Mediazione: la lettera di un Avvocato e Mediatore al Ministro

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L’ottimo Collega, Carlo Alberto Calcagno, ha inviato al Ministro della Giustizia la lettera che pubblico di seguito e che ovviamente, condividiamo in toto.

Mi permetto, peraltro, di far notare sia la differenza di toni che la precisione delle informazioni contenute nella lettera, rispetto alle urlanti e farneticanti missive di Organismi che, ripeto ancora una volta, non rappresentano gli Avvocati.

“Gentilissimo Ministro della Giustizia,
ho appreso pochi minuti fa che CNF, OUA e Cassa Forense Le hanno chiesto di attivarSi per rinviare l’entrata in vigore della mediazione obbligatoria in materia di condominio e di risarcimento da responsabilità da sinistro.
E ciò sulla base di motivazioni assolutamente prive di riscontro (v. amplius in nota allegata).
La mediazione, la conciliazione e l’arbitrato sono stati, infatti, volontari nella storia europea solo per brevi periodi.
Hanno strumenti obbligatori peraltro ben 16 stati europei su 27: Francia, Germania, Italia, Austria, Repubblica d’Irlanda, Inghilterra, Galles, Belgio, Danimarca, Svezia, Estonia, Norvegia, Romania, Slovenia, Repubblica Ceca e Cipro.
Nel resto del mondo peraltro la mediazione è obbligatoria quasi dovunque: vedasi ad esempio la mediazione in California, in Giappone, in Australia, in Argentina e l’elenco potrebbe continuare.
Il Governo non ha effettuato alcuna imposizione culturale dunque dal momento che fino all’Unità d’Italia la conciliazione è stata assolutamente obbligatoria anche da noi – salva l’eccezione del Regno delle Due Sicilie – e peraltro sino agli ’60 pure l’arbitrato era obbligatorio e dai tempi di Omero. Semmai dovremmo chiederci perché successivamente i Savoia hanno scelto di utilizzare e diffondere uno strumento volontario: la scelta fu eminentemente politica e fu effettuata, lo ricordo, dalla Monarchia sabauda (anche nei domini austriaci la conciliazione è stata obbligatoria sino al 1848).
Non vedo poi su quali basi giuridiche, economiche (e di buon senso) la Corte Costituzionale dovrebbe dichiarare incostituzionale il decreto 28/10 e ancora più ridicoli mi paiono i ricorsi alla Corte di Giustizia che peraltro sul punto si è già pronunciata e favorevolmente per ben cinque volte!
Trovo poi molto grave il fatto che gli Avvocati si offrano solo oggi, quasi in termine di scambio, di provvedere alla “diffusione” dell’istituto, quasi che i giovani colleghi non avessero già prima il diritto comunque di poter approfondire una cultura di pace.
Da collega avvocato e da mediatore civile e commerciale che opera ogni giorno in ambito pubblico, da formatore di mediatori, da responsabile scientifico ex d.m. 180/10 mi sento di dire che sarebbe un grave errore assecondare le richieste corporative dei vertici dell’Avvocatura.
Cordiali saluti e buon lavoro
Avv. Carlo Alberto Calcagno”

Il blog dell’Avv. Carlo Alberto Calcagno

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10 pensieri riguardo “Mediazione: la lettera di un Avvocato e Mediatore al Ministro

    Giorgio Marzocchi, avvocato e mediatore a Milano ha detto:
    14 marzo 2012 alle 12:12

    Ho letto con estremo interesse la lettera del collega Calcagno al ministro della giustizia. Molte informazioni sulla diffusione (territoriale e storica) ammetto che non mi erano note e ne prendo atto. Penso non siano note nemmeno ai vertici dei nostri ordini, dell’Oua e della Cassa forense, altrimenti – forse – non prenderebbero posizioni così nette e decise con il ministro. Sarebbe veramente doveroso che nella professione forense o nelle facoltà di giurisprudenza qualcuno dedicasse tempo e impegno allo studio storico e comparato della mediazione.

