Mediazione: le osservazioni del Comitato ADR & Mediazione in vista della conversione del DL

Cerchiamo di concretizzare i discorsi in materia di mediazione.

Raccolgo alcuni inviti e riassumo, di seguito, le proposte del Comitato ADR & Mediazione che, a nostro avviso, dovrebbero essere valutate attentamente da chi si accinge ad andare a parlare con il Ministro:

Obbligatorietà limitata al primo incontro, costi (della fase obbligatoria, ovvero minimi) a carico del solo proponente ma detraibili dal contributo unificato, IVA esente; in caso di eccezione di improcedibilità, la detrazione non è più ammessa.

Materie: tutte quelle previste tranne l’usucapione ed in più tutta la materia contrattuale e societaria: la mediazione funziona laddove esiste un rapporto. Da valutare una remissione al mediatore familiare iussu iudicis, per la ricomposizione della crisi/miglioramento delle condizioni della separazione. Da valutare, altresì, una reintroduzione della mediazione per l’RCA esperita da tecnici del ramo, alternativa rispetto alla procedura prevista dal codice delle assicurazioni).

Obbligatoria la presenza delle parti o dei loro procuratori speciali, inapplicabilità dell’art. 83, 3° co. Cpc.

Obbligatoria la presenza dei difensori per le controversie superiori a 5.000 euro. Possibilità di omologare i verbali sottoscritti con l’assistenza degli avvocati senza passare dagli odm. Trascrivibilità dei verbali di conciliazione ex art. 2645-bis CC, senza la presenza del pubblico ufficiale, con estensione dei benefici fiscali agli atti conseguenti.

Possibilità di omologa innanzi al Tribunale del luogo ove il verbale è stato redatto (e non più necessariamente sede legale dell’ente). Incompetenza territoriale valutabile quale giustificato motivo per la mancata comparizione dell’invitato.

Migliore raccordo con il processo e con altre ADR. Comportamento della parte in mediazione valutabile ex art. 96 Cpc ed eliminazione degli effetti processuali della proposta del mediatore.

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Firmiamo la petizione per la mediazione, anche per e mail.

http://firmiamo.it/appello-al-governo-letta-per-la-mediazione#petition

anche via e mail: petizionemediazione2013@gmail.com

LAvvocatura italiana di ispirazione europea, composta da decine di migliaia di Avvocati pronti ad accettare la sfida delle nuove opportunità di un mercato dei servizi legali moderno e in linea con il resto d’Europa, consapevole del dovere (anche morale) di offrire ai propri assistiti nuovi e più efficaci strumenti di tutela, e di riappropriarsi del ruolo di protagonista nel sistema giustizia:

PLAUDE

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, e a Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, per il decreto legge appena approvato, in riferimento alle disposizioni relative allo sviluppo della Mediazione Civile e Commerciale, e a tutte le altre disposizioni ivi contenute, che reputa idonee a migliorare l’accesso alla giustizia sostanziale, e non più solo formale.

CHIEDE

Al Governo e al Parlamento di completare sollecitamente la riforma avviata convertendo in legge il decreto, sulla scorta delleindicazioni dei “Dieci Saggi” nominati dal Presidente Giorgio Napolitano e delle raccomandazioni della Commissione europea nell’ambito della chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo, senza cedere alla reazione dei soliti gruppi di pressione, e rifiutando compromessi al ribasso, non in linea con le reali esigenze del paese.

INVITA

Tutti i colleghi Avvocati che si riconoscono nella necessità di operare per una sana e moderna amministrazione della giustizia, nel cui ambito la mediazione non abbia più un ruolo residuale, a sottoscrivere e sostenere il presente appello, e a darne la più ampia diffusione.

Alcuni commenti dei firmatari

D’accordo con la mediazione obbligatoria in quanto diversamente l’istituto non ha margine alcuno di operatività. Incostituzionale la norma per cui gli avvocati sono sic et simpliciter mediatori di diritto per palese contrasto con l’art. 3 Cost. rispetto agli avvocati che invece hanno ottenuto il titolo di mediatore a seguito di uno specifico percorso formativo implicante una valutazione finale a valenza ministeriale. Il coinvolgimento degli avvocati nella mediazione dovrebbe essere piuttosto garantito nel rispetto del ruolo difensivo prevedendo l’assistenza legale obbligatoria della parte in mediazione. Sarebbe stato auspicabile inoltre un restringimento dei requisiti professionali minimi per accedere ai percorsi formativi dei mediatori utili per l’accesso al titolo.

