Organismi di mediazione: finalmente il Ministero ha iniziato i controlli!

La notizia è di ieri, 30 ottobre: finalmente gi ispettori del Ministero della Giustizia si sono recati presso alcuni organismi di mediazione di Roma. Hanno controllato a fondo tutto: diverse procedure a campione, fascicoli archiviati, mediatori in regola con la formazione, sale riunioni, sedi, copertura della polizza durante tutta la permanenza dell’organismo e quant’altro.

Non sappiamo se questo “risveglio” sia dovuto alle numerose segnalazioni ricevute, o ai solleciti inviati da più parti (anche da molti di noi), al noto servizio di Report, o infine all’interrogazione presentata dai due deputati 5S, peraltro folgorati sulla via di Damasco. Quel che conta è che, finalmente, questi controlli siano iniziati; ora speriamo che durino, che vengano svolti capillarmente su tutto il territorio nazionale, e in modo approfondito.  La speranza di chi vive seriamente e professionalmente l’istituto (e la scienza) della mediazione, è che tutto questo serva a garantire la qualità degli organismi: le critiche fino ad ora rivolte alla categoria (pur non corrette nella generalizzazione), sono condivise anche da noi e non possono essere ignorate.

Tutto questo, in attesa dell’auspicato D.M. che vada a stabilire alcuni paletti oggettivamente indispensabili come, a mio modesto parere, l’esclusività dell’oggetto sociale e dell’attività degli organismi,  la modifica, con criteri molto più severi, della formazione dei mediatori e l’assoluto divieto di promozioni tipo supermercato, di qualunqe genere e forma.

Mediazione: il Movimento 5S presenta un’interrogazione sui controlli agli organismi

Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-01303
presentato da
BONAFEDE Alfonso
testo di
Lunedì 28 ottobre 2013, seduta n. 106

BONAFEDE e COLLETTI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
l’Unione Europea, nella «Raccomandazione del Consiglio» sul programma nazionale di riforma 2013 dell’Italia, ha espresso le seguenti considerazioni: «Per migliorare il contesto in cui operano le imprese occorre completare la riforma della giustizia civile dando rapidamente attuazione alla riorganizzazione dei tribunali, abbreviando la durata eccessiva dei procedimenti e riducendo il volume dell’arretrato e il livello di contenzioso. A seguito della sentenza della Corte costituzionale dell’ottobre 2012 sulla mediazione, è necessario intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie»;
con la conversione in legge del cosiddetto «Decreto del Fare», il 20 settembre 2013 è entrato in vigore un nuovo modello di mediazione sperimentale per quattro anni – diverso da quello precedente – in cui le parti sono chiamate a presenziare, insieme ai loro avvocati, ad un primo incontro gratuito davanti ad un mediatore per valutare le possibilità di concordare l’inizio della procedura di mediazione;
per il successo del ricorso alla mediazione è essenziale garantire ai cittadini organismi indipendenti e imparziali e mediatori professionali e competenti sotto l’attenta vigilanza del Ministero della giustizia come previsto dall’articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 4, marzo 2010, n. 28. Diversamente vi è il rischio per il cittadino che il tentativo di mediazione divenga un nuovo balzello e una inutile perdita di tempo;
la trasmissione Report di lunedì 7 ottobre 2013 ha evidenziato che il Ministero della giustizia – così come ha dichiarato il sottosegretario Cosmo Ferri – in quattro anni di vigenza dell’istituto della mediazione non ha mai fatto un controllo sugli organismi di mediazione e sugli enti di formazione esistenti –:
se il Ministro interrogato non ritenga di dover dar corso a specifiche ispezioni ministeriali ed alla ristrutturazione del registro degli organismi di mediazione e degli enti di formazione al fine dell’indispensabile miglioramento della qualità del servizio offerto ai cittadini. (5-01303)

