Negoziazione e persuasione – L’evento 2013 sulle tecniche di negoziazione

http://www.adrcenter.com/academy/3269/corso-di-negoziazione/negoziazione-efficace-e-persuasione.html

L’evento dell’anno in

NEGOZIAZIONE E PERSUASIONE

come farsi dire sempre di sì

Bologna, 12 e 13 ottobre 2013

L’evento dell’anno sulle tecniche di negoziazione con Jack Cambria, Leonardo D’Urso e Giuseppe De Palo. Un incontro altamente innovativo che prepara ad affrontare negoziazioni complesse basandosi non sull’intuito, ma su una conoscenza approfondita dei processi negoziali e dei più raffinati strumenti persuasivi utili a trovare soluzioni di tipo win-win.

SCHEDA DI ISCRIZIONE

Modulo di prenotazione Zanhotel

Programma

  • La differenza di risultati tra un negoziatore “normale” e un negoziatore professionista
  • Come preparare e condurre una negoziazione
  • Stili e tattiche da utilizzare ed errori da evitare durante una negoziazione
  • Come generare opzioni ed essere creativi in negoziazione
  • L’uso dei sei principi della persuasione in negoziazione
  • Dinamiche delle strategie per la costruzione di un rapporto di negoziazione
  • Hostage negotiation: i 4 protocolli basilari di prima risposta nelle negoziazioni con i rapitori
  • Simulazioni e casi reali di negoziati in situazioni di crisi
  • Decision-making: come le persone prendono le decisioni

 Jack Cambria

Jack-Cambria-Commanding-Officer-NYPD-Hostage-Negotiation-TeamE’ al comando dell’Elite Hostage Negotiation Team del New York City Police Department, nel quale presta servizio da 28 anni. E’ responsabile del coordinamento e della preparazione di circa 100 negoziatori e dell’aggiornamento professionale di tutti gli attuali membri del Team. Ha lavorato per 16 anni presso l’Emergency Service Unit (ESU), il cui obiettivo primario è fornire soccorso, compiere operazioni di alto rischio e implementare servizi antiterrorismo per la città di New York.

E’ stato responsabile del Rescue Team della FEMA-Urban Search della Rescue Task Force. Ha conseguito numerosi premi per il coraggio ed il servizio prestato, ed ha portato a termine moltissimi incarichi in situazioni complesse, tra le quali il disastro del WTC, diversi incidenti aerei, situazioni di negoziazione di ostaggi e di tentativi di suicidio.

Jack Cambria in azione a New York

Nel 2006, assieme ad alcuni membri selezionati della sua squadra  ha condotto nella base militare americana di Guantanamo Bay (Cuba) un training sulla negoziazione di ostaggi, rivolto ai membri della Joint Task Force degli Stati Uniti. Cambria è spesso chiamato a tenere conferenze sulla negoziazione in tutti gli Stati Uniti ed è di frequente nominato come consulente tecnico nel settore dello spettacolo, dove ha contribuito alla realizzazione del film ‘The Taking of Pelham 1-2-3,’ e della serie televisiva ‘Life on Mars’. Cambria è, inoltre, autore di numerosi articoli scientifici sulla negoziazione ed ha conseguito il Master in Diritto Penale presso il John Jay College of Criminal Justice di New York, dove attualmente insegna.

Jack Cambria impersonato da John Turturro nel film di Tony Scott, Pelham 123 sulla negoziazione con un rapitore

Leonardo D’Urso

leonardo-d-ursoÈ l’unico italiano al mondo accreditato da Robert Cialdini (CMCT – Cialdini Method Certified Trainer). Si occupa da 15 anni a tempo pieno di negoziazione per la creazione di accordi e la risoluzione di controversie. E’ co-fondatore di ADR Center e ha gestito, in qualità di mediatore, oltre un centinaio di controversie nazionali e internazionali tra aziende, acquisendo una particolare esperienza nella ristrutturazione di accordi commerciali e societari a seguito di contenziosi. E’ esperto di sistemi ODR (On-Line Dispute Resolution) e della realizzazione di CSM (Conflict Management Systems) per grandi aziende. Laureato in Economia, ha conseguito il Master of Business Administration (MBA) presso la Thunderbird School of Global Management. Specializzato in Tecniche di Negoziazione e ADR ad Harvard. Ha formato migliaia di manager e avvocati in Italia e all’estero e ha condotto progetti  per la Banca Mondiale e l’Unione Europea. Tra i suoi clienti: Finmeccanica, Enel, Diesel, General Electric.

