Nove mesi di battaglie, serviti almeno a conoscere grandi professionisti e grandi amici. Da settembre si ricomincia, nonostante una legge veramente brutta.

Sono passati nove mesi dal famoso e triste 24 ottobre del 2012, giorno in cui, con gesto abbastanza inusuale, fu dichiarata con un comunicato stampa, l’incostituzionalità del tentativo obbligatorio di conciliazione per mero eccesso di delega. Oggi è stato convertito il famoso Decreto Legge del Fare, che introduce una sorta di finta obbligatorietà, grazie ad un emendamento di uno sconosciuto deputato grillino (guarda caso: un avvocato) che sostanzialmente ne statuisce la gratuità, stabilendo che nessuna indennità sia dovuta all’organismo in caso di mancato accordo al primo incontro. Il lavoro gratuito per legge, come già scritto da illustri colleghi.

Una norma, nel suo complesso, sbagliata e non solo sotto questo aspetto. Il Governo avrebbe dovuto intervenire sugli aspetti critici del D.Lgs. 28 del 2010, come la qualità degli organismi e dei mediatori, aumentando i requisiti di formazione, i controlli sugli organismi, e le caratteristiche necessarie per divenire formatore, ora assolutamente insufficienti. In questo modo si sarebbe garantita la qualità necessaria e si sarebbero zittite molte critiche.

Ha ritenuto, invece, di dare dei contentini ai miei colleghi avvocati, come la previsione (peraltro non richiesta) della qualifica di mediatore d’ufficio e l’obbligo della presenza  obbligatoria degli avvocati, che a mio modesto parere stravolge completamente lo spirito della mediazione.

Ma voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante quello che ho detto e nonostante il fatto che molti avvocati, ancora una volta, siano pronti ad andare contro la legge e a boicottarla apertamente, pur di far fallire la mediazione, vista anche la previsione del monitoraggio che dovrà fare il Ministero tra due anni.

Voglio essere ottimista, perché sono sicuro che, nonostante il boicottaggio e l’assurda norma del “primo incontro”, chi ama veramente la mediazione saprà convincere, nel corso del primo incontro, le parti (che dovranno assolutamente essere presenti) dell’utilità della mediazione, dei suoi vantaggi e del fatto che andando avanti non potranno che guadagnarci, rispetto ad andare in causa.

E in questo, sono assolutamente convinto che tutte le persone che ho conosciuto in questi mesi, e che sono bravissimi mediatori, appassionati della materia e grandi amici, sapranno diffondere la cultura della mediazione in Italia, che ne ha tanto bisogno.

Chiudo con un abbraccio, un ringraziamento e un grande in bocca al lupo a tanti cari amici, e perdonatemi se dimentico qualcuno: Giuseppe e Leonardo, Francesco e Giusy T., Paolo, Pietro, Paola, Giusy R., Carlo, Jacopo, Matteo, Eugenio, Giannalisa, Dante, Barbara, Fiore, Maria Cristina, Andrea, Giulia, Susy, Stefano, Laura, Peppe, Giovanni G. e tanti altri che sono sicuro di aver dimenticato involontariamente.