Mediazione – Modifiche ai criteri e modalità di iscrizione al registro organismi e all’elenco formatori.

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 agosto n.197, il Decreto 6 luglio 2011 n. 145: Regolamento recante modifica al decreto del Ministro della giustizia  18 ottobre 2010, n. 180, sulla determinazione dei criteri e delle modalità di  iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei  formatori per la mediazione, nonchè sull’approvazione delle indennità spettanti  agli organismi, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 28 del  2010.

Il Regolamento di modifica

Sulla mediazione controffensiva delle imprese (da Il Sole 24Ore)

Articolo sul sito del Sole 24 Ore di oggi

MILANO
Rischia di farsi pieno di spigoli il tavolo di confronto tra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e gli avvocati sulle correzioni alla conciliazione. Perché adesso arriva la controffensiva delle imprese che, in una lettera indirizzata allo stesso Alfano, sottolineano la loro netta contrarietà a ipotesi di intervento in corso d’opera e chiedono comunque di potere dire la loro in sede ufficiale. Tutto questo mentre una parte consistente dei legali conferma l’irriducibilità della protesta chiamando all’astensione dalle udienze per il prossimo 23 giugno.
Ieri è arrivata sul tavolo del ministro una lettera firmata dai presidenti di Confindustria, di Unioncamere, di Confapi, di Rete imprese, di Confagricoltura e del consiglio nazionale degli architetti, con un esordio nel segno della «viva preoccupazione per alcuni dei contenuti delle proposte avanzate (al tavolo di confronto, ndr), che potrebbero snaturare le caratteristiche qualificanti della mediazione, finendo per disincentivarne l’utilizzo e vanificare la reale efficacia dell’istituto, anche in termini di deflazione del contenzioso».
Una discesa in campo che le associazioni imprenditoriali motivano anche nel dettaglio perché a preoccupare è innanzitutto la proposta di stabilire un limite di valore per l’obbligatorietà della mediazione, si è parlato di 5mila euro. Limite che, se tradotto in norma, avrebbe come immediato effetto quello escludere dall’applicazione della mediazione la stragrande maggioranza delle controversie tra imprese. La conciliazione, si legge ancora nella lettera, per le imprese è un servizio rivolto alla crescita della competitività, alla diminuzione dei costi, alla crescita della fiducia nel mercato e alla garanzia della certezza del diritto.
Ma a non convincere le imprese c’è anche un altro punto, quello sul quale l’intesa sembra ormai raggiunta, la necessità dell’assistenza legale nel corso di tutta la procedura di conciliazione. I costi inizierebbero subito a salire per tutti gli utenti. E senza grandi giustificazioni, visto che l’attività di mediazione, nel giudizio degli imprenditori, non richiede particolari competenze tecniche, quanto piuttosto la capacità di favorire la composizione amichevole delle liti.
Le associazioni ammettono però che un confronto con l’avvocatura è opportuno, visto che «il coinvolgimento degli avvocati è un elemento importante ai fini del successo del nuovo istituto». Ben vengano, quindi, soluzioni che permettano di superare il clima di forte contrapposizione che vede sulle barricate, con sfumature diverse, buona parte dei legali ma senza arrivare a stravolgimenti di una disciplina che è operativa solo da poco più di 2 mesi. In ogni caso, al tavolo aperto al ministero dovrebbero essere chiamate anche le imprese, non fosse altro che come riconoscimento per gli sforzi messi in atto da tempo per consentire il decollo della conciliazione.
Intanto, l’ala più dura dell’avvocatura, rappresentata dall’Oua, conferma la protesta e lo sciopero del 23 giugno precisando che non è dalla conciliazione che potranno arrivare misure soddisfacenti per la cancellazione dell’arretrato, tanto più che le disposizioni su cui punta il governo prestano anche il fianco a possibili speculazioni, dal momento che sono oltre 400 le società di capitali iscritte al registro degli organismi di mediazione e formazione.
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Le osservazioni
01|LE RICHIESTE
In una lettera firmata, tra gli altri, da Confindustria e Unioncamere, le imprese chiedono al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di intervenire per evitare stravolgimenti alla disciplina della conciliazione dopo il confronto con l’avvocatura.
02|I PUNTI CRITICI
Da parte delle imprese viene espressa assoluta contrarietà a misure che limitino l’obbligatorietà, introducendo, per esempio, paletti per valore della controversia. Quanto all’obbligo di assistenza legale, viene fatto notare che la conseguenza sarà l’innalzamento dei costi.