    mediaresenzaconfini ha detto:
    14 marzo 2012 alle 18:18

    Il nostro futuro carissimo collega è legato indissolubilmente al nostro passato. Affermazione ovvia, ma nel merito degli strumenti alternativi al processo gli uomini dell’Ottocento avevano davvero già scritto tutto. E chi ne ha memoria trema di fronte a certe affermazioni che vengono purtroppo dai vertici della nostra categoria. Eppure ci sono storici del diritto straordinari.
    Quanto al panorama attuale non ne ha spesso contezza nemmeno l’Unione Europea che peraltro conta giustamente sulle informazioni dei singoli stati. In difetto od in aggiunta spetta dunque a tutti i colleghi di buona volontà ricostruire il quadro; io ci sto provando per parte mia, ma ho bisogno dell’aiuto di tutti per spiegare ai quattro venti che il termine mediazione non l’hanno inventato gli Americani, ma la Costituente francese nel 1790, che la mediazione finalizzata alla conciliazione si ritrova già nella legge ligure sulla riorganizzazione giudiziaria del 1798. La nostra tradizione non deve andare persa o venir riciclata da qualche Solone di oltre oceano, ma sfruttata da noi nei minimi particolari. I più cari saluti anche all’amico Luca. Carlo Alberto Calcagno

      Avv. Luca Tantalo ha risposto:
      14 marzo 2012 alle 18:44

      Mio caro, ormai ti rubo i contributi senza nemmeno avvertirti: il tuo pensiero va diffuso il più possibile!

    mediaresenzaconfini ha detto:
    14 marzo 2012 alle 19:46

    Posso solo essere onorato di quel che fai, Luca carissimo. Buona serata! Carlo Alberto

    Daniele ha detto:
    16 aprile 2012 alle 19:40

    Peccato che la mediazione civile sia un istituto che presenta molteplici aspetti di illogicità.
    Si aggiungono i costi spropositati al servizio offerto, spesso del tutto inutile ( cosi sono stati i due tentativi da me esperiti). Non parliamo poi quando le controparti sono rappresentate da assicurazioni e società.
    Spesso, con questo nuovo paletto della mediazione, quando in gioco ci sono diritti dei cittadini di “lieve entità e valore” si ottiene un risultato: i clienti rinunziano ai loro diritti.
    E questa la chiamiamo giustizia?
    Aggiungiamo la circostanza che tale “istituto” in concreto “gambizza” gran parte dei giovani avvocati che decidono di iniziare, in proprio, la
    professione.
    Personalmente mi batterò con tutte le mie forze verso questo istituto! Mai, da avvocato, mi abbasserò ad essere mediatore civile, come poi? Pagando 800-1000 euro per imparare cosa? Un arte che già dovrebbe essere deontologicamente propria di ogni avvocato?
    No grazie.
    Avv Daniele Rabitti

      Avv. Luca Tantalo ha risposto:
      17 aprile 2012 alle 08:26

      Mi dispiace che i suoi due tentativi siano andate male, probabilmente si è rivolto all’Organismo sbagliato. Modestamente, nel nostro abbiamo una percentuale altissima di mediazione riuscite, personalmente ne ho svolte oltre 60 (come mediatore), con l’80% di chiusure positive. Sul concetto di “abbassarsi” a fare il mediatore”, ognuna la pensa come vuole, per me (avvocato, figlio e fratello di avvocato), si tratta di un arricchimento, umano e professionale.