Giuseppe De Palo

de-palo2Avvocato specializzato in contrattualistica internazionale, è Professore di Alternative Dispute Resolution Law and Practice presso la Hamline University School of Law di St. Paul (USA). È Presidente e co-fondatore di ADR Center, la più grande società privata italiana fornitrice di servizi di conflict management e risoluzione alternativa delle controversie nonché prima società accreditata dal Ministero della Giustizia, che nel 2007 l’ha iscritta al n. 1 del registro degli organismi deputati a gestire tentativi di conciliazione. Giuseppe De Palo è tra i più capaci mediatori in Italia ed è stato uno tra i dieci esperti internazionali invitati dalla Direzione Generale Giustizia e Affari Interni della Commissione Europea a stilare lo “European Code of Conduct for Mediators”.

Nel campo della negoziazione svolge da anni attività di consulenza, preparando trattative complesse, partecipando al tavolo delle trattative accanto ai propri clienti o supportando dall’esterno team negoziali quando confrontano situazioni critiche o di impasse.Negli ultimi 10 anni è stato team leader di diversi progetti multi-milionari – finanziati dalla Banca mondiale, la Commissione europea, la Banca inter-americana di sviluppo e altri organismi internazionali – per promuovere la diffusione di metodi efficienti di prevenzione e risoluzione delle controversie civili e commerciali in quattro continenti.

Al momento è direttore di due progetti della Commissione europea di Bruxelles per la formazione dei magistrati e degli avvocati dell’Unione in materia di risoluzione alternativa delle controversie ed è anche componente del comitato dei consulenti editoriali del Negotiation Journal, pubblicato dall’Università di Harvard. Autore e curatore di numerose pubblicazioni in italiano, inglese, francese e turco.

Metodologia

I partecipanti saranno coinvolti in scenari tipo in cui agiranno attraverso diversi role-play, che permetteranno di sperimentare posizioni prive di rischio e apprendere al meglio le dinamiche della negoziazione.

Destinatari

Direttori Commerciali, Venditori, Professionisti, Avvocati, Mediatori, Funzionari di Pubblica Sicurezza, Militari, Manager, Commerciali, Negoziatori, Professionisti della Comunicazione, Imprenditori, Buyers e in generale tutte le persone che desiderano migliorare le proprie performance nel lavoro, nel business e nelle vendite.

Durata

Il percorso formativo si sviluppa nell’arco di due giornate.

Luogo e data

Bologna, 12 ottobre 2013 (h 10.00-19.00) e 13 ottobre 2013 (h 9.00-17.30)

ZANHOTEL & MEETING CENTERGROSS
Via Saliceto, 8 – 40010 Bentivoglio (BO)
tel +39 051 8658901 – fax +39 051 9914203
E-mail: hotelcentergross@zanhotel.it

zanhotel

 

Evento formativo accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna con 7 crediti formativi

Quota di iscrizione: € 590+IVA 21%   

€390 + IVA 21% per le prime 50 iscrizioni entro il 4 agosto 2013

 

SCHEDA DI ISCRIZIONE

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INFORMATI ADESSO, I POSTI SONO LIMITATI!

Mediazione: domani si vota la fiducia sul “DL Fare” sul testo approvato dalle Commissioni

Dopo lunga discussione, e interventi più o meno pertinenti (alcuni veramente esilaranti per quanto erano fuori luogo e palesemente frutto di assoluta mancanza di conoscenza della materia), il Governo ha posto la questione di fiducia sul testo del DL Fare come emendato e approvato dalle Commissioni. La decisione è stata causata soprattutto dalla testardaggine dell’ormai sempre più folcoristico gruppo del Movimento 5S, che in questo momento storico in cui è chiaro che vanno prese decisioni urgenti, aveva presentato qualcosa come 800 emendamenti e si è rifiutato di ritirarli, al contrario di SEL e della Lega.