Solo la mediazione civile, quella vera e pura, potrà trasformare la giustizia civile italiana nell’eccellenza che tutta l’Europa ci dovrà invidiare.
E’ necessario diffondere la conoscenza di tutti gli strumenti di ADR, mediazione in testa, e sostenerli sempre più, in ogni sede. E’, altresì, necessario liberare i Tribunali da una pletora di contenziosi che potrebbero essere facilmente e rapidamente risolti in sede di mediazione. Non si può portare all’attenzione ed al giudizio del Giudice qualsiasi causa.
La mediazione è un’opportunità per le parti che possono vedere tutelato in breve tempo il loro interesse con il raggiungimento di un accordo che è il risultato del dialogo delle stesse parti agevolato dal mediatore. E’ un’opportunità anche per gli avvocati che così svolgono la loro funzione di assistenza in un contesto diverso dalla aule di giustizia, senza formalismi ma orientato al pronto soddisfacimento dell’interesse del cliente. Ed è infine un’opportunità per avere un sistema giudiziario che funzioni veramente per quelle controversie che non hanno potuto trovare risoluzioni alternative.
L’istituto della mediazione (obbligatoria perchè altrimenti non “entra” nel costume sociale e giuridico da sola) è una grossa opportunità per gli avvocati (e per i loro clienti, ai quali bisognerebbe offrire il miglior servizio possibile). Poi se vi è qualcosa da migliorare (non tanto nel testo della legge ma nella prassi quotidiana) è meglio parlarne e confrontarsi: muro contro muro si rischia solo di “romperci la testa”.

Condivido la Vostra iniziativa. Che si approvi rapidamente il ritorno all’obbligatorietà e si facciano anche severi controlli sugli Organismi per garantire ad un paese civile e che vuole crescere, la diffusione di questo strumento alternativo alla Giustizia Ordinaria .

Mediazione obbligatoria, in 20 mesi risparmiati 420 mln

Fonte ilVelino/AGV NEWS

Nei venti mesi in cui è stata vigente – dalla fine di marzo del 2011 alla metà di dicembre del 2012 – l’obbligatorietà della mediazione civile e commerciale ha fruttato circa 420 milioni di euro di risparmi a imprese e cittadini italiani. Considerando poi le procedure di mediazione avviate ma non concluse, se anche queste si fossero chiuse con un accordo tra le parti, il risparmio potenziale avrebbe raggiunto i 950 milioni in termini di minori costi amministrativi e professionali per le parti in causa. Infine, nell’ipotesi che tutte le 215mila istanze di mediazione depositate presso tutti gli organismi di conciliazione – sempre nel periodo dell’obbligatorietà – si fossero concluse con un accordo tra le parti, il risparmio potenziale della norma avrebbe raggiunto la cifra più che ragguardevole di 4 miliardi di euro. Sono i dati più significativi di alcuni esercizi di stima realizzati da Unioncamere e presentati oggi a Roma, nel corso del convegno “La riforma dell’obbligatorietà nella mediazione civile e commerciale”, organizzato da Unioncamere e Camera di Commercio di Roma per fare il punto sulle novità legislative derivanti dal cosiddetto “decreto del fare” del governo che ha reintrodotto la  condizione di procedibilità in alcune materie di diritto civile e commerciale. Al convegno – che si è svolto nell’ambito della X Settimana Nazionale della Conciliazione delle Camere di Commercio, in corso in tutta Italia dal 24 al 30 giugno – sono intervenuti i rappresentati di istituzioni, associazioni, ordini professionali ed operatori del diritto che hanno discusso il nuovo quadro normativo, sia con riferimento alle esperienze emerse nel periodo di vigenza dell’obbligatorietà, sia nella prospettiva di superare le difficoltà di attuazione della riforma del 2011, incorsa nella sentenza di incostituzionalità per eccesso di delega.

“La mediazione – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – è uno strumento che fa guadagnare efficienza al sistema della giustizia e che semplifica la vita delle imprese. I dati lo dimostrano. Mi auguro che la nuova fase che si è aperta, con la reintroduzione dell’obbligatorietà, possa durare a lungo e dare i frutti di cui è capace. È un obiettivo possibile, se sapremo superare le criticità del passato e mettere al centro gli interessi del Paese, superando quelli di parte. Le prove di forza, specie quando sono battaglie di retroguardia e corporative, non servono a nessuno, nemmeno a chi le mette in atto. Se il Paese arretra, alla fine arretriamo tutti. Le Camere di commercio continueranno a sostenere la mediazione che aiuta a risparmiare tempo e denaro, perché sono istituzioni al servizio delle imprese”.

