Le controversie ereditarie sono spesso tra le più difficili da gestire, perché al valore economico dei beni si aggiungono rapporti familiari, aspettative, vecchi contrasti e, non di rado, beni ai quali ciascun erede attribuisce un valore diverso. Una successione che sulla carta potrebbe sembrare semplice può così trasformarsi in una situazione bloccata per anni.
Lo Studio Legale Tantalo assiste eredi e familiari nelle successioni, nelle divisioni ereditarie e nelle controversie relative a testamenti e quote di eredità, cercando innanzitutto di comprendere quale sia il risultato concreto che il cliente vuole ottenere. Quando esiste uno spazio per una soluzione negoziata, lo si percorre. Quando invece l’accordo non è possibile, la controversia viene affrontata in giudizio.
Quando può essere necessario rivolgersi a un avvocato
I problemi possono nascere in momenti molto diversi della successione. Può accadere che uno degli eredi utilizzi da solo un immobile ereditato, che non vi sia accordo sulla vendita o sul valore dei beni, che qualcuno voglia acquistare la quota degli altri, che sorgano contestazioni su un testamento o che un erede ritenga di avere ricevuto meno di quanto gli spettasse.
Altre volte il patrimonio comprende più immobili, conti correnti, partecipazioni societarie o beni difficili da dividere e ciascun erede propone una soluzione diversa. Oppure uno dei coeredi non collabora, non risponde alle proposte o impedisce di fatto qualsiasi decisione.
In tutte queste situazioni è importante ricostruire prima di tutto il patrimonio ereditario, le quote spettanti a ciascuno e gli eventuali atti compiuti dal defunto durante la vita, per poi individuare la strategia più utile.
Divisione ereditaria: non sempre la soluzione migliore è vendere tutto
Quando più persone ereditano gli stessi beni si forma una comunione ereditaria. Ogni coerede può chiedere lo scioglimento della comunione, ma il modo in cui arrivare alla divisione può cambiare radicalmente il risultato economico.
Se nell’eredità vi sono più immobili, per esempio, può essere possibile assegnare beni diversi ai singoli eredi prevedendo eventuali conguagli in denaro. Se invece vi è un solo immobile, può essere valutata l’attribuzione a uno dei coeredi con pagamento della quota agli altri. Quando nessuna soluzione è praticabile, può rendersi necessaria la vendita.
Proprio per questo la divisione non dovrebbe essere affrontata limitandosi a chiedere “quanto spetta a ciascuno”. Bisogna capire quali beni interessano realmente alle parti, quali valori sono sostenibili e quale soluzione consenta di evitare, quando possibile, una vendita giudiziale che potrebbe non essere conveniente per nessuno.
Lesione della quota di legittima
La legge riserva a determinati familiari una quota dell’eredità che il defunto non può liberamente sottrarre attraverso disposizioni testamentarie o, in determinate condizioni, attraverso donazioni effettuate in vita.
Quando un coniuge, un figlio o altro soggetto legittimario ritiene che la propria quota sia stata lesa, è necessario ricostruire con attenzione il patrimonio del defunto, le disposizioni contenute nel testamento e le eventuali donazioni compiute durante la vita.
Non sempre, infatti, è sufficiente guardare ai beni presenti al momento della morte. In alcune controversie diventa necessario ricostruire anche operazioni avvenute molti anni prima e verificare se abbiano inciso sui diritti dei legittimari.
Prima di intraprendere un giudizio è quindi opportuno effettuare una valutazione completa, anche economica, della possibile azione e del risultato concretamente raggiungibile.
Contestazione del testamento
Un testamento può essere fonte di controversie per ragioni molto diverse: problemi formali, dubbi sull’autenticità, incapacità del testatore, interpretazione delle disposizioni oppure lesione dei diritti degli eredi legittimari.
La presenza di un testamento che attribuisce un bene a una determinata persona non significa quindi necessariamente che la questione sia definitivamente chiusa. Allo stesso modo, il semplice disaccordo con le volontà del defunto non è sufficiente per contestarle.
È necessario esaminare il documento, ricostruire le circostanze nelle quali è stato redatto e verificare se esistano effettivi presupposti giuridici per un’impugnazione.
Un erede occupa da solo l’immobile
È una delle situazioni più frequenti. Un coerede continua a vivere nell’appartamento ereditato, magari da molti anni, mentre gli altri non possono utilizzarlo e non ricevono alcuna somma.
