Cartelle esattoriali, ipoteche e fermi amministrativi illegittimi: i soprusi di Equitalia Gerit

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Il 30 maggio del 2005 (quasi sei anni fa, ormai) una mia cliente riceve un verbale della Polizia Stradale di Viterbo per un autovelox; presentato ricorso al Prefetto, viene rigettato. Di conseguenza, presentiamo ulteriore ricorso al Giudice di Pace. Ancora prima che venisse fissata la prima udienza, il Prefetto di Viterbo, accorgendosi dell’illegittimità del verbale e della successiva ordinanza prefettizia, annulla autonomamente il provvedimento. Ma il Gdp fa di più: emette sentenza di annullamento perché considera il verbale e l’ordinanza nulli anche sotto altri profili. Pur non essendo necessario (dato che il Prefetto ha già annullato autonomamente l’ordinanza), notifichiamo la sentenza alla Prefettura e riteniamo la vicenda chiusa. Magari.

Infatti, incredibilmente, il 28 giugno del 2008 viene notificata alla mia cliente, da parte di Equitalia Gerit, una cartella esattoriale  basata sull’ordinanza prefettizia già annullata dal Prefetto e dal Giudice di Pace! Tralasciando si segnalare il comportamento della Prefettura, che pur avendo annullato l’ordinanza l’ha poi trasmessa al Concessionario per l’esecuzione, intraprendiamo un altro giudizio dinanzi al Giudice di Pace, che ovviamente annulla la cartella, condannando Equitalia al pagamento delle spese di giudizio, che peraltro essa paga appena notifichiamo la sentenza di annullamento della cartella, il 16 ottobre 2009. La sentenza passa in giudicato, non essendo stato presentato appello, e quindi siamo tranquilli sul fatto che Equitalia, avendo ricevuto la notifica dell’atto ed avendo anche corrisposto le spese legali, abbia – come suo preciso dovere – annullato la cartella.

No. Non lo ha fatto, tanto che nei giorni scorsi (un anno e tre mesi dopo la notifica della sentenza), incredibilmente arriva alla nostra cliente un sollecito di pagamento della cartella annullata quasi due anni fa!! Indignati per quello che secondo noi è un tentativo di estorsione, scriviamo all’ineffabile Equitalia, inviando nuovamente la sentenza (peraltro già in loro possesso) e chiedendo la chiusura della posizione. Giorni dopo, ci telefona un loro impiegato il quale, senza qualificarsi, dice che non possono annullare sollecito e cartella se non inviamo un modulo da scaricare dal loro sito e il documento della cliente. E perché mai dovremmo fare una cosa del genere? Perché dovremmo suffragare il loro comportamento illegale, dato che si rifiutano di ottemperare ad un provvedimento giudiziale? Non solo non lo faremo, ma presenteremo querela e la richiesta, agli organi competenti, di revocare la concessione ad Equitalia, presentando un vero e proprio dossier con gli altri casi che ci sono capitati: ipoteche iscritte (senza comunicarlo) per debiti ben inferiori ad 8.000 Euro, fermi amministrativi basati su cartelle già annullate e tanto altro.

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2 pensieri riguardo “Cartelle esattoriali, ipoteche e fermi amministrativi illegittimi: i soprusi di Equitalia Gerit

    massimiliano ha detto:
    9 febbraio 2011 alle 22:08

    Buonasera, mi sto purtroppo rendendo conto che l’Italia è piena di soprusi (per così dire…!) di equitalia. Mi sembra di essere in un regime di polizia tributaria. La cosa che mi spaventa di più è che siccome dietro c’è lo stato bisognoso di far cassa, tutto gli verrà concesso dai giudici, pertanto noi cittadini siamo impotenti. Mi chiedo anche se in termini di leggi europee tutto questo possa venire accettato. Questo mostro è stato creato con dei superpoteri. Secondo voi abbiamo speranze? grazie

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