Mediazione: anche per l’ANM è un’opportunità da non perdere

A seguito del XXXI Congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati, è stato emesso un documento, denominato “La Giustizia del futuro”, in cui una parte è dedicata all’efficienza del processo civile (http://www.associazionemagistrati.it/doc/14/efficienza-del-processo-civile.htm). All’interno di questo interessante documento, che riporta le proposte dell’ANM per migliorare la terrificante situazione della giustizia civile, è riservato un passo favorevole alla Mediazione, che riportiamo di seguito:

4) Mediazione di qualità. Dopo la caducazione del decreto legislativo sulla mediazione da parte della Corte Costituzionale per eccesso di delega, non può essere perduta l’opportunità di una nuova introduzione più meditata delle forme di mediazione e di conciliazione, con costi minori per il cittadino e premialità nell’adesione alla proposta di mediazione o conciliazione. Occorrono regole deontologiche e di incompatibilità più rigorose, il rispetto di un principio di competenza e corrispondenza tra organismi di mediazione ed uffici giudiziari, una adeguata professionalità per i mediatori.

Come vediamo, una posizione nettamente favorevole all’istituto, purché venga assicurata la qualità, la professionalità e l’indipendenza dei mediatori: quello che noi operatori del settore e studiosi della materia chiediamo, inascoltati, da tempo. Speriamo che il Ministero, nel nuovo D.M., ne tenga conto.

Incentivata la soluzione della lite in mediazione anche nei nuovi parametri forensi

http://www.mondoadr.it/cms/articoli/incentivata-la-soluzione-della-lite-mediazione-anche-nei-nuovi-parametri-forensi.html

Videoforum con Jeff Thompson, detective della polizia di NY e mediatore (da Mondoadr)

Lunedì 28 ottobre, dalle ore 17.30 alle 18.30, prosegue la serie di Videoforum in diretta organizzati da ADR Center con alcuni dei mediatori più famosi al mondo. Dopo Anthony Piazza, noto per la mediazione tra Mark Zuckerberg e i gemelli Winklevoss, il prossimo incontro è con Jeff Thompson, grande esperto di ADR e detective del New York City Police Department (NYPD).

In questo seminario online, che si terrà in lingua inglese, Jeff Thompson proporrà ai partecipanti gli ultimi risultati della sua ricerca che riguarda principalmente la comunicazione in mediazione. L’obiettivo di detta ricerca è dimostrare come alla base di una mediazione efficace vi sia la comunicazione non verbale. I dati dell’indagine, svolta tra oltre 300 mediatori professionisti operativi in tutto il mondo, dimostra come la creazione di empatia con le parti, la conquista della fiducia e la dimostrazione della propria professionalità, incrementi le possibilità di successo della mediazione.

Il modello METTA, acronimo creato da Jeff Thompson (Movement, Environment, Touch, Tone and Appearance), consente quindi di analizzare:

  •  cosa il mediatore deve fare e cosa deve evitare;
  • l’importanza del discorso introduttivo del mediatore;
  • la creazione dell’empatia con le parti;
  • l’accoglienza delle sale e la disposizione delle parti;
  • l’aspetto del mediatore.

Partecipando a questo speciale seminario online, scoprirete le ultime novità nell’ambito di questa importante ricerca e come applicarle nella vostra attività di mediatore, negoziatore o di una qualsiasi altra figura professionale in cui le capacità di risoluzione risultano fondamentali ai fini del successo.

Il videoforum sarà trasmesso sulla homepgae di mondoadr e al seguente link http://ustre.am/ZWMt

 *La presentazione si basa esclusivamente sulla visione personale di Jeff frutto della sua ricerca e di nessun altro tipo di organizzazione di cui risulti membro o di alcun tipo di impresa con cui stia attualmente collaborando.

Breve biografia: Jeff Thompson è mediatore professionista a livello internazionale e detective del New York City Police Department (NYPD). Attualmente è beneficiario della borsa di studio Police Commissioner Raymond W. Kelly Graduate Scholarship  e svolge attività di ricerca presso la Columbia University Law School. L’oggetto principale della sua ricerca riguarda lo studio delle effettive abilità applicate durante le crisi di mantenimento dell’ordine dai negoziatori per la liberazione di ostaggi. Oltre al suo lavoro di ricerca, partecipa a numerose conferenze in qualità di ospite, pubblica articoli destinati ad un pubblico accademico e non, e svolge corsi di formazione sul tema della negoziazione in situazione di crisi e sulle sue implicazioni con il personale non facente parte delle forze dell’ordine.

