Pubblichiamo un video, tratto da YouTube, con la simulazione di una mediazione, in particolare dell’introduzione e della sessione congiunta.
Pubblichiamo un video, tratto da YouTube, con la simulazione di una mediazione, in particolare dell’introduzione e della sessione congiunta.
Come noto, ieri è finalmente entrata in vigore l’obbligatorietà della Mediazione per alcune materie. Il Corriere della Sera di oggi parla di “boom di richieste a Roma”: attendiamo i primi dati ufficiali.
Nel frattempo, il Ministero della Giustizia ha diffuso alcuni documenti i cui link riportiamo di seguito:
Schede sulla mediazione civile
La conferenza stampa del 28 ottobre 2009: aggiunge ulteriore mistero al fatto che le proteste di questi giorni, all’epoca, non sono state neppure accennate. Eravamo ancora nell’iter di discussione: perché OUA e compagnia non aprirono bocca? Perché non presentarono obiezioni e proposte correttive? Ora non è un po’ tardi?
Come noto, oggi 21 marzo 2011, entra in vigore l’obbligatorietà del tentativo di mediazione presso gli enti accreditati.
Da oggi sarà necessario, prima di adire l’autorità giudiziaria, avviare la procedura di mediazione nelle seguenti materie: diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
Dal 21 marzo 2012, salvo novità, sarà necessaria anche per condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.
Segnalo un interessante evento gratuito, organizzato da Adr Center per il 24 marzo a Roma, dal titolo “Il ruolo dell’avvocato nella mediazione – Procedure e tecniche”. Mi permetto di consigliarlo soprattutto ai più scettici.
Il link per l’iscrizione:
Mancano sei giorni all’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediazione nelle materie previste e poteri forti ed altrettanto antiquati, gli stessi che non hanno mosso un dito (questo i miei colleghi ed amici avvocati dovrebbero ricordarlo) per bloccare gli spaventosi ed ingiustificati aumenti dei contributi previdenziali, stanno facendo di tutto per provocarne il fallimento.
In questi giorni ho letto falsità incredibili, contro la mediazione e contro la riforma. Una per tutte, forse la più grave: non è vero che in caso di mancata adesione della controparte si debba pagare comunque l’indennità. Questo è un falso assoluto e va smentito con forza in tutte le sedi. Si pagheranno solamente i diritti di segreteria per avere il verbale di mancata adesione. Nessuna spesa folle per andare in Tribunale, quindi, per avere l’accesso a quella che “loro” continuano a definire giustizia e che invece, allo stato attuale, giustizia non è.
Come ogni riforma, quella della mediazione è perfettibile. Ma gli italiani non sono stupidi, e non possono non aver compreso che tutta questa ostilità, da parte di molti avvocati (fortunamente non di tutti), non può che nascondere qualcosa.
Il sito http://www.law.com, uno dei più prestigiosi d’America, ha pubblicato un interessante articolo sullo sciopero della prossima settimana, al quale (ripeto) non aderirò assolutamente, e sulla riforma che entrerà in vigore la prossima settimana.
Lo riporto di seguito, scusandomi per eventuali errori nella traduzione.
I pendii delle Alpi italiane potrebbero essere un po’ più affollati la prossima settimana. Con una mossa che gli studi americani possono solo sognare, il sindacato degli avvocati italiani ha indetto uno sciopero dal 16 marzo al 21 marzo al protestare contro l’avvento della mediazione obbligatoria, presumibilmente perché gli avvocati temono che la legge farà male alla loro attività. A parte l’alimentazione in uno stereotipo persistente nazionale, l’effetto principale dello sciopero sarà quello di richiamare l’attenzione su un esperimento coraggioso e degno di risoluzione delle controversie.
Una direttiva europea 2008 chiede all’Unione europea in ogni nazione (ad eccezione della Danimarca), di approvare una legge entro maggio che preveda la mediazione delle cause civili transfrontalieri. Solo in Italia la nuova legge rende obbligatoria, in vigore il 21 marzo.
“Ci sarà un cambiamento di rotta”, ha detto JAMS International Managing Director, Lorraine Brennan. “La mediazione italiana aumenterà mille volte durante la notte.”
L’Italia soffre di un arretrato dickensiano di 5,4 milioni di cause civili. La legge mira a rendere incidere in questo attraverso la mediazione di un milione di casi l’anno. Le stime del procuratore generale di 600.000 casi che si qualificheranno per la mediazione obbligatoria. I sostenitori sperano che altri 200.000 a 600.000 casi saranno su base volontaria di cui alla mediazione, spinti da alcuni forti incentivi.
Se una parte rifiuta un invito alla mediazione, allora il giudice può trarre conclusioni negative da tale rifiuto. E se una parte respingere la proposta del mediatore, che parte può pagare il canone anche se vince in tribunale. Il vincitore perderà il beneficio di tassa-shifting nella misura in cui un giudice giunge ad una conclusione simile alla mediazione respinta.