Di seguito, il testo  (preso da Mondoadr) del D.Lgs. 28/10 con le modifiche che avrebbe a seguito dell’approvazione del Dl Fare.

http://www.mondoadr.it/cms/articoli/il-testo-del-dlgs-2810-coordinato-con-gli-emendamenti-delle-commissioni-1-5-votazione-alla-camera.html

Resta evidente un fatto: ancora una volta lo strepitare dell’OUA, e lo sciopero – che ha danneggiato solo i clienti – non sono serviti a nulla. E non mi riferisco alla Mediazione, che ormai è un Istituto che sta entrando nella mentalità della gente, nonché un segno di progresso, ma alla riforma della geografia giudiziaria. Zero risultati…come per l’aumento del contributo unificato, per il filtro in appello, e così via….

Mediazione civile: lavoro non retribuito, per legge!!! (articolo di Dante Leonardi tratto da Altalex)

Uno dei frutti avvelenati di questa estate 2013 è la previsione, per legge, del lavoro non retribuito.

La scorsa notte, alla Camera dei Deputati, le Commissioni riunite affari costituzionali e bilancio, nel corso della discussione sul famoso “decreto del Fare”, approvando un emendamento proposto da parlamentari PD e 5 stelle, ha stabilito che, il primo incontro del procedimento di mediazione debba essere a carico dell’organismo di mediazione cui le parti si rivolgono.

La mediazione è un procedimento introdotto in Italia nel 2010 ma di matrice anglosassone, in cui un terzo soggetto imparziale tenta di mettere d’accordo le parti, consentendo loro di evitare il giudizio. L’adesione alla procedura comporta una serie di vantaggi, in termini di tempo e di denaro, oltre alla possibilità di recuperare il rapporto con la controparte, che spesso una sentenza pregiudica per sempre.

Con il decreto del Fare si sta tentando di porre rimedio ad alcune incongruenze rilevate dalla Corte Costituzionale nell’ottobre 2012, chiedendo al Parlamento di pronunciarsi, in sede di conversione, sull’opportunità che tale procedura debba essere condizione di procedibilità per accedere al giudizio.

La nuova versione, però, è un po’ più elaborata. Anziché prevedere l’obbligo di esperire tutta la procedura di mediazione, il decreto legge lo ha ridotto al solo primo incontro, durante il quale il mediatore, “verifica con le parti le possibilità di proseguire il tentativo di mediazione”.

Il mediatore, cioè, ha una sola possibilità: o riesce subito a convincere le parti a proseguire la mediazione, o non si fa nulla.

Orbene, questo incontro, in cui il mediatore deve applicare il 100% della sua scienza e capacità onde evitare che lo Stato italiano si sobbarchi i costi di un’altra causa, secondo la nuova norma approvata, dovrebbe essere completamente gratuito. A carico di colui il quale si propone l’obiettivo di mettere d’accordo la gente e di far risparmiare allo Stato, mediamente, 2.500 euro per ogni grado di giudizio.

La norma applicata renderebbe di fatto gratuito almeno il 75% del lavoro degli organismi di mediazione, così facendo fallire l’istituto. La previsione di un minimo compenso, invece, renderebbe sostenibile lo sforzo economico, consentendo poi ai mediatori di guadagnare dalle mediazioni che dovessero passare alla seconda fase. D’altra parte, tali spese già adesso sarebbero coperte da un credito d’imposta. Basterebbe consentire una detrazione immediata dal contributo unificato del successivo giudizio, in caso di fallimento al primo incontro, per ottenere una sostanziale gratuità per la parte proponente.

Questa è una scommessa che la 156° giustizia del mondo non può perdere. E non si comincia col piede giusto se s’impedisce alla gente non dico di guadagnare, ma almeno di rientrare nelle spese. Oltre ad essere, evidentemente, contrario all’art. 36 della nostra Costituzione.

Bisogna investire su queste ADR e sulla professionalità di chi è chiamato a gestirle, solo così si potrà creare un’alternativa seria e praticabile al giudizio statale. Si spera che nel prosieguo dell’iter parlamentare il Governo possa intervenire per porre rimedio.

