Un Patto promosso dal mondo della Mediazione e rivolto al mondo professionale, imprenditoriale, finanziario, assicurativo e alle pubbliche amministrazioni, per la uscita dalla crisi dell’emergenza Covid-19. Firma anche tu!

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Un Patto promosso dal mondo della Mediazione e rivolto al mondo professionale, imprenditoriale, finanziario, assicurativo e alle pubbliche amministrazioni, per la uscita dalla crisi dell’emergenza Covid-19, che si fonda sui seguenti principi ispiratori:

1)                La ripresa di tutti i rapporti civili, sociali e commerciali dovrà essere improntata ad uno spirito di coesione, cooperazione e solidarietà.

2)                La risoluzione di tutte le questioni derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, sarà ispirata ad un approccio di carattere negoziale, cooperativo e mediativo, da perseguire nell’interesse primario delle parti coinvolte e nel rispetto dei valori umani.

3)                Le procedure di rinegoziazione dei contratti e di risoluzione di qualunque controversia dovranno essere espletate in modo da agevolare l’accessibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso strumenti telematici.

TESTO COMPLETO

Il nostro Paese sta fronteggiando una emergenza sanitaria senza precedenti nella storia repubblicana, che vede impegnati medici, infermieri, forze dell’ordine, farmacisti, volontari e molte altre categorie di soggetti, in una “guerra” che ha già comportato un altissimo sacrificio di vite umane, oltre alla necessità di rigorose misure di contenimento sociale.

Proprio le disposizioni normative di emergenza, che sono destinate ragionevolmente a protrarsi ancora nel tempo, hanno già comportato danni economici ingentissimi, in conseguenza del sostanziale blocco della maggior parte delle attività turistiche, ricettive, commerciali, produttive e professionali.

Unitamente all’emergenza sanitaria, si sta manifestando un’emergenza economica che impone già oggi delle contromisure altrettanto urgenti, che possano contribuire ad una rapida ripresa del sistema economico e sociale nazionale, già fortemente provato dalla lunga crisi degli anni appena trascorsi.

A fronte di ciò, appare necessario un “Patto per la Rinascita”, improntato ad un imprescindibile spirito di coesione e cooperazione collettiva, che necessiterà un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le categorie professionali, finanziarie e imprenditoriali, dalla politica e dalla pubblica amministrazione.

Sul piano dei rapporti giuridici, commerciali e sociali, si manifesterà un’emergenza contenzioso, che non potrà gravare integralmente sulla giustizia ordinaria e che andrà fronteggiata con il ricorso a buone pratiche negoziali e mediative.

Dal “piccolo” mondo della mediazione, il cui valore sociale e culturale va ben oltre i confini economici, giunge pertanto una proposta di un “Patto per la Rinascita” fondato sui seguenti fondamentali principi ispiratori

1)                 La ripresa di tutti i rapporti civili, sociali e commerciali dovrà essere improntata ad uno spirito di coesione, cooperazione e solidarietà.

2)                 La risoluzione di tutte le questioni derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, sarà ispirata ad un approccio di carattere negoziale, cooperativo e mediativo, da perseguire nell’interesse primario delle parti coinvolte e nel rispetto dei valori umani.

3)                 Le procedure di rinegoziazione dei contratti e di risoluzione di qualunque controversia dovranno essere espletate in modo da agevolare l’accessibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso strumenti telematici.

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Al fine del perseguimento dei ridetti principi e della realizzazione del Patto, gli organismi di mediazioni, i mediatori, gli avvocati, i professionisti e le associazioni che aderiscono al presente Patto, si impegnano a quanto segue.

I.                    Gli avvocati, i professionisti e le associazioni si impegnano, in via privilegiata, a proporre la negoziazione e la mediazione per la risoluzione di tutte le questioni controverse derivanti, direttamente o indirettamente, dall’emergenza Covid-19, impegnandosi a cooperare in buona fede e lealtà per il raggiungimento di un accordo, nell’interesse primario delle parti coinvolte.

II.                 Gli organismi di mediazione, i mediatori, gli avvocati, i professionisti e le associazioni, provvederanno a garantire un servizio di informazione e di ascolto, in favore di cittadini e imprese, sulle possibilità di accesso agli strumenti negoziali, mediativi e conciliativi, per la risoluzione di tutte le questioni, direttamente o indirettamente derivanti dall’emergenza Covid-19.

