Costituito il Comitato “ADR & Mediazione”.

Di seguito il comunicato ufficiale

 Logo Comitato

            E’ stato costituito a Roma il 9 dicembre 2012, il Comitato Nazionale “ADR e Mediazione”, il quale si prefigge la finalità di promozione e salvaguardia della mediazione civile e commerciale in Italia, vista anche l’assoluta indifferenza dell’attuale Governo alla gravissima crisi causata dalla sentenza della Corte Costituzionale.

Il Comitato è composto da professionisti della mediazione e sistemi ADR di comprovata esperienza, capacità  e profonda conoscenza dell’istituto i quali considerano quest’ultimo, unitamente al sistema ADR, uno strumento indispensabile per la crescita della competitività e della produttività  del Paese e per risollevare le sorti della Giustizia italiana ritenendo oggettivamente acclarata la circostanza che in tutti i paesi al mondo dove vi è una Giustizia efficiente, esiste altresì un valido sistema ADR .

Il Comitato si pone i seguenti obiettivi:

  • Redazione di proposte normative,
  •  Confronto con le istituzioni e gli organismi più rappresentativi,
  •  Monitoraggio per il tramite del Ministero  dei controlli relativi alla qualità degli organismi e della formazione,
  •  Promozione  dello studio e la ricerca in materia di mediazione e sistemi ADR in generale,
  • Organizzazione diretta o indiretta di informazione scientifica  e promozione di qualunque altro tipo per la corretta divulgazione dell’istituto.
  • Promozione di attività editoriale e pubblicazioni scientifiche sempre a scopo esclusivamente divulgativo.

Il Comitato è aperto alle adesioni di mediatori e di organismi i quali, oltre a condividere gli scopi sopra indicati, vogliano garantire al cittadino un servizio di qualità e professionalità a sostegno della cultura della mediazione in Italia, vera battaglia di civiltà.

I soci fondatori sono i seguenti:

Avv. Maria Rosaria Fascia;

Avv. Giovanna Elisabetta Zaccheo

Organismo di mediazione Associazione Co.Med.A iscritto al n. 448 del registro;

Avv. Dante Leonardi;

Organismo Adr Aequitas, n. 5 del registro;

Avv. Stefano Patti;

Organismo Equa Libra n. 146 del Registro;

Dott.ssa Barbara Cocola;

Organismo Associazione Conciliatori del Veneto, iscritto al n. 193 del registro;

Dott. Fiore Gaudio;

Avv. Paolo Fortunato Cuzzola;

Avv. Pietro Lorenzo Elia;

Dott.ssa Paola Bruno;

Organismo Fimeco srl, iscrizione n. 444 degli Registro degli organismi di mediazione e n. 258 organismi di formazione;

Avv. Luca Tantalo;

Avv. Iacopo Maria Savi;

Dott.ssa Susy Carropoli,,

Avv. Andrea Ceccobelli,

Avv. Andrea Sirotti Gaudenzi,

Avv. Carlo Recchia;

Avv. Eugenio Zappalà;

Organismo di Mediazione Cult Mediation S.r.l.;

Avv. Maria Cristina Biolchini,

Dott. Salvatore Primiceri.

Per informazioni e adesioni: info@comitatoadrmediazione.it;

http://www.comitatoadrmediazione.it/.

Comitato ADR e MEDIAZIONE

E’ bene chiarire, al di là del comunicato ufficiale, che il Comitato è prima di tutto un organo scientifico, che si propone di migliorare, valorizzare e diffondere  la cultura della mediazione in Italia, che considera come il futuro in un Paese in cui le liti che possono essere risolte stragiudizialmente sono la stragrande maggioranza. Non possiamo non notare che, al contrario di quello che si vuol far credere, la maggioranza dei componenti è anche avvocato, e non si tratta certo di professionisti di scarso rilievo. Questo dovrebbe far riflettere qualcuno.

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Mediazione, ripartire dall’obbligatorieta’

Bocciata dalla Consulta, resta lo strumento principale per una nuova cultura forense. Con al centro il cittadino

di Cesare Cavallini, ordinario di diritto processuale civile alla Bocconi

Neppure troppo a sorpresa la Corte Costituzionale ha bocciato a fine ottobre la legge sulla mediazione civile e commerciale, nella parte in cui ne prevede(va) l’obbligatorietà per alcune predefinite categorie di liti. Liti ritenute fonte di un massiccio accesso alle aule dei tribunali e, quindi, causa di inesauribile aumento del contenzioso civile, con le ovvie ricadute sulla durata (eccessiva) dei processi.