(Altalex, 18 luglio 2013. Articolo di Dante Leonardi)

Anche per il CSM è positivo il ritorno alla mediazione obbligatoria

Un’altra voce, veramente importante, a favore della mediazione e della condizione di procedibilità. Ci chiediamo, a questo punto, il perchè di assurdi tentativi di modifica proposti in questi giorni. Le uniche modifiche che chi dice di parlare a nome dei cittadini avrebbe dovuto proporre, riguardavano la qualità dei requisiti dei mediatori e del livello della formazione. Non lo ha fatto, proponendo invece fantasiose soluzioni come le Camere Arbitrali, da far gestire ai soliti noti, e 2.000 avvocati (scelti chissà come e messi  far chissà cosa), per “gestire l’arretrato”. Speriamo che qualcuno apra finalmente gli occhi, invece di offendere i mediatori.

Qui si può trovare il parere, “incondizionatamente positivo”: http://www.csm.it/PDFDinamici/130711_6.pdf

Da http://www.vocealta.it/giustizia-quotidiana/2572-csm-positivo-il-ritorno-alla-mediazione-obbligatoria

Una scelta «ragionevole e condivisibile» quella del legislatore, di «insistere» per l’introduzione dell’istituto della mediazione obbligatoria nella giustizia civile. A sottolinearlo eè la sesta Commissione del Csm, nel parere sulle misure in materia di giustizia contenute nel decreto ‘del fare’. Il documento è stato approvato oggi in Commissione e domani sarà portato con procedura d’urgenza in plenum. Da parte del Csm viene espresso un «giudizio incondizionatamente favorevole sulla scelta di fondo assunta dal legislatore».

Il decreto legge in esame, «sostanzialmente ripristina l’istituto della mediazione obbligatoria reintroducendo, pur con alcune innovazioni – si legge nel parere – le disposizioni normative venute meno» a seguito di bocciatura «per eccesso di delega» da parte della Consulta. «Bisogna prendere atto – rileva la sesta Commissione di Palazzo dei Marescialli – che, per il limitato periodo in cui ha avuto efficacia, la mediazione obbligatoria è apparsa produrre risultati non irrilevanti». Tra il 21 marzo 2011 e il 20 giugno 2012, infatti, «si è registrata una non elevata partecipazione alla procedura delle parti (nel 64,2% dei casi la parte convenuta non si è presentata davanti al mediatore)», ma «quando tale partecipazione si è verificata, nel 46,4% delle ipotesi è stato raggiunto l’accordo che ha evitato il procedimento contenzioso». I dati, dunque, secondo il Csm, «paiono dimostrare che esiste una radicata diffidenza da parte dei cittadini» nei confronti della mediazione, ma «il fatto che quasi la metà dei casi sottoposti a mediazione sia intervenuto un accordo stragiudiziale dimostra che le resistenze culturali sono frutto di una percezione errata e comunque superabile».

Per Palazzo dei Marescialli, in tale quadro, non è «implausibile ritenere che, a regime» la mediazione «possa divenire una forma di definizione del contenzioso concreta e generalmente praticata, capace di fornire un indispensabile contributo di funzionalità e di effettività al sistema giudiziario civile»: uno «strumento importante» per la «trasformazione» della giustizia civile «al fine di renderla – si sottolinea nel parere – più flessibile e più attenta alle caratteristiche del caso concreto».

La mediazione «ha il pregio di consentire la continuazione dei rapporti tra le parti e, pertanto, evita quel clima di agone proprio del ricorso alla giurisdizione che determina inevitabilmente la conflittualità»: si tratta dunque, conclude la sesta Commissione, di «un cambiamento di prospettiva culturale prima ancora che tecnico-giuridica, essenziale al fine di provocare una inversione di tendenza rispetto al progressivo esponenziale aumento del carico di lavoro degli uffici giudiziari civili, sollecitato anche in sede europea».

Colleghi Avvocati: come ci vede l’opinione pubblica, parte seconda: un articolo del Corriere della Sera

Facciamo seguito a quanto detto ieri, e pubblichiamo un articolo di Gian Antonio Stella, ripreso dal sito del Corriere della Sera. Ringraziamo, ancora un volta, chi ci ha rappresentato in questi anni e ieri ha avuto l’idea geniale di non andare dal Ministro.

