Mediazione: pubblicati gli atti del convegno del 9 dicembre

Un regalo da PE Primiceri Editore: il nuovissimo ebook contenente gli atti del convegno su Mediazione Civile e Mediazione Tributaria, scaricabile GRATIS in pdf! Contiene i pregevoli interventi del dott. MASSIMO MORICONI, giudice del tribunale di Roma e degli avvocati VALENTINA GUZZANTI ed EMANUELA ORIGLIA. L’introduzione è dell’avv. LUCA TANTALO. Buona lettura! Gli atti sono liberamente scaricabili da qui:

Mediazione Civile e Mediazione Tributaria: confronto e punti di contatto (Guzzanti, Moriconi, Origlia)

Esame avvocato: la traccia dell’atto di civile

ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI CIVILE

Nella notte del 12/05/2012 Caio decideva di partecipare ad una gara automobilistica clandestina e prima della partenza Caio chiedeva a Sempronio di accompagnarlo nella gara. Sempronio accettava l’invito e saliva sulla autovettura condotta da Caio e di proprietà del medesimo. Nel corso della competizione Caio perdeva il controllo della sua autovettura, che si ribaltava, ed a causa delle ferite riportate nell’incidente, Sempronio decedeva. Dal verbale della Polizia risultava che Sempronio aveva allacciato la cintura di sicurezza. Mevia e Tizio, rispettivamente madre e fratello di Sempronio, formulavano rituale richiesta di risarcimento danni ai sensi dell’art. 145 codice delle assicurazioni private (decreto legislativo 209/2005), ricevuta dalla società Alfa, compagnia assicuratrice dell’auto di Caio il 30/09/2012. Non essendo intervenuto alcun risarcimento, con atto di citazione notificato il 13/06/2013, Mevia e Tizio convenivano in giudizio Caio e la società Alfa per sentirli condannare, in solido tra di loro, al risarcimento dei danni patiti a seguito della morte di Sempronio. A sostegno della propria domanda, Tizio e Mevia esponevano che Sempronio non aveva posto in essere alcuna condotta idonea a causare o anche solo a generare il sinistro, poiché si era limitato a salire a posto dell’autovettura di Caio per accompagnarlo, senza ingerirsi in alcun modo nella conduzione dell’auto di Sempronio. Evidenziavano inoltre che Sempronio aveva adottato tutte le cautele necessarie, allacciandosi la cintura di sicurezza. Gli attori chiedevano quindi che i convenuti venissero condannati in solido tra di loro al risarcimento dei danni derivanti dal sinistro, da attribuirsi alla esclusiva responsabilità di Caio.
Assunte le vesti del legale dei convenuti, rediga il candidato l’atto giudiziario ritenuto più idoneo alla tutela dei propri assistiti, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

Esame avvocato: la traccia dell’atto di penale

ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO PENALE
Con sentenza pronunciata dal Tribunale nel 2009, divenuta irrevocabile nel novembre 2012, Tizio viene condannato alla pena, condizionalmente sospesa, di anni 1 di reclusione ed euro  600 di multa, per il reato di cui all’art. 646 del codice penale per essersi appropriato indebitamente nell’anno 2008 di beni mobili (cucina e arredi completi di un bar ristorante, nonché della somma di euro  25.000), appartenenti alla società Alfa, della quale era amministratore unico. Nell’aprile 2012 viene dichiarato il fallimento della società Alfa e, per le condotte di distrazione relative ai medesimi beni e alla stessa somma di denaro, Tizio viene denunciato e nuovamente sottoposto a processo, questa volta per il reato di bancarotta fraudolenta di cui all’art. 216, comma 1 n. 1 Regio Decreto 16 marzo 1942 legge fallimentare, processo nel quale rimane contumace. Con sentenza in data 09/05/2014, Tizio viene condannato alla pena di ani 3 di reclusione. Ricevuta la comunicazione dell’avvenuto deposito della sentenza il 03/06/2014, Tizio si reca il giorno dopo in Tribunale, dove acquisisce copia della sentenza.
Il giorno 09/06/2014 Tizio si reca da un avvocato, rappresentandogli la situazione e mostrandogli le due sentenze di cui sopra. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto ritenuto più idoneo alla difesa dello stesso