Ma la decisione della Consulta non boccia affatto nel merito la legge sulla mediazione civile obbligatoria. La previsione dell’obbligatorietà è stata ritenuta non compatibile con i principi costituzionali per un vizio formale (pur se assolutamente rilevante) compiuto dal legislatore delegato con riferimento al limite posto dal legislatore delegante. In altre parole il governo del tempo ha ecceduto nel prevedere l’obbligatorietà della mediazione civile, pur se nel quadro di una previsione normativa di ben più ampio respiro, in cui l’obbligo di mediare preventivamente l’instaurazione di un giudizio civile era riservato a una rosa predefinita di liti civili e commerciali.
Chi ha vinto e chi ha perso? Interrogativo lecito, data la pugnace resistenza dell’avvocatura all’indomani (ma anche prima) dell’introduzione del D. Lgs. n. 28/2010. E, ancor più, del plauso manifestato alla pronuncia della Corte, accompagnato dal tono pomposo e tipico di una vittoria epocale a favore del diritto dei cittadini ad avere la garanzia del così detto giusto processo.
Rispondo con franchezza. Non ha vinto nessuno, neppure e soprattutto l’avvocatura, ripiegata invero su esigenze spesso conservatrici e contraddittorie (come il lassez faire dell’ormai inaccettabile e inattendibile esame di abilitazione professionale). Non ha vinto il così detto giusto processo, divenuto ormai stilema di comodo utilizzato spesso fuori contesto e in modo opportunistico a giustificazione apparente di ben diversi obbiettivi raggiunti.
Ha perso invece un’occasione proprio il cittadino comune, quello non a caso parte attiva o passiva delle liti per cui era prevista l’obbligatorietà della mediazione preventiva. Ha perso di conseguenza l’intero sistema del servizio-giustizia, che vedrà probabilmente immutato non solo il numero delle liti, ma anche la durata delle medesime. è pur vero che solo una minima parte delle istanze di mediazione preventiva aveva finora dato esito positivo, evitando il processo; sì che facile è stata ed è l’obiezione dell’inutilità dell’istituto, proprio dal punto di vista della funzione deflattiva, oltre a quella dei costi elevati di accesso della mediazione per il cittadino comune.
Ma adducere incoveniens non vale solvere argumentum, recita un saggio brocardo della nostra tradizione giuridica; sì che, abbandonati proclami trionfalistici e richiami affrettati a garanzie per il cittadino, messe da parte apparenti esigenze dell’avvocatura, che invero celano strutturali debolezze di organizzazione, proprio dall’insuccesso di questo primo banco di prova dell’istituto della mediazione civile obbligatoria si può ripartire, con lo strumento della legge ordinaria, per rimodularne la previsione normativa.
Continuo a ritenere l’obbligatorietà della mediazione l’unico efficace strumento di persuasione nella cultura civica e forense delle potenzialità dell’istituto; ma ciò non è sufficiente se all’obbligatorietà non seguono la serietà e l’estrema professionalità dei soggetti mediatori, l’onerosità a buon fine a carico delle parti della mediazione e la previsione dell’altrettanto obbligatoria difesa tecnica con la sola esclusione delle liti di modico valore. E allora si apprezzeranno ancor più gli effetti della pronuncia della Consulta.

Vergogna

Ma in un Paese in cui di notte la Commissione Bilancio del Senato, su input del Governo, approva un emendamento alla legge di stabilità che prevede degli aiuti per le sale in cui si gioca d’azzardo, potevamo veramente aspettarci che il Ministro della Giustizia facesse qualcosa per una battaglia di civiltà come quella della Mediazione?

Ovviamente, no. E infatti, nonostante le promesse, nulla è stato fatto. Ma la Mediazione è il futuro, e nessuno speri che chi crede in questa scienza si arrenda così facilmente.