La questione va esaminata concretamente. Occorre verificare il titolo in base al quale l’immobile viene utilizzato, i rapporti intercorsi tra gli eredi, le eventuali richieste già formulate e le spese sostenute sul bene.
Spesso il problema non si risolve semplicemente chiedendo all’altro erede di lasciare l’immobile. Può essere più utile inserire la questione in una trattativa complessiva sulla divisione, valutando per esempio l’attribuzione del bene all’occupante con liquidazione delle quote degli altri coeredi.
Quando gli eredi non sono d’accordo sul valore degli immobili
Molte divisioni si bloccano non perché gli eredi non vogliano trovare un accordo, ma perché partono da valutazioni economiche completamente diverse. Uno considera un appartamento del valore di 500.000 euro, l’altro di 700.000. A quel punto qualsiasi ipotesi di attribuzione o conguaglio diventa difficile.
Prima di discutere delle quote è spesso necessario raggiungere almeno una base ragionevole sui valori. Possono quindi essere utili perizie, stime immobiliari e altri elementi oggettivi che consentano di ridurre la distanza tra le posizioni.
Una negoziazione costruita su valori palesemente irrealistici difficilmente porta lontano.
La mediazione nelle controversie ereditarie
Le controversie in materia di divisione e successioni ereditarie rientrano tra quelle per le quali, prima di iniziare il giudizio, è necessario esperire il procedimento di mediazione previsto dal d.lgs. 28/2010.
Non dovrebbe però essere considerato soltanto un passaggio obbligatorio. Proprio nelle controversie ereditarie la mediazione può consentire di costruire soluzioni che un giudice difficilmente potrebbe realizzare con la stessa flessibilità: attribuzione di immobili diversi, conguagli, pagamenti dilazionati, regolazione dell’utilizzo dei beni, vendita concordata oppure mantenimento di determinati cespiti all’interno della famiglia.
L’Avv. Luca Tantalo svolge attività di mediatore da oltre quindici anni e ha gestito oltre 5.000 procedure. Questa esperienza viene utilizzata anche nell’assistenza agli eredi, preparando la trattativa e cercando di individuare le possibili aree di accordo prima che la controversia si trasformi in una lunga causa.
La mediazione non deve però portare a un accordo a qualsiasi costo. Se la soluzione proposta non tutela adeguatamente il cliente, il giudizio rimane lo strumento necessario.
Se l’accordo non è possibile
Quando gli eredi non riescono a trovare una soluzione, ciascun coerede può chiedere giudizialmente lo scioglimento della comunione. La divisione giudiziale può richiedere la ricostruzione del patrimonio, la stima dei beni, l’individuazione delle quote, la verifica della divisibilità degli immobili e, in alcuni casi, la loro vendita.
È quindi importante arrivare al giudizio avendo già valutato non soltanto la fondatezza delle proprie pretese, ma anche le conseguenze economiche delle diverse possibili soluzioni.
L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente “vincere la causa”, ma ottenere il risultato migliore possibile rispetto al patrimonio da dividere.
Prima di iniziare: ricostruire bene la successione
Nelle controversie ereditarie la documentazione è fondamentale. Testamento, dichiarazione di successione, visure catastali e ipotecarie, atti di provenienza degli immobili, eventuali donazioni, documentazione bancaria e corrispondenza tra gli eredi possono modificare sensibilmente la valutazione del caso.
Per questo il primo passo dello Studio consiste normalmente nell’esaminare i documenti disponibili e ricostruire la situazione patrimoniale e giuridica. Soltanto dopo è possibile stabilire se sia preferibile formulare una proposta, avviare una mediazione o preparare l’azione giudiziaria.
Assistenza dello Studio Legale Tantalo
Lo Studio assiste nelle controversie relative a:
successioni e divisioni ereditarie; lesione della quota di legittima; testamenti e loro contestazione; comunioni ereditarie; immobili indivisi; controversie tra coeredi; attribuzione o vendita di beni ereditari; trattative e mediazioni ereditarie; azioni giudiziali di divisione.
Ogni successione presenta però caratteristiche proprie. Prima di indicare una soluzione è necessario comprendere quali siano i beni coinvolti, quali siano i rapporti tra gli eredi e, soprattutto, quale risultato il cliente voglia concretamente ottenere.
Contatti
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Per richiedere una prima valutazione è possibile inviare una breve descrizione della situazione e, se disponibili, il testamento, la dichiarazione di successione e gli altri documenti essenziali. In questo modo il primo incontro può essere utilizzato per affrontare direttamente le questioni più importanti.