Un’innovativa ordinanza prevede in fasi successive l’accoglimento della proposta del giudice e l’invito in mediazione (di Massimo Moriconi)

Da http://www.mondoadr.it/cms/articoli/innovativa-ordinanza-che-prevede-fasi-successive-laccoglimento-della-proposta-del-giudice-linvito-mediazione.html

Per molti anni il problema dello spaventoso arretrato della giustizia civile, con i lunghissimi tempi di definizione delle cause, è stato un problema avvertito in particolare dagli addetti ai lavori,  in particolare magistrati ed avvocati, oltre che naturalmente dall’utenza, che ne ha subito in corpore vili le sempre peggiori  conseguenze. La politica, Governo e Parlamento, si sono di fatto disinteressati per lungo tempo a questa situazione fin tanto che è diventata un problema che ha superato i confini nazionali. Le condanne delle corti europee, i moniti della comunità internazionale, le impietose statistiche che collocano l’Italia a livelli di efficienza non europei, il timore degli investitori esteri della incertezza delle risposte di giustizia ai conflitti giudiziari hanno mutato lo scenario.

In un sempre più rapido e caotico susseguirsi di interventi normativi sono stati adottati molti provvedimenti con lo scopo di rendere più efficiente e rapida la giustizia civile italiana.

In questo contesto la proposta del giudice di cui al nuovo art.185 bis e una rinnovata struttura della mediazione sono quelli più condivisibili e apprezzabili perché vanno nella direzione della tutela sostanziale degli interessi della collettività.

Si vuole con tali parole sottolineare che l’aumento sensibile del costo dell’accesso alla giustizia, che si è di recente registrato a più riprese, come pure l’introduzione di filtri severi per i ricorsi in appello ed in cassazione, costituiscono un modo surrettizio e amaro per affrontare il problema. Se non di denegata giustizia si tratta, è qualcosa che ci si avvicina.

Al contrario gli strumenti in commento, proposta del giudice e mediazione, vanno nella direzione opposta, che è quella di porre al centro dell’interesse della giustizia i beni della vita dei soggetti coinvolti nel conflitto giudiziario, per tutelarli non comprimerli.

Il giudice, al quale è affidato uno strumento di grande efficacia che sta a lui valorizzare in modo intelligente e prudente, sulla base degli atti della istruttoria può oggi formulare, come rende chiaro la lettura del recentissimo provvedimento emesso dal tribunale di Roma, una proposta conciliativa o transattiva nelle cause che non presentino questioni di diritto eccessivamente complicate. La differenza con il sistema attuale è che tale proposta, che non richiede la stesura di una sentenza che richiede tempi lunghi per la redazione delle motivazioni, viene formulata dallo stesso giudice che, in caso di mancato accordo sulla proposta, deciderà in sseguito la causa.

In questo caso è difficile che le parti non percepiscano che il rifiuto della proposta le potrebbe esporre alla conseguenza di ricevere, successivamente, una sentenza che verosimilmente ricalcherà la sostanza della precedente proposta.

La norma non prevede espressamente sanzioni per il rifiuto dell’accordo, ma la giurisprudenza, come si legge nella recente ordinanza, avrà modo di valutare se ricavarle dalle norme generali dell’ordinamento, come quella sulle spese di causa e sulla responsabilità aggravata per condotta processuale non conforme a buona fede.

Ma al di là di ciò vi è un altro strumento che viene posto nella disponibilità del giudice, il quale può ordinare, nel momento che ritenga più opportuno, alle parti di avviare un percorso di mediazione presso un organismo scelto da quella della parti che per prima si attivi o dalle parti congiuntamente.