Esame avvocato 2012: traccia dell’atto di penale

Tizio, Caio, Sempronio e Mevio decidono di commettere una rapina ai danni di un negozio di generi alimentari preventivamente individuato come obiettivo del delitto. Si portavano sul posto nella città gamma a bordo di due ciclomotori: il primo condotto da Tizio con a bordo Caio, il secondo condotto da Sempronio con a bordo Mevio. Caio e Mevio entravano all interno del negozio mentre Tizio e Sempronio restavano all esterno sul piazzale con funzione di pali. Mentre Caio intima al cassiere di consegnargli il denaro presente in cassa minacciandolo con una pistola, Mevio si avvia verso l’uscita intimando ai presenti di non muoversi. Raggiunto il piazzale con il bottino i rapinatori subiscono una improvvisa reazione del proprietario del negozio il quale insegue Caio e Mevio brandendo un bastone, mentre costoro si accingono a salire in sella ai rispettivi motocicli. A questo punto Caio estrae una pistola e puntata l’arma verso il proprietario del negozio, esplode tre colpi di pistola che colpiscono mortalmente l’uomo. Una testimone presente sul piazzale ode distintamente Tizio che nella concitazione esorta Caio a sparare per guadagnare la fuga. I quattro riescono a fuggire. Le indagini successive anche grazie alle telecamenre a circuito chiuso e alle disposizioni dei presenti consentono di pervenire all’individuazione dei quattro soggettti i quali avevano agito a volto scoperto. Sottoposti a processo vengono tutti condannati per reati di rapina e omicidio volontario. Assunte le vesti del legale di Sempronio redigere atto di appello.

Esame avvocato 2012: la traccia dell’atto di civile

Tizio propone opposizione a decreto ingiuntivo, presso il Tribunale Alfa in relazione alla pretesa creditizia di Caio, azionata per euro 30.000,00 portata da titoli non onorati alla scadenza e relativi ad una fornitura di merce. A sostegno della opposizione deduce di aver onorato la propria obbligazione con altri assegni consegnati all’opposto ancor prima della presentazione in Banca dei titoli successivamente posti a base del ricorso per Decreto ingiuntivo. Chiede di provare per testi tale pagamento.

Il candidato, assunte le vesti di difensore di Caio, rediga l’atto giudiziario più opportuno alla sua difesa, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie in esame, con particolare riferimento ai limiti della prova orale in materia contrattuale ed in materia di adempimento delle obbligazioni pecuniarie.

Esame avvocato 2012: la seconda traccia del parere di diritto penale

Tizio, notaio, ometteva il versamento delle somme affidategli dai clienti, destinate al pagamento dell’imposta di registro per gli atti rogati. L’illecito veniva scoperto quando ad uno dei clienti veniva contestato l’omesso pagamento dell’importo dovuto e questi, verificato quanto accaduto, sporgeva denuncia nei confronti del notaio. Avviato il procedimento penale, l’A.G. inquirente verificava che il danaro di cui Tizio si era appropriato era molto ingente. Pertanto, si disponeva il sequestro finalizzato alla confisca di due appartamenti di proprietà di Tizio. Questi si reca dunque dal proprio avvocato per conoscere possibili conseguenze della condotta contestatagli sia sotto il profilo sanzionatorio che con riguardo alla sorte dei beni immobili oggetto di sequestro. Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio rediga motivato parere illustrando la fattispecie penale ravvisabile nel caso prospettato, soffermandosi sulla possibilità della confisca per equivalente degli immobili appartenenti a Tizio e sottoposti a sequestro.

Esame avvocato 2012: la prima traccia del parere di diritto penale

Nel corso di una indagine di polizia giudiziaria finalizzata alla repressione del fenomeno dello sfruttamento dei minori a fini sessuali, l’agente autorizzato ad operare sotto copertura sulla rete web con un nickname, accerta uno scambio di materiale pedopornografico tra tizio e caio, accertando, poi, che il nickname utilizzato da uno degli utenti è riferibile a Tizio, titolare dell’utenza telefonica usata per la connessione internet, la quale risulta ubicata in un appartamento abitato soltanto da lui. Contattandolo direttamente sempre in via telematica, l’agente acquisisce da Tizio numerose immagini pedopornografiche. Tizio viene sottoposto a procedimento penale e si procede al sequestro del computer di Tizio rinvenuto nell’appartamento. La consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero sul computer in sequestro consente di accertare che con quel computer erano stati inviati numerosi messaggi di posta elettronica con allegati files contenenti immagini pedopornografiche, che esiste un’apposita cartella salvata sul disco rigido, contenente numerosissimi files di immagini e filmati dello stesso genere.

A questo punto, Tizio si reca da un avvocato per conoscere le possibili conseguenze penali della propria condotta. Il candidato, assunte le vesti del difensore di Tizio, analizzi la fattispecie o le fattispecie configurabili nella condotta descritta soffermandosi in particolare sulle figure della progressione criminosa dell’antefatto e post-fatto non punibili.