L’Italia ha il triplo degli avvocati rispetto alla media Ue

 

Benvenuti nel paese dei «sinistri stradali»

 

Truffe alle assicurazioni, una costante. E la Campania ha
il record di cause per gli incidenti, 61 5, spesso inventati

«Boccaccia mia statte zitta»: la guardasigilli Anna Maria Cancellieri, davanti alla reazione degli avvocati, si sarà morsa la lingua come il pupazzo Provolino di un vecchio Carosello.
Sulle lobby professionali che ostacolano le riforme, però, ha ragioni da vendere. Basti dire che l’Italia ha il triplo degli avvocati rispetto alla media europea. E l’anomalia pesa troppo spesso, in certe aree, sulla macchina della giustizia. Un esempio? La Campania ha il 61% delle cause per sinistri stradali, spesso inventati.

Sia chiaro: guai a fare di ogni erba un fascio. C’è avvocato e avvocato, Ordine e Ordine, regione e regione. E sarebbe disonesto confondere i professionisti che fanno il loro mestiere al meglio, cercando di dare una mano per far funzionare i tribunali, con una quota di azzeccagarbugli che drogano un’enormità di cause finendo per intralciare la giustizia giusta. Lo stesso Pietro Calamandrei, del resto, in un saggio per «I quaderni della Voce» di Giuseppe Prezzolini intitolato «Troppi avvocati!», se la pigliava nel 1921 con «l’esistenza di questo proletariato forense» considerato «la sciagurata causa di tutti mali dell’avvocatura» proprio per difendere quella professione così vitale in una democrazia. E per lo stesso motivo attaccava «gli avvocati (che) riempiono le aule del Parlamento trasformandolo in Camera d’Avvocati».

Sulla base dei dati del Cepej (European Commission for the Efficiency of Justice), l’economista Leonardo d’Urso, collaboratore de «lavoce.info», ha composto una tabella che da sola dice tutto. Ogni 100.000 abitanti ci sono in Europa 127 avvocati. Bene: la media italiana è di 406. Solo la Val d’Aosta (la più virtuosa con 139) si avvicina al resto della Ue. E la sproporzione via via si accentua fino a toccare a Roma e nel Mezzogiorno numeri da brivido: 524 «toghe» nel Lazio, 586 in Puglia, 652 in Campania, 664 in Calabria. Dove c’è un legale ogni 150 abitanti contro la media continentale di uno ogni 787. Cosa vorrà mai dire: che da noi i cittadini sono molto più tutelati? Ma dai!

E sarà un caso che le regioni in cui ci sono più avvocati sono quelle in cui ci sono anche più cause? È il numero esorbitante delle cause che ha man mano fatto crescere quello dei legali o piuttosto, al contrario, è l’esubero di legali ad aver fatto crescere le cause fino a intasare i tribunali? La stessa Banca d’Italia, nello studio «La giustizia civile in Italia: i divari territoriali» di Amanda Carmignani e Silvia Giacomelli, sottolinea il parallelo: «L’effetto del numero di avvocati in rapporto alla popolazione sulla variabile dipendente risulta positivo e statisticamente significativo. In base all’evidenza empirica, le variabili che hanno maggiore impatto sul tasso di litigiosità sono il valore aggiunto pro capite e il numero di avvocati per abitante».

Traduzione: esattamente come accade nel film di Billy Wilder «Non per soldi ma per denaro», dove Walter Matthau convince il cameraman Jack Lemmon a fingersi gravemente ferito in un incidente di gioco per spillare all’assicurazione un milione di dollari, sono talvolta certi trafficoni delle aule giudiziarie a cercare i clienti e a spingerli a fare causa. E per trarne profitto è essenziale che la Giustizia funzioni peggio possibile. Per una coincidenza, mentre gli avvocati si sollevavano contro il ministro e la sua tesi sulle lobby di traverso alle riforme, l’Ania (l’associazione delle imprese assicuratrici) metteva online il suo rapporto 2012-2013. Dove si legge che «delle oltre 240 mila cause civili pendenti davanti a un giudice di pace circa 150 mila sono concentrate in Campania e, di queste, 108 mila nella sola città di Napoli. Di quelle rimanenti, altre 26 mila riguardano la Puglia, mentre 18 mila sono quelle presenti in Sicilia e quasi 10 mila in Calabria. Escludendo il Lazio (e in particolare la città di Roma), con circa 16 mila cause civili pendenti, le rimanenti regioni d’Italia si suddividono in modo uniforme appena 23 mila procedimenti». Insomma, la Campania assorbe da sola il 61% di tutti i processi per i risarcimenti danni da incidente stradale che ingombrano gli uffici dei giudici di pace. E la città capoluogo, da sola, copre il 45% più di tutto il resto d’Italia messo insieme, tolta la Campania.