III.               Gli organismi di mediazione, nell’ambito delle proprie competenze, proporranno, a condizioni agevolate, un servizio di facilitazione nella rinegoziazione di tutti i rapporti contrattuali che si renderà necessaria a seguito dell’emergenza Covid-19, anche nelle forme della mediazione civile e commerciale di cui al D.Lgs. 28/2010.

IV.              Gli organismi di mediazione, proporranno, per la durata di un anno, a condizioni agevolate, i propri servizi di mediazione per tutte le controversie non rientranti tra quelle obbligatorie ai sensi del D.Lgs. 28/2010.

V.                Gli avvocati, i professionisti, gli ordini, le imprese, le associazioni e le pubbliche amministrazioni che aderiscono al presente Patto si impegnano a promuovere i principi ispiratori del Patto presso tutti i contesti potenzialmente interessati, oltre che presso i contesti istituzionali e finanziari, con un ampio coinvolgimento del mondo professionale nell’attività di sensibilizzazione dell’utenza, anche attraverso protocolli di autoregolamentazione ed implementazione di buone prassi conciliative.

VI.              Gli organismi di mediazione si impegnano a concordare le agevolazioni minime di cui ai punti precedenti, al fine di renderle note all’utenza, garantendo la massima trasparenza nell’applicazione delle medesime agevolazioni, oltre a condizioni di qualità nell’erogazione del servizio.

VII.           Tutti i soggetti aderenti al presente Patto procederanno a sollecitare le autorità governative, al fine di promuovere incentivi di natura normativa, fiscale ed economica, oltre a specifiche forme di finanziamento, affinché le attività sopra evidenziate possano essere offerte a condizioni ulteriormente agevolate, garantendo che l’espletamento del servizio di mediazione ed il patrocinio legale siano entrambi coperti dallo Stato per i soggetti non abbienti. Al fine di cui al presente punto, si riconosce e si supporta il Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione, come redatto e diffuso dagli Esperti membri del Tavolo Ministeriale sulle Procedure stragiudiziali in ambito civile e commerciale.

Il presente Patto è aperto all’adesione di qualsiasi soggetto, pubblico o privato, che ne voglia condividere le finalità, anche attraverso specifiche declinazioni che potranno essere aggiunte per le attività svolte da altri soggetti interessati, quali imprese, banche, assicurazioni, pubbliche amministrazioni, associazioni di categoria, associazioni di consumatori, associazioni o ordini professionali, previa approvazione di tali declinazioni da parte dei promotori del presente Patto, che si riservano di valutare ogni modifica al medesimo, oltre alla concessione e revoca dell’utilizzo del logo “CovidExit”.

Promosso ed emanato in data 3 aprile 2020.

Il link per aderire: https://www.change.org/p/mondo-professionale-e-imprenditoriale-patto-per-la-rinascita-tra-avvocati-professionisti-imprese-e-pubbliche-amministrazioni?recruiter=986765283&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=psf_combo_share_initial&utm_term=petition_show&recruited_by_id=05f1eda0-ae18-11e9-9f92-2dbcc809431a&utm_content=fht-21361771-it-it%3Av1

Il decalogo del cliente dell’avvocato versione 2.0

Ho inaugurato questo blog nel lontano 2010. Ho cercato, compatibilmente con il poco tempo a disposizione, di aggiornarlo con un certa frequenza, anche se non è sempre stato possibile. Sono comunque orgoglioso dei miei 735.697 contatti ad oggi, nonché dei miei 2.012 follower (poverini, costretti a leggere ogni mia sciocchezza da quasi dieci anni).

Il 28 settembre 2011, ormai quasi nove anni fa, dopo una lunga chiaccherata con un amico e collega sull’argomento, ho pubblicato di getto un semiserio “Decalogo del cliente dell’avvocato” (https://ltantalo.com/2011/09/28/avvocati-il-decalogo-del-cliente/) che in questi anni ha avuto decine di migliaia di visualizzazioni e tantissime appropriazioni da parte di Colleghi che, spesso, non citano nemmeno la fonte.

