Sanzioni amministrative

La ricerca su Google non equivale ad anni di studio…

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A completamento dei due post di ieri e del mio decalogo (https://ltantalo.com/2011/09/28/avvocati-il-decalogo-del-cliente/), posto questa foto, trovata oggi in rete, dedicata alla professione medica ma ovviamente applicabile a tutte le professioni che richiedono anni di studio e aggiornamenti continui e faticosi.

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Cassazione a Sezioni Unite: impugnabili gli estratti di ruolo.

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La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha statuito (confermando un principio già applicato da più parti) l’impugnabilità degli estratti di ruolo, emanando il seguente principio di diritto: “E’ ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario, senza che a ciò sia di ostacolo il disposto dell’ultima parte del terzo comma dell’art. 19 d.lgs. n. 546 del 1992, posto che una lettura costituzionalmente orientata di tale norma impone di ritenere che la ivi prevista impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato non costituisca l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza e pertanto non escluda la possibilità di far valere tale invalidità anche prima, nel doveroso rispetto del diritto del contribuente a non vedere senza motivo compresso, ritardato, reso più difficile ovvero più gravoso il proprio accesso alla tutela giurisdizionale quando ciò non sia imposto dalla stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione”.

Cassazione Sezioni Unite impugnabilità ruoli

La Cassazione conferma la nullità dell’iscrizione di ipoteca senza avviso.

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La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4917 del 19 febbraio 2015, depositata l’11 marzo, conferma (sulla stregua delle Sezioni Unite, sentenza 19667 del 2014), che sono nulle le iscrizioni ipotecarie, effettuate da Equitalia, senza specifico avviso al contribuente.

In allegato la sentenza integrale: Cassazione 4917 del 2015 ipoteca

Qui, invece, la sentenza a Sezioni Unite del 2014: Cassazione Sezioni Unite 19667 del 2014 ipoteca

Il termine per l’opposizione alle sanzioni amministrative decorre dal ritiro dell’atto (Cass. 13583/2014)

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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 13583 del 13 giugno 2014, conferma che il termine di 60 giorni, per l’opposizione alle sanzioni amministrative, decorre dalla data del deposito dell’atto, mentre la data della consegna per la notifica ha effetto solo per il notificante.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 20 maggio – 13 giugno 2014, n. 13583
Presidente Relatore Petitti

Fatto e diritto

Ritenuto che, con ricorso depositato il 18 aprile 2011, B.P. proponeva opposizione avverso il verbale di contestazione per violazione del codice della strada, emesso dal Comando di Polizia Municipale di Torre del Greco, notificatole in data 15 febbraio 2011, e da essa ritirato presso il competente ufficio postale il successivo 17 febbraio;
che con ordinanza del 27 aprile 2011 il Giudice di Pace di Torre del Greco dichiarava inammissibile il ricorso, sul presupposto che lo stesso era stato depositato decorsi i 60 giorni dalla notifica del verbale di contravvenzione, avvenuta in data 15 febbraio 2011;
che avverso tale provvedimento la B. propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi;
che con il primo motivo la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione, ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ., degli artt. 22 e 23 della legge n. 689 del 1981, nonché carenza di motivazione su un fatto decisivo per il giudizio, ex art. 360 n. 5 cod. proc. civ.;
che con il secondo motivo, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 149 cod. proc. civ., ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ.;
che l’intimato Comune di Torre del Greco non ha svolto difese;
che, essendosi ravvisate le condizioni per la trattazione del ricorso in camera di consiglio è stata redatta relazione ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ., che è stata comunicata alle parti.
Considerato che il relatore designato ha formulato la seguente proposta di decisione, che è stata comunicata alle parti:
«[(…)] Il ricorso, i cui due motivi possono essere trattati congiuntamente per evidenti ragioni di connessione, è fondato.
Come statuito dalla giurisprudenza di questa Corte, “l’atto di opposizione a verbale di contravvenzione al Codice della Strada deve essere depositato, a pena di inammissibilità, nel termine di 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione della contravvenzione stessa, essendo il termine di 60 giorni espressamente recepito dall’art. 204 bis del Codice della Strada, così come introdotto dalla legge n. 214 del 2003” (Cass. n. 23380 del 2007).
Quanto al dies a quo per la decorrenza del termine, questa Corte si è pronunciata nel senso che in tema di notificazione a mezzo del servizio postale, a seguito delle pronunzie n. 477 del 2002 e n. 28 del 2004 della Corte Costituzionale, la notificazione a mezzo posta deve ritenersi tempestiva per il notificante al solo compimento
delle formalità direttamente impostegli dalla legge. Tale principio si fonda sull’illegittimità costituzionale di un’interpretazione che addebiti al notificante l’esito intempestivo di un procedimento notificatorio sottratto ai suoi poteri quanto alle attività a lui non riferibili. Ne consegue che, essendo il deposito del piego nell’ufficio postale nei casi di cui all’art. 8, secondo comma, della legge n. 890 del 1992 compito demandato al preposto alla consegna, la notifica si perfeziona per il notificante al momento della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario e non anche in quello, successivo, del deposito del piego raccomandato nell’ufficio postale, che costituisce attività estranea al notificante. Resta fermo in ogni caso per il destinatario il principio che la produzione degli effetti che alla notificazione stessa sono ricollegati è condizionata al       perfezionamento    del     procedimento notificatorio nei suoi confronti e che, ove a favore o a carico di costui la legge preveda termini o adempimenti o comunque conseguenze dalla notificazione decorrenti, gli stessi debbono comunque calcolarsi o correlarsi al momento in cui la notifica si perfeziona nei suoi confronti (Cass. n. 21409 del 2004; Cass., S.U., n. 321 del 1999). Nel caso di specie la ricorrente aveva ricevuto avviso di raccomandata in data 15 febbraio 2010, aveva provveduto al ritiro dell’atto presso il competente ufficio postale in data 17 febbraio 2011, e aveva poi proposto opposizione in data 18 aprile 2011, entro il sessantesimo giorno, così come previsto dall’art. 204-bis del codice della Strada. Si ritiene, quindi, che il ricorso possa essere trattato in camera di consiglio ed essere ivi accolto»;
che il Collegio condivide la proposta di decisione;
che il ricorso deve quindi essere accolto, con conseguente cassazione dell’ordinanza impugnata e con rinvio, anche per le spese del giudizio di legittimità, al Giudice di pace di Torre del Greco in persona di diverso giudicante.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa l’ordinanza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, al Giudice di pace di Torre del Greco, in persona di diverso giudicante.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della VI-2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 20 maggio 2014.

