Ufficiale: l’Avvocatura dello Stato, per conto del Ministero della Giustizia, ha notificato l’appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR, n. 1351 del 2015, che aveva cancellato le spese di avvio. Nel ricorso è stata chiesta la sospensiva della sentenza del TAR.
La mediazione è più viva che mai! (Dal Corriere Economia)
CORRIERE ECONOMIA
Riforme. Il dibattito dopo il definitivo via libera del Tar del Lazio
Diritti. Mediatori promossi. E ora pensano in grande
Proposta l’estensione della procedura nei Tribunali delle imprese e per tutti i contratti commerciali. Ma…
Fine della guerra di carte bollate. Per ora. Dopo cinque anni, la mediazione delle controversie civili ha ottenuto pieno via libera dal Tar Lazio, che ha ritenuto legittimo non solo il nuovo impianto normativo, ma persino la sua re-introduzione in via di urgenza con il Decreto del Fare.
Numeri a confronto. A esultare stavolta sono i sostenitori della mediazione che proprio qualche giorno fa avevano incassato la critica del presidente della Cassazione. Nella relazione d`inaugurazione dell`anno giudiziario, infatti, si sanciva l`inefficacia dello strumento visto che solo il 10% delle mediazioni avviate termina con un accordo, perché molti ancora non accettano l`invito a recarsi di fronte al mediatore, o se lo fanno decidono di abbandonare subito il percorso conciliativo.
Sui numeri si gioca gran parte del dibattito sull`efficacia della mediazione: i detrattori lo considerano uno strumento inefficace nello sveltire la macchina giudiziaria e portano a sostegno i numeri esigui di mediazioni andate a buon fine. Una valutazione che però conterrebbe un errore statistico macroscopico, secondo Giuseppe De Palo, presidente di A& Center: «Il tango si fa in due, e la mediazione (almeno) in tre: assurdo quindi considerare fallite delle procedure mai effettivamente avviate, o dove addirittura sono presenti il mediatore e una sola delle parti. Per accrescere la partecipazione alla procedura, si pensi a incentivi e sanzioni più adeguati».
In effetti, quando le parti sono rimaste al tavolo con il mediatore, la soluzione bonaria della lite si è trovata quasi una volta su due, anche se i numeri assoluti non sono di grande rilevanza. «È la dimostrazione che lo strumento, se usato correttamente, funziona continua De Palo – perché il risparmio
collettivo derivante dalle mediazioni di successo è assai superiore ai costi aggiuntivi di quelle non riuscite. Inoltre, senza tentativo di conciliazione preliminare quegli accordi non ci sarebbero mai stati, perché se i litiganti sono finiti davanti al mediatore, evidentemente l`accordo tra loro e i rispettivi avvocati non era stato trovato».
Il rilancio. Incassata la sentenza del Tar, i mediatori adesso rilanciano e propongono di estendere il campo della mediazione, come passaggio preliminare rispetto al processo.
La commissione Giustizia della Camera, in sede di conversione in legge del Decreto del fare, aveva tentato di includere nella mediazione le materie di competenza dei tribunali delle imprese e tutti contratti commerciali.
Adesso i tempi sono maturi? Forse, considerato che si registrano aperture anche tra gli avvocati: per Andrea Zanello, membro del direttivo dell`Anf, il potenziamento della mediazione è ora scontato, visti i limiti dei nuovi strumenti deflattivi del contenzioso civile messi in campo dal Decreto legge
132/2014. «A diversi mesi dalla sua conversione in legge – afferma Zanello – non mi risulta che sia stato ancora avviato un solo arbitrato presso i consigli forensi. È vero, mancano ancora delle norme complementari, ma soprattutto non si vede l`interesse della categoria e dei litiganti».
Prospettiva europea. La mediazione viene proposta dunque come soluzione alternativa agli strumenti di arbitrato e negoziazione assistita (appena varati dal governo) sollevando dubbi sull`efficacia di questi strumenti per risolvere le liti fuori dai tribunali. Per esempio, per quanto riguarda la negoziazione assistita, si sollevano dubbi di costituzionalità
nella sua versione obbligatoria (cosa che per altro era accaduta anche per la stessa mediazione).