In questi giorni di clausura, ho pensato che fosse arrivato il momento di aggiornarlo e quindi (purtroppo per voi), eccolo qui:

IL DECALOGO DEL CLIENTE DELL’AVVOCATO

1. Al tuo Avvocato, che è l’unico che ti crede sempre oltre a tua mamma (Oddio, questa non sempre), devi dire sempre la verità e non la versione dei fatti di tuo gradimento, in cui però mancano degli elementi essenziali. Omettere qualcosa di importante, che prima o poi comunque viene rivelato dalla controparte e dai documenti, mette in difficoltà il tuo legale ma soprattutto mette in difficoltà la parte, perché non consente al suo legale di essere sufficientemente pronto a replicare: un suicidio, in pratica;

2. Come dice un mio illustrissimo Collega di Vignola, lo stimatissimo Tiziano Solignani, del quale consiglio caldamente la lettura del suo interessantissimo blog (https://blog.solignani.it/)  “Se vuoi un servizio come dici tu, paghi come dico io; se paghi come dici tu, avrai un servizio come dico io”.

3. La moda di cercare articoli e  sentenze su Internet è una tragedia e dovrebbe essere vietata e sanzionata per legge. E’ altamente sconsigliabile, e peraltro dannoso, cercare su Internet delle sentenze o dei pareri che si ritengono perfetti per il proprio caso e poi dare la propria soluzione all’avvocato. E’ come se si andasse dal medico a fare la diagnosi dopo aver cercato sulla rete: offensivo, inutile e spesso dannoso. Ancora peggio, forse, dire all’avvocato: “me l’ha detto il cugino del mio amico”…che però di professione è macellaio o idraulico o altra professione del tutto rispettabile, ma sicuramente senza le adeguate competenze sul tema. Anche perchè le sentenze che si trovano sul web, spesso sono “taroccate” a piacimento e ad uso e consumo di chi le pubblica. Come non ci si deve fidare di siti web, oggi molto di moda, che pubblicano titoli ad effetto con l’apparente intento di far diventare tutti avvocati, mentre a guardar bene cercano clienti. ”Sono andato su google e ho letto che ho ragione“, ho sentito anche questo, purtroppo. Ultimamente ho letto questo: “Non confondere la tua ricerca su Google con la mia laurea in…” e aggiungerei “e con i successivi continui studi”. Già, perché non solo l’avvocato è laureato in giurisprudenza e ha svolto la pratica, ma deve giustamente formarsi e continuare a studiare per obbligo formativo ma soprattutto per dovere morale, ogni singolo giorno, per garantire la migliore assistenza possibile.

4. Quando si va dall’avvocato si deve avere rispetto della sua figura, come lui avrà rispetto per la tua e per il tuo problema, ed essere consapevoli che questo si paga (e subito) come qualunque altro servizio e senza contrattazioni umilianti. Il “grazie” è sempre gradito, ma non basta affatto. Non si comprende perché idraulici e co. vengano sempre pagati senza battere ciglio e gli avvocati no, pur avendoci messo tutto l’impegno e il lavoro possibile. Consiglio la lettura del capolavoro del mio amico e collega, Giuseppe Caravita, “Avvocà, per ora grazie”, Primiceri Editore (http://www.primicerieditore.it/prodotto/avvoca-per-ora-grazie-piccole-storie-di-un-gran-bel-mestiere-g-caravita-di-toritto/) Dall’altra parte, è diritto dell’assistito chiedere un preventivo scritto, che a meno di eventi straordinari, andrà rispettato dall’avvocato. Naturalmente, una volta accettato il preventivo, non vi sarà motivo valido per rifiutare l’adempimento.

5. Va anche ribadito che l’avvocato non è il tuo psicologo o il tuo parroco; inoltre, se non è a studio non è detto che si sia fatto negare o che voglia nasconderti qualcosa; peraltro, se qualcuno ha avuto un’esperienza negativa, non deve fare l’errore di generalizzare: anche a me è capitato un medico incompetente, un idraulico che mi stava allagando casa e un falegname che mi stava montando un mobile al contrario, ma non per questo colpevolizzo l’intera categoria, anzi. Va anche diffidato fortemente di quegli avvocati che parlano male di chi li ha preceduti e dicono che loro avrebbero fatto molto meglio, inducendo magari l’assistito a presentare infondate cause per responsabilità professionale, dall’esito scontato (rigetto), utili solo a far guadagnare loro.