L’originalità dell’ ordinanza del tribunale di Roma in commento è che tale percorso non viene disposto direttamente, come di regola, ma come  ausilio alle parti che non siano riuscite da sole a raggiungere un accordo sulla proposta del giudice.

La presenza di un mediatore professionale in questo contesto potrà assurgere a valore aggiunto determinante per il buon esito della proposta.

Occorre infatti considerare che gli avvocati che assistono le parti sono portatori degli interessi di ciascuna delle stesse, e quindi per definizione, parziali, a differenza del mediatore che svolge un ruolo del tutto estraneo a tali interessi e che proprio per questo potrebbe fare emergere, in modo obiettivo e disinteressato, la piena convenienza di un accordo amichevole in alternativa al proseguimento della lite.

L’auspicio è che tutti gli operatori coinvolti, magistrati, avvocati, mediatori, percepiscano l’eccezionale strategica importanza di questi mezzi, il cui eventuale fallimento aprirebbe la strada, in un’ottica sempre più emergenziale, ad interventi del legislatore drasticamente severi e probabilmente depressivi della tutela dei beni della vita dei cittadini.

Massimo Moriconi

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proc. n. 27803-11

TRIBUNALE  di ROMA  Sez.XIII°

ORDINANZA

Il Giudice,

dott. Massimo Moriconi,

letti gli atti, osserva:

Si ritiene che in relazione all’istruttoria fin qui espletata ed ai provvedimenti già emessi dal Giudice, le parti ben potrebbero pervenire ad un accordo conciliativo.

Infatti, considerati i gravosi ruoli dei giudici ed i tempi computati in anni per le decisioni delle cause, una tale soluzione, che va assunta in un ottica non di preconcetto antagonismo giudiziario, ma di reciproca rispettosa considerazione e valutazione dei reali interessi di ciascuna delle parti, non potrebbe che essere vantaggiosa per entrambe.

Il Giudice pertanto si astiene dal disporre la convocazione del consulente tecnico di ufficio a chiarimenti rinviando ad un eventuale prosieguo la questione.

Invero la controversia non ha fatto emergere questioni di diritto complesse, e dubbi tali da richiedere approfondite analisi e difficili interpretazioni dei testi normativi.

Lo si dice in quanto la condizione postulata dall’art.185 bis (come introdotto dall’art.77 del d.l.21.6.2013 n.69 conv.nella l.9.8.2013 n.98) della esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto, trova il suo fondamento logico nell’evidente dato comune che è meno arduo pervenire ad un accordo conciliativo o transattivo se il quadro normativo dentro il quale si muovono le richieste, le pretese e le articolazioni argomentative delle parti sia fin dall’inizio sufficientemente stabile, chiaro e in quanto tale prevedibile nell’esito applicativo che il Giudice ne dovrà fare.

Anche la natura ed il valore della controversia in un accezione rapportata ai soggetti in causa, sono idonei a propiziare la formulazione di una proposta da parte del Giudice ai sensi della norma citata.

La quale, trattandosi di norma processuale, in applicazione del principio tempus regit actum , è applicabile anche ai procedimenti già pendenti alla data della sua entrata in vigore.

In particolare si formula la proposta in calce sviluppata, che è parte integrante di questa ordinanza.

Benchè la legge non preveda che la proposta formulata dal Giudice ai sensi dell’art.185 bis cpc debba essere motivata (le motivazioni dei provvedimenti sono funzionali alla loro impugnazione, e la proposta ovviamente non lo è, non avendo natura decisionale); tuttavia si indicano alcune fondamentali direttrici che potrebbero orientare le parti nella riflessione sul contenuto della proposta e nella opportunità e convenienza di farla propria, ovvero di svilupparla autonomamente.

Sotto tale ultimo profilo, vale a dire la possibilità che le parti, assistite dai rispettivi difensori, possano trarre utilità dall’ausilio, nella ricerca di un accordo, ed anche alla luce della proposta del Giudice, di un mediatore professionale di un organismo che dia garanzie di professionalità e di serietà, è possibile prevedere, anche all’interno dello stesso provvedimento che contiene la proposta del Giudice, un successivo percorso di mediazione demandata dal magistrato.