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La Cassazione a Sezioni Unite conferma l’impugnabilità del preavviso di fermo (sentenza 17844/2012)

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Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, ordinanza 9 – 18 ottobre 2012, n. 17844
Presidente Preden – Relatore Macioce

Svolgimento del processo

Il Giudice di Pace di Milano – pronunziando su domanda di  Gi. Fu. volta alla disapplicazione del preavviso di fermo amministrativo notificatogli da Equitalia Esatri s.p.a. per l’inottemperanza al pagamento di sanzioni afferenti infrazione al Codice della Strada – con sentenza 30.0.2010 [n.d.r. così nel testo originale] ha declinato la propria giurisdizione indicando quella del Giudice Tributario. La Commissione Provinciale di Milano, innanzi alla quale il Fu. aveva riassunto il giudizio, con ordinanza del 28.2.2011 è andata di contrario avviso posto che, se pur era indiscutibile l’interesse ad opporsi avverso il preavviso di fermo, nondimeno l’opposizione andava proposta innanzi al giudice competente a conoscere del rapporto obbligatorio al quale accedeva la misura cautelare e cioè al giudice ordinario: pertanto la Commissione Tributaria ha sollevato conflitto ai sensi dell’art. 59 e 3 della legge 69 del 2009.
Assegnata la trattazione del ricorso alle Sezioni Unite, dopo la rimessione con ordinanza interlocutoria 12.1.2012 della Sesta Sezione Civile, il Presidente ha designato relatore ex art. 380 bis c.p.c. il quale ha depositato relazione in data 13.4.2012: in essa il relatore, sul rilievo della piena ammissibilità del sollevato conflitto, ha proposto la definizione con affermazione della giurisdizione del giudice ordinario, stante la natura di credito non tributario della pretesa cui la misura cautelare accedeva (trattandosi di sanzioni irrogande per violazione di norme del Codice della Strada), e con remissione al Tribunale, competente per la natura esecutiva del provvedimento in discussione.