6. Se la prossima udienza è tra sei mesi, non ha molto senso chiamare ogni giorno per sapere se ci sono novità. Se ci sono novità, queste vengono sempre comunicate, nessuno vuol nascondervi nulla, non vi è motivo;

7. Ricordati che, anche se la tua pratica è importante – come tutte le altre – non sei l’unico cliente dello studio;

8. Essere in possesso del numero di cellulare del tuo avvocato non significa affatto essere autorizzato a chiamarlo la domenica mattina alle 8…per sapere se ci sono novità, e offendersi se non si riceve risposta e nemmeno a scrivergli su Whatsapp a qualsiasi ora pretendendo risposta immediata (vedi punto precedente);

9. Se il tuo avvocato ti suggerisce di fare una conciliazione, non devi pensare che si sia messo d’accordo con il collega di controparte contro i tuoi interessi. Spesso una transazione (ancora meglio, una Mediazione presso un buon Organismo) è una soluzione molto ma molto migliore per gli interessi del cliente rispetto ad una causa lunga e costosa e dagli esiti sempre incerti, soprattutto nella situazione in cui purtroppo si trova la Giustizia italiana. Peraltro, un buon accordo in mediazione, che consiglio sempre di tentare, consente spesso di “allargare la torta” e di conservare il rapporto professionale, contrattuale e personale tra le parti. In giudizio, vi è sempre un parte che vince e una che perde, ma spesso anche quella che vince non riesce ad avere un risultato pratico.

10. Fondamentale: in un Tribunale italiano (e quindi in una sentenza) può accadere tutto e il contrario di tutto. Ho perso cause che ritenevo di aver vinto e viceversa; ho visto giudici nella stessa stanza o in due stanze vicine, avere un’opinione diametralmente opposta sulla stessa questione. Ho sentito Giudici di Pace dire “qui la Cassazione sono io”. Tenetelo sempre bene in mente.

N.B. IL PRESENTE DECALOGO E’ DI ESCLUSIVA PROPRIETA’ DELL’AUTORE, AVV. LUCA TANTALO. CIO’ NONOSTANTE, PUO’ ESSERE UTILIZZATO LIBERAMENTE A CONDIZIONE TASSATIVA CHE SIA INDICATO CHIARAMENTE L’AUTORE E CHE NON SIA MODIFICATO, NEMMENO PARZIALMENTE.

Nelle procedure di mediazione per divisione ereditaria ogni parte costituisce un centro di interessi ed è tenuta al pagamento delle indennità

Per il Tribunale di Lecce (sentenza del 4 febbraio 2020, qui allegata), nelle procedure di mediazione relative a divisione ereditaria, ogni singolo erede costituisce un centro di interesse ed è tenuto al pagamento delle indennità. Infatti, secondo la sentenza qui allegata, “ogni coerede rappresenta per legge un distinto ed autonomo centro di interessi e si pone in “contrasto” con gli altri eredi proprio in virtù del fatto che ciascuno deve (o dovrebbe) avere una quota pari agli altri e nessuno deve (o dovrebbe) venire leso nel proprio diritto. La previsione normativa della obbligatorietà della mediazione in questa materia risulta condivisibile poiché finalizzata a sgravare i Tribunali di una serie di liti che, non solo non si possono definire contenziosi puri, intendendo con questo termine i contenziosi in cui, in linea teorica, vi è una parte soccombente ed una parte vittoriosa, ma che d’altro canto sottendono rivendicazioni di carattere personale (e spesso con profili non prettamente giuridici), che solo in ambito di mediazione si riesce a scardinare, discutere e superare. In virtù del fatto che ogni erede rappresenta un distinto centro di interessi, ogni erede è tenuto a pagare l’indennità all’Organismo, non valendo ad escludere tale obbligo il fatto che dal punto di vista sostanziale gli interessi di due o più parti coincidano. Si è pronunciato in tale senso il Tribunale di Padova con sentenza del 19 ottobre 2017

Di conseguenza, in un procedimento di appello relativo ad un’opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale ha rigettato il gravame, confermando la sentenza di primo grado che condannava tutti gli eredi al pagamento delle indennità, e condannandoli anche al pagamento delle spese legali di entrambi i gradi di giudizio.

Tribunale_Lecce

E’ disponibile gratuitamente il nuovo numero di ADRITALIA, rivista leader nel settore della risoluzione alternativa delle controversie.

E’ uscito il nuovo numero di ADRITALIA, rivista leader nel settore delle ADR.

Si può scaricare in pdf dai seguenti link:

http://www.adritalia.net/…/adr-italia-numero-12020-version…/

http://www.primicerieditore.it/…/adr-italia-numero-12020-v…/

La versione cartacea è invece in vendita su:

http://www.primicerieditore.it/…/adr-italia-numero-12020-v…/

Un enorme ringraziamento al nostro editore, Salvatore Primiceri di PE Primiceri Editore, ai nostri autori e al Consiglio Direttivo del Comitato ADR e Mediazione, che da anni cerca di diffondere la cultura della risoluzione alternativa delle controversie.