Esame avvocato: la seconda traccia del parere di penale

Tizio – di professione autotrasportatore- effettuava trenta transiti sulla rete autostradale omettendo di corrispondere il relativo pedaggio, per il totale di euro  350,00. In particolare, in alcuni casi, dopo aver ritirato alla guida dell’autocarro di sua proprietà, il tagliando di ingresso del casello autostradale, una volta aggiunto alle varie stazioni di uscita si immetteva nella corsia riservata ai possessori di di tessera via card o di telepass e si accodava al veicolo che lo precedeva riuscendo a transitare, sulla scia di questo, prima che la sbarra di blocco si fosse abbassata.
tizio non veniva mai fermato dalle forze dell’ordine o dall’addetto al casello, ma il numero di targa veniva rilevato attraverso un sistema fotografico automatico in dotazione della società autostrade. In altri casi,ometteva il pagamento dichiarando all’addetto al casello di uscita di aver smarrito il tagliando di ingresso e di essere sprovvisto di denaro.
Tizio viene sottoposto a procedimento penale e si reca da un avvocato per conoscere le possibili conseguenze penali della propria condottta.
Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio analizzi la fattispecie o le fattispecie configurabili nelle condotte prescritte.

Esame avvocato: la prima traccia del parere di penale

Con sentenza pronunciata dal Tribunale nell’ottobre 2012 e depositata il 30.11.2012, Tizio, incensurato di anni 42, viene condannato con la concessione delle attenuanti generiche alla pena di anni 3 di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici, in quanto giudicato responsabile del reato di cui all’art.317 c.p., commesso nell’anno 2010, perché nella sua veste di pubblico ufficiale, quale ispettore del lavoro della ASL, nel corso di un accertamento presso un’autorimessa in cui era emersa l’irregolare assunzione di lavoratori dipendenti in nero, dopo aver detto al titolare dell’autorimessa, Caio, che, se non gli avesse corrisposto la somma di euro  500,00 avrebbe proceduto a contestare, come previsto dalla legge, sanzioni dell’importo di alcune migliaia di euro, si faceva consegnare la predetta somma senza poi procedere a contestazione alcuna.
Tizio, subito dopo l’avvenuto deposito della sentenza, si reca da un avvocato per avere un parere.
Il candidato, assunte le vesti del candidato di Tizio, rediga motivato parere illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