Invece sull`arbitrato dei consigli forensi e sulla negoziazione assistita, che nelle dichiarazioni del ministro Orlando dovrebbero smaltire centinaia di migliaia di cause civili all`anno, è invece nota la netta stroncatura del’Anm.
Sponsor del potenziamento della mediazione in Italia potrebbe essere il Parlamento europeo, che affronterà il tema al prossimo Forum sulla giustizia civile, a cui partecipano i rappresentanti dei 28 stati membri. In quell`occasione verrà presentato il nuovo rapporto dell`emiciclo di Strasburgo sull`impatto della Direttiva europea in materia di mediazione.
Il rapporto dello scorso anno, valse una lettera di congratulazioni da Bruxelles all`allora ministro della giustizia Cancellieri. Quest`anno i mediatori sperano in qualcosa di più. ISIDORO TROVATO (Corriere Economia)
Mediazione: l’audizione di Adr Center in Commissione Giustizia al Senato
Ieri, 25 settembre, Adr Center, Organismo iscritto al n. 1 del Registro presso il Ministero della Giustizia, è stata ascoltato in Commissione Giustizia del Senato, nel corso dei lavori di conversione del DL 132/2014.
Adr Center ha cercato di rappresentare al meglio le idee del mondo mediazione, che ben conosce dato che esercità la sua attività da tantissimi anni, ben prima del D.Lgs. 28/10.
L’OUA nel corso del proprio intervento del giorno precedente ha insistito sull’alternatività tra negoziazione assistita e mediazione, sostenendo erroneamente che secondo la nuova normativa le parti sono costrette a duplicare i costi dovendo procedere dapprima con la NA e poi con la mediazione. Uno strano atteggiamento da parte di chi parlava di apertura.
Nel corso dell’intervento, che pubblichiamo integralmente, è stato spiegato perché questa affermazione sia inesatta e tendenziosa.
I giudici a lezione di mediazione delegata: un incontro presso il Tribunale di Roma
I giudici a lezione di mediazione delegata
La necessità di apprendere un nuovo modello di mediazione. Dalla riforma delle norme sulla mediazione civile e commerciale introdotte con il decreto del fare, moltissime le occasioni di esaminare questo “nuovo modello” che vede la contestata obbligatorietà , rectius: condizione di procedibilità , oramai “attenuata” e sostanziarsi nell’obbligo, per legge o per precetto giudiziario (anche oltre le specifiche materie ex art. 5 comma 1 bis d. lgs. 28/2010), di partecipare ad un incontro nel quale le parti, assistite dai loro legali di fiducia, potranno comprendere la funzione e le modalita’ di svolgimento della mediazione, esprimersi sulla possibilita’ di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procedere con lo svolgimento.
Da qui la necessità di valutare, in un periodo di quattro anni dalla revisione della normativa, l’efficacia dello strumento di risoluzione alternativa delle controversie rispetto al procedimento giurisdizionale – la procedura di mediazione appunto – di favorire la conclusione di accordi che mettano fine alle controversie insorte tra le parti.
Scuola Superiore della Magistratura. In questo nuovo scenario, si è svolto il 7 aprile scorso, a Scandicci nella storica sede della Scuola Superiore della Magistratura, il corso rivolto ai Magistrati che, dopo un’introduzione finalizzata a suscitare un confronto con esperti e studiosi della mediazione circa le prospettive della risoluzione alternativa delle controversie e il ruolo indefettibile della giurisdizione, ha affrontato diversi temi processuali rilevanti, quali la valutazione della procedibilità in assenza del tentativo; la rilevanza sostanziale e processuale dell’accordo; le conseguenze, probatorie e di natura economica, della mancata partecipazione senza giustificato motivo o della mancata accettazione della proposta. Una sessione specifica è stata dedicata alla mediazione ordinata dal giudice.