“Ci sono molte buone pratiche… Che al fine di renderli comune ogni giorno, la comunità politica deve veramente promuovere”, ha detto i socio fondatore di JAMS International, Giuseppe De Palo. “Quando le parti si siedono al tavolo della mediazione professionale,… le possibilità di [trovare] un aumento accordo negoziato”.
JAMS International ha lanciato a gennaio sedi a Roma e Amsterdam, e presto aprirà a Londra, nella speranza di trarre profitto dalla tendenza nuova mediazione. Se l’esperimento della mediazione obbligatoria in Italia sarà un successo, ha detto De Palo, allora è probabile eche saràcopiato in Europa orientale, dove la regola della legge ABA Intitiative ha contribuito alla predisposizione di leggi mediazione stile USA. Ma una cultura di mediazione non ha mai preso piede in Europa orientale, nonostante il peso di pesanti ritardi.
Al momento della stampa, esattamente come molti avvocati ascolteranno la chiamata del sindacato di scioperare rimane poco chiaro. Ma con 17 marzo festa nazionale italiana di quest’anno, lo fa sembrare un buon momento per fare un weekend lungo – Il Ponte, come si dice in Italia.
All’udienza di ieri, dopo la discussione, il TAR Lazio non ha concesso la richiesta di sospensiva, presentata dai ricorrenti per impedire l’entrata in vigore della mediazione, prevista per il 21 marzo. Il TAR deciderà probabilmente a fine mese; nel frattempo, dal lunedì 21, la mediazione sarà obbligatoria per le materie previste.
Dal sito del Ministero della Giustizia:
Fermo restando che il termine mediaconciliazione non esiste e che mi è veramente odioso, volevo commentare un messaggio che mi è arrivato qualche giorno fa, e che immagino sia pervenuto a tutti gli avvocati romani e forse non solo a loro. In detto messaggio, inviato da un grandissimo Collega, persona che rispetto e stimo come pochi, viene sostanzialmente detto, prendendo ad esempio un caso di divisione ereditaria del valore di circa 500.000 Euro, che la mediazione non converrebbe ai cittadini, in quanto avrebbe un costo variabile dai 3.500 ai 5.300 Euro per parte, contro gli 880 Euro di contributo unificato; ma non converrebbe neppure ai mediatori, per i quali però viene preso in considerazione (non si sa perché) uno scaglione di valore notevolmente inferiore, ossia quello fino a 25.000 Euro, con una valutazione del compenso evidentemente del tutto errata.
Ebbene, mi spiace molto per l’illustre amico e Collega e per chi, con grande serietà ed impegno, ha redatto queste tabelle. Infatti, nella determinazione del costo per il cittadino, sono state involontariamente fatte diverse omissioni. A titolo esemplificativo, infatti, al costo del contributo unificato vanno aggiunti quello del CTU (circa 3-4000 Euro; il costo delle notifiche e delle marche per le copie degli atti (ad essere ottimisti, circa 200 Euro). Ma soprattutto, e capisco chi poi critica gli avvocati per certi atteggiamenti, accusandoci di voler sfruttare i clienti, non vengono affatto considerati i costi per l’assistenza legale, che in cause del genere possono andare (a naso) da almeno 5.000 Euro a 10-15.000, ma forse anche di più. Per quanto riguarda poi la circostanza per cui, se la controparte non aderisce alla richiesta, ci sarebbe (sempre nel caso citato) un’indennità di ben 3.915,00, non so a quali Enti si riferisca il Collega, oppure se egli abbia ben letto i regolamenti. L’Ente in cui sono mediatore io (Adrcenter) specifica chiaramente che “In caso di mancato svolgimento dell’incontro di mediazione, l’indennità versata sarà restituita per intero”, e chiede solamente un modesto contributo per l’emissione del verbale di mancata partecipazione (100 Euro). Immagino che così faranno tutti gli altri. Tutto questo senza considerare il credito d’imposta (fino a 500 Euro). Come si può sostenere la convenienza per il cittadino della causa rispetto alla mediazione?
Per quanto riguarda i mediatori, abbiamo detto dell’erronea indicazione dello scaglione: in realtà, quello esatto prevede un’indennità per parte di 3.800 Euro, da aumentarsi del 20% se la mediazione abbia esito positivo. Non quindi 217 Euro….ma parecchio di più. Inoltre, non credo che qualcuno voglia smettere di fare l’avvocato. E comunque, ricordiamo che la riforma è stata fatta nell’interesse di tutti, e che se vogliamo il rispetto dei cittadini dobbiamo smetterla con questi atteggiamenti corporativistici e meritarcelo con il lavoro, l’impegno e la serietà.
Di seguito alcuni documenti per orientarci. Gli ultimi due sono i file, che ho descritto e confutato in precedenza, allegati al messaggio ricevuto giorni fa.
GUIDA_ALLA_PROCEDURA_DI_MEDIAZIONE
Regolamento_di_Mediazione_in_vigore_dal_1_ottobre_2009
Costo mediazione nella divisione (File allegato al messaggio inviato agli avvocati romani)
tabella compensi mediatore netti (File allegato al messaggio inviato agli avvocati romani)