Pulizia, ascensore, riscaldamento, manutenzione ordinaria e lavori straordinari: come distinguere le spese a carico del conduttore da quelle del proprietario
Una delle domande più frequenti nei rapporti di locazione è questa: le spese condominiali deve pagarle l’inquilino o il proprietario? La risposta, come spesso accade, non può essere ridotta a una formula unica. In linea generale, l’inquilino paga le spese legate all’uso quotidiano dell’immobile e dei servizi comuni; il proprietario paga invece le spese che riguardano la proprietà, la conservazione dell’edificio e gli interventi straordinari. Il problema è che, nella pratica, molte voci non sono sempre chiarissime: ascensore, portiere, riscaldamento, pulizia scale, lavori sull’impianto, rifacimento della facciata, conguagli, spese deliberate prima della locazione ma richieste dopo. Da qui nascono molte liti tra locatore e conduttore, soprattutto alla fine del contratto o quando arriva un conguaglio condominiale elevato.
Il punto di partenza è l’art. 9 della legge n. 392/1978, secondo cui sono a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore, alla fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonché alla fornitura di altri servizi comuni. La stessa norma prevede poi una ripartizione specifica per il servizio di portineria, normalmente posto a carico del conduttore nella misura del 90%, salvo diverso accordo. (brocardi.it)
La regola pratica: uso all’inquilino, proprietà al locatore
Per orientarsi senza perdersi tra le singole voci, si può partire da una distinzione semplice. Le spese legate all’uso e al godimento dell’immobile sono normalmente a carico dell’inquilino. Le spese legate alla proprietà, alla conservazione dell’edificio e agli interventi straordinari restano normalmente a carico del proprietario.
Questo significa, ad esempio, che l’inquilino di solito paga pulizia scale, luce delle parti comuni, consumo dell’acqua, riscaldamento centralizzato, manutenzione ordinaria dell’ascensore, piccole spese di gestione dei servizi comuni. Il proprietario, invece, paga rifacimento del tetto, facciata, sostituzione integrale dell’ascensore, lavori strutturali, interventi straordinari sugli impianti, spese per innovazioni e opere che aumentano o conservano il valore dell’immobile.
La distinzione, però, non va applicata in modo meccanico. Bisogna sempre leggere il contratto di locazione, verificare il regolamento condominiale, controllare il rendiconto dell’amministratore e capire la natura concreta della spesa. Una cosa è la manutenzione ordinaria di un servizio che l’inquilino utilizza; altra cosa è la sostituzione dell’impianto o un intervento straordinario deliberato per conservare o migliorare l’edificio.
Il contratto può prevedere regole diverse?
Sì, entro certi limiti. L’art. 9 della legge n. 392/1978 prevede espressamente la formula “salvo patto contrario”, quindi le parti possono disciplinare diversamente la ripartizione degli oneri accessori. Questo accade spesso nei contratti, dove si rinvia a tabelle di ripartizione oppure si stabilisce che alcune spese siano comprese nel canone o siano rimborsate a parte.
Proprio per questo, quando nasce una lite, la prima cosa da fare è leggere il contratto. Se il contratto prevede un importo forfettario mensile per oneri condominiali, bisogna capire se quel forfait copre tutto o se è previsto un conguaglio. Se invece il contratto stabilisce un rimborso “a consuntivo”, il proprietario dovrà indicare le spese effettive e i criteri di ripartizione. Se il contratto richiama una tabella, occorre verificare quale tabella sia applicabile e se sia stata effettivamente allegata o comunque richiamata in modo chiaro.
Per i contratti agevolati, transitori e per studenti universitari, il Decreto interministeriale 16 gennaio 2017 richiama una specifica tabella degli oneri accessori, contenuta nell’Allegato D, utilizzata proprio per distinguere le voci a carico del locatore da quelle a carico del conduttore. (mit.gov.it)
Cosa paga normalmente l’inquilino
L’inquilino paga, di regola, le spese legate ai servizi di cui usufruisce. Rientrano normalmente in questa categoria la pulizia delle scale e delle parti comuni, l’illuminazione condominiale, la manutenzione ordinaria dell’ascensore, il consumo dell’acqua, il riscaldamento centralizzato, il condizionamento se comune, lo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, la fornitura di altri servizi comuni e le spese ordinarie di gestione. Anche il servizio di portineria, salvo patto contrario, grava in larga parte sul conduttore, secondo la misura prevista dall’art. 9.