    Daniele ha detto:
    17 aprile 2012 alle 11:49

    Caro collega, la ringrazio per la puntuale risposta.
    Forse, fossi stato anche io figlio di un avvocato già affermato, l’avrei pensata come lei, ma probabilmente perchè non avrei avuto occasione di testare con mano alcune conseguenze dell’istituto in questione. Il vero arricchimento umano e professionale, dal mio punto di vista, è pensare sempre a 360 gradi tenendo in considerazione tutte le conseguenze che determina un istituto.
    Dal mio punto di vista l’istituto della mediazione una conseguenza la produrrà, tanti cittadini “metteranno a perdita i propri diritti”.
    Pensiamo ad un sinistro dove il sig. Tizio ha subito un danno di € 3.000, l’assicurazione ne offre 400 ed in sede di mediaizone non sposta l’offerta.
    L’80% dei signor Tizio (che nel frattempo avrà anticipato già dei soldi) – spaventato degli ulteriori costi che dovrà affrontare e di cui verrà preventivamente informato dall’avvocato cui si è rivolto (basti solo il contributo unificato, le spese di notifica, la Ctu..) finirà inevitabilmente con l’accontentarsi di quanto offerto anche in spregio dei suoi diritti.
    Dell’isitituto della mediaizone ne gioveranno gli organi di mediazione (che comunque incamereranno danaro), ne gioveranno le compagnie assicurative che risparmieranno parecchi soldi giocando al ribasso, ma non gioverà ai cittadini.
    Certo diminuirà il carico di lavoro per Tribunali e Giudici di Pace, che poi è il reale scopo cui mira l’introduzione dell’istituto della mediazione civile.
    Tuttavia mi consenta di affermare che uno Stato che sponsorizza l’Istituto della mediazione civile come “qualcosa fatto per i cittadini” mal concilia con uno Stato che – parallelamente – aumenta, di contiunuo: contributi unificati, diritti di copia e spese di giustizia.
    Tutto ciò, in uno Stato che costituzionalmente garantisce sulla carta certi valori e diritti, per me è, e continua ad essere, inaccettabile.
    Avv. Daniele Rabitti

      Avv. Luca Tantalo ha risposto:
      17 aprile 2012 alle 16:58

      Io sono più ottimista: in casi come quello che mi descrivi e che ho affrontato sia da mediatore che da legale di parte, istante o convocata in mediazione, abbiamo chiuso accordi assai più favorevoli rispetto a quello che avremmo ottenuto in causa.
      Ricordiamoci poi che la mediazione non impedisce affatto di tutelarsi in via giudiziaria, ma è un dato di fatto – visto anche quello che giustamente mi ricordi sul contributo unificato etc. – di risparmiare tempi e costi, in caso di successo.
      E non è affatto vero che banche e assicurazioni ne siano così entusiasti, tanto che spesso non vengono; inoltre, è dimostrato che se le assicurazioni dovessero risparmiare qualcosa grazie alla mediazione (non certo imponendo risarcimenti inferiori ai danneggiati ma risparmiando, ad esempio, su costi di parcelle e di perizie), sarebbe un vantaggio per tutti.
      Dobbiamo anche ricordarci che quello che si paga come indennità fa maturare un credito di imposta fino a 500 €, aspetto da non sottovalutare.

    Costantino ha detto:
    10 giugno 2012 alle 20:22

    Gentilissimo Collega, il Tuo contributo è davvero apprezzabile, ma ometti di dire alcune cose: 1) la mediazione così come concepita è anticostituzionale, perchè non la si può rendere obbligatoria e contemporaneamente a pagamento. O deve essere obbligatoria, e pertanto gratuita, oppure a pagamento, e pertanto su base volontaria. 2) la adr è la certificazione del fallimento dello stato in ordine alla esigenza di Giustizia. 3) un tentativo di conciliazione esiste già ed è il 322 CPC, bastava rendere quello obbligatorio senza arruolare mestieranti e/o riciclare avvocati falliti, professori in auge vogliosi di ancora più potere, magistrati in pensioni con tanto di catetere . 4) non è giusto fare l’avvocato e contemporaneamente il mediatore, così come fare l’avvocato ed il professore universitario: questo si traduce in uno svantaggio per i giovani, che non possono competere di fronte ad una tale concentrazione di poteri, senza parlare delle inevitabili commistioni ed inciuci. Grazie per l’attenzione. Avv.Costantino Pesce – Bari

      Avv. Luca Tantalo ha risposto:
      12 giugno 2012 alle 15:57

      Egregio Collega, il tuo commento poteva anche essere rispettabile, pur se del tutto errato, fino a quando non hai parlato di “riciclare avvocati falliti”. Questo insulto gratuito, visto anche che non sai di chi stai parlando (sono quasi due anni che faccio mediazioni e ho incontrato solo avvocati/mediatori estremamete preparati e tutt’altro che falliti), lo ha rovinato completamente.

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