Procedure di mediazione: i primi dati del Ministero, molto diversi da quelli inventati dall’OUA

Sono 1.336, su quasi 6mila fra iniziali e sopravvenuti, i procedimenti civili definiti con mediazione in poco più di un mese. Di questi, 304 hanno avuto buon esito, 1.032 non hanno raggiunto l’accordo. Il ministero della Giustizia fornisce i primi dati ufficiali sul flusso della mediazione civile nel periodo che va dal 21 marzo, giorno in cui è diventato obbligatorio esperire il tentativo di conciliazione, al 30 aprile scorso.

I numeri, raccolti dalla Direzione generale Statistica ed illustrati dal suo responsabile Fabio Bartolomeo nel corso del convegno Mediazione: fra efficienza e competitività, fotografano la situazione di 170 organismi su 259 e rendono il senso delle potenzialità del nuovo istituto per la risoluzione alternativa delle controversie: la stima nei primi 12 mesi, infatti, effettuata tenendo conto dei flussi storici per materia, dell’andamento stagionale degli stessi nei diversi mesi dell’anno e dell’effetto innovativo della nuova normativa, prevede un numero complessivo di 280mila procedimenti di mediazione civile e commerciale.

Come si può ben vedere, numeri assai diversi da quelli fantasiosi del’OUA e per di più inferiori a quelli reali, visto che riguardano solo 170 organismi su 259.

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La pagina del Ministero sul convegno del 25 maggio

Mediazione: l’intervento integrale del Ministro al convegno del 25 maggio (video)

Intervento integrale del Ministro Alfano

Il Ministro Alfano conferma l’obbligatorietà della mediazione (video)

MEDIAZIONE: L’OUA NON RAPPRESENTA GLI AVVOCATI.

Letti gli oltremodo discutibili comunicati dell’OUA sul convegno di mercoledì scorso, in cui vengono stravolti a proprio uso e consumo i dati del Ministero, ed in cui vengono anche messe in bocca ad importanti personaggi delle considerazioni che essi non hanno mai fatto, la prima cosa che voglio ribadire con forza (e prego i colleghi che mi leggono e che sono d’accordo di manifestarsi) è che non mi pare di avere mai dato alcun tipo di mandato né all’avv. De Tilla né all’OUA, organismo dormiente quando si tratta di cose fondamentali come l’ingiustificato aumento dei contributi previdenziali ed ora invece impegnatissimo a combattere la Mediazione (e non “mediaconciliazione”, termine inesistente). Pertanto, dato che l’OUA non ha ricevuto alcun mandato a rappresentare l’intera categoria, e dato che non è affatto vero che tutti gli avvocati sono contrari alla mediazione (anzi, e fortunamente ho modo di riscontrare ogni giorno che i favorevoli crescono sempre di più), l’affermazione che “l’avvocatura è compatta contro la mediazione” è falsa. Ovviamente, nei citati comunicati non si fa parola degli interventi di autorevolissimi personaggi, tra cui un noto avvocato di un grande studio internazionale, rappresentanti della stampa specializzata e di Confindustria, ed ovviamente della dott.ssa Iannini, Magistrato e capo dell’ufficio legislativo del Ministero, i quali hanno spiegato e motivato adeguatamente la loro posizione favorevole alla riforma. Non proprio gli ultimi arrivati quindi.

Questo si chiama stravolgere la realtà.

La seconda considerazione, ma altre ce ne saranno nei prossimi giorni, è sul fatto che l’OUA si lamenti (addirittura) del fatto che il Ministro abbia partecipato ad un convegno con una platea definita “amica”. Ebbene, informiamo l’OUA che viviamo (ancora) in un Paese democratico, e che il dibattito era aperto a chiunque. Essendo stato ampiamente pubblicizzato, ed essendo come detto aperto a tutti, se chi ha deciso di restare nella sua posizione di ignoranza (cioè di non conoscere la realtà) ha deciso di non partecipare, non è certamente un problema del Ministro, il quale certo non sapeva come sarebbe stata composta la platea ed ha espresso la sua posizione con chiarezza e decisione, assumendosene la responsabilità anche politica, e chiarendo che gli organismi di mediazione saranno sottoposti a controllo continuo, dando così ampia garanzia di serietà al cittadino.

Inoltre, l’OUA, che augura la morte della riforma, sappia due cose: la prima è che la mediazione è un istituto applicato in tutto il mondo, e di normale applicazione in Paesi sicuramente più “civilizzati” del nostro, come gli Stati Uniti, in cui viene insegnato nelle Università e fa parte degli esami per diventare avvocati, e quindi non morirà; anzi, si radicherà sempre di più.

La seconda è che chi è contro una riforma ed un istituto che sono chiaramente a favore dei cittadini, come dimostra l’ampio consenso (per esempio) tra le associazioni dei consumatori, deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità di spiegare perché è contro i cittadini stessi, e ancor più dovrà farlo in caso (che non ci sarà) di suo fallimento.

Mediazione: il ministro Alfano garantisce che l’obbligatorietà rimarrà in vigore.