Si è visto di tutto, in questi anni. Comprese, come qualche lettore ricorderà, sentenze false emesse da giudici falsi e notificate da avvocati falsi per incidenti stradali falsi. E come dimenticare Gerardo «Tapparella» Oliva, un tappezziere che in un solo anno ebbe la ventura di assistere, così disse, a 650 incidenti? Usciva di casa e vedeva un tamponamento, girava l’angolo notava un pedone finire sulle strisce sotto un motorino… È considerata praticamente un ammortizzatore sociale, qua e là, la truffa alle assicurazioni. Le quali, per carità, badano ai loro interessi e a volte fanno penare per anni dei risarcimenti sacrosanti e scaricano sui clienti rincari da brivido, ma certo devono arginare imbroglioni di ogni genere. Ecco la famigliola che in un anno denuncia 12 schianti tutti e dodici con la stessa macchina. La Lancia Y che colleziona 20 incidenti in due anni. Le cartelle cliniche false. E via così.

A volte scappa un sorriso perfino alla vittima della truffa. Come nel caso di una Suzuki 1000 che, impennandosi alla Valentino Rossi, era finita contro un’auto causando danni ingenti. Alla guida figurava una vecchia di 85 anni che non usciva di casa da tempo immemorabile. Possibile che fosse sua l’idea tentare di tirar su qualche soldo con l’assicurazione? La tradizione, del resto, è antica. Nel 1729 Montesquieu annotava già questa abbondanza esagerata di avvocati: «Non c’è un Palazzo di Giustizia in cui il chiasso dei litiganti e loro accoliti superi quello dei tribunali di Napoli. Ho sentito dire dal Viceré che ci sono a Napoli 50.000 di questi “causídici”, e vivono bene. Lì si vede la Lite calzata e vestita». Da allora son passati tre secoli…

L’OUA e il CNF si offendono e non vanno dal Ministro

E’ notizia di poco fa che l’OUA e il CNF, insieme ai Presidenti di alcuni Ordini, hanno deciso di non andare dal Ministro, seppure invitati, al contrario di altri ai quali tale udienza non è stata concessa. La motivazione sarebbe che sono offesi, e che quindi non le parlano più. La realtà, naturalmente, è ben diversa.

Comunque, mai gesto fu più autolesionista. Leggete i primi commenti dei lettori (cittadini comuni) alla notizia sul Corriere della Sera:

Brava Cancellieri
Se “lobby” a loro non piace, chiamiamoli “angioletti”, ma mettiamoli nella condizione, una buona volta per tutte, che non possano impedire/rallentare la realizzazione delle improcrastinabili riforme. Questo vale per gli avvocati, ma anche notai, farmacisti, tassisti e quant’altro!!!!!“;


Agli avvocati
Scegliendo la via dello sciopero e mancando all’incontro fanno capire quanto siano disposti al dialogo e di conseguenza al cambiamento. Coraggio signor ministro il Risorgimento italiano fu fatto da poche persone, non ci si stupisca che quindi sia da sola”; “Il ministro ha ragione: voi siete una lobby,proprio come i tassinari ed i notai, tanto per fare qualche esempio.” ;


Gli avvocati sono LA LOBBY per definizione. Mai si parla, tra i tanti mali della giustizia, quali e quanti siano riferibili all’Avvocatura – che trae vantaggi da ritardi, proroghe, sospensioni ecc. Quanti “rinvii per trattative” nelle cause civili reggerebbero ad un controllo? Ma, come dice il noto brocardo “quando la causa pende, rende” . E con il ricorso massiccio alla difesa a spese dello Stato, l’erario è diventato la cassa integrazione per la categoria. D’altra parte basta valutare il numero degli iscritti all’Albo e confrontarlo con quello di altri paesi con pari popolazione per rendersi conto che non ci sarà MAI una riforma della giustizia in Italia se lederà gli interessi della categoria“;