Alle parti si assegna termine fino alla data del 30.11.2013 per il raggiungimento di un accordo amichevole sulla base di tale proposta.

Dalla eventuale infruttuosa scadenza del suddetto termine, decorrerà quello ulteriore di gg.15 per depositare  presso un organismo di mediazione, a scelta delle parti congiuntamente o di quella che per prima vi proceda, la domanda di cui al secondo comma dell’art.5 del decreto; con il vantaggio di poter pervenire rapidamente ad una conclusione, per tutte le parti vantaggiosa, anche da punto di vista economico e fiscale (cfr. art.17 e 20 del decr.legisl.4.3.2010 n.28), della controversia in atto.

Viene infine fissata un’udienza alla quale in caso di accordo le parti potranno anche non comparire; viceversa, in caso di mancato accordo, potranno, volendo, in quella sede fissare a verbale quali siano state le loro posizioni al riguardo, anche al fine di consentire al Giudice l’eventuale valutazione giudiziale della condotta processuale delle parti ai sensi degli artt.91 [1] e 96 III° cpc [2].

P.Q.M.

  • INVITA le parti a raggiungere un accordo conciliativo/transattivo sulla base della proposta che il Giudice redige in calce; concedendo termine fino alla data del 30.11.201;
  • INVITA le parti, in caso di mancato raggiungimento dell’accordo, alla mediazione della controversia;
  • INVITA i difensori delle parti ad informare i loro assistiti della presente ordinanza nei termini di cui all’art.4, co.3° co.decr.lgsl.28/2010;
  • INFORMA le parti che l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’art.5, co.2° e che ai sensi dell’art.8 dec.lgs.28/10 la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione comporta le conseguenze previste dalla norma stessa;
  • FISSA termine fino al quindicesimo giorno dalla scadenza del primo termine indicato supra per depositare presso un organismo di mediazione, a scelta delle parti congiuntamente o di quella che per prima vi proceda, la domanda di cui al secondo comma dell’art.5 del dec.lgs.28/10;
  • RINVIA all’udienza del 31.3.2014 h.9,30 per quanto di ragione.-

Roma lì 30.9.2013                            Il Giudice

                                           dott.cons.Massimo Moriconi

 

PROPOSTA FORMULATA DAL GIUDICE AI SENSI DELL’ART.185 BIS CPC

Il Giudice,

letti gli atti del procedimento,

ritenutolo opportuno,

considerato che l’istruttoria espletata ha fatto emergere elementi probatori che potrebbero radicare responsabilità della spa L. E., non meno di un concorso per disattenzione anche vista l’ora dell’evento, della danneggiata, con possibile sviluppo di calcoli tabellari e riduzioni in relazione alla ctu depositata o rimeditata;

                                      P R O P O N E

il pagamento a favore di M. C. ed a carico della spa E. L. della somma di €.25.000,00 oltre ad €.3.000,00 più accessori per compensi, già ridotti alla metà, oltre al pagamento per intero delle spese di consulenza tecnica di ufficio.

                                                                              Il Giudice


[1] Art.91 co.1° seconda parte cpc : se accoglie la domanda in misura non superiore all’eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, salvo quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 92

[2] Art.96 III° cpc: in ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell’articolo 91, il giudice, anche d’ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata

Grosseto: tutto pronto per il convegno sulla mediazione civile

Da http://www.laltrapagina.it/mag/?p=17534

Media Law s.r.l, Organismo di mediazione ed Ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, organizza per il giorno 11 ottobre, presso il prestigioso Hotel Bastiani, sito in Piazza Gioberti a Grosseto, un convegno di studi dal titolo “La Mediazione Civile e Commerciale alla luce delle novità introdotte con la legge n. 98/2013”.

L’incontro avrà inizio alle ore 9:30 e si strutturerà per l’intera giornata, sino alle ore 19:00, nel quale si analizzeranno gli aspetti più rilevanti della recente riforma sulla mediazione civile, introdotte con Legge n.98/2013.