Esame avvocato 2014: la seconda traccia del parere di diritto civile

TIZIO, PROPRIETARIO DI UN TERRENO, CONCEDE A CAIO, PROPRIETARIO DEL FONDO CONFINANTE, DI PARCHEGGIARE LA PROPRIA AUTOVETTURA SU UNA PORZIONE DEL SUO TERRENO.
PER FORMALIZZARE TALE ACCORDO GLI STESSI STIPULANO UNA SCRITTURA PRIVATA IN CUI SI LEGGE CHE TIZIO DICHIARA DI COSTITUIRE SU UNA DETERMINATA PORZIONE DEL SUO FONDO UNA SERVITù DI PARCHEGGIO A BENEFICIO DEL FONDO DI CAIO, DIETRO PAGAMENTO DI UN CORRISPETTIVO IN DENARO.
CAIO INZIA DUNQUE A PARCHEGGIARE LA PROPRIA AUTOVETTURA SUL TERRENO DI TIZIO. DOPO CIRCA 2 ANNI TIZIO VENDE IL PROPRIO TERRENO, NEL FRATTEMPO DIVENUTO EDIFICABILE, ALLA SOCIETA’ ALFA , FACENDO ESPRESSA MENZIONE NEL CONTRATTO DELLA SERVITU’ A SUO TEMPO COSTITUITA A FAVORE DI CAIO. DIVENUTA PROPRIETARIA, ALFA DECIDE DI CONSTRUIRE SUL TERRENO UN ALBERGO DI AMPIA CUBATURA CHE DOVREBBE COMPRENDERE ANCHE L’AREA DESTINATA AL PARCHEGGIO DI CAIO.
ALFA TUTTAVIA TROVA L’OPPOSIZIONE DI CAIO, CHE INTENDE CONTINUARE AD USUFRUIRE DEL TERRENO PER PARCHEGGIARVI LA PROPRIA AUTOVETTURA IN CONSIDERAZIONE DELLA SERVITU’ A SUO TEMPOCOSTITUITA A VANTAGGIO DEL SUO FONDO E CHE EGLI RITIENE OPPONIBILE AD ALFA NON SOLO PERCHèNON COSTITUISCE UN DIRITTO REALE, MA ANCHE PERCHè ESPRESSAMENTE MENZIONATANEL CONTRATTO STIPULATO TRA TIZIO E ALFA. ASSUNTE LE VESTI DEL LEGALE DELLA SOCIETà ALFA, IL CANDIDATO ILLUSTRI LE QUESTIONI SOTTESE AL CASO IN ESAME, EVIDENZIANDO IN PARTICOLARE I PROFILIRELATIVI AI REQUISITI PER LA VALIDA COSTITUZIONE DI UNA SERVITU’ PREDIALE.

Esame avvocato 2014: la prima traccia del parere di diritto civile

TIZIO, PROPRIETARIO, CONCEDE IN LOCAZIONE UN APPARTAMENTO A CAIO CHE LO ADIBISCE AD ABITAZIONE PROPRIA E DELLA PROPRIA FAMIGLIA.
IN PROSSIMITA’ DELLA SCADENZA DEL CONTRATTO TIZIO INTIMA LICENZA PER FINITA LOCAZIONE E CITA IN GIUDIZIO CAIO PER LA CONVALIDA. ALL’UDIENZA FISSATA PER LA CONVALIDA CAIO COMPARE PERSONALMENTE E NON SI OPPONE E IL GIUDICE CONVALIDA LA LICENZA, FISSANDO PER IL RILASCIO LA DATA DEL 10/01/2014. CAIO NON ADEMPIE E TIZIO GLI NOTIFICA QUUINDI IL 20/02/2014 ATTO DI PRECETTO; IN DATA 31/03/2014 L’UFFICIALE GIUDIZIARIO NOTIFICA A CAIO PREAVVISO DI RILASCIO PER LA DATA DEL 20/07/2014.
CAIO IL 10/05/2014 SI RECA IN VACANZA PER ALCUNI GIORNI CON LA SUA FAMIGLIA E IN DATA 20/05/2014, AL SUO RIENTRO, VERIFICA DI NON ESSERE IN GRADO DI RIENTRARE NELL’APPARTAMENTO UTILIZZANDO LE CHIAVI IN SUO POSSESSO. iNTERPELLA QUINDI TIZIO IL QUALE GLI SPIEGA DI AVERE PROVVEDUTO EGLI STESSO A CAMBIARE LA SERRATURA DELLA PORTA D’INGRESSO. PUR OFFRENDO LA RESTITUZIONE DEI BENI DI CAIO ANCORA PRESENTI IN CASA, TIZIO DICHIARA DI NON ESSERE DISPOSTO A CONSEGNARGLI LE NUOVE CHIAVI IN QUANTO EGLI RITIENE DI AVERE AGITO LEGITTIMAMENTE IN VIRTU’ DEL TITOLO ESECUTIVO. ASSUNTE LE VESTI DEL DIFENSORE DI CAIO IL CANDIDATO ILLUSTRI LE QUESTIONISOTTESE AL CASO IN ESAME, EVIDENZIANDO IN PARTICOLARE QUALI INIZIATIVE POSSA INTRAPRENDERE IL PROPRIO ASSISTITO AL FINE DI RIPRENDERE IL GODIMENTO DELL’IMMOBILE IN QUESTIONE.