“CHI HA PAURA DELLA MEDIAZIONE 2.0?”, articolo dell’ Avv. Carlo Recchia

 

La reintroduzione della c.d. mediazione obbligatoria sta già scatenando sul web una sommossa di avvocati e giuristi, tornati a gridare alla privatizzazione della giustizia, e alla lesione del diritto di difesa.

 

Le critiche sono sempre legittime, ed anche in questo sito ne sono state pubblicate alcune, tutte ben illustrate e corrette, nei toni e nelle argomentazioni ( una cosa è la critica anche aspra ad un provvedimento del governo, ripeto sempre legittima ed aggiungerei doverosa per un giurista degno di questo nome, altro è scadere nell’insulto a prescindere).

 

Non è quindi ai redattori di personaedanno.it che si rivolgono queste brevi osservazioni, ma alla generalità dei miei colleghi avvocati, molti dei quali hanno accolto la novità opponendo un clima di rifiuto assoluto e fermo, e a mio personale avviso, poco ragionato.

 

Se è forse vero che la prima versione del decreto legislativo 28 del 2010 veniva pubblicizzata come una normativa “ammazza-avvocati” ( ricordiamo il famigerato spot della Carlucci, grazie al cielo andato in onda solo poche volte) e quindi potevamo ritenere fisiologica la reazione della categoria, che all’improvviso, ma a torto, sembrava diventata inutile, obiettivamente dobbiamo riconoscere che questa seconda versione, questa mediazione 2.0, conferisce finalmente all’avvocatura il posto che le compete.

 

Non mi riferisco alla circostanza che all’improvviso ci siamo risvegliati tutti mediatori ope legis, perché questa mi sembra una norma che cerchi inutilmente di accattivarsi le simpatie di chi, magari penalista puro, del titolo di mediatore non sa che farsene, e perché l’arte di dirigere un negoziato si impara sul campo con l’esperienza, e non certo con un corso di 50 ore o per decreto legislativo, ma al fatto che secondo le nuove disposizioni ( art. 12), il verbale di accordo assume la possibilità di divenire titolo esecutivo, solo se sottoscritto dalle parti tutte assistite dal loro difensore.

 

Di fatto, con questo principio si conferisce all’Avvocato il potere/dovere di assistere le parti nella procedura di mediazione, e di assicurare con la sua presenza attiva e sottoscrizione del verbale di accordo, che i verbali stessi siano redatti in modo tale da essere giuridicamente validi ed efficaci, nonché di evitare che siano lesivi dei reali interessi delle parti. L’Avvocato pertanto, termina di essere visto come una sorta di intruso o di mero accompagnatore nella procedura, e acquista un ruolo decisivo, a mio avviso in linea a quella che dovrebbe essere la figura di un avvocato moderno.

 

Per troppi anni infatti, e per troppi avvocati, il lavoro del civilista è stato visto e riconosciuto degno solo e soltanto se svolto all’interno delle aule di giustizia, si è cementata la figura dell’ avvocato processualista, a mio avviso in danno di tutte le altre competenze e funzioni dell’ Avvocato che non è corretto vedere solo e soltanto come mero “produttore di contenzioso”.

 

La permanente crisi del sistema giudiziario, il crollo dei profitti anche nel mondo delle professioni, deve spingere l’Avvocato a riacquisire il suo ruolo di “giureconsulto”, in grado di fornire consulenze a 360 gradi, e soprattutto di suggerire la migliore strada al proprio assistito, se del caso, anche quella di una mediazione.

 

Riflettiamo sulla circostanza che un procedimento alternativo di risoluzione, consente all’avvocato di negoziare una soluzione satisfattiva per il proprio cliente, in prima persona, e senza subordinazione alla decisione del giudicante ( dunque ci consente di riottenere un ruolo principale, nella gestione della controversia).             Riflettiamo anche sul fatto che un sistema liberale e democratico, così come garantisce l’autonomia negoziale delle parti, così deve garantire e mettere a disposizione idonei strumenti normativi, per consentire ai consociati la risoluzione autonoma di propri conflitti su diritti, per l’appunto, disponibili, senza essere costretti a ricorrere necessariamente all’autorità statale.

