Riforma forense

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Riforma forense: il dossier esplicativo del CNF

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Il Consiglio Nazionale Forense ha pubblicato un dossier esplicativo della riforma della legge professionale, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 gennaio scorso.

Di seguito il link, dove è possibile trovare anche tutti gli allegati:

Riforma forense: il dossier del CNF

Processo civile: i riti scenderanno da 33 a 3.

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Presentato in Consiglio dei Ministri il decreto legislativo recante Disposizioni in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione ai sensi dell’art.54 della legge 69 del 18 giugno 2009. La ratio sottesa al provvedimento è quella di ricondurre, attraverso la razionalizzazione e semplificazione della normativa speciale in materia civile, i relativi riti ai tre modelli procedimentali contenuti nei codici: il rito del lavoro, il rito sommario di cognizione e il rito ordinario di cognizione.

La scheda esplicativa:

Scheda esplicativa sul riordino dei riti

I punti principali della riforma forense approvata dal Senato.

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Alcuni punti importanti della riforma forense, approvata al Senato; il testo va ora alla Camera dei Deputati per il voto.

Specializzazioni: l’avvocato potrà ottenere il titolo di specialista “secondo modalità che sono stabilite con regolamento adottato dal Ministro della Giustizia previo parere del CNF..”. Gli avvocati iscritti all’albo da almeno dieci anni al momento di entrata in vigore della legge non dovranno sostenere corsi ma solamente superare un esame;

Associazioni e società tra avvocati: Le associazioni e le società tra avvocati sono consentite, salvo le società di capitali (art. 4). L’incarico professionale è sempre conferito all’avvocato; i soci hanno responsabilità solidale e illimitata nei confronti dei terzi. Alle associazioni e alle società, oltre agli iscritti all’albo forense, potranno partecipare anche altri liberi professionisti appartenenti alle altre categorie individuate con regolamento del Ministero della Giustizia. L’avvocato potrà essere associato ad una sola associazione o società.

Assicurazione obbligatoria: Diventa obbligatoria la polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione. La mancata osservanza costituisce illecito disciplinare.

Tariffe: è pur vero che sono stati ripristinati i minimi tariffari (“Tranne che nelle particolari ipotesi disciplinate dalle tariffe”), ma questa non è l’unica novità prevista dall’art. 12 (“Conferimenti dell’incarico e tariffe professionali”). Il suddetto articolo prevede tra le altre cose, infatti, che il compenso professionale debba essere pattuito anticipatamente tra le parti, nel rispetto della libera determinazione di cui all’art. 2233 del c.c., con l’assoluto obbligo di rispetto dei minimi, pena la nullità dell’accordo. Inoltre, è prevista la possibilità di concordare un ulteriore compenso rispetto a quello tariffario, per il caso di conciliazione o di esito positivo della causa, fermi i limiti previsti dal Codice Deontologico. Abolito poi il patto di quota lite, introdotto dal c.d. decreto Bersani.

Formazione continua: l’avvocato sarà obbligato a curare il continuo e costante aggiornamento delle proprie competenze professionali per garantire la qualità dei servizi professionali e per contribuire al migliore esercizio della professione nell’interesse dei clienti e dell’amministrazione della giustizia.

Pubblicità: nel testo viene definita come “Informazioni sull’esercizio della professione”. Viene consentita, purché in maniera “veritiera, non elogiativa, non ingannevole e non comparativa”. I criteri saranno determinati dal CNF.

Incompatibilità: è stato cancellato l’emendamento che consentiva l’iscrizione all’albo di dipendenti, anche part time.

Albo Cassazionisti: se la norma verrà confermata, potrà iscriversi al relativo albo chi avrà maturato otto anni di iscrizione ma avrà anche frequentato la Scuola Superiore dell’Avvocatura, superando anche una prova finale di idoneità.

Esame di Stato: è rimasto sostanzialmente invariato, con la previsione di tre prove, aventi ad oggetto la redazione di un parere in materia di diritto civile, uno in materia di diritto penale e la redazione di un atto giudiziario “in materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo”.  Viene introdotto l’obbligo, e questo lascia sinceramente piuttosto perplessi,  di utilizzare esclusivamente testi di legge senza commenti (e questo è ovvio) ma anche senza citazioni giurisprudenziali. Se lo scopo dell’esame è quello di verificare se il praticante sa redigere un atto, ci chiediamo come lo si possa fare senza giurisprudenza.

Per quanto riguarda l’orale, diventano obbligatorie le due procedure (civile e penale) e sia il diritto civile che quello penale, oltre all’ordinamento e deontologia forense; il tutto insieme ad altre due materie a scelta.

Francamente, per quanto riguarda questo punto, avremmo preferito, anziché un inasprimento dell’esame che sembra fine a se stesso, un maggior controllo sull’effettivo svolgimento della pratica, misto ad un cambiamento delle modalità di effettuazione (penso ad esercitazioni pratiche) in modo che i tirocinanti veramente intenzionati a svolgere la nostra Professione abbiano effettivamente la possibilità di impararla seriamente.

Di seguito il testo integrale approvato al Senato.

Riforma forense Senato