Il convegno è articolato in due distinte sessioni. La sessione del mattino, vedrà gli interventi degli avvocati Paolo F. Cuzzola, Carlo Recchia e Luca Tantalo.

La sessione pomeridiana, invece, sarà caratterizzata dagli interventi degli avvocati Claudio Boccini, Pietro Elia e Carlo Recchia, del notaio Riccardo Menchetti e del dott. Salvatore Primiceri.

A moderare sarà l’avv. Ippolito Pollini.

Nell’occasione sarà presentato anche il nuovo Ente di formazione di cui é stato nominato Responsabile Scientifico l’avv. Paolo Fortunato Cuzzola.

La squadra dei docenti formatori sarà composta dall’ avv. Pietro Lorenzo Elia, dal dott. Salvatore Primiceri, dall’avv. Carlo Recchia, dall’avv. Iacopo Maria Savi e dall’avv. Luca Tantalo.

L’ingresso é gratuito previa registrazione dei partecipanti: http://www.media-law.it/images/downloads/Scheda_iscrizione.pdf

Mediazione: parliamo un po’ del servizio di Report del 7 ottobre

Chiariamoci subito: non ce l’ho con Report, non mi aspettavo nulla di diverso. Il loro è un giornalismo d’inchiesta, per cui dal loro punto di vista hanno fatto bene a fare così, cioè ad evidenziare solamente le criticità, anche se forse qualche protesta da domenica, giorno di pubblicazione del trailer, deve essere arrivata, visto che tutto sommato la Gabanelli non ha parlato male dell’Istituto, anzi. Quello che avrebbero potuto fare, magari, sarebbe stato di ascoltare chi di mediazione se ne intende veramente, e non la fa per fare business sulle spalle dei corsisti. Ci piacerebbe molto avere uno spazio per replicare, anche in un’altra trasmissione.

Non voglio entrare, quindi, nel merito di alcune affermazioni superficiali o dell’accostamento Mediazione / Alfano / Berlusconi, o sul fatto di non avere minimamente approfondito  la differenzatra enti di formazione ed organismi di mediazione.

Quello che è emerso nel servizio, e che purtroppo temo farà pensare al comune cittadino, otre che a chi è prevenuto, che la mediazione è una farsa e che noi siamo una banda di delinquenti, è colpa di chi non ha fatto i controlli, non della parte buona della Mediazione, che fortunatamente è molto estesa.

Quello che si è visto su corsi fatti in sedi “inopportune”, per voler usare un eufemismo, su sedi negli studi degli avvocati, su manifestazioni di millantatori che dicono di rappresentare 35.000 mediatori e 900 organismi, non è colpa degli studiosi della Mediazione e degli operatori seri: è colpa del Ministero. Quante volte abbiamo sollecitato il Ministero privatamente e pubblicamente (“Perchè il Ministero ha la sua parte di colpa” e prima, http://www.mondoadr.it/cms/articoli/organismi-di-mediazione-e-qualita-perche-e-indispensabile-che-il-ministero-inizi-dei-controlli-rigorosi.html)    a svolgere i dovuti controlli? Quanti ne sono stati fatti? Nessuno. E’ chiaro che nella Mediazione, come in qualunque altro campo, vi siano e vi saranno persone ed enti più o meno seri e professionali, ma questo non significa che vi siano solo imbroglioni, o che la Mediazione sia un istituto fallimentare e voluto per vessare i cittadini. E’ vero il contrario, infatti.

Ciò che interessa è che dobbiamo far capire a tutti che l’associazione tra quello che si è visto ieri sera e la Mediazione è sbagliata, che la Mediazione è un istituto a favore dei cittadini e non contro. Non dobbiamo sprecare quanto di buono è stato fatto fino ad ora: continuiamo a lavorare seriamente e non potremo che vincere anche questa battaglia….in attesa che il Ministero emani l’attesissima circolare e il D.M.