 

La mediazione civile, cosi come disciplinata oggi, non è denegata giustizia, ma semplice espressione della libertà negoziale dei soggetti di diritto, e la presenza dell’avvocato, ripeto, qui investe di negoziatore e giureconsulto, garantisce che la libertà negoziale si attui nel rispetto delle norme ordinamentali.

 

Sinceramente, io continuo a vederla come un’occasione professionale e di crescita, mi dispiace molto non cogliere lo stesso spirito in molti miei colleghi. (P.S. la visione dell’avvocato quale moderno giureconsulto è ripresa da “autorevole dottrina” : Avv. Giuseppe Valenti).

Firmate la petizione pro mediazione, anche via e mail

Mi viene riferito che molti stanno trovando difficoltà a firmare on line la petizione (http://firmiamo.it/appello-al-governo-letta-per-la-mediazione#petition)a sostegno della mediazione e del Governo e per la rapida conversione del noto DL. Di conseguenza, abbiamo creato un apposito indirizzo e mail ove inviare la propria adesione: petizionemediazione2013@gmail.com

Riporto di seguito il testo dell’appello:

LAvvocatura italiana di ispirazione europea, composta da decine di migliaia di Avvocati pronti ad accettare la sfida delle nuove opportunità di un mercato dei servizi legali moderno e in linea con il resto d’Europa, consapevole del dovere (anche morale) di offrire ai propri assistiti nuovi e più efficaci strumenti di tutela, e di riappropriarsi del ruolo di protagonista nel sistema giustizia:

PLAUDE

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, e a Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, per il decreto legge appena approvato, in riferimento alle disposizioni relative allo sviluppo della Mediazione Civile e Commerciale, e a tutte le altre disposizioni ivi contenute, che reputa idonee a migliorare l’accesso alla giustizia sostanziale, e non più solo formale.

CHIEDE

Al Governo e al Parlamento di completare sollecitamente la riforma avviata convertendo in legge il decreto, sulla scorta delleindicazioni dei “Dieci Saggi” nominati dal Presidente Giorgio Napolitano e delle raccomandazioni della Commissione europea nell’ambito della chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo, senza cedere alla reazione dei soliti gruppi di pressione, e rifiutando compromessi al ribasso, non in linea con le reali esigenze del paese.

INVITA

Tutti i colleghi Avvocati che si riconoscono nella necessità di operare per una sana e moderna amministrazione della giustizia, nel cui ambito la mediazione non abbia più un ruolo residuale, a sottoscrivere e sostenere il presente appello, e a darne la più ampia diffusione.

Mediazione: il delirante comunicato di un’associazione (OUA) che non ci rappresenta

Come ci aspettavamo, l’OUA ha emesso un comunicato di violenza inaudita contro una norma emanata dal Governo dopo lunga riflessione, e che pure se perfettibile (come tutto ciò che umano) rappresenta un grande passo in avanti verso la modernizzazione del Paese.

Nonostante le raccomandazioni dei “Dieci Saggi”, che invitavano il Parlamento a reintrodurre la condizione di procedibilità, e il fermo invito dell’UE affinché l’Italia provveda in tempi rapidi alla predisposizione di un efficace sistema di ADR, anche qui con la previsione dell’obbligatorietà, nonostante le spiegazioni del Ministro di ieri, nonostante (infine) il fatto che, viste le spese irrisorie dell’incontro preliminare, non si possa certamente parlare di onerosità, i dinosauri dell’avvocatura, anche se nessuno ha dato loro mandato in questo senso, continuano a cercare di far rimanere gli avvocati nel medioevo.

E’ arrivato il momento di dire BASTA. E’ arrivato il momento di far capire a questi signori, che cercano di avere  5 € da ogni iscritto all’Albo (che invito a non pagare), con il versamento della tassa di iscrizione all’Ordine, che il loro mondo non c’è più, che non esiste più, e che il loro comportamento ha come unico risultato quello di far odiare dalla cittadinanza la nostra categoria, che invece non lo merita!

E’ arrivato il momento di far capire a questi signori che non è possibile, ogni volta che un Governo cerca di fare qualcosa per la Giustizia, sbraitare e chiedere che non si tocchi nulla.

