemi, detto in via di estrema sintesi, sarebbero quelli relativi all’eccesso di delega (l’obbligatorietà introdotta con decreto delegato, invece che tramite la legge delega), e i requisiti di “competenza e professionalità” degli organismi, che nel DM 180 lasciano invece il posto ai criteri di “serietà ed efficienza”. Sono i due messaggi che appaiono fondamentali:

–          ammesso che vi sia eccesso di delega (cosa che deciderà solo la Corte Costituzionale, prevedibilmente non prima di un anno), nelle more del giudizio (e sino alla pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale) la legge resta in vigore così com’è, senza alcuna modifica e senza alcuna sospensione;

–          sempre nelle more di questo giudizio costituzionale, il legislatore può sanare la situazione facendo approvare una legge, o un correttivo, lungo non più di un paio di righe (questo correttivo riguarderebbe tutte le materie obbligatorie tranne RC auto e condominio, per le quali vi è invece già un atto parlamentare, l’ultimo “milleproroghe”, che le menziona come oggetto di tentativo obbligatorio).

Detto diversamente, poco o nulla dovrebbe cambiare per la mediazione, poiché il tentativo resta obbligatorio. Quello che è verosimile possa accadere è che qualcuno sollevi la questione di costituzionalità. In questi casi, non è però detto che il giudice adito condivida la posizione del TAR, e quindi rinvii gli atti, a sua volta, alla Consulta; è infatti possibile che giudichi la questione come “manifestamente infondata”. Analogamente, non è da escludersi che taluni giudici rinviino alla Consulta di propria iniziativa, come è loro facoltà fare. Io credo che non vi sarà una pioggia di nuovi rinvii alla Consulta, né su richiesta degli avvocati (interessati a bypassare la mediazione), né su iniziativa dei giudici; diversamente, infatti, la sospensione dei processi porterebbe al blocco della macchina della giustizia, a detrimento di tutti, avvocati e giudici in prima fila.

In ogni caso, ripetiamo, la rimessione alla Corte Costituzionale non è un pre-giudizio, e quindi il tentativo, ora come ora, si deve obbligatoriamente fare, sino all’esito del giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale.

Mediazione: il Tar Lazio sospende il procedimento e invia tutto alla Corte Costituzionale.

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I Giudici della I Sezione del TAR Lazio hanno deciso di sospendere il procedimento e di rimettere il tutto alla Corte Costituzionale, non ritenendo la questione manifestatamente infondata sotto diversi aspetti.

Di seguito l’ordinanza ed il comunicato stampa dell’OUA, seguiranno aggiornamenti.

2911ordinanza454d10

2011.4.12 – Il Tar-1