Al via i lavori del Tavolo Tecnico sulle procedure stragiudiziali in ambito civile e commerciale (da www.mondoadr.it)

Ieri sono iniziati i lavori del tavolo tecnico sulla riforma delle ADR. Ci auguriamo che i risultati dei lavori vengano presi in seria considerazione dal Ministro.

Qui i dettagli:

Al via i lavori del Tavolo Tecnico sulle procedure stragiudiziali in ambito civile e commerciale

La mediazione delle liti civili e commerciali: l’esperienza italiana nel contesto internazionale: convegno del 3 ottobre in Cassazione

Le Nazioni Unite investono per l’adozione del modello italiano di mediazione, come “passaggio naturale”, prima del contenzioso, per le controversie di lavoro. Ne parlera’ a Roma il 3 ottobre il Prof. Giuseppe De Palo, Ombdusman per i Fondi e Programmi delle Nazioni Unite, assieme ad altri relatori di grande prestigio, come Francesco Antonio Genovese, Presidente di Sezione della Corte di Cassazione e Marilena Rizzo, Presidente del Tribunale di Firenze, uno dei più evoluti in materia di mediazione.

Un appuntamento semplicemente imperdibile per il mondo dell’ADR in Italia.

In allegato la locandina e la brochure dell’evento, cui non e’ richiesta alcuna iscrizione …, ma meglio presentarsi con grande anticipo all’Aula Magna della Cassazione.

E’ previsto il rilascio di crediti formativi per gli avvocati.

locandina 3 ottobre 2019

brochure 3 ottobre 2019

E’ uscito il libro “La mediazione forense”, prima pubblicazione di UNAM

Il libro, edito da Giappichelli, è la prima pubblicazione curata da UNAM (Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione, il cui sito è http://www.unam.it), associazione in forte crescita, presieduta da Angelo Santi e costituita da un largo di avvocati caratterizzati da un’ampia e matura visione del loro ruolo e del mondo giudiziario, e quindi aperti alle soluzioni alternative delle controversie e in particolare alla mediazione.

E’ uscito da pochi giorni il libro “La mediazione forense”, a cura di Giampaolo Di Marco e Carlo Mastellone, con contributi di diversi autori e anche uno modestissimo del sottoscritto.

Come si può leggere sul sito della Giappichelli, “Il libro affronta il tema della “mediazione forense” con un approccio molto innovativo che parte dalle “tecniche della negoziazione” e dagli aspetti della comunicazione e relazionali, sottolineando l’esigenza per l’avvocato che svolge il nuovo ruolo di assistenza al cliente nell’ambito del sistema della risoluzione alternativa delle controversie, di dotarsi di competenze interdisciplinari che includono la capacità di fare domande e dell’ascolto, l’approfondimento degli interessi del cliente ed anche della controparte, la gestione delle emozioni, la conoscenza delle dinamiche relazionali. Caratterizzato da un taglio vivace e pratico, pur trattando anche gli aspetti teorici, il libro offre all’avvocato – cui il libro è destinato – una analisi approfondita delle problematiche da affrontare sia nella fase della preparazione del cliente all’incontro di mediazione, che nella successiva fase di assistenza intorno al tavolo della trattativa. Queste tematiche vengono affrontate unendo le stesse alla normativa specifica di riferimento, il d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, al fine di consentire al lettore un’analisi utile ad affrontare le questioni che possano presentarsi in sede di svolgimento del procedimento.Non mancano, poi, spunti di riflessione sul delicato tema della deontologia, dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e delle proposte di miglioramento dell’istituto sia in ragione del crescente interesse della giurisprudenza verso questi strumenti e verso un sistema “giurisprudenziale” o una “giurisprudenzializzazione” di tali istituti, sia per la necessità di fornire agli avvocati spunti di riflessione sistematici utili all’autonomia negoziale fuori dal processo.I temi vengono affrontati attraverso le varie fasi del procedimento di mediazione: comunicazione, negoziazione, fase di avvio, fase di svolgimento, fase di accordo, cercando di riferire a ciascuna di esse anche le ricostruzioni e le indicazioni pervenute dalla giurisprudenza in questi anni. Il Testo vuole, quindi, tentare un approccio teorico-pratico alla mediazione ricostruendo, altresì, i vari passaggi giurisprudenziali che ne hanno tracciato le linee.

Il libro è acquistabile qui: https://www.giappichelli.it/la-mediazione-forense