Perché l’avvocato non deve essere pagato come tutti gli altri?

Mi onoro di avere un Collega e Amico come Giuseppe Caravita di Toritto, avvocato di grande esperienza e preparazione, di grande cultura personale e familiare, e penna eccezionale. Giuseppe, che non ama le luci della ribalta, mi perdonerà se mi permetto di riproporre quanto da lui scritto ieri, dato che ne ho appena avuto un’altra dimostrazione. Mi permetto solo di aggiungere che, da qualche tempo, a studio ci regoliamo come fanno i medici: si paga anche la prima “visita”, e subito. Non vedo perché io debba pagare 300 € al gastroenterologo che mi chiede dove mi fa male, e in cinque minuti mi consiglia di fare la colonscopia, e i nostri clienti non debbano retribuire il nostro tempo prezioso. Questo è l’importante contributo di Giuseppe, sul quale dobbiamo tutti riflettere:

Vorrei proporre, e sto parlando sul serio, di realizzare un filmato.
Interno ristorante:
A un tavolo molto ben apparecchiato, un signore mangia e beve. Bei piatti, bei bicchieri, belle pietanze. Finito il pranzo, si avvicina il cameriere con il conto. Il cliente lo guarda e risponde: Per ora grazie. Arriva un secondo cameriere, un pò più minaccioso, e il cliente risponde :poi facciamo tutto un conto. Arriva il padrone del ristorante, e il cliente comincia a battersi le mani sul petto, come se stesse cercando il portafoglio. I due camerieri e il padrone lo guardano in silenzio, con la faccia arrabbiata. Il cliente estrae il portafoglio, apre il libretto degli assegni, alza lo sguardo e dice “Accidenti, proprio stamattina ho staccato l’ultimo”.
Esterno ristorante:
Si apre la porta, e il cliente moroso viene spintonato fuori malamente e finisce in terra.
Slogan:
non lo faresti mai con il tuo dentista, con il tuo medico, con il tuo ristoratore preferito, con la palestra dei tuoi figli. Perchè lo fai con il tuo avvocato?”

Me lo chiedo anche io: perché?

Mediazione: un’altra interessante ordinanza del Tribunale di Firenze

Il Tribunale di Firenze, con l’ordinanza del 18 marzo scorso a firma della dott.ssa Primavera, si esprime ancora una volta in favore della mediazione e del suo effettivo svolgimento.

Nell’ordinanza, infatti, non dispone solo che le parti svolgano il procedimento di mediazione, ribadendo che questo costituisce condizione di procedibilità della domanda, ma fa molto di più:

1) Invita gli avvocati a informare i loro assistiti di quanto disposto, in modo tale che essi possano compiere delle scelte consapevoli;

2) Invita le parti e i loro avvocati a partecipare ad un incontro informativo presso l’ufficio gestito dall’Università di Firenze (che è all’avanguardia in materia). In questo modo, il Tribunale compie una meritoria opera di diffusione della mediazione e di sensibilizzazione di cittadini e avvocati;

3) Invita le parti, tramite i loro legali, a depositare, almeno dieci giorni prima della prossima udienza, una nota in cuo dovranno comunicare l’esito della mediazione. In questo documento, andranno indicati:

A) informazioni in merito all’eventuale mancata fattiva partecipazione delle parti sostanziali senza giustificato motivo;

B) in relazione a quanto stabilito dall’art. 5, comma 2 del D.Lgs. 28/10 come riformato, informazioni sulle eventuali ragioni “di natura pregiudiziale o preliminare che hanno impedito l’avvio del procedimento di mediazione“. L’ordinanza sembra quindi inserirsi in quel filone intepretativo che ritiene che non esista la scelta delle parti di decidere se iniziare o meno la mediazione, e che la norma vada interpretata nel senso che la mediazione si debba comunque tentare, a meno che non esistano ragioni pregiudiziali o preliminari (ad esempio la mancanza di un litisconsorte necessario) che ne impediscano l’inizio. Resta il dubbio su quali siano gli strumenti in possesso del mediatore ove le parti, dopo che questi ha illustrato la procedura di mediazione ai sensi di legge, non vogliano proseguire.

C) i motivi per cui una parte, con specifica menzione di questa, ha rifiutato l’eventuale proposta del mediatore.

In ogni caso, un ulteriore passo avanti in favore della mediazione.

Ordinanza Firenze 18 marzo 2014
Ordinanza Firenze 18 marzo 2014