Formazione decentrata presso il Tribunale di Roma. A seguito dell’incontro presso la Scuola Superiore della Magistratura, il 5 giugno scorso si è tenuto presso la Sala della
Musica del Tribunale Civile di Roma un incontro di formazione decentrata dal titolo: “La mediazione “in azione”” in cui sono intervenuti circa 60 magistrati. I lavori sono stati aperti da un ampia introduzione del Presidente del Tribunale dott. Mario Bresciano che ha sottolineato l’importanza della mediazione delegata e le responsabilità del magistrato. Di seguito, il Prof. Giuseppe De Palo ha coordinato e commentato una simulazione di una mediazione ordinata dal giudice nei suoi vari aspetti di raccordo col processo, ad esso antecedenti e susseguenti. Gli avvocati ed esperti mediatori del foro di Roma Luca Tantalo, Giovanni De Luca, Renata Cimara Calderoni insieme agli ex magistrati Giovanna De Virgiliis e Mario Fantacchiotti hanno intepretato le parti, gli avvocati e il mediatore di una reale mediazione “portata in scena”.
L’apprezzamento manifestato dai tanti magistrati presenti rileva favorevolmente, anche alla luce dell’impulso che la magistratura intende dare all’utilizzo della mediazione delegata come ha sottolineato più di una volta il Presidente Mario Bresciano.
Mediazione: un’altra interessante ordinanza del Tribunale di Firenze
Il Tribunale di Firenze, con l’ordinanza del 18 marzo scorso a firma della dott.ssa Primavera, si esprime ancora una volta in favore della mediazione e del suo effettivo svolgimento.
Nell’ordinanza, infatti, non dispone solo che le parti svolgano il procedimento di mediazione, ribadendo che questo costituisce condizione di procedibilità della domanda, ma fa molto di più:
1) Invita gli avvocati a informare i loro assistiti di quanto disposto, in modo tale che essi possano compiere delle scelte consapevoli;
2) Invita le parti e i loro avvocati a partecipare ad un incontro informativo presso l’ufficio gestito dall’Università di Firenze (che è all’avanguardia in materia). In questo modo, il Tribunale compie una meritoria opera di diffusione della mediazione e di sensibilizzazione di cittadini e avvocati;
3) Invita le parti, tramite i loro legali, a depositare, almeno dieci giorni prima della prossima udienza, una nota in cuo dovranno comunicare l’esito della mediazione. In questo documento, andranno indicati:
A) informazioni in merito all’eventuale mancata fattiva partecipazione delle parti sostanziali senza giustificato motivo;
B) in relazione a quanto stabilito dall’art. 5, comma 2 del D.Lgs. 28/10 come riformato, informazioni sulle eventuali ragioni “di natura pregiudiziale o preliminare che hanno impedito l’avvio del procedimento di mediazione“. L’ordinanza sembra quindi inserirsi in quel filone intepretativo che ritiene che non esista la scelta delle parti di decidere se iniziare o meno la mediazione, e che la norma vada interpretata nel senso che la mediazione si debba comunque tentare, a meno che non esistano ragioni pregiudiziali o preliminari (ad esempio la mancanza di un litisconsorte necessario) che ne impediscano l’inizio. Resta il dubbio su quali siano gli strumenti in possesso del mediatore ove le parti, dopo che questi ha illustrato la procedura di mediazione ai sensi di legge, non vogliano proseguire.
C) i motivi per cui una parte, con specifica menzione di questa, ha rifiutato l’eventuale proposta del mediatore.
In ogni caso, un ulteriore passo avanti in favore della mediazione.

Mediazione: realizzato uno spot per farla conoscere ai cittadini
E’ stato finalmente realizzato, da parte di alcuni organismi che hanno a cuore la mediazione, uno spot per farla conoscere ai cittadini.
E’ stato prodotto anche lo spot radiofonico, sulla stessa lunghezza d’onda. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’intelligenza strategica di alcuni organismi che operano in tutta Italia. Ad ognuno di questi è stato “cucito” lo spot che verrà così utilizzato sul territorio, a vantaggio loro e, di riflesso, della mediazione civile. Lo spot “istituzionale” sarà inviato nella giornata di oggi ad autorità politiche, compreso il ministro Orlando, e mass media. Prossima tappa, LA GIORNATA NAZIONALE DELLA MEDIAZIONE PER IL CITTADINO. Oggi più che mai occorre essere concreti!!