E’ arrivato il momento di capire che la Mediazione, e le ADR in generale, non sono un pericolo per gli Avvocati (al di là del fatto che ai cittadini portano solo vantaggi), ma un’occasione che, infatti, i più lungimiranti stanno già sfruttando, anche per gli interessi dei loro clienti.

Fortunatamente, ci sono anche tantissimi  Colleghi (molti più di quelli che credevo, come sto scoprendo in questi giorni) che sono favorevolissimi e che hanno compreso lo spirito dell’istituto. Basti pensare ad associazioni come UNAM e APM, e ad altre che stanno nascendo in questi giorni. E alla nostra petizione (http://firmiamo.it/appello-al-governo-letta-per-la-mediazione#petition), che i soli due giorni, tra sottoscrizioni on line e via e mail, ha raccolto centinaia di firme.

Fortunatamente, credo che il Ministro Cancellieri (che ringrazio ancora per le sue parole e per la sua lungimiranza), non sia tipo da farsi intimidire. Mi auguro, che ritenga di non riceverli nemmeno. Sono certo che è stanca quanto noi di sentire sempre le stesse proteste senza costrutto.

Mediazione: la risposta del Ministro Cancellieri a un’interrogazione parlamentare

Il Ministro Cancellieri ha risposto, in modo chiaro ed esaustivo, ad un’interrogazione presentata da un deputato del Centro Democratico. La risposta del Ministro non lascia dubbi su quali siano le intenzioni del Governo, e su quale ampia riflessione abbia accompagnato la stesura del testo.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA DELL’ON. FORMISANO
R I S P O S TA
Il Consiglio dei Ministri ha approvato sabato scorso un decreto legge recante misure urgenti in materia di crescita. Al suo interno sono stati previsti anche gli interventi urgenti in materia di giustizia civile fra i quali vi è il ripristino della mediazione obbligatoria, finalizzata ad evitare che ogni conflitto sfoci in modo ineluttabile in una controversia, senza preliminarmente tentare una composizione amichevole degli interessi contrapposti.
Segnalo, in proposito, che su tale tema il Governo si è mosso in linea con le determinazioni assunte dal Consiglio dell’Unione Europea. Tale organo, infatti, con raccomandazione n. 362/2013 ha espressamente richiesto, al fine di migliorare il contesto in cui operano le imprese in Italia, di intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie.
La raccomandazione del Consiglio UE tende a favorire la mediazione civile obbligatoria. La mera facoltatività del ricorso alla mediazione, quale rimasta all’esito della sentenza della Corte Costituzionale, non è apparsa quindi sufficiente nell’ottica di rendere più efficiente la giustizia civile.
Quanto alla portata della pronuncia della Corte costituzionale citata nell’interrogazione, va rilevato che la declaratoria d’illegittimità è avvenuta per eccesso rispetto alla delega contenuta nell’articolo 60 della Legge n. 69/ 2009, con conseguente assorbimento delle altre questioni sollevate.
Da ciò deriva che configurare la mediazione in termini di condizione di procedibilità non trova alcun ostacolo nella sentenza della Corte quando, come oggi, venga ripristinata a mezzo di provvedimento legislativo non delegato.
Voglio, peraltro, chiarire che l’intervento normativo si fa carico degli altri possibili dubbi di coerenza costituzionale emersi nel vigore della pregressa disciplina, risolvendoli con l’introduzione di correttivi, tra i quali cito il significativo restringimento delle materie per le quali è stata prevista l’obbligatorietà ex lege, la valorizzazione della mediazione richiesta dal giudice e l’abbattimento dei costi della mediazione c.d. necessaria. Ricordo, infine, che sono state rafforzate le garanzie offerte dall’assistenza legale, considerato che l’accordo concluso davanti al mediatore, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, deve non solo essere omologato dal giudice ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti; avvocati ai quali, peraltro, è stata riconosciuta dal decreto legge la qualifica di mediatore ex lege.
Questi sono stati gli àmbiti entro i quali si è mosso il Governo per la riforma in tema di mediazione, sollecitata, come detto, anche in sede europea.
Concludo segnalando che nel corso dei lavori parlamentari, in sede di conversione del decreto legge, sarà mia cura valutare,con estrema attenzione, tutti i rilievi critici ed i suggerimenti che perverranno sia dalle forze politiche, sia dal C.S.M. e sia dal Consiglio Nazionale Forense.