Non sono una lobby? E cosa sono, delle mammolette che aiutano i poveri cristi che incappano in un processo? Ho avuto la sventura di avere bisogno di un avvocato per un processo. Al termine dello stesso ho chiesto quanto dovevo; risposta :” 6.000 con fattura, 4.000 in contanti”. Come è finita? Semplice ho pagato in nero. Ora si offendono se la ministra SE LI VUOLE TOGLIERE DAI PIEDI; sono più numerosi delle cavallette e più ingordi degli usurai. Due terzi di loro dovrebbero andare a lavorare (ammesso che qualcuno lo assumesse

che coraggio

certo che ci vuole proprio una faccia tosta a dire che gli avvocati non sono una lobby. L’ultima che ho sentito è una udienza civile rimandata di 4 mesi (dopo 12 anni di iter) perchè l’avvocato di una parte era alle Maldive…poveretto. La giustizia andrebbe riformata a partire dal togliere tutte le procedure che permettono agli avvocati di fare melina, altro che diritto alla difesa!!!!”


Con leggi bizantine e una magistratura disastrata gli avvocati prosperano. Perché cambiare?”

Vai cancellieri sei tutti noi:

Gli avvocati sono troppi ed hanno tutto l’interesse a mantenere il sistema giudiziario italiano nel’attuale marasma: cause inutili, cause superflue, cause velleitarie, cause senza speranza, se per i cittadini sono un inutile costo, per gli avvocati sono reddito certo. Bisogna riformare il sistema cercando a tutti i costi di disincentivare la proliferazione della cause e ridare certezza al diritto. Ho sentito un’intervista a Piercamillo Davigo su questi temi e l’ho trovato illuminante”

Stiamo finendo nel baratro e non correggono il tiro. Sono assolutamente d’accordo con la Cancellieri, le lobby stanno uccidendo l’Italia e costringendo noi giovani alla fuga all’estero per lavorare. Ma vi sembra civile un Paese in cui, dopo aver superato un esame di stato abilitativo e l”iscrizione all’albo dei geometri per l’esercizio della professione sia vincolato all’iscrizione ad una cassa previdenziale privata, che ti vincola a pagare lauti contributi (in aumento di anno in anno) pur non fatturando. Risultato? Non posso più lavorare perchè non ho più soldi per pagare i contributi e con quelli pregressi ancora da pagare… e come me tanti altri. Di questo passo dove andremo a finire“?

“Toccati sul vivo, perchè anche loro sanno di essere una lobby ben inserita nel potere, reagiscono come la Fiom di Landini: una settimana di sciopero! Anche loro, in buona compagnia con notai, farmacisti, tassisti, gestori bagni mare, banchieri e dintorni, non intendono rinunciare ai privilegi di poter “spennare” i cittadini senza rendere conto del perchè. Troppo comodo far pagare parcelle enormi al cittadino usando cavilli per protrarre cause di udienza in udienza anche per situazioni che si risolverebbero in un quarto d’ora! Basta mercati protetti, anche per loro concorrenza, così proverebbero cosa vuol dire operare in un mercato libero anche perchè è troppo comodo dire di essere liberisti solo a parole!”

Sono la peggiore e più grande lobby: avvocati, politici, banchieri, assicuratori, petrolieri danno forma al concetto di lobby. Se la prendono? Fanno saltare l’appuntamento? Fossi la Cancellieri glie la farei pagare. Hollande ha fatto saltare un ministro perchè in disaccordo e noi in balia di chiunque. BASTA!!! Il governo Letta dovrebbe nel poco tempo che gli rimane al governo fare una apocalisse politica. Take no prisoners”….e molti altri, tutti negativi. Per visualizzarli tutti (e da avvocato mi si stringe il cuore): http://www.corriere.it/politica/13_luglio_03/avvocati_cancellieri_proteste_lobby_fuorionda_5cb99734-e3e7-11e2-a86e-c1d08ee83a64.shtml

Ecco cosa pensa di noi la gente comune!!! Chi dobbiamo ringraziare per questo?