In termini pratici, l’inquilino sostiene il costo dell’uso quotidiano del condominio. Se abita nell’immobile, usa le scale, l’ascensore, la luce comune, il riscaldamento, il servizio di pulizia, l’acqua e gli altri servizi comuni. È quindi coerente che queste spese siano poste a suo carico, perché sono collegate al godimento dell’immobile durante la locazione.
Naturalmente, l’inquilino ha diritto di capire cosa sta pagando. Non è corretto chiedergli una somma generica senza spiegazioni. Se il proprietario chiede il rimborso degli oneri accessori, il conduttore può pretendere il dettaglio delle spese, i criteri di ripartizione e la possibilità di esaminare i documenti giustificativi. L’art. 9 prevede che il pagamento debba avvenire entro due mesi dalla richiesta e riconosce al conduttore il diritto di ottenere l’indicazione specifica delle spese e dei criteri di ripartizione, con diritto di prendere visione dei documenti. (brocardi.it)
Cosa paga normalmente il proprietario
Il proprietario paga le spese che riguardano la proprietà dell’immobile e la conservazione dell’edificio. Sono normalmente a suo carico le spese straordinarie: rifacimento della facciata, lavori sul tetto, sostituzione integrale dell’ascensore, adeguamento o rifacimento degli impianti comuni, opere strutturali, interventi importanti su colonne, terrazzi, cortili, parti comuni e impianti, spese per innovazioni e lavori che incidono sul valore o sulla consistenza del bene.
La ragione è semplice: queste spese non sono legate al godimento quotidiano dell’inquilino, ma alla proprietà e alla conservazione del patrimonio immobiliare. Se il condominio decide di rifare il tetto, sostituire l’ascensore o intervenire sulla facciata, il vantaggio principale resta collegato al proprietario, che conserva o aumenta il valore del proprio immobile.
Questo non significa che ogni spesa deliberata dal condominio sia automaticamente del proprietario. Bisogna distinguere. La manutenzione ordinaria di un servizio usato dall’inquilino può spettare al conduttore; l’intervento straordinario sullo stesso servizio può spettare al locatore. L’esempio dell’ascensore è molto chiaro: il funzionamento e l’ordinaria manutenzione sono normalmente a carico dell’inquilino; la sostituzione integrale dell’impianto o un intervento straordinario importante sono normalmente a carico del proprietario.
L’amministratore può chiedere le spese direttamente all’inquilino?
Nei rapporti con il condominio, il soggetto obbligato è il condomino, cioè il proprietario dell’unità immobiliare. L’inquilino non diventa condomino solo perché abita nell’appartamento e utilizza i servizi comuni. Questo significa che l’amministratore, per il recupero delle quote condominiali, normalmente deve rivolgersi al proprietario, non al conduttore.
Il fatto che il contratto di locazione preveda che alcune spese siano a carico dell’inquilino riguarda il rapporto interno tra locatore e conduttore. In altre parole, il proprietario paga il condominio e poi chiede all’inquilino il rimborso delle somme che, secondo la legge o il contratto, sono a suo carico. Anche quando nella pratica l’inquilino versa direttamente alcune somme all’amministratore, bisogna ricordare che il rapporto giuridico principale con il condominio resta in capo al proprietario.
Questa distinzione è importante anche nelle liti. Se il condominio non riceve le quote, può agire contro il proprietario. Sarà poi quest’ultimo, se ne ricorrono i presupposti, a rivalersi sull’inquilino per le spese a lui imputabili. Per questo è sempre opportuno che i pagamenti effettuati dal conduttore siano tracciabili e collegati a richieste chiare, in modo da evitare contestazioni successive.
Conguaglio spese: l’inquilino deve pagarlo?
Molte controversie nascono dal conguaglio. Durante l’anno l’inquilino versa acconti mensili per oneri condominiali; poi arriva il rendiconto e il proprietario chiede un saldo. Il conguaglio è legittimo se previsto dal contratto o comunque coerente con il sistema pattuito tra le parti, ma deve essere documentato.
L’inquilino non dovrebbe pagare somme chieste in modo generico. Ha diritto di conoscere il dettaglio delle spese, il periodo di riferimento, le tabelle utilizzate, la quota imputata all’immobile e la distinzione tra voci ordinarie e straordinarie. Se il conguaglio comprende lavori straordinari, spese di proprietà o voci che non spettano al conduttore, queste devono essere escluse dal rimborso.
Il proprietario, dal canto suo, dovrebbe evitare richieste cumulative e poco chiare. Dire “mi devi 1.200 euro di condominio” senza allegare o almeno mettere a disposizione il rendiconto, il riparto e il criterio di calcolo rende la richiesta debole e facilmente contestabile.
Il conduttore può sospendere il pagamento se non riceve i documenti?
Il conduttore ha diritto di ottenere l’indicazione specifica delle spese e dei criteri di ripartizione e di prendere visione dei documenti giustificativi. Questo non significa che possa rifiutarsi sempre e comunque di pagare, ma significa che il proprietario deve metterlo in condizione di controllare la richiesta. Se la richiesta è generica, non documentata o non consente di distinguere le spese effettivamente dovute, il conduttore può contestarla e chiedere chiarimenti.
Nella pratica, la strada migliore non è smettere semplicemente di pagare, ma chiedere formalmente il dettaglio: rendiconto approvato, riparto, voci imputate all’immobile, distinzione tra spese ordinarie e straordinarie, eventuali conguagli precedenti, quote già versate. Così la contestazione diventa seria e documentata, non una generica opposizione al pagamento.
Spese deliberate prima o dopo la locazione
Un tema delicato riguarda le spese deliberate prima dell’inizio della locazione, ma richieste durante il rapporto, oppure deliberate durante la locazione ma riferite a lavori eseguiti successivamente. Qui bisogna distinguere natura della spesa, momento della delibera, periodo di godimento del servizio e accordi contrattuali.
Se si tratta di spese ordinarie relative al periodo in cui l’inquilino ha effettivamente occupato l’immobile, normalmente potranno essergli richieste secondo i criteri applicabili. Se invece si tratta di spese straordinarie deliberate dal condominio per lavori di conservazione o miglioramento dell’edificio, normalmente restano a carico del proprietario, anche se la richiesta di pagamento arriva durante la locazione.
Per evitare equivoci, nei contratti è utile disciplinare chiaramente gli oneri accessori, specificare se gli acconti sono soggetti a conguaglio e indicare come verranno gestite le spese deliberate dal condominio.
Riscaldamento centralizzato, acqua e consumi
Le spese di riscaldamento centralizzato, acqua e altri consumi comuni sono normalmente a carico dell’inquilino, perché collegate all’uso dell’immobile. Anche qui, però, bisogna verificare i criteri di ripartizione. Se vi sono contabilizzatori, contatori o sistemi di riparto, il conduttore deve poter controllare i consumi imputati. Se invece la ripartizione avviene in base a tabelle, occorre verificare quali siano e se siano correttamente applicate.
Particolare attenzione va fatta nei casi di immobile non abitato per parte dell’anno, rilascio anticipato, subentro di un nuovo conduttore o conguaglio riferito a periodi diversi. Il principio resta che l’inquilino paga ciò che è collegato al periodo e all’uso dell’immobile durante la sua detenzione.
Portiere, ascensore e pulizia scale
Il servizio di portineria è uno degli esempi più tipici di spesa ripartita tra locatore e conduttore. L’art. 9 della legge n. 392/1978 pone a carico del conduttore il 90% delle spese del servizio di portineria, salvo patto contrario. Per ascensore e pulizia scale, invece, la regola pratica è quella già vista: funzionamento, pulizia e manutenzione ordinaria sono normalmente a carico dell’inquilino; interventi straordinari, sostituzioni e opere importanti restano normalmente a carico del proprietario.
Anche in questo caso, la distinzione concreta dipende dal rendiconto. Se sotto la voce “ascensore” sono inserite spese di energia, manutenzione ordinaria e controllo periodico, la richiesta al conduttore può essere corretta. Se invece si tratta della sostituzione di componenti importanti o di un rifacimento straordinario dell’impianto, bisogna valutare se la spesa sia davvero imputabile all’inquilino.
Cosa succede alla fine del contratto
Alla fine della locazione, le spese condominiali possono diventare un problema insieme alla cauzione. Il proprietario può sostenere che vi siano conguagli ancora da pagare e trattenere in tutto o in parte il deposito cauzionale. L’inquilino, invece, può contestare che le somme non siano documentate o che includano spese straordinarie non dovute.
Proprio per questo, al momento della riconsegna dell’immobile è utile fare un verbale completo, indicando anche la situazione delle spese: acconti versati, eventuali conguagli da verificare, utenze, letture dei contatori e cauzione. Abbiamo già affrontato il tema nella guida sulla cauzione affitto non restituita, perché spesso le due questioni si intrecciano: deposito cauzionale e oneri condominiali diventano il terreno principale dello scontro finale tra proprietario e inquilino.
Cosa fare se nasce una contestazione
Se nasce una contestazione sulle spese, la prima cosa da fare è mettere ordine nei documenti: contratto di locazione, eventuali patti sugli oneri accessori, rendiconti condominiali, riparti approvati, richieste del proprietario, ricevute dei pagamenti già effettuati, eventuali comunicazioni dell’amministratore e documentazione sulle spese straordinarie.
Poi bisogna distinguere le voci. Non ha senso discutere dell’importo complessivo senza capire che cosa contiene. Una parte potrebbe essere dovuta, un’altra no. Una parte potrebbe essere ordinaria, un’altra straordinaria. Una parte potrebbe riferirsi al periodo di occupazione dell’inquilino, un’altra a periodi precedenti o successivi.
Queste controversie si risolvono spesso bene quando si passa da una discussione generica a una ricostruzione documentale. A volte emerge che l’inquilino deve effettivamente un saldo; altre volte si scopre che il proprietario ha inserito voci non dovute; altre ancora la soluzione più ragionevole è una compensazione con la cauzione o un pagamento parziale documentato.
Perché conviene provare la mediazione, anche volontaria
Le controversie sulle spese condominiali in affitto sono tra quelle in cui andare subito in Tribunale rischia spesso di essere sproporzionato rispetto al valore della lite. Non perché la questione sia poco importante, ma perché il costo economico, il tempo e l’incertezza di una causa possono superare l’interesse concreto delle parti, soprattutto quando si discute di conguagli, oneri accessori, cauzione trattenuta o ripartizione di alcune voci condominiali.
In questi casi la mediazione può essere molto utile, anche quando non è strettamente obbligatoria. Locatore e conduttore possono sedersi intorno a un tavolo, con l’assistenza dei rispettivi avvocati, e ricostruire in modo ordinato le spese: contratto di locazione, rendiconti condominiali, riparti approvati, acconti già versati, eventuali conguagli, spese ordinarie e spese straordinarie. Spesso, una volta messi i documenti sul tavolo, il conflitto si riduce molto: alcune voci risultano effettivamente dovute, altre no, altre ancora possono essere compensate con la cauzione o definite con un pagamento parziale.
Il vantaggio della mediazione è che consente soluzioni più pratiche di una causa. Le parti possono concordare una restituzione parziale del deposito cauzionale, un saldo a stralcio, una rateizzazione, una compensazione tra spese e cauzione, oppure un criterio condiviso per distinguere le voci ancora da verificare. Il Tribunale, invece, richiede tempi più lunghi, costi maggiori e una decisione finale che spesso arriva quando il rapporto di locazione è ormai chiuso da tempo.
Provare una mediazione volontaria non significa rinunciare ai propri diritti. Significa verificare se una questione concreta può essere risolta con uno strumento più rapido, meno costoso e spesso più adatto al tipo di problema. Se l’accordo non si raggiunge, resterà sempre possibile valutare la strada giudiziale. Ma, in molte liti su spese condominiali, cauzione e conguagli, il tentativo di mediazione può evitare una causa lunga e poco conveniente per entrambe le parti.
Conclusione
Le spese condominiali in affitto non sono tutte a carico dell’inquilino e non sono tutte a carico del proprietario. La regola pratica è che il conduttore paga le spese legate all’uso quotidiano dell’immobile e dei servizi comuni, mentre il locatore sostiene le spese di proprietà, conservazione e manutenzione straordinaria.
Per evitare liti, servono contratti chiari, rendiconti leggibili, criteri di ripartizione comprensibili e documenti a supporto delle richieste. L’inquilino ha diritto di sapere cosa paga; il proprietario ha diritto di ottenere il rimborso delle spese effettivamente dovute dal conduttore. Il punto di equilibrio sta nella documentazione.
Quando però il contrasto nasce, la mediazione — anche volontaria — può essere una strada molto più efficace del Tribunale. In molte situazioni consente di ricostruire le spese, distinguere ciò che è dovuto da ciò che non lo è, compensare eventuali importi con la cauzione e chiudere la vicenda in tempi ragionevoli.
In sintesi: non basta dire “sono spese condominiali”. Bisogna capire che tipo di spese sono, a quale periodo si riferiscono e chi, secondo legge e contratto, deve sostenerle. E, se la lite nasce, prima di andare in causa conviene spesso provare a risolverla in mediazione.
Per informazioni e assistenza sull’argomento, info@studiotantalofornari.it e 0632609190 (anche Whatsapp)
Tag: spese condominiali affitto, oneri accessori locazione, inquilino, proprietario, locatore, conduttore, affitto, locazione, condominio, manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, pulizia scale, ascensore, riscaldamento centralizzato, portiere, conguaglio condominiale, cauzione affitto, mediazione locazione, mediazione volontaria, diritto immobiliare, controversie locatizie.