E’ uscito il secondo numero di ADR Italia, la rivista dedicata al mondo della mediazione e delle ADR.
E’ on-line il secondo numero di ADRITALIA, la rivista leader in Italia sul mondo della mediazione e sui sistemi ADR. La rivista ufficiale del Comitato ADR & Mediazione, diretta da Antonella Fornari, offre in questo numero ben 70 pagine di articoli sul mondo della mediazione redatti da autorevoli esperti. La rivista é scaricabile gratuitamente.
Per scaricarla in formato PDF gratuito clicca qui >>
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DOMANI IL CONVEGNO LA MEDIAZIONE: COME FUNZIONA E PERCHE’ CONVIENE A CITTADINI, IMPRESE E AVVOCATI
LA MEDIAZIONE: COME FUNZIONA E PERCHE’ CONVIENE A CITTADINI, IMPRESE E AVVOCATI: IL CONVEGNO DEL 1° APRILE A ROMA
Mediazione: per il Ministro Orlando si deve proseguire su questa strada
Da Italia Oggi di lunedì 17 marzo:
La mediazione si fa sempre più strada come strumento per sfoltire il contenzioso. E il neoministro della giustizia Andrea Orlando, al termine dell’incontro con il mondo dell’avvocatura, ha fatto capire di voler proseguire sulla strada avviata della mediazione obbligatoria, avvalendosi dei legali e degli organismi di mediazione esistenti, sui quali peraltro il ministero sta esercitando una decisa attività ispettiva. «A fine 2013, 28 organismi sono stati cancellati dall’elenco, e delle 30 ispezioni avviate 15 sono risultate positive», ha detto Adele Verde, magistrato addetto del ministero della giustizia, intervenendo alla Maratona della mediazione civile e commerciale, organizzata da AR Net Mediation e da Adc Associazione dottori commercialisti, che si è svolta presso la Luiss di Roma. L’attenzione di viale Arenula è alta perchè l’esecutivo punta sempre più a una mediazione di qualità. Anzi, come ha spiegato la Verde, il ministero auspicherebbe la «nascita» della figura dell’avvocato specializzato in mediazione, e non di semplice «mediatore di diritto», come previsto oggi dal decreto 69/2013. Alla Maratona si è discusso anche del tema dell’obbligatorietà della mediazione. «L’art. 24 della Costituzione non esclude che possano esistere forme pre-processuali, anche di carattere obbligatorio, intese a favorire un uso ragionevole del diritto di accesso alle corti di giustizia», ha detto Roberto Nania, ordinario di diritto pubblico alla Sapienza. D’altra parte, ha aggiunto Eugenio Picozza, ordinario di diritto amministrativo all’università Tor Vergata di Roma, «le scoperte delle neuroscienze non possono che avere un forte impatto anche sul diritto e ci spingono verso una cultura dell’inclusione e della gestione preventiva del conflitto, propria della mediazione». «La mediazione rappresenta», per Vilma Iaria, presidente dell’Adc, «uno strumento tanto più importante in un momento di crisi, proprio perché permette di salvaguardare i rapporti con clienti e fornitori e di ridurre i costi necessari ad affrontare le controversie». A proposito delle difficoltà vissute dagli organismi di mediazione in seguito alla sentenza della Corte costituzionale che ha fatto decadere l’obbligatorietà della mediazione, Francesco Scandale, presidente di AR Net, si chiede se, prima di iniziare un’attività imprenditoriale, si debba essere costretti «a sentire il parere di qualche illustre costituzionalista per poter capire se la legge sulla base della quale si vorrebbe operare sia o meno costituzionale». Un paradosso che non può essere accettato, dice Scandale, tanto che alcuni organismi hanno avviato un’azione giudiziaria per accertare quali debbano essere le responsabilità di uno Stato che sbaglia a legiferare.



