COLLEGATO LAVORO

Licenziamenti: dal 31 dicembre cambiano i termini.

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Dal 31 dicembre 2011 entrano in vigore le disposizioni del collegato lavoro (L. n. 183 del 2010), che fissano un nuovo termine di decadenza per contestare i licenziamenti: la denuncia dovrà essere fatta entro sessanta giorni dalla comunicazione del licenziamento, e dovrà essere seguita, a pena di decadenza, dalla presentazione del ricorso al giudice o dalla richiesta del tentativo di conciliazione nei successivi 270 giorni.

La nuova disciplina si applica ai licenziamenti e a tutte le fattispecie diverse dal licenziamento), a cui il collegato lavoro ha esteso il doppio termine di decadenza. Quindi ai contratti a termine, ma anche ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Per tutte le fattispecie antecedenti al 31 dicembre licenziamenti impugnati si continua ad applicare il solo termine prescrizionale di  cinque anni, fatta salva l’impugnazione nei sessanta giorni.

Circolare dell’INPS sull’art. 4 del Collegato Lavoro (legge 4 novembre 2010 n. 183) sulle misure contro il lavoro sommerso.

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L’INPS ha collegato una circolare intepretativa sulle misure contro il lavoro sommerso.

Di seguito il link:

La circolare n. 157 del 7 dicembre 2010 dell\’INPS.

L’art. 18 del Collegato lavoro (legge 183 del 2010) stabilisce la possibilità, per i dipendenti pubblici, di essere collocati in aspettativa per dodici mesi anche per avviare attività professionali ed imprenditoriali.

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L’art. 18 del Collegato lavoro,  stabilisce la possibilità, per i dipendenti pubblici, di essere collocati in aspettativa per dodici mesi anche per avviare attività professionali ed imprenditoriali.

Nel suddetto periodo non si applicano le disposizioni in tema di incompatibilità di cui all’art. 53 del D.lgs. 30 marzo 2001. Restano ferme invece le norme in materia di mobilità, previste dall’art. 23 bis dello stesso decreto legislativo.

Di seguito, l’articolo di legge e le norme di legge alle quali si fa riferimento nel testo.

Art. 18 Collegato Lavoro (l. 183 del 2010)

Art. 53 bis D.Lgs. 165 del 2001

Art. 23 bis D.Lgs. 165 del 2001

INPS: Incentivi a chi assume lavoratori titolari dell’indennità di disoccupazione.

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Messaggio Inps n. 29897 del 26 novembre 2010

L’Inps, con il messaggio n. 29897 del 26 novembre 2010, fornisce alcuni chiarimenti circa le modalità con cui i datori di lavoro che assumono lavoratori titolari dell’indennità di disoccupazione ordinaria possono usufruire di incentivi.

La suddetta circolare, in particolare, fa riferimento a quanto disposto dai Decreti Interministeriali nn. 53343 e 53344 del 26 luglio 2010, concernenti,  appunto, i criteri e le modalità per la fruizione degli incentivi economici previsti dall’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009 n. 191, commi 134 e 151.

Il messaggio Inps integrale:

Messaggio_INPS_26112010

Alcune novità del Collegato Lavoro (Legge 183 del 4 novembre 2010)

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Come noto, la legge 183 del 4 novembre 2010, entrata in vigore il 24 novembre, ha apportato  significative novità in materia. Ne esaminiamo alcune:

ABOLIZIONE DEL TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE: E’ stato cancellato l’obbligo del tentativo di conciliazione nelle controversie di lavoro. Le parti hanno comunque la facoltà di richiedere il tentativo di conciliazione, ma sono altrettanto libere di adire immediatamente l’autorità giudiziaria competente. Unica eccezione, in cui il tentativo di conciliazione resta obbligatorio, è per la presentazione di un ricorso avverso la certificazione di un contratto di lavoro.

IMPUGNAZIONE DEL LICENZIAMENTO: L’impugnazione del licenziamento deve essere effettuata, nei confronti del datore di lavoro, a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione in forma scritta ovvero dalla comunicazione, sempre in forma scritta, dei motivi ove non contestuale alla prima. L’impugnazione può consistere in qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, purché idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore e può avvenire anche per mezzo dell’organizzazione sindacale a cui appartiene il lavoratore. Per non risultare inefficace, l’impugnazione deve essere seguita, nel termine successivo e tassativo di 270 giorni, dal deposito del ricorso in Tribunale. Di conseguenza, il termine passa da cinque anni a 270 giorni. In alternativa, il lavoratore può chiedere il tentativo di conciliazione o l’arbitrato (al riguardo, sono state introdotte due nuove forme di arbitrato, quello durante il tentativo di conciliazione promosso presso la DPL e quello innanzi ad un collegio costituito dalle parti); in caso di mancato accordo o di rifiuto del lodo arbitrale, parte un nuovo termine di 60 giorni per il ricorso al Tribunale.