Motivi della decisione

Ritiene il Collegio che la proposta contenuta nella relazione debba essere pienamente condivisa.
Queste Sezioni Unite hanno infatti precisato ripetutamente (tra le ultime S.U. 20931 del 2011 e 5575 – 10147 del 2012) principi che appresso si riportano in sintesi:
(a) Il preavviso di fermo amministrativo rappresenta un atto autonomamente impugnabile anche se riguardante obbligazioni di natura extratributaria, trattandosi, in ogni caso, di atto funzionale a portare a conoscenza dell’obbligato una determinata pretesa dell’Amministrazione, rispetto alla quale sorge, ex art. 100 cod. proc. civ., l’interesse alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa.
(b) In materia di fermo, la giurisdizione si ripartisce tra giudice ordinario e tributario a seconda della natura del credito azionato con la conseguenza per la quale, ove venga opposta una misura cautelare accedente ad una pretesa a sanzione per violazione del Codice della Strada, va dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario, attesa la natura extra tributaria del credito azionato.
(c) L’impugnazione della comunicazione di fermo amministrativo va proposta dinanzi al tribunale, competente ratione materiae, versandosi nell’ambito dell’esecuzione forzata.
Dalla applicazione alla specie di tali principi discende che, ammissibile il conflitto qui in disamina in relazione alla contestazione del mero preavviso di fermo accedente a contestata violazione del Codice della Strada, debbasi dichiarare la giurisdizione del giudice ordinario a conoscere della contestazione stessa con statuizione della competenza del Tribunale competente per territorio. Su tali basi, cassata la declinatoria del Giudice di Pace, si dichiara la giurisdizione del G.O. e si rimettono le parti innanzi al Tribunale competente. Non è luogo a provvedere su spese di lite.

P.Q.M.

Dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, cassa la pronunzia declinatoria del giudice di pace di Milano e rimette le parti innanzi al Tribunale competente per territorio.

Il preavviso di fermo è un atto autonomamente impugnabile, perché contiene una pretesa dell’Amministrazione e la giurisdizione spetta al giudice tributario nel caso il sia azionato per crediti tributari, al giudice ordinario negli altri casi.

Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17844/2012.
Il caso. La questione affrontata dalla Corte è purtroppo molto ricorrente: un soggetto, per impossibilità o negligenza, una serie di cartelle di pagamento per contravvenzioni stradali e dopo qualche tempo riceve un preavviso di fermo amministrativo, che gli fa capire la gravità della situazione.
Il fermo amministrativo. Il fermo amministrativo, infatti, è uno degli strumenti di cui è dotata Equitalia per garantire i crediti della cui riscossione è affidataria. Disciplinato in particolare dall’art. 86, D.P.R. n. 600/1973, consiste in un’iscrizione effettuata nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA) a carico di beni mobili ivi registrati (auto, motocicli, motoveicoli ecc.) di proprietà del debitore moroso e comporta l’impossibilità per tali beni di circolare e di essere radiati, demoliti o esportati. A tutela del rispetto dell’efficacia della sanzione sono previste pene piuttosto pesanti che comprendono la sanzione pecuniaria, la sospensione della patente di guida e la confisca del mezzo. Con il preavviso di fermo il destinatario viene informato della decisione di procedere all’iscrizione del fermo descritto per il caso di mancato pagamento del debito scaduto.
Giudice tributario o giudice ordinario? La problematica affrontata nello specifico dalla Corte è quella della giurisdizione. Infatti, il processo di opposizione al preavviso era stato inizialmente instaurato avanti il Giudice di Pace di Milano, il quale si era ritenuto privo di giurisdizione a favore della Commissione Tributaria, la quale a Sua volta aveva denegato la giurisdizione e proposto regolamento di giurisdizione, investendo la Corte di Cassazione della questione. La Corte, dal canto suo, ha risposto con relativa facilità al quesito sottopostogli, richiamando l’ormai nutrita giurisprudenza in materia (es. Cass. ord. 20931/2011, 5575/2012 e 10147/2012). In particolare è stata ribadita la piena impugnabilità del preavviso di fermo in quanto atto immediatamente lesivo e la necessità di individuare il giudice competente in base alla natura del debito sottostante: giudice tributario in caso di tributi, giudice ordinario in tutti gli altri.
Concludendo. L’ordinanza in commento svolge un ruolo importante nel panorama giurisprudenziale sia perché chiarisce nuovamente la questione processuale di cui è stata investita, sia perché ribadisce un concetto che in molti casi appare ancora non perfettamente recepito e, cioè, quello della piena impugnabilità del preavviso di fermo (e di iscrizione ipotecaria). Infatti, mentre dubbi non vi sono con riferimento al provvedimento di fermo vero e proprio, nei vari giudizi viene spesso contestata l’impugnabilità del mero preavviso sulla base del fatto che si tratterebbe di un atto non immediatamente lesivo: esso non limita l’utilizzo del mezzo. Al contrario, come del resto già esplicitamente affermato con l’ordinanza n. 20931/2011 sopra menzionata, si tratta indubbiamente di un atto lesivo sia perché reca con sé una pretesa economica sia perché si tratta di atto che precede senza mediazioni un atto lesivo.