Al dibattito di ieri, al quale sono intervenuti tra gli altri il ministro Alfano, la dott.ssa Augusta Iannini, capo dell’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, l’avv. Alpa, presidente del CNF e il dott. Luca Palamara, presidente dell’ Associazione Nazionale Magistrati, il Ministro ha ribadito che l’obbligatorietà della Mediazione rimarrà in vigore. Il Ministro ha poi avvisato gli organismi di mediazione, e questo dovrebbe tranquillizzare chi giustamente si preoccupa realmente degli interessi del cittadino e non di quelli di categoria, che essi “non saranno guardati con occhi distratti né benevoli, saremo attentissimi al rispetto delle regole ed alla qualità del servizio”.

A conforto di queste dichiarazioni, è stato poi presentato il sistema di monitoraggio degli enti e delle procedure, che sarà continuo e attento. Sono poi stati presentati i primi dati sulle mediazioni, che sono assolutamente confortanti, relativamente al dato di quelle in cui ambedue le parti hanno aderito: ebbene, in questi casi, la percentuale di successo della procedura è del 71%.

Inoltre, è emerso un altro dato assai rassicurante per chi temeva la scarsa professionalità dei mediatori, e che dovrebbe mettere a tacere chi, per sostenere le sue ragioni, afferma che tra i “pericoli” della mediazione vi è quello di affidare la questione a chi non ha alcuna competenza giuridica: il 60% degl iscritti come mediatore è composto da avvocati, il 5% da praticanti avvocati o comunque laureati in giurisprudenza, il 9% da commercialisti. Mi pare che ci sia da stare sereni. Starà poi, come accade sempre, alla serietà dell’organismo la scelta accurata del mediatore.

Infine, è emerso un ulteriore dato, che peraltro a me sembra già piuttosto ovvio: fermo restando che probabilmente verrà introdotta l’assistenza tecnica obbligatoria, nella pratica non accade mai, già da ora, che il singolo soggetto vada in mediazione senza il suo legale. Lo schema è lo stesso di prima: quando c’è un problema si va dall’avvocato, il quale prepara ed inoltra l’istanza di mediazione, ove poi assiste il cliente. Una preoccupazione inutile, quindi, a mio parere.

Mediazione: no allo svuotamento della riforma!!

Anora una volta, giungono notizie allarmanti. I miei colleghi avvocati, ingenui ma qualche volta anche fermi su posizioni di pregiudizio, si stanno facendo ingannare da personaggi che hanno governato (malissimo) per anni importanti istituzioni, e che hanno tutto l’interesse a distruggere la mediazione. In questo modo, una riforma – perfettibile come qualunque altra cosa – che andava nell’interesse dei cittadini ma rappresentava anche per i legali una grande opportunità, rischia di essere svuotata e ridotta ad una barzelletta. Poi non ci lamentiamo se la gente ci vede (giustamente) come degli avvoltoi. Speriamo solo che il Ministro resista e che gli avvocati (nelle cui fila, comunque, i favorevoli alla mediazione aumentano di giorno in giorno), invece di arroccarsi su posizioni indefendibili, imparino a conoscere la Mediazione e ad apprezzarla.

Di seguito, riportiamo un’intervista a Luigi Fedeico Brancia, dottore commercialista a Roma e a.u. di Adr Concordia Italia, che mi trova completamente d’accordo.

Articolo del Sole 24 Ore di oggi

Mediazione: è possibile inviare quesiti al Ministero per il dibattito del 25 maggio.

E’ stato pubblicato anche sul sito del Ministero della Giustizia l’annuncio riguardante il convegno del 25 maggio: è particolarmente interessante la possibilità di inviare alla segreteria organizzativa (fax 06.68897525, mail marco.mancini@giustizia.it) entro il 23, dei quesiti che verranno poi trattati all’interno del dibattito.

Comunicato del Ministero della Giustizia

Mediazione: il 25 maggio a Roma un convegno del Ministero

Mercoledì 25 maggio, dalle ore 12 alle 17, si terrà presso l’Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi, un dibattito organizzato dal Ministero della Giustizia sulla mediazione a due mesi dall’entrata in vigore della riforma, dal titolo “Mediazione: efficienza e competività”.

I relatori, come si può vedere dal programma che alleghiamo, sono tutti di altissimo livello, a partire dal Ministro e dal Vice Presidente del Parlamento europeo. Consigliamo quindi decisamente  a chiunque abbia la possibilità di intervenire, di farlo senza indugi. Il mio invito è rivolto a chi è favorevole alla mediazione, ma soprattutto a chi non la conosce e ha voglia di chiarirsi le idee.

Per essere accreditati è necessario inviare, entro il 24 maggio, il modulo che trovate qui di seguito insieme al programma.

Programma dibattito 25 